Diritto privato
Caratteri del diritto
Il diritto ha tre caratteri incontroversi:
- Carattere umano: a causa dell'uomo, ogni diritto è costituito.
- Carattere sociale: dove vi è il diritto, vi è una società di uomini e dove vi è società, vi è diritto (ubi ius, ubi societas).
- Carattere normativo: il diritto deve essere racchiuso in delle norme.
Ordinamento giuridico
Che cos'è l'ordinamento giuridico?
L'ordinamento giuridico è racchiuso in tutti quegli schemi che fanno parte della realtà giuridica di ogni istituzione.
Norma giuridica
Che cos'è la norma giuridica?
È una regola di condotta che ha una funzione che si divide in due aspetti: uno fisiologico e uno patologico.
- Fisiologico: la norma ha la funzione di regolare la vita sociale.
- Patologico: dirimere le controversie.
Le norme giuridiche hanno un senso se vengono osservate spontaneamente dall'uomo. La norma giuridica è una regola di comportamento ed è il contenuto della legge. La legge è il contenitore delle norme giuridiche. Il testo della norma giuridica si chiama documento e la norma non esprime un "essere" ma un "dover essere".
Fattispecie e sanzione
La norma giuridica contiene una fattispecie, cioè la descrizione di un fatto ipotetico. Può essere di tre tipi:
- Fattispecie semplice: è quella composta soltanto da un fatto.
- Fattispecie complessa: si ha quando accadono più fatti contemporaneamente.
- Fattispecie a formazione progressiva: si hanno più fatti che si susseguono nel tempo.
Se viene violata la norma giuridica, scatta la risposta da parte dell'ordinamento giuridico, cioè la sanzione. La sanzione può essere:
- Diretta: bisogna ripristinare la situazione precedente.
- Indiretta: risarcimento in denaro.
- Civile: nasce dalla violazione di una norma del codice civile.
- Penale: nasce dalla violazione del codice penale.
- Amministrativa: nasce dalla violazione del codice amministrativo.
Caratteri delle norme giuridiche
La norma giuridica possiede due caratteri:
- Astrattezza: la norma descrive fatti ipotetici e poi diventa concreta.
- Generalità: la norma è rivolta a tutti, non esistono norme ad personam.
Le norme di diritto comune sono più generali e più astratte. Le norme di diritto speciale sono meno generali e meno astratte.
Principio di eguaglianza
Nella formulazione delle norme giuridiche è fondamentale il rispetto del principio di eguaglianza (art. 3 Cost.).
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (Comma 1, ha carattere formale)
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. (Comma 2, ha carattere programmatico)
Norma giuridica e norma morale
Tra la norma giuridica e la norma morale può esservi corrispondenza a livello di contenuto come può anche esserci differenza; quando sono uguali a livello di contenuto la differenza è la sanzione (che appartiene alla norma giuridica).
Il concetto di diritto evoca quello di giustizia, ma talvolta nell'applicare rigorosamente le norme non si raggiunge la giustizia sotto il profilo sostanziale, ma solo sotto quello formale, tecnico. In tal caso viene applicato il cosiddetto principio di equità definita come la giustizia nel caso singolo (si tratta cioè di trasformare una legge formalmente giusta ma sostanzialmente ingiusta in una legge sostanzialmente giusta in base ai singoli casi).
Classificazione delle norme giuridiche
Le norme giuridiche possono essere classificate in:
- Norme derogabili: norme che possono essere derogate dalle parti.
- Norme inderogabili: norme che non sono derogabili dalle parti.
- Norme suppletive: norme che sostituiscono i vuoti lasciati dalle parti.
Fonti del diritto
Che cos'è la fonte del diritto?
La fonte del diritto è tutto ciò che produce o è capace di produrre diritto. Bisogna distinguere le fonti di produzione dalle fonti di cognizione:
- Fonti di produzione: atti da cui deriva il diritto.
- Fonti di cognizione: documenti attraverso i quali conosciamo il diritto.
Le fonti sono collocate all'art. 1 delle disposizioni della legge in generale e sono: leggi, regolamenti, norme corporative e usi. Il codice civile nasce nel 1942 e con esso anche l'art. 1. Le norme corporative cadono insieme al fascismo. Nel 1948, con la nascita della Repubblica e l'entrata in vigore della Costituzione, si vanno a modificare le fonti del diritto.
