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STORIA DELL’ARCHITETTURA 1 PROF. BALESTRERI ISABELLA A.A. 1 – SEM. 1

Marco Vitruvio Pollione, de architectura libri decem, 27 ac

Opera letteraria in cui si espongono gi aspetti teorici e pratici di un'arte illustrando regole e norme che riguardano

un'attività umana che si può praticare in modi diversi (arte).

Vitruvio, 70 aC, conduce campagne militari probabilmente in asia minore (esercito di giulio cesare) dove viene a contatto

con l'architettura ellenistica, ha competenze da architetto-ingegnere militare.

• Scritto in latino, tratta di architettura greca

• Previste almeno dieci illustrazioni originali

• Destinatari ideali: architetti, ingegneri, uomini politici (spiegando l'architettura ai committenti diventa opera

educativa)

• È la prima opera di carattere divulgativo: finalizza e cerca di trasmettere l'eredità greca e ne fa una sintesi,

destinata alla globalizzazione, cementa in un un'unica opera parti diverse.

• Durante il medioevo viene custodito ma male interpretato, durante il rinascimento "depurato", stampato,

illustrato e tradotto.

Tra I dieci libri non c'è una struttura riconoscibile (7+3)

• Teorico: I libro

Teoria , figura e competenze dell'architetto: l'architettura è forma di organizzazione di mestieri diversi che si compone di

teoria (ratio) e pratica (fabrica). L'architetto deve essere docile e ingegnoso (non avaro). L'architettura è composta di

patti: si basa sulla triade FIRMITAS (solidità) VENUSTAS (bellezza: simmetria ovvero rapporto armonico tra le diverse

parti) E UTILITAS (utilità).

• Tecnologico (materia e materiali): II e VII

• Tipologico (tipologie di edificio divisi perr famiglie): III, IV, V, VI

• Meccanico (macchine da guerra, orologi, acqua)

ARCHITETTURA ANTICA ( VI aC-VI,V sec dC)

Architettura dei templi (dal VI aC al II dC). Vitruvio descrive I tempi come "case degli dei immortali" nel 3/4 libro. I tempi

erano costruiti su acropoli in prossimità di santuari. Letteralmente Templum significa "pezzo di terra sacralizzato reso

chiaro dalla posa di 4 ceppi". È un edificio destinato al culto divino pagano, costruito in pietra, esigenze pratiche e

simboliche: relazione tra architettura e funzione religiosa.

• Culto dell'immagine plastica della divinità

• Nasce come luogo di custodia dell'immagine della divinità: essendo il tempio casa degli dei immortali allora è

abitato da statue, e ci dovrebbe essere corrispondenza con le case degli uomini (bianchi e con il tetto piatto)

invece il riferimento costruttivo del tempio è la capanna (una capanna di pietra).

Riferimento costruttivo dell'urna ceneraria: è già un'abitazione (gradini, pronao a difesa e basamento). Inoltre è

importante il rapporto che si crea tra interno ed esterno: il pronao è visto come un luogo di accoglienza per pregare. Le

cerimonie si tenevano all'esterno quindi la zona antistante il tempio inizia ad essere arricchita e complicata.

Vitruvio suddivide i templi secondo il loro figurarum aspectum (ovvero la loro immagine esterna) - dovevano essere

ammirati dal fuori, a differenza delle cattedrali gotiche che prevedono un percorso interno: l'interno del tempio era

riservato al sacerdote.

All'interno due file di colonne creano una navate e dividono lo spazio senso longitudinale.

• Sicilia, Selinunte, tempio C. 550-540 ac. Maggior intercolumnio, naos a navata unica. c'è una forte proporzione

tra il diametro della colonna e l'intercolumnio.

• Paestum, 530 ac. Periptero con nove colonne sul fronte. Pronao con tre colonne due porte (per dissipare la

folla dei fedeli). Nel naos c'è una fila centrale di colonne. Per la prima volta tutte le colonne sono leggermente

inclinate verso l'interno per dare più slancio.

• Olympia, V secolo, Tempio di Giove. Da una certa data in poi sul lato lungo si devono avere il doppio

delle colonne poste sul lato principale più uno. È un tempio esastilo (6-13), con il naos molto più

complicato dei templi precedenti. Il naos è più grande: nell'intercapedine c'è una scala a chiocciola

per la manutenzione, posta vicina all'ingresso e prima della sala sacra. La navata centrale è dilatata.

