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Economia degli intermediari finanziari

La struttura finanziaria dell'economia

L'utilizzo della moneta nel regolamento degli scambi comporta uno sdoppiamento dei circuiti economici: da una parte il circuito di natura reale, dall'altra quello di natura monetaria. Nonostante la loro diversa natura, i due circuiti sono sostanzialmente equivalenti.

Osservando il funzionamento di questi circuiti, si può vedere come il risparmio accumulato nel sistema è alla base delle spese per investimenti. In una economia chiusa ai rapporti con l'estero si avrà sempre che; in questo caso, la formazione di capitale reale è strettamente vincolata all'accumulazione del risparmio. In una economia aperta, invece, sarà possibile che si verifichino disuguaglianze del tipo:

  • S<I: in questo caso vi è un surplus di investimenti rispetto al risparmio disponibile (deficit).
  • S>i: in questo caso vi è un surplus di risparmio rispetto agli investimenti (avanzo).

Ogni agente economico ha un proprio bilancio formato da conto economico (CE) e da stato patrimoniale (SP). Nel CE, se la differenza tra ricavi e costi è positiva, si è in presenza di un utile, vale a dire di un risparmio. La voce di collegamento tra CE e SP è il patrimonio netto: in esso si accumula il risparmio, sia in positivo che in negativo. È però da sottolineare come il risparmio sia una variabile flusso, mentre il patrimonio netto sia una variabile stock.

Le unità economiche, tuttavia, non si limitano alla mera accumulazione del risparmio, ma operano investimenti in attività reali ed attività finanziarie. Il finanziamento di questi investimenti può avvenire, oltre che con il patrimonio netto, attraverso l'assunzione di debiti (o passività finanziarie).

Ricchezza finanziaria e reale

  • Ricchezza finanziaria: stock di attività finanziarie detenute.
  • Ricchezza finanziaria netta: ricchezza finanziaria - passività finanziarie.
  • Ricchezza reale: stock di attività reali in essere.
  • Ricchezza reale netta: ricchezza reale al netto dei fondi ammortamento.
  • Ricchezza totale lorda: attività finanziarie + attività reali.
  • Ricchezza netta: (Af-Pf) + (Ar-Famm).

Il comportamento finanziario degli agenti economici può essere visto secondo il consueto schema delle fonti (variazioni di passività finanziarie, variazioni del patrimonio netto) e degli usi dei fondi (variazione di attività reali e finanziarie). Il saldo finanziario è definito come la differenza tra S e I. La qualificazione "finanziario" si riferisce al fatto che:

  • Un SF>0 comporta un riequilibrio mediante nuovi investimenti.
  • Un SF<0 comporta un riequilibrio mediante l'accensione di nuove Pf.

I settori istituzionali

I settori istituzionali, necessari per capire l'importanza del concetto di saldo finanziario, sono divisi in:

  • Società finanziarie.
  • Società non finanziarie.
  • Pubblica amministrazione.
  • Famiglie.
  • Estero.

La rappresentazione della struttura dei saldi di ogni settore istituzionale aiuta a capire da dove provengono le risorse (SF>0) e dove esse vengono destinate (SF<0). Il trasferimento delle risorse dalle unità in surplus verso le unità in deficit può avvenire attraverso:

  • Circuito diretto: attraverso scambi diretti tra l'investitore e l'emittente.
  • Circuito indiretto: con l'inserimento di uno o più intermediari finanziari.

Il sistema finanziario

Il sistema finanziario è l'insieme integrato di strumenti, mercati ed istituzioni e rappresenta la struttura attraverso la quale si svolge l'attività finanziaria. Per strumenti si intendono i contratti aventi per oggetto diritti e prestazioni di natura finanziaria. Per istituzioni si intendono gli intermediari finanziari e le autorità di vigilanza. Per mercati si fa riferimento all'insieme degli scambi aventi ad oggetto gli strumenti finanziari.

Il sistema finanziario consente di soddisfare importanti esigenze del sistema economico:

  • Funzione monetaria: assicura il corretto funzionamento del sistema dei pagamenti e garantisce la regolarità degli scambi.
  • Funzione di trasferimento delle risorse: crea condizioni favorevoli per l'accumulazione del risparmio e per il finanziamento degli investimenti.
  • Funzione di gestione dei rischi: attraverso contratti a termine o attività assicurativa.
  • Funzione di trasmissione della politica monetaria: ponendo come obiettivo la stabilità dei prezzi.