Le fonti vanno ordinate per gradi; una fonte di grado più elevato può abrogare la fonte di grado meno elevato ma non viceversa.
- La fonte gerarchicamente maggiore è la Costituzione (1). La Costituzione è molto rigida, cioè per modificarla è necessario un complesso iter burocratico. Nel momento in cui vi è una legge o una norma che va contro la Costituzione interviene la Corte Costituzionale.
- Dopo la Costituzione ci sono i Regolamenti dell'Unione Europea (2). Essi sono rivolti ai cittadini dell'UE e prevalgono alla legge statale e talvolta vengono ritenuti superiori anche alla Costituzione (ma non è così).
- Dopo i regolamenti ci sono le leggi dello Stato (3). Tra queste troviamo:
- Leggi ordinarie emanate dal Parlamento.
- Decreti legge emanati dal Governo in casi straordinari; entro sei mesi devono diventare legge o decadono.
- Decreti legislativi emanati dal Governo all'interno della legge quadro emanata dal Parlamento.
Codici e leggi in Italia
In Italia sono presenti 7 codici: civile, penale, procedura civile, procedura penale, navigazione, militare di guerra e militare di pace. Il Codice Civile è una legge; è composto da oltre 3000 articoli e si divide in 6 "libri":
- I: Famiglia e persone
- II: Successioni a causa di morte
- III: Proprietà
- IV: Obbligazioni
- V: Lavoro
- VI: Tutela dei diritti
È preceduto da 16 articoli, detti "preleggi", e seguito da circa 300 articoli, detti "disposizioni di attuazione". Nasce dalla fusione tra il Codice Civile del 1865 e il Codice di Commercio del 1882.
Il Codice del 1865 regolava i rapporti della borghesia fondiaria (statico). Il Codice del 1882 regolava i rapporti nell'ambito dei produttori e dei consumatori (dinamico). I codici di settore sono una serie di codici che tutelano vari settori specifici.
Lo Stato e le regioni hanno competenze diverse, quindi le leggi regionali sono affiancate alle leggi statali.
Direttive e regolamenti
Dopo le leggi seguono le direttive dell'Unione Europea (4). Le direttive sono rivolte agli stati membri dell'UE, i quali hanno l'obbligo di trasformare le direttive in legge.
Sotto le direttive stanno i regolamenti governativi (5). Vengono emanati dal Governo o da altri enti. L'ultima fonte è la consuetudine (6). La consuetudine è una fonte non scritta caratterizzata da due elementi:
- Soggettivo: convinzione che tale comportamento sia corretto (opinio iuris ac necessitate).
- Oggettivo: comportamento uguale reiterato nel tempo dai consociati.
La consuetudine può essere di tre tipi:
- Contra legem: si manifesta con una desuetudine nel momento in cui la norma è derogabile.
- Secundum legem: viene richiamata dalla norma giuridica.
- Praeter legem: supporta nel caso in cui le parti non hanno regolamentato il contratto (affine quindi alle norme suppletive).
Interpretazione della legge
Ha due aspetti:
- Conoscitivo: necessità di capire il contenuto della norma.
- Applicativo: da una fattispecie astratta si arriva al fatto realmente accaduto.
Vi sono dei criteri di interpretazione previsti dalla legge, al fine di rendere i criteri sempre uguali e perciò una uguaglianza di fronte alla legge. Sono collocati all'art. 12 delle Preleggi e sono due: letterale e teleologico.
- Letterale: comprendere il significato della parola inserita in un contesto di altre parole.
- Teleologico: guarda allo scopo che il legislatore aveva nel momento in cui ha posto in essere quella norma (Ratio Legis).
Dal criterio teleologico derivano due interpretazioni:
- Interpretazione estensiva: estende il significato (es. art. 3 cittadini uomini).
- Interpretazione restrittiva: attraverso la ratio legis si va a restringere una legge molto vasta.
