Economia e gestione degli intermediari finanziari
Lezione del 27/02/2019
Differenza tra risparmio, investimento e credito
Il risparmio è la parte del reddito di un dato soggetto che non viene impiegata per fini di consumo. Il risparmio viene accumulato per ottenere, in un tempo medio o lungo, una maggiore disponibilità monetaria in grado di fronteggiare i consumi futuri o per trasmettere ad altri il proprio patrimonio.
Gli investimenti sono quelle operazioni finanziarie che vengono fatte al fine di acquistare beni economici. Il loro impiego è legato al processo produttivo non destinato alla soddisfazione di un bisogno personale. Rispetto all'acquisto di un bene per un bisogno personale, la finalità è diversa. Si può acquistare una Ferrari per utilizzarla e quindi soddisfare un bisogno personale, ma si potrebbe acquistare una Ferrari per noleggiarla nel caso in cui si possegga una società di autonoleggio. Se l'acquisto è finalizzato a un procedimento produttivo, si parla di investimento. Bisogna quindi vedere se l'investimento è di tipo profittevole. Nella realtà, le banche raccolgono il risparmio e lo impiegano in investimenti, concedendo prestiti agli imprenditori che necessitano di capitale per gli investimenti.
Differenza tra risparmiatore ed investitore
Il risparmiatore è colui che non vuole perdere il denaro, quindi attua il risparmio correndo un rischio minimo. L'investitore invece è colui che accetta il rischio, anche elevato, per avere la possibilità di accedere a una maggiore remunerazione. L'individuazione del profitto del soggetto è importante per creare strumenti finanziari adatti al soddisfacimento delle esigenze degli individui.
È fondamentale che vi sia una garanzia per coloro che decidono di risparmiare. Ad oggi, i risparmiatori hanno una garanzia fino a 100.000€. La normativa attuale tutela il risparmio, ma fino a un certo punto. Superato tale limite non vi sono più garanzie.
Il credito può definirsi come un qualunque rapporto, tra due soggetti (uno in deficit e uno in surplus) avente natura finanziaria e/o monetaria e basato sulla volontarietà e sulla fiducia delle parti. Tra prestazione e controprestazione passa un determinato arco temporale.
Credito diretto e credito indiretto
Il credito diretto si ha quando il rapporto tra creditore e debitore è regolato senza l'intervento di intermediari finanziari.
Il credito indiretto si ha quando il rapporto è regolato dalla presenza di un intermediario, il quale assume la veste di debitore verso chi fa credito e di creditore verso chi lo riceve.
Prestazione: Valore nominale
Controprestazione: Montante
Lezione del 28/02/2019
Il sistema finanziario
Il sistema finanziario è il complesso organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari. Per complesso organizzato si intende un insieme di elementi regolamentati, indirizzati e controllati.
Il sistema finanziario ha il compito di creare circuiti e forme di trasferimento "efficienti" delle risorse finanziarie tra i soggetti in SURPLUS e quelli in DEFICIT. Ciò significa che il concetto di efficienza è legato al livello di rischio, alle asimmetrie informative e impatta sulle singole persone perché tratta di un particolare bene frutto di un risparmio.
Soggetti in surplus: soggetti che hanno una disponibilità monetaria maggiore in quanto hanno applicato il risparmio.
Soggetti in deficit: soggetti che hanno bisogno di una maggiore disponibilità monetaria.
Quali sono le componenti fondamentali del sistema finanziario?
- Mercati finanziari: Il mercato finanziario è quel luogo in cui si realizzano gli scambi e le combinazioni aventi ad oggetto gli strumenti finanziari (incontro tra gli emittenti e coloro che sottoscrivono gli strumenti finanziari) (strumenti finanziari: obbligazioni, che sono titoli di debito emessi dalle imprese, azioni).
- Intermediari finanziari: Gli intermediari finanziari sono delle imprese che esercitano l'attività di raccolta, gestione ed impiego delle risorse finanziarie attraverso gli strumenti finanziari. Perché gli intermediari finanziari vengono definiti come imprese? Nel sistema bancario, l'attribuzione del termine impresa alla banca è stato introdotto nel 1994. Questo termine presuppone un fine lucrativo, quindi gli intermediari scelgono dove si guadagna di più e si scelgono le attività che sono più profittevoli.