Gli strumenti finanziari possono essere classificati sulla base di specifici profili contrattuali. Tra i più importanti:

  • Natura del diritto: strumenti di partecipazione, credito, impegno.
  • Durata del contratto: indeterminata, determinata, determinata con clausole.
  • Profili di rendimento e rischio: rendimento nullo, rendimento di mercato (a sua volta certo, incerto se la remunerazione o la restituzione sono incerte nel livello e nella loro manifestazione temporale, aleatorio se la remunerazione o la restituzione sono incerte nel loro eventuale manifestarsi).
  • Negozia bilità: strumenti negoziabili o non negoziabili.
  • Liquidità: strumenti di pagamento, negoziabilità a vista o con preavviso, negoziabilità sul mercato.
  • Bisogno soddisfatto: investimento, finanziamento, copertura di rischi finanziari o assicurativi, gestione di pagamenti o incassi.

I mercati finanziari

I mercati finanziari sono il luogo di scambio degli strumenti finanziari negoziabili. Le funzioni dei mercati finanziari sono:

  • Finanziamento per gli emittenti di strumenti finanziari.
  • Impiego di risorse finanziarie per gli investitori.
  • Gestione dei rischi.
  • Negozia bilità per gli strumenti finanziari.
  • Quotazione degli strumenti finanziari.
  • Controllo degli emittenti di titoli azionari.

Gli elementi di differenziazione dei mercati finanziari attengono principalmente alla natura degli strumenti negoziati, alla loro dimensione geografica, alla loro natura istituzionale ed alla struttura logistica, nonché ai metodi ed alle procedure di negoziazione.

Le istituzioni del sistema finanziario

Le istituzioni che compongono il sistema finanziario sono gli intermediari finanziari e le autorità di vigilanza. In particolare, gli intermediari finanziari sono imprese specializzate nella produzione di strumenti finanziari e nella loro negoziazione, sia per conto proprio che per conto terzi. In aggiunta a tale funzione, gli intermediari finanziari possono prestare servizi di consulenza connessi alla produzione ed alla negoziazione di strumenti finanziari. Sulla base dell'attività svolta, gli intermediari finanziari si distinguono in creditizi, mobiliari ed in compagnie di assicurazione. Nell'ambito del sistema finanziario, gli intermediari finanziari consentono di ridurre le asimmetrie informative che inevitabilmente si sviluppano in tale contesto, il problema che nasce da divergenze nelle preferenze tra domanda ed offerta, ed i costi di transazione, grazie allo sfruttamento di economie di scala.

Un ruolo ancor più importante è svolto dalle autorità di vigilanza, alle quali spetta l'impostazione e lo svolgimento della politica monetaria e della vigilanza sugli intermediari e sui mercati. Le autorità di vigilanza presenti in Italia sono: Banca d'Italia, CONSOB, ISVAP, COVIP, AGCM.

Assetto normativo e organizzazione dei controlli sul sistema finanziario

La centralità del sistema finanziario nell'economia giustifica l'intervento pubblico. Lo Stato contribuisce al funzionamento del sistema finanziario alla luce delle seguenti peculiarità:

  • Funzione monetaria e governo monetario dell'economia: nel sistema finanziario, la moneta scambiata è costituita dalla moneta legale e dalla moneta scritturale, che circola in base alla fiducia. A livello macroeconomico, il controllo del sistema finanziario, realizzato attraverso la politica monetaria è volto al governo monetario dell'economia: tale governo si esprime sostanzialmente nel regolare la quantità di moneta presente nell'economia, riequilibrando eventuali squilibri.
  • Tutela del risparmio e protezione degli investitori: norme, regole e controlli che favoriscono la formazione della fiducia nelle unità in surplus.
  • Esternalità negative: lo Stato contribuisce ad eliminare o comunque limitare le possibilità di un effetto contagio derivante da episodi di sfiducia verso una singola istituzione che possono ripercuotersi sull'intero sistema e comprometterne il corretto funzionamento.
  • Correggere le asimmetrie informative a favore degli emittenti ed i conseguenti fallimenti del mercato.

