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Appunti di Diritto dei contratti d'impresa, Libro Consigliato "Estratto del Manuale di Diritto Commerciale" - Buonocore

Appunti per la preparazione dell'esame di Diritto dei Contratti d'impresa.
Il file contiene la trattazione civilistica, e non, dei più importanti contratti d'impresa.
Dopo una breve storia della nascita e dei principi caratterizzanti i contratti d'impresa si passa ad una trattazione specifica dei contratti in questione.
Sono compresi anche il contratto alieno e la Convenzione... Vedi di più

Esame di Diritto dei contratti d'impresa docente Prof. F. Innocenti

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ESTRATTO DOCUMENTO

CARATTERI COMUNI dei contratti d’impresa

4.

Gli articoli del c.c. che danno ragione sul fatto che esistano categorie di contratti d’impresa sono:

- : morte o incapacità dell’imprenditore. Nel diritto dei contratti gli atti di impresa non perdono di

1330 c.c.

efficacia a differenza di ciò che accade nel diritto civile in cui il contratto si scioglieva. Si tutela l’acquirente

perché è la parte debole, ma soprattutto ancor prima si vogliono tutelare i traffici economici (importante nei

contratti d’impresa) altrimenti si incepperebbe la macchina economica. Permette, quindi al sistema economico

di svilupparsi. Salvo che non siano piccoli imprenditori oppure che diversamente risultati dalla natura

dell’affare (in quest’ultima frase vi rientra in modo marcato la lex marcatoria nella parte del comma facendo

un’eccezione alla regola generale).

- pratiche generali interpretative. La lex mercatoria in questo caso fa da padrona (comma 1) in caso

1368 c.c.:

di dubbio si seguono gli usi del luogo (gli usi mercantili), il comma 2 evidenzia come in caso di dubbio si utilizzino

gli usi del luogo dove si trova la sede della società.

- interpretazione contratto creatore clausole. I contratti d’impresa sono solitamente standardizzati

1370 c.c. :

con formule e pre stampati, ma il contratto standard viene creato dalla parte forte che può avere a disposizione

tutti i mezzi per arginare la legge. Solitamente, nel dubbio, si interpretano le clausole a favore del contraente

debole. (CONDIZIONE GENERALI DI CONTRATTO).

- cause ed estinzione del mandato. Il mandato è un contratto in cui conta di più l’identità del

1722 c.c.:

contraente e non è trasferibile. Se il contratto stipulato nell’esercizio dell’impresa si applica il punto 4. La

continuazione dell’esercizio dell’impresa fa sì che il contratto non si estingua e deroga, così, alla regola cardine

del diritto civile.

- condizioni generali di contratto. Una volta che si stipula il contatto le condizioni si presume siano

1341 c.c.:

accettate, però il comma 2 specifica che nell’esercizio dell’impresa, nel caso in cui vengano predisposte clausole

da una parte e queste prevedano condizioni a svantaggio della parte debole non valgono se non vengono

SPECIFICATAMENTE accettate e sottoscritte (LETTO, FIRMATO, SOTTOSCRITTO). Altrimenti si incorre nella

nullità di protezione, non si annulla tutto il contratto ma esclusivamente la clausola, essendo una clausola

vessatoria. Secondo il principio della conservazione del contratto.

- contratti stipulati mediante moduli o formulari. Se vi sono aggiunte delle clausole a penna

1342 c.c.:

prevalgono su quelle prestampate. Per proteggere la parte debole e la favor legis serve anche per garantire la

continuità dei traffici economici.

- l’azienda, successione dei contratti. Può avvenire una successione dei contratti stipulati per l’esercizio

2558 c.c.:

dell’impresa in corso. Ad eccezione dei contratti personali (ma anche qui interviene il detto dell’art. 1722 c.c.

con cui il contratto continua, tenendo sempre conto della tipologia dello stesso).

- mantenimento dei diritti dei lavoratori. In caso di trasferimento di azienda i lavoratori mantengono i

2112 c.c.:

loro contratti e i loro diritti.

Sotto il profilo della formazione del contratto le vaste categorie che vi rientrano fanno sì che vi sia la necessità di un

coordinamento e di una semplificazione. L’imprenditore deve necessariamente improntare la sua azione ad una unità

di criteri e direttivi per questo vi è una esigenza di uniformità e standardizzazione, non solo dei contenuti contrattuali

ma anche dei procedimenti di formazione dei contratti.

Secondo profilo: insensibilità dei contratti in esame alle vicende personali del contraente imprenditore. L’attività

d’impresa è suscettibile di proseguire senza soluzione di continuità anche con u soggetto diverso da quello che le ha

dato impulso fino al momento dell’avvicendamento.

Terzo profilo: esigenza di protezione dell’altro soggetto del rapporto contrattuale, cioè la parte debole. È stato dettato

dal fatto che l’imprenditore negozia con il cliente in una situazione di asimmetria contrattuale.