Acropoli di Atene, tempio di Atena (Partenone), V secolo. Due campagne di costruzione: Callicrate e Ictino (due

architetti), le statue sono in oro e avorio. È un tempio periptero octastilo (8-17) - nel progetto precedente era 6-16 - con

un naos enorme, e due celle separate. Il tempio in antis è esastilo con una grande porta, al centro una statua circondata

da colonne (intercolumnio minore, forse casuale forse programmato). La cella minore ha una pianta quasi centralizzata

(4 colonne centrali), sei colonne sul fronte e una porta di ampiezza minore.

Pericle diede inizio alla costruzione dell'Acropoli di Atene per esaltare il potere politico della città. Il partenone in

particolare è considerato il capolavoro dorico per eccellenza, con numerose decorazioni interne.

All'esterno è caratterizzato da un ordine dorico: nella piccola cella quadrata le colonne sono diverse (non appoggiano

sullo stilobate ma su una base - ordine ionico).

• Tempio di Apollo a Bassae, fine V sec. Allargato lo spazio centrale, le colonne non separano più le navate ma

scandiscono le spazio.

• Tempio di Apollo, Vidima. Tempio di grandi dimensioni, tempio diptero (due giri di colonne). Il pronao presenta

12 colonne per "separare" l'afflusso di persone. All'interno del naos c'è un tempietto in antis (tempio nel tempio) ,

quasi scenografico. Le dimensioni suggeriscono la presenza di una grande quantità di persone (pensato e

progettato per stupire e impressionare)

• Tholos di Delfi. Cambia solo la geometria che diventa circolare. Spazio centralizzato con al centro una statua, il

tetto è a cono e richiama una capanna. All'esterno 20 colonne doriche, all'interno u n anello di dieci colonne

corinzie.

Classificazione dei templi per speciem ovvero per rapporto aritmetico tra la sezione della colonna misurata sul punto di

appoggio sullo stilobate e la misura dell'intercolumnio.

Il rapporto varia 1:1 1:2 1:3

Se il rapporto ha come massimo 1:2 si creano problemi di utilitas: il passaggio deve essere utile e agibile per due

persone, l'intecolumnio sarebbe troppo stretto. Vitruvio consiglia il rapporto 1:3, che è molto comodo ma pone dei

problemi statici (architravi si spezzano).

COSTRUZIONE - FIRMITAS

• Consolidamento del terreno: tronchi piantati nel terreno formano la platea di fondazione. In pietra o mattoni

vengono edificate le fondazioni in relazione al posizionamento delle colonne e della cella.

• Costruzione del crepidoma: la pietra viene cavata e trasportata (blocchi parallelepipedi) tramite schiavi sul

luogo di costruzione, mantenendo le caratteristiche meccaniche anche dopo la messa in opera.

• Trasporto: via fluviale oppure tramite una slitta fatta scivolare in discesa, trainata da funi

• Lavorazione e assemblaggio: per la costruzione del crepidoma viene intagliato il blocco di pietra (litotecnica). La

faccia superiore e quella inferiore devono essere lisce per evitare slittamenti, quelle laterali diventano facciate di

giunzione con fori per gli attacchi metallici. La faccia a vista viene lasciata al naturale (bugnato) egli spigoli

vengono lavorati.

Talvolta negli edifici non completati sono mostrati i blocchi di pietra con escrescenze derivanti dalla lavorazione, non

decorative ma funzionali.

Stilobate

• Per la costruzione della cella si utilizzavano parallelepipedi stereotonici, ovvero con una grande cura nella

lavorazione preliminare per la formazione di incastri (almeno due strati)

• Le colonne erano formate da una sommatoria di tamburi con un foro centrale all'interno del quale veniva

versato del metallo fuso (quasi armate)

• Sopra la colonna viene posto un blocco rettangolare di pietra (architrave) collocato sul capitello, che è un

nodo, un elemento più statico che decorativo (punto di congiunzione tra l'elemento verticale - colonna - e quello

orizzontale - architrave.

• ECHINO. Allargamento del punto di imposta della colonna che permette la posa dell'abaco.

• ABACO. Vassoio di marmo che permette la posa dell'architrave.

• ARCHITRAVE. Elemento portante che regge la copertura. Composto di diverse parti che si connettono in

corrispondenza delle colonne per ragioni di statica.

Sistema di copertura

• Poche informazioni. Probabilmente copertura di marmo con parti fuse metalliche interne per saldare la struttura

in pietra (oppure in legno, oppure in ferro-piombo o ferro battuto)

• Tetto a falde o in terracotta o in pietra

• Parte scultorea

Fase di stoccatura. Ad edificio completato tutti i giunti venivano stuccati e smaltati, poi dipinti a colori primari. Il tempio

era concepito così come una grande scultura.