Il controllo sul sistema finanziario può essere idealmente suddiviso in gestione della politica monetaria e regolamentazione e vigilanza. Gli obiettivi del controllo perseguito dalla regolamentazione e dalla vigilanza sono stabilità, efficienza, trasparenza e correttezza dei comportamenti. L'obiettivo della stabilità deve essere inteso sia in senso micro, in relazione alla singola istituzione, sia in senso macroeconomico, in relazione all'intero sistema. Per quanto riguarda invece l'obiettivo dell'efficienza, questa deve essere perseguito sia dal punto di vista allocativo (capacità di destinare le risorse ai progetti più meritevoli) sia dal punto di vista tecnico-operativo (minimizzando i costi di produzione dell'output e di conseguenza il prezzo finale). Nel breve periodo i due obiettivi di stabilità ed efficienza possono essere contrastanti fra di loro. Tuttavia, il trade/off tra questi due obiettivi trova soluzione nel lungo periodo. Per quanto riguarda infine l'obiettivo della trasparenza e della correttezza dei comportamenti, anche questo può essere inteso sia in senso micro sia macroeconomico. Dal punto di vista microeconomico, tale obiettivo deve essere perseguito nelle relazioni tra l'intermediario ed il cliente; al livello macroeconomico, al contrario, tale obiettivo si persegue attraverso il perseguimento dell'efficienza informativa (capacità dei prezzi di riflettere le informazioni nel mercato).

Gli interventi pubblici trovano manifestazione a diversi livelli dei poteri dello stato:

  • Legislativo: attraverso la normativa primaria e le norme "quadro".
  • Esecutivo: attraverso la normativa secondaria.
  • Amministrativo: attraverso le politiche e gli strumenti della vigilanza.

Le norme statali che sono definite con preciso riferimento alle attività ed alle istituzioni che appartengono al sistema finanziario definiscono l'ordinamento dell'intermediazione finanziaria. Le norme che definiscono l'ordinamento nazionale italiano possono avere origine statale oppure inferiore: dato che il sistema domestico è integrato nel sistema comunitario, l'ordinamento nazionale recepisce e dona attuazione alle norme comunitarie attraverso le direttive comunitarie, volte alla creazione di un mercato unico dei servizi finanziari. Vista la notevole difformità dei vari ordinamenti nazionali, il legislatore nazionale ha previsto un principio di armonizzazione minima tra le varie normative. Questo principio è poi integrato da obblighi quali il mutuo riconoscimento, la libertà di prestazione del servizio e la libertà di stabilimento. È da sottolineare come il criterio del mutuo riconoscimento sia subordinato alla reciprocità della sua applicazione dell'ambito degli Stati membri dell'UE.

Dato il particolare contenuto dell'intermediazione finanziaria, l'ordinamento nazionale (e in generale quello comunitario) è differenziato per comparti di attività. Le autorità di vigilanza presenti nel sistema finanziario italiano sono:

  • Banca d'Italia: perseguimento della sana e prudente gestione degli intermediari, con particolare attenzione alla stabilità, efficienza e competitività del sistema.
  • CONSOB: organizzazione, funzionamento e ammissione ai mercati regolamentati. Garanzia degli investitori attraverso il perseguimento dell'efficienza e della trasparenza.
  • AGCM: assicurare l'accesso al mercato e la parità concorrenziale.
  • ISVAP: garantire la sana e prudente gestione delle compagnie di assicurazione. Garantire la trasparenza e la correttezza delle imprese assicurative.
  • COVIP: stabilità, trasparenza e correttezza del settore dei fondi pensione e della previdenza complementare.

Oltre alle attività suddette, le autorità di vigilanza svolgono attività di ricerca ed analisi a supporto della comunità finanziaria. A fronte della crescente integrazione dei mercati finanziari e della necessità di vigilare sui rischi assunti da questi in maniera omogenea e unitaria, il Parlamento Europeo ha dato il via alla creazione di un Sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziaria. Esso è composto da tutte le autorità nazionali e da altre tre nuove autorità: EBA (autorità bancaria), EIOPA (assicurazioni e fondi pensione), ESMA (mercati finanziari). Un comitato di coordinamento congiunto sul rischio sistemico (ESRB) favorisce la collaborazione fra i diversi organi. Nel settembre 2012, la Commissione Europea ha invitato alla creazione di una Unione bancaria, con il trasferimento della vigilanza bancaria a livello europeo (alla BCE).