Gli strumenti a protezione della controparte debole in una prima parte entravano in funzione solo in presenza di

specifiche e predeterminate situazioni che rendevano particolarmente vulnerabile la posizione contrattuale dell’altro

contraente.

Mentre la seconda parte dei provvedimenti legislativi assicurano una tutela a favore dell’altro soggetto del rapporto a

condizioni che egli rivesta la qualità di consumatore.

La tendenza ad attribuire rilevanza agli status dei contraenti, ai fini della disciplina giuridica dei rapporti contrattuali, ha

trovato ulteriore manifestazione soprattutto nella normativa sulla subfornitura industriale che detta una disciplina di

protezione a favore delle piccole e medie imprese nei confronti delle grandi imprese e nelle regole sulla lotta contro i

ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.

All’esigenza di difesa dell’altro contraente sono ispirate quelle disposizioni che subordinano l’esercizio dell’attività di

impresa al rilascio di speciali autorizzazioni amministrative o iscrizione in albo o elenchi.

Sintesi (caratteri comuni):

- Categoria dei contratti è una categoria autonoma perchè è regolata da principi comuni 5

- La tendenziale uniformità e standardizzazione (creati unilateralmente dal contraente forte mediante moduli e

formulari). Sono standard perché permettono di risparmiare costi di redazione e perché è propizia la diffusione

a differenza del contratto di diritto civile che tende a plasmarsi in base agli interessi delle parti. Il contratto

d’impresa, solitamente è legato alle condizioni generali di contratto.

- Art. 1341 1342 c.c.

- Indispensabilità dei contratti alle vicende personali dell’imprenditore. Carattere comune a tutti i contratti di

imprese

- Protezione del contraente debole (sia in caso di cliente, consumatore o impresa) (esigenza sentita sia dal

legislatore domestico che internazionale)

- Deviazione rispetto alle regole civilistiche, sulla disciplina, scioglimento e recesso.

[c’è una tendenza a creare contratti di imprese comunitari – si vorrebbe creare un diritto europeo dei contratti].

La grande categoria dei contratti di impresa vi fa rientrare anche quelli atipici che vengono creati sulla spinta delle

esigenze pratiche. Per questo c’è l’esigenza di ricostruire i principi comuni da applicare ad una fattispecie (fatto a cui si

applica una determinata disciplina).

5.

Classificazione della dottrina:

- prevedono il fenomeno dell’integrazione tra imprese o collaborazione tra uno o

CONTRATTI COLLABORATIVI:

più imprenditori

- quelli per il quale vi è un interesse antagonistico (per ese: quello tra

CONTRATTI ANTAGONISTICI:

l’imprenditore e il consumatore)

Altri hanno proposto una tripartizione:

- riconosciamo nel codice civile. Pur regolati dal c.c. hanno per alcuni aspetti

CONTRATTI DI DIRITTO COMUNE,

delle regole che fanno eccezione (il mandato è un contratto civilistico ma ci interessa perché viene utilizzato

dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa e quindi diventa un contratto d’impresa e dal mandato

prendono vita contratti tipici d’impresa, come quello bancario).

- tra imprese e consumatori e tra soggetti che hanno diverso potere contrattuale

CONTRATTI ASIMMETRICI:

- è una figura dottrinale che sta emergendo, tra due imprese in cui una ha una forza

TERZO CONTRATTO:

contrattuale minore.

Altri ancora hanno proposto una quadripartizione:

- CONTRATTO CIVILISTICO

- che hanno lo stesso potere contrattuale

CONTRATTO TRA IMPRESE ,

- CONTRATTO TRA IMPRESE E CONSUMATORE

- CONTATTO TRA SOGGETTI PROFESSIONALMENTE INEGUALI

Il professionista è il prestatore d’opera intellettuale. Nello scenario attuale il professionista organizza la sua attività

(dipendenti, macchinari, rischio dell’insolvenza ecc), inoltre l’imprenditore può esercitare attività d’impresa e la sua

attività professionale viene svolta come attività d’impresa. Per cui il professionista in genere non è un imprenditore,

ma negli ultimi anni ci sono molti casi. Quindi nei contratti d’impresa si hanno contratti d’impresa tra soggetti

professionalmente ineguali.

- I contratti, inoltre, possono essere :

a) l’imprenditore ha bisogno di cucire un contratto in base alla controparte, stipulati con un

INDIVIDUALI:

soggetto specifico

b) uniformità, standardizzazione, ma caratterizzati anche da condizioni generali di contratto che

IN SERIE:

sono (regolamento contrattuale) importantissime. Questi contratti regolano in maniera uniforme tutti i

contratti di quella specie.

Altra tipologia di contratti:

- contratto funzionali all’attuazione di progetti di rilevanza pubblica.