- Strumenti finanziari: Sono dei contratti aventi prestazioni e controprestazioni di natura finanziaria (prestazione: adempimento di un debitore al proprio dovere, volto a soddisfare le esigenze di un creditore; controprestazione: corrispettivo in denaro o in natura di un'altra prestazione).
L'attività del sistema finanziario
La scelta di un sistema economico è fondata sul volume e sulla natura degli investimenti realizzati. Il volume degli investimenti dipende dalla capacità di accumulazione del risparmio. La natura (la qualità) degli investimenti dipende dalle scelte allocative del risparmio.
Come può la banca essere attrattiva nei confronti del risparmiatore? Cercando di comporre degli strumenti che abbiano una combinazione rischio-rendimento adatta alle esigenze dei risparmiatori. La fiducia è la chiave di lettura di tutto e il compito è quello di creare denaro, non distruggerlo. L'accumulazione del risparmio e l'allocazione delle risorse finanziarie costituiscono le due funzioni fondamentali dell'attività del sistema finanziario.
Soggetti in surplus Soggetti in deficit
Sistema finanziario
Risparmiatori imprese
La creazione di forme e circuiti di trasferimento delle risorse finanziarie, nel tempo e nello spazio, identifica il compito principale del sistema finanziario. Il trasferimento delle risorse finanziarie dai soggetti in surplus ai soggetti in deficit è caratterizzato dalla presenza dell'incertezza e dalla divergenza delle scadenze. Il sistema finanziario assolve la funzione di migliorare (efficienza allocativa) il processo di trasferimento delle risorse attraverso la gestione di tre fattori:
- Informazione: I mercati e gli intermediari finanziari, essendo specializzati, offrono una gestione economica delle informazioni finalizzata alla riduzione dei rischi legati alle attività e alle informazioni. La loro caratteristica, di trattare e gestire le informazioni finanziarie, permette loro di avere un approccio specializzato, competente e qualificato per l'interpretazione delle informazioni. Ciò permette:
- La riduzione delle asimmetrie informative tra i soggetti in surplus e quelli in deficit. (Si ha asimmetria informativa quando entrambe le parti non hanno lo stesso quantitativo e la stessa qualità delle informazioni).
- La creazione di strumenti finanziari capaci di interpretare la qualità degli investimenti e le aspettative dei soggetti sulla base dell'elaborazione qualificata delle informazioni.
- Liquidità: Gli strumenti finanziari, in considerazione della caratteristica della loro negoziabilità, consentono di smobilizzare le somme investite prima della scadenza pattuita permettendo il "riutilizzo del risparmio". Il mantenimento delle condizioni di liquidità e la formazione di meccanismi di liquidità agevolano il funzionamento del sistema finanziario. La liquidità è funzione della natura degli strumenti finanziari in quanto possono essere "negoziabili" e "non negoziabili". Nel primo caso hanno un grado di liquidità che deriva dalla possibilità di negoziare gli strumenti in un mercato.
- Rischi: Gli intermediari finanziari attuano una trasformazione del rischio tale da consentire che i soggetti in surplus di risorse finanziarie (risparmiatori) trovino forme di impiego con una bassa propensione al rischio, e che i soggetti in deficit (imprese) trovino fondi nonostante gli investimenti presentino elevati profili di rischi. L'intermediario finanziario, interponendosi tra datore e prenditore di fondi, si accolla parte dei rischi, permettendo una gestione diversificata del risparmio attraverso la creazione di un portafoglio di strumenti finanziari.
Lezione del 01/03/2019
Il mercato finanziario
Nella teoria economica i mercati finanziari possono essere ricondotti a tre approcci principali (dei modi di vedere, dei modi che spiegano come funziona il mercato finanziario):
- Approccio neoclassico: secondo questa visione il mercato è considerato come un sistema perfetto di scambi. Qui domanda e offerta raggiungono condizioni di equilibrio, in quanto non vi sono costi di transazione e asimmetrie informative. I prezzi raggiungono un livello di equilibrio che assicura la massimizzazione dei profitti ed un'allocazione efficiente delle risorse finanziarie. Quello che cerco si trova sul mercato e mi sento soddisfatto.