Classificazione dell'interpretazione
L'interpretazione si può classificare in base anche ai soggetti che la compiono:
- Autentica: compiuta dallo stesso legislatore quando vi è una legge poco chiara, attraverso la creazione di una nuova legge che ha efficacia retroattiva.
- Giudiziale: fatta dal giudice che analizza le interpretazioni delle parti e poi sceglie quella giusta.
- Dottrinale: compiuta dagli studiosi del diritto che scrivono e creano dottrina.
Nell'art. 12 delle Preleggi l'ultimo comma parla dell'analogia nel momento in cui è presente una lacuna nell'ordinamento giuridico, il giudice applica l'analogia. L'analogia può essere di due tipi:
- Analogia legis: si cerca una norma che regoli un caso simile in una materia analoga.
- Analogia iuris: si guarda ai princìpi generali dell'ordinamento giuridico.
Situazioni giuridiche soggettive
Attive e passive: ogni fatto produce un cambiamento e quindi nasce una situazione giuridica che si manifesta attraverso la qualificazione della persona e una qualificazione dell'oggetto. Valutazione che l'ordinamento giuridico fa nei confronti del comportamento dell'uomo (all'interno del profilo giuridico). La situazione giuridica soggettiva più importante è il diritto soggettivo. Il diritto soggettivo è il potere di agire per il raggiungimento di un interesse giuridicamente protetto (aspetto fisiologico) e il potere di reagire nel momento in cui quest’interesse viene leso (aspetto patologico). È espressione di grande libertà dell'individuo nonché potere in mano all'individuo.
Si classifica in:
- Diritti soggettivi assoluti: si possono fare valere nei confronti di tutti ("erga omnes"). I quali a loro volta si articolano in:
- Diritti della personalità dell'uomo in quanto tale.
- Diritti reali (res=cosa): diritti sulla cosa (categoria chiusa!).
- I diritti reali si articolano a loro volta in:
- Ius in re propria: proprietà.
- Ius in re aliena: diritti su cosa altrui. I ius in re aliena si dividono in:
- Diritti reali di godimento: uso, usufrutto, abitazione, servitù prediale, superficie ed enfiteusi.
- Diritti reali di garanzia: pegno ed ipoteca.
- Diritti soggettivi relativi: possono essere fatti valere nei confronti di uno o più soggetti determinati o determinabili. Si articolano in:
- Diritti di credito: pretesa di un soggetto attivo a che il debitore segua un'obbligazione.
- Diritti di famiglia: nascono dal matrimonio (fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione, coabitazione e contribuzione).
- Diritti potestativi: potere di agire nel proprio interesse modificando la sfera giuridica di un altro soggetto (es. diritto di recesso, divorzio).
Situazioni giuridiche passive
Quali sono le situazioni giuridiche passive?
Di fronte ai diritti soggettivi assoluti, questi "tutti" (omnes) hanno il dovere di astenersi dal turbare l’esercizio di un diritto. Nei confronti dei diritti soggettivi relativi si configurano: obbligo (diritti di famiglia); obbligo (diritti di credito); soggezione (diritti potestativi). Il diritto soggettivo è un potere molto grande che ha però un limite: l'abuso.
Abuso del diritto soggettivo
I casi di abuso del diritto soggettivo sono:
- Atti emulativi (art. 833): sono tutti gli atti compiuti allo scopo di nuocere ad altri. Presentano due profili:
- Profilo soggettivo: volontà di nuocere ad altri.
- Profilo oggettivo: mancanza di utilità dell'atto.
- Immissioni: scuotimenti, suoni, fumi che superano la normale tollerabilità (aspetto relativo).
Altre situazioni giuridiche soggettive
Attive:
- Facoltà: elemento costitutivo del diritto soggettivo (godimento e disposizione) non autonomo.
- Aspettativa: attesa a che la propria situazione giuridica soggettiva attiva diventi un diritto; il titolare dell'aspettativa ha il diritto di tutelare la propria aspettativa.
- Potestà: potere di agire per il raggiungimento di un interesse altrui.
- Status: costituito dalla posizione del soggetto all'interno di un gruppo (elemento materiale) e dall’autonoma tutela che il soggetto titolare di status possiede all'interno di un gruppo (elemento formale).