CONTRATTI AMMINISTRATI:

Un contraente è un’impresa pubblica o l’amministrazione. La parte da padrone è l’amministrazione pubblica e sono

contratti stipulati con l’impresa pubblica.

- sono quelli che hanno ad oggetto il godimento di beni aziendali non di proprietà

CONTRATTI AZIENDALI:

dell’imprenditore (affitto locali, leasing beni ecc.). uesti non si trasferiscono automaticamente, perché il 6

legislatore presuppone che l’imprenditore potrebbe avere interesse ad ottenere la proprietà. Per trasferirli

serve appositamente inserirli nel contratto.

- successione ex lege. Vi è solo una successione qui perché hanno per oggetto una

CONTRATTI D’IMPRESA:

programmazione e organizzazione dell’attività di impresa (contratti lavoratori, fornitori ecc). Si trasferiscono

con la successione perché, altrimenti, non l’impresa non potrebbe operare senza. Si applica il 2558 c.c.

La distinzione tra le due precedenti tipologie di contratti è importante per determinare l’applicazione o meno del 2558

c.c. - CONTRATTI DEL CONSUMATORE E CONTRATTI DELL’IMPRENDITORE

- impresa in mano pubblica. L’attività contrattuale dell’impresa pubblica

CONTRATTI DELL’IMPRESA PUBBLICA:

se è ero che adotta i modelli di azione e persegue l’economicità propri dell’impresa tout court è anche vero

che non può ignorare le regole di condotta di chi gestisce un bene e un interesse pubblico.

- danno vita ad un corpus organico di principi che sempre di più assume i

CONTRATTI INTERNAZIONALI:

caratteri di un diritto speciale che si diversifica dai contenuti dei diritti interni. Concorrono alla sua

formazione: principi UNIDOIT, usi internazionali, regole di diritto internazionale uniforme.

DISTINZIONE TRA LE VARIE CATEGORIE DEI CONTRATTI DI IMPRESA

- Destinati allo scambio o distribuzione dei beni

- Esecuzione di opere e servizi (contratto di appalto, subfornitura, trasporto, deposito)

- Per la promozione e conclusione di affari (mediazione, agenzia, c/c ordinario ecc)

- Commerciali internazionali (legati all’internazionalizzazione dei mercati e sono accompagnati all’elaborazione

di regole che non sempre sono comprese nel contesto domestico poiché si avvalgono di fonti che sono

diverse – principi del commercio internazionale: uni droit – istituzione per l’unificazione del diritto privato, usi

internazionali, regole di diritto internazionale-convenzioni internazionali; contratto alieno “saling and lease

back” molto utilizzato nel commercio internazionale; vendita di partecipazione delle grandi società regolate

non dal diritto domestico ma da quelle internazionali).

Contratto alieno (nello specifico): è il contratto pensato e scritto sulla base di un modello di un paese

“common law” (scritto in inglese) (noi siamo di civil law) - che si basa sulle sentenze precedenti. Solitamente è

scritto in forma standard. Sono regole di diritto civile completamente diverse. Nei paesi common law ci si

basa sui singoli casi precedenti. Il singolo caso fa scuola. Nel nostro sistema giuridico non è vincolante il

precedente.

Indica come legge applicabile il diritto italiano.

Definizione (coniata da Giorgio De Nova): deriva dal latino “alius aliu alia” – “altro” e “extraterrestre” nel

senso che è strano rispetto al nostro modo di pensare. Perché? Le parti sono, di norma, un soggetto non

italiano che stipula con un italiano, però quest’ultimo è un soggetto che ha un potere contrattuale tale da

(1° CASO) (una multinazionale che stipula con un’impresa italiana).

imporre la legge vigente italiana

2° CASO: un contratto alieno si stipula anche quando, la controparte non è stata ancora individuata perché si

fa parte di una gara internazionale (per esempio: italiano che regola una gara internazionale stipulando un

contratto sottoposto alla legge italiano, in questo caso nel momento della stipula si ignora la controparte).

3° CASO: due soggetti italiani di cui uno è controllato da un soggetto alieno. Quindi la società madre impone

alla figlia di utilizzare un contratto alieno, standard, elaborato secondo regole di diritto anglosassone e nelle

clausole sarà scritto che la legge da seguire è quella italiana (la sede è in Italia e la competenza è l’Italia).

Può avere forza di legge nel nostro ordinamento? Perché vi è il che dà

1322 c.c. ” autonomia contrattuale”

rilevanza ai contratti atipici purchè meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico. Il contratto alieno è

un fenomeno più ampio del contratto atipico, è una sottospecie però non tutti i contratti atipici sono alieni.

(può anche essere tradotto in italiano, ma segue il format del common law). Si segue la legge italiana significa

che in caso di contratti si segue la legge che tutela meglio e che si avvicina meglio a quella forma

contrattuale.