La vigilanza sul sistema finanziario

Le relazioni fra le autorità di vigilanza sul sistema finanziario sono definite all'interno di una architettura che può seguire modelli diversi. Il modello di vigilanza istituzionale prevede che ciascuna autorità eserciti l'attività di vigilanza su una tipologia ben definita di soggetti/mercati. Il modello di vigilanza per attività prevede che ciascuna autorità sia responsabile di una particolare attività finanziaria. Un terzo modello è rappresentato dalla vigilanza per finalità: ogni autorità è responsabile del presidio di un unico obiettivo della vigilanza. Un ultimo modello è quello di vigilanza accentrata, secondo la quale una sola autorità di vigilanza è dotata dei poteri di controllo per il perseguimento di tutti gli obiettivi, ad esclusione della tutela della concorrenza.

Per raggiungere gli obiettivi assegnati, le autorità formulano regole di natura secondaria e ne controllano l'applicazione nelle rispettive aree di competenza. L'esercizio dell'azione di vigilanza si basa su strumenti per il raggiungimento degli obiettivi finali. In relazione agli strumenti, la vigilanza è definita strutturale, prudenziale, informativa, protettiva.

La vigilanza strutturale persegue gli obiettivi assegnati influenzando la struttura del mercato. Al contrario, la vigilanza prudenziale si concentra sulla condotta competitiva. In questo caso, gli interventi stabiliscono le "regole del gioco" ex-ante, finalizzate al contenimento dei rischi. In tale ambito un ruolo fondamentale è svolto dalle regole sull'adeguatezza patrimoniale definite da Basilea 2. La vigilanza informativa è ispirata alla riduzione delle asimmetrie informative. Pertanto, gli strumenti sono volti ad aumentare il flusso di informazioni e comunicazioni nell'ambito di alcuni contesti rilevanti, in cui episodi di asimmetria informativa a vantaggio degli emittenti sarebbero di probabile verificazione. La tutela dei depositanti e dei risparmiatori inconsapevoli sono alla base della vigilanza protettiva. In questo caso, gli interventi si distinguono in:

  • Ante crisi (attraverso vigilanza a distanza o "in loco" o attraverso l'esercizio della funzione di lender of last resort).
  • Crisi reversibile: gli interventi possono assumere la forma dell'amministrazione straordinaria.
  • Crisi irreversibile: interventi volti a tutelare i risparmiatori minori attraverso l'utilizzo di fondi di garanzia (FITD) e volti ad evitare la verificazione di crisi sistemiche derivanti da un effetto contagio.

Con il passare del tempo, si è passati da una prevalenza di strumenti di vigilanza strutturale a strumenti di vigilanza prudenziale ed informativa.

L'ordinamento dell'intermediazione creditizia

Il TUB definisce "banca" l'impresa che è autorizzata all'esercizio dell'attività bancaria. L'art. 10 dello stesso definisce la nozione di attività bancaria: essa consiste nella raccolta del risparmio e nell'esercizio contestuale del credito. Le banche, oltre all'esercizio dell'attività bancaria, possono esercitare ogni altra attività finanziaria, secondo la disciplina di ognuna, e le attività connesse e strumentali. La definizione di tali attività è frutto del principio di armonizzazione minima dell'ordinamento nazionale rispetto a quello comunitario, pertanto esse sono oggetto del principio di mutuo riconoscimento. Venendo al passivo, la raccolta del risparmio è definita come l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso. In particolare, le banche sono l'unica tipologia di intermediario che può raccogliere fondi a vista e le cui passività sono accettate come moneta scritturale.

La Banca d'Italia è competente per la concessione dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria. Il rilascio di suddetta autorizzazione è subordinato ad alcuni requisiti sia di natura strutturale sia di natura prudenziale. L'autorità verifica la presenza di tali requisiti nell'ambito di un'istruttoria che non può eccedere 90 giorni. Al termine di questa, la Banca concede l'autorizzazione se è assicurata la sana e prudente gestione della banca. La valutazione della struttura proprietaria è stata, nel tempo, basata sul principio di separazione banca-impresa. La partecipazione al capitale sociale delle banche prevede, dal 2009, la richiesta di autorizzazione quando si intendono acquisire partecipazioni che danno luogo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale315 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Leonelli Lucia.
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