- Approccio keynesiano: secondo questa visione, all'interno del mercato, la formazione dei prezzi è il frutto di comportamenti diversi (esigenze e preferenze diverse) tra le unità economiche (soggetti che intendono effettuare lo scambio) e le scelte sono influenzate dalle aspettative e dai risultati attesi. Non vi è una perfetta simmetria tra i soggetti che effettuano lo scambio. Il soggetto che intende comprare, comprerà quello che rispetta i suoi interessi. Questo tipo di approccio introduce il "fattore di incertezza" relativo alle decisioni sulla formazione del prezzo, che non rispecchierà esattamente il valore dello strumento finanziario.
- Approccio istituzionalistico: secondo questa visione i soggetti ricercano la massimizzazione della loro "funzione obiettivo" (rapporto rischio-rendimento) in presenza di vincoli rappresentati dai limiti che incontrano nel processo di raccolta ed elaborazione delle informazioni. Gli agenti economici operano conoscendo solo parte delle informazioni, di conseguenza hanno una capacità limitata di elaborarle. Ci sono dei vincoli legati alla raccolta ed all'elaborazione delle informazioni, in quanto il mercato non fornisce tutte le informazioni necessarie. Gli agenti economici operano conoscendo solo parte di queste informazioni e quindi hanno una limitata capacità di elaborarle. Asimmetria conoscitiva!
Questo ci porta a una conclusione: ci sono dei costi di transazione e si dà importanza al ruolo dell'intermediario finanziario, in quanto nel mercato lo scambio diretto non si può fare! È necessario che ci siano sempre dei soggetti in grado di intermediare tra le parti, in quanto trasformano e migliorano il rischio e le scadenze.
La presenza di organi di controllo è importante!
I tipi di mercato
Si configurano diverse tipologie di mercati finanziari:
- Mercati creditizi e mobiliari: sono quei mercati caratterizzati dalla presenza di strumenti con requisiti di minore o maggiore trasferibilità.
- Mercati creditizi: sono quei mercati caratterizzati dalla presenza di strumenti con minore trasferibilità. I prezzi sono frutto di un accordo bilaterale, fatto tra la banca e il cliente. Supponiamo che io ottenga un finanziamento da una banca, questo non è facilmente trasferibile a un altro.
- Mercati mobiliari: sono quei mercati caratterizzati dalla presenza di strumenti con maggiore trasferibilità. Il prezzo (il prezzo dell'azione) si forma dall'incontro tra domanda e offerta, provenienti da una pluralità di soggetti. Gli strumenti finanziari in questo tipo di mercato, ossia azioni ed obbligazioni, sono facilmente trasferibili.
- Mercati monetari e dei capitali: la distinzione viene fatta con riferimento alla caratteristica degli strumenti finanziari e alla funzione dei circuiti finanziari che il mercato alimenta.
- Mercati monetari: sono quei mercati caratterizzati da strumenti finanziari di breve termine. La funzione principale è quella della gestione della liquidità degli operatori.
- Mercati dei capitali: sono quei mercati caratterizzati dalla presenza di strumenti con scadenza a medio-lungo termine. Questo tipo di mercato alimenta circuiti finanziari che, in rapporto alla durata e alla disponibilità dei fondi, sono a fronte di fabbisogni per investimenti in capitale fisso.
- Mercato cash: è quel mercato in cui l'oggetto di negoziazione sono gli strumenti base, quali azioni, obbligazioni e cambi. La transazione di questi strumenti prevede uno scambio tra titolo e denaro con consegna e pagamento a pronti.
- Mercato dei derivati: mercato in cui vengono negoziate le opzioni o i contratti swap, si caratterizza dalla possibilità di scelta riconosciuta ai soggetti che interagiscono. Hanno per oggetto contratti che derivano appunto dagli strumenti base. L'oggetto di tali contratti può essere una delle componenti dello strumento base oppure il diritto/obbligo a vendere/acquistare a termine un determinato strumento.
- Mercati primari: sono quei mercati che riguardano gli scambi in sede di emissione dei titoli. Qui avviene la prima negoziazione tra emittente e primo investitore.
- Mercati secondari: sono quei mercati in cui avvengono le negoziazioni di titoli mobiliari. Qui gli investitori ridefiniscono continuamente la loro posizione nei confronti di un titolo.