Passive:
- Onere: potere di tenere un determinato comportamento per raggiungere un determinato risultato.
Interesse legittimo e interessi diffusi
Che cos'è l'interesse legittimo?
È dato dal rapporto tra il soggetto privato e la Pubblica Amministrazione (es. concorso pubblico corretto).
Che cosa sono gli interessi diffusi?
Si tratta di interessi della collettività (es. interesse al paesaggio, all'ambiente salubre).
Persona fisica
La persona fisica si distingue dalla persona giuridica che sono gli enti e si chiamano persone per una finzione di legge. La persona fisica è tutelata dalla nascita e anche prima. La capacità giuridica è l'attitudine del soggetto di essere destinatario di diritti e obblighi (qualità del soggetto). Si acquista al momento della nascita, considerata come il momento in cui si compie la prima respirazione polmonare. La capacità giuridica termina al momento della morte dell'individuo, considerata come la cessazione di ogni attività celebrale.
Capacità giuridica
L'accertamento della morte può essere diretto o indiretto. La nascita deve essere dichiarata entro 10 giorni dai genitori o da chi era presente al momento della stessa. La madre può non riconoscere un figlio (in quanto non c'è alcuna norma a riguardo). Al compimento dei 18 anni si aggiunge la capacità di agire, cioè l'attitudine del soggetto a porre in essere atti giuridicamente validi. Sotto i 18 anni non si possono compiere atti né di ordinaria amministrazione né di straordinaria amministrazione.
Atti di amministrazione
- Atti di ordinaria amministrazione: gestione del patrimonio senza modificarlo (atti quotidiani).
- Atti di straordinaria amministrazione: atto che modifica profondamente la consistenza del patrimonio.
Per permettere al minore di compiere atti di ordinaria amministrazione si ricorre ad una finzione giuridica, cioè è come se il minore agisse nelle vesti dei genitori.
Incapacità di agire
L'incapacità di agire può essere:
- Legale assoluta: non si possono compiere atti di alcun tipo (ordinari e straordinari) [minori e interdetti].
- Legale relativa: si possono compiere da soli gli atti di ordinaria amministrazione, mentre gli atti di straordinaria amministrazione necessitano l'assistenza di un curatore.
Interdizione e inabilitazione
L'interdizione legale nasce dalla legge e si tratta di una pena accessoria nei confronti di chi ha subìto una condanna detentiva non inferiore a 5 anni o all'ergastolo. L'interdetto può compiere però atti personalissimi come fare testamento, sposarsi ecc.. L'interdizione giudiziale nasce dalla sentenza di un giudice a seguito di una malattia mentale grave ed abituale. Viene perciò nominato un tutore che si sostituisce al soggetto interdetto (rappresentante legale). Tutela: rappresentanza legale; Curatela: assistenza.
Gli incapaci di agire sono gli inabilitati e il minore emancipato (incapacità legale relativa). L'inabilitazione deriva da una malattia di mente non tanto grave da portare all'interdizione e viene stabilita da un giudice. Sono inabilitati anche i tossicodipendenti, gli alcolisti, i ludopatici, i prodighi (coloro che spendono il denaro solo per ostentazione), ciechi e sordomuti solo nei casi in cui non abbiano ricevuto un'educazione tale da non poter badare ai propri interessi. Il minore emancipato è il soggetto che si sposa tra i 16 e i 18 anni diventando quindi emancipato (incapace relativo). L'incapacità può essere anche naturale, cioè incapacità di intendere e di volere per cause transitorie.
Invalidamento degli atti
Se la persona è incapace e compie un atto unilaterale, quest’atto può essere invalidato se il soggetto prova che in quel momento era incapace. Questo vale anche nel caso di un contratto, con l'aggiunta della dimostrazione della malafede dell'altro contraente.
Legge sull'amministrazione di sostegno (2004)
Crea una differenza con quanto appena detto, in quanto non esistono più interdetti e inabilitati, poiché dal punto di vista della persona si passa al patrimonio per cui si definisce beneficiario colui che riceve assistenza. In tal modo vengono prese in considerazione anche le persone malate dal punto di vista fisico-neurologico (es. malati di SLA). L’amministratore è una figura duttile.
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