VENUSTAS

La bellezza è basata sul concetto di simmetria, che può essere intesa sia come rapporto tra le parti sia come rapporto

tra le parti e l'unità (analogia con il corpo umano)

La trabeazione, un nastro orizzontale sul quale si poggiano timpano e frontone. La trabeazione tripartita è composta da

architrave (elemento portante), fregio (el. Scolpito decorativo), cornice (elemento sporgente che contiene il gocciolatoio,

un sistema di raccolta dell'acqua che previene l'intaccamento della pietra sottostante). L'entasi è il punto in cui il

diametro della colonna si allarga rispetto alla rastremazione, collocato nel terzo inferiore della colonna (punto dove sono

maggiori gli sforzi e dove il sistema si fletterebbe. Il collarino mette in evidenza il punto in cui il diametro è minore.

ORDINE DORICO

Le proporzioni vengono mantenute anche in altezza: la colonna diventa un elemento di sostegno verticale con

proporzioni determinate tra diametro e altezza.

L'ordine dorico prevede l'appoggio della colonna direttamente sullo stilobate, il fusto rastremato e unitario. Il diametro è

direttamente determinato dalla base della colonna (modo) accostato a diametri diversi a seconda di dove si appoggia

l'echino.

• Altezza fusto: diametro riportano n volte con rapporti che variano dall'1:6 all'1:8 (miglior rp 1:7). La proporzione

lega a sua volta anche tutti gli elementi della trabeazione tripartita fino alle scanalature.

• Capitello sintetico: echino circolare, abaco quadrato

• Architrave liscio

• Fregio complicato (metope, piastrelle decorate, e triglifi)

• Differenziazione tra colonne della peristasi (esterne) e colonne interne (dividono in navate). Quelle interne

hanno diametro minore e sono sommatoria di due ordini (due sistemi colonna-architrave-fregio-timpano) in

altezza.

• Divinità uomo

ORDINE IONICO

Come nel Partenone. Le colonne non appoggiano direttamente sullo stilobate ma su una base per ragioni funzionali: la

colonna -ionica è più slanciata (rp 1:8-1:10, miglior rp 1:9).

• Base che permette di allargare il punto di appoggio e dare forma a modanature diverse (solida, utile e bella).

Composta da tre parti diverse che la rendono più stabile.

• l'elemento orizzontale a sezione rettangolare e quello verticale a sezione circolare sono l'unico modo per

assicurare l'equilibrio.

• Rappresenta la grazia della divinità donna

CASE CON PORTICO

De architectura III e IV libro. "Case degli dei immortali"

Le case tuscaniche (aedes) sono case con portico pseudoperiptero composte da due parti: pars antica (pronao) e la

pars postica (tre celle interne). Questi tipi di architetture venivano costruite principalmente vicino a Roma, nei pressi dei

templi. Un esempio è il tempio di Giove Capitolino: tetrastilo, con grande frontone e una "foresta di colonne" nel pronao

alle spalle del quale ci sono tre celle (pars postica) separate da muri. (casa con il portico da dove osservare gli uccelli).

EDIFICI IN PIETRA

Le rovine dei Templi di Largo Argentina a Roma: 4 templi con 4 geometrie diverse accumunati dalla presenza di una

scalinata frontale delimitata da muri (per far si che il fedele si metta in asse frontale con il tempio e lo ammiri da davanti).

Tre templi a pianta rettangolare e uno a pianta centrale (periptero , con podio in mezzo alla scalinata).

Le colonne, a differenza dei templi greci, non continuano per il tutto il perimetro dell'edificio, ma sui lati si fondono con le

pareti, rimanendo intere solo nel portico d'ingresso (tempio pseudoperiptero ereditato dagli etruschi), oppure

continuano su solo tre lati. La cella non è in posizione baricentrica sul podio ma slitta verso il fondo. La parete portante è

quella posteriore.

ROMA, metà I sec. aC

Tempio in Foro Boario. Pseudoperiptero con compenetrazione tra colonne e muri laterali. Tre lati sono rivestiti di lastre di

marmo. Tempio tetrastilo (4 colonne frontali e 3 in profondità). La cella è di ordine ionico:

• Rapporto 1:8

• Trabeazione ionica: architrave a fasce, fregio semplice (nastro che poteva essere riempito con

decorazioni in modo continuo (di solito riguardano il mondo vegetale) oppure con iscrizioni) e cornice più

complicata del dorico

• Colonna ad angolo: il diametro deve essere maggiore per sopportare gli sforzi. La colonna ionica ha

due volute che identificano il fronte e il retro, nelle colonne ad angolo bisogna modificare il disegno delle

volute e creare quattro facce identiche.