- Mercati ad asta: sono quei mercati tipici dei titoli di Stato e in cui le contrattazioni avvengono tramite asta. La determinazione del prezzo avviene tramite un insieme di flussi di ordini di acquisto e di vendita. Si muovono a rialzo o a ribasso in base alla prevalenza degli ordini di acquisto o di vendita.
- Mercati con market making: sono quei mercati in cui vi è la presenza di un intermediario finanziario che opera come dealer e che ha compiti di quotazione dei titoli. Per la determinazione del prezzo il dealer compra e vende allo stesso tempo.
- Mercati regolamentati: sono quei mercati che prevedono la contrattazione degli strumenti finanziari tramite regolamenti vigenti per il funzionamento dei mercati.
- Mercati paralleli, detti anche over the counter (non regolamentati): sono quei mercati in cui i rapporti di scambio sono basati su relazioni informali tra i contraenti.
- Mercati valutari: sono quei mercati che riguardano la negoziazione di titoli o altre attività in valuta estera. In questi mercati vi è il monitoraggio dell'andamento delle valute e del loro funzionamento, anche dei mercati esteri. In questo tipo di mercato vengono effettuate due operazioni:
- Transazioni a pronti: che prevedono un cambio immediato della valuta all'attuale tasso di cambio, detto tasso spot.
- Transazioni a termine: che prevedono un cambio futuro ad una data e ad un tasso di cambio prestabiliti, futuri.
Lezione del 06/03/2019
Gli intermediari finanziari
Gli intermediari finanziari sono quelle imprese, qualificate e specializzate, che esercitano la propria attività nel settore creditizio e finanziario. È possibile distinguere essenzialmente quattro categorie di intermediari:
- Intermediari creditizi: Sono imprese specializzate nell'esercizio dell'attività bancaria (Banche). L'attività bancaria, secondo l'art. 10 del D.lgs. 385/93, indica la raccolta del risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito. L'esercizio dell'attività bancaria è riservato alle banche, che esercitano, oltre a questa attività, ogni altra attività finanziaria e attività ad essa connesse. Lo svolgimento dell'attività bancaria si concretizza nell'esercizio di alcune funzioni fondamentali, che possono essere suddivise in base al loro scopo.
- Funzione monetaria: le banche creano moneta bancaria (assegni bancari, bonifici...) e agevolano la circolazione della stessa.
- Funzione di investimento: le banche impiegano le risorse finanziarie raccolte per stimolare l'attività produttiva delle imprese.
- Funzione di accentramento della domanda e dell'offerta: le banche regolarizzano il mercato attraverso l'incontro tra soggetti in surplus di risorse finanziarie e soggetti in deficit che ne hanno bisogno.
- Funzione di politica finanziaria: la banca è un organo dello Stato e dell'UE e rappresenta il veicolo attraverso cui vengono attuate le direttive europee e di politica economica del Governo.
- Scopi assicurativi: la banca tutela i risparmiatori e garantisce la solvibilità per i depositanti.
- Funzione sociali: la banca stimola lo sviluppo economico dei luoghi di insediamento e migliora le condizioni sociali. Questa funzione confligge con il conseguimento del profitto e quindi con l'essere impresa.
- Intermediari mobiliari: è un'attività specializzata, indirizzata a una determinata tipologia di servizi, prevalentemente finanziari, che svolgono alcuni soggetti in maniera esclusiva. L'attività di intermediazione mobiliare consiste:
- Nella negoziazione di valori mobiliari per contro proprio (vendendo titoli che fanno parte del proprio portafoglio finanziario) o per conto di terzi (vendendo titoli per conto della clientela).
- Nella gestione di portafogli di investimento per conto di terzi.
- Nella ricezione e nella trasmissione di ordini di acquisto o di vendita di titoli che vengono negoziati sui mercati.
- Nella consulenza, in materia finanziaria, avente come oggetto valori mobiliari e strumenti finanziari in genere. Consigliare il soggetto su quale strumento finanziario orientarsi.
- Investitori istituzionali: Gli investitori istituzionali sono quei soggetti in possesso di una specifica esperienza e competenza nella gestione di strumenti finanziari. Questi strumenti sono rivolti all'attività di investimento del risparmio. Vi sono sei diverse forme di intermediari:
- Compagnie di assi...
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Appunti Economia degli intermediari finanziari
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