ORDINE CORINZIO

• Colonne ancora più slanciate

• Capitello omogeneo su tutti i lati, molto più gestibile e ricco

• Trabeazione complessa: architrave a fascia, fregio continuo, cornice ricca e sporgente

• Abaco quadrato, colonna a sezione circolare.

• Il "cesto" ha una geometria determinata matematicamente, decorato con volute a 45 e 90 gradi e foglie

d'acanto. (ricoperto da elementi vegetali)

Rimane l'ordine più utilizzato e versatile (se dorico è la celebrazione maschile, ionico quella femminile, allora il corinzio è

una celebrazione ibrida, elegante e versatile).

Parasta: proiezione della colonna nella muratura. È un elemento decorativo che mantiene elementi e proporzioni

Roma, Tempio di Marte Untore nel foro di Augusto: tempio pseudoperiptero addossato a mura altissime, posto all'interno

di una piazza enorme quadrata, caratterizzato dall'ordine corinzio.

PANTHEON 117-128 Dc, Adriano

Grande edificio dedicato a tutti gli dei: la funzione è universale, di dare una casa a tutte le divinità. L'architetto è

Apollodoro da Damasco ma probabilmente è il risultato di un lavoro di equipe.

• Grande frontone con iscrizione ad Agrippa nel fregio

• Tempio octastilo con enorme pronao

Ha subito numerose trasformazioni: il pronao doveva inserirsi in una piazza rettangolare al centro della quale doveva

essere posto un arco trionfale in asse con l'entrata dell'edificio. Doveva presentare una grande cupola: la cella non si

doveva vedere dall'esterno perché inserita in altri edifici. Inoltre, attualmente si presenta privo dell'antistante corte

colonnata.

Sintesi delle tre maggiori tendenze architettoniche: la creazione dello spazio interno, uso del calcestruzzo e le tre

principali forme geometriche:

• Pronao octastilo con frontone con due tetti a falda

• Corpo di pianta rettangolare che funge da arco trionfale, ovvero è l'elemento di passaggio tra il pronao

e la cella circolare

• Cella a pianta circolare con cupola parzialmente estradossata e oculo centrale

La luce della cupola - 43.50m - era senza precedenti, inoltre l'altezza interna dall'oculo fino al terreno è pari al diametro.

La versione attuale è almeno la terza versione:

• AGRIPPA: cella rettangolare + pronao, distrutto e ricostruito

• DOMIZIANO: pronao + cella rotonda senza cupola, con cono in legno probabilmente incendiato

La cupola presenta un estradosso cassettonato concepito per configurare una falsa prospettiva. La calotta è ricoperta

Di lastre di piombo dorato con al centro un enorme oculo (collegamento mondo terreno-divino) di diametro 8.5 m.

Pronao: la navata centrale è più ampia delle due laterali, dove si trovano due esedre con due statue

C. rettangolare: arco trionfale - passaggio

Rotonda: pianta circolare, il tamburo sempre circolare ha spessore 7 metri con architettura complessa interna.

L'architettura interna è circolare, basata sulla suddivisione degli spazi secondo gli assi NS EO. Serie di nicchie e colonne

lungo tutto il perimetro: a nord c'è l'unica nicchia semicircolare priva delle due colonne (quella con l'arco), presenti invece

ad est e ad ovest. In corrispondenza degli assi a 45° ci sono delle nicchie trapezoidali che presentano sempre le due

colonne, ma sono intervallate da dei pilastri ad U che creano volutamente degli spazi accessibili dall'esterno dell'edificio.

In corrispondenza dei pilastri ci sono delle edicole. Il sistema risulta quindi NICCHIA C - PILASTRO AD U - NICCHIA T.

(forte alternanza di pieni e vuoti).

Livelli: • Primo: ordine corinzio con trabeazione

• Secondo: attico. Registro intermedio senza misure o proporzioni definite: scollega le due dimensioni.

Coincide con l'arco della nicchia frontale più la relativa trabeazione.

• Terzo: cupola emisferica (metà sfera, completa sarebbe totalmente inscrivibile in sezione) ovvero una

sup. di rotazione di un arco a tutto sesto rispetto ad un asse verticale. La calotta è formata da una parte a

cassettoni e la seconda liscia andando verso l'oculo. Simbologia: i cassettoni sono 5 (pianeti conosciuti) righe

per 28 colonne (giorni della fase lunare).

Particolare anche il sistema costruttivo (tecnica mista), non a vista ma totalmente inglobato nei paramenti: si

susseguono sei strati costruttivi diversi, composti da caementa di diversa natura e peso, per rendere la struttura sempre

più sottile dal basso verso l'alto. Paramento in mattoni cotti + riempimento.

• Paramento ester

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alip12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Balestreri Isabella Carla Rachele.
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