Cessione d’azienda: sales of business. Cessione d’azienda sotto forma di contratto alieno quando bisogna

cedere la società figlia di diritto italiano se la casa madre è inglese. Si segue il 1556 c.c. e seguenti.

Uno dei grossi problemi del contratto alieno è che per noi prevale la sostanza, no la forma. Mentre per i

contratti inglesi c’è la prevalenza della forma piuttosto che la sostanza e non si interpretano perché è tutto

scritto nelle clausole. C’è un formalismo estremo. Il principio della sostanza sulla forma dà una grande

rilevanza all’interpretazione, interpretazione basati sui principi sostanzialistici dell’ordinamento giuridico. 7

Il contratto alieno, quindi, per evitare interpretazioni e controversie è AUTOSUFFICIENTE (conforme all’idea

inglese), secondo questo contratto le controversie non possono essere risolte dal giudice perché pretende

che sia autosufficiente.

Nei contratti alieni c’è una differenza anche nel rapporto tra l’autonomia contrattuale (disciplinata dal 1322

c.c.) e le norme dispositive. Questo rapporto è ben chiaro al legislatore che ha permesso la deroga da parte

del suddetto contratto delle norme dispositive (es: “se non disposto dalle parti..”), ma il limite massimo del

rispetto delle norme imperative (quelle non derogabili dalle parti)

Il contratto si muove in maniera strana perché essendo basato un modello di common law profondamente

diverso dal nostro pretende di derogare a quelle che nel nostro ordinamento sono norme imperative.

Prendete di regolare tuto facendo a meno dei principi.

PROBLEMI GIURIDICI più grandi che pone il contratto alieno rispetto all’ordinamento giuridico.

1. del contratto.

STRUTTURA

Si è abituati a vedere un contratto come accordo tra due o più parti, invece il contratto alieno è

a) stipulato unilateralmente simile ad un atto unilaterale che nel nostro ordinamento non è

considerato un contratto. È stipulato come atto unilaterale perché segue un calco anglosassone. Ci

sono le reliases ovvero clausole liberatorie standard che pongono problemi soprattutto se è scritto

dal solo proprietari (casi di testimonial)

La sequenza.

b)

Quella tipo è :

TRATTATIVE

CONTRATTO PRELIMINARE

CONTRATTO DEFINITIVO

Mentre per il contratto alieno la sequenza è:

LETTER OF INTENT (non c’è il contratto preliminare, ma il problema: è vincolante o no? In inglese

dovrebbe esserlo ma nell’ordinamento italiano?)

DUE DILIGENCE (si occupa degli accordi e valori economici, ma se non dovesse andar bene si deve

rifare la lettera di intenti?)

AGREEMENT (accordo)

CLOSED (chiusura del contratto, giorno importante perché iniziano i diritti e cessano quelli per il

cedente)

Il problema maggiore lo fa il rapporto tra agreement e closing perché in Italia vi è la conclusione del

contratto con l’incontro delle volontà mentre nel contratto alieno c’è una procedura.

Se tutta fila liscio stipulando i contratti in maniera pedissequa non creano problemi fino a quando

non toccano i principi. Il contratto alieno è ANTIECONOMICO perché è cavilloso e siccome vuole

essere autosufficiente è ricco di elementi con costi di transizione altissimi e ci vogliono molti avvocati

per interpretare e aiutare nella stesura del contratto. Vengono ipotizzati tutti i possibili scenari e

vengono risolti.

2. INTERPRETAZIONE

Il contratto alieno è strutturato in modo da proteggere il contratto dall’interpretazione. Per fare questo si

cerca di stabilire con dettaglio ogni singola clausola. Le clausole specifiche portano dizioni come “così è

ammesso dalle parti e non si prevede diversamente”.

Nel diritto civile italiano si è abituati ad interpretarlo il contratto a differenza di quello alieno che

l’interpretazione è parte dell’oggetto.

già all’inizio del 1900 con la stesura del saggio “Interpretazione del Contratto e ricorso in

Carnelutti

Cassazione” riteneva non efficace le clausole che limitassero l’interpretazione. Era a sfavore della

mancanza di interpretazione.

Negli anni ’60 con l’emergere dei contratti atipici si è accesa ancora di più la disputa sull’interpretazione.

Contro l’idea di Carnelutti si è messo ha scritto a favore delle clausole che limitano

Giorgio Oppio:

l’interpretazione, “in alcuni casi si può dar valore alla volontà delle parti”. Per dimostrare la sua tesi

ripiega sull’art. 1362 c.c.. “Intenzione dei contraenti”. Si avrebbe la spiegazione affinchè

nell’interpretazione del contratto, se espresso dalle parti, si debba usare l’interpretazione letterale. Il 8

contratto è formato dalle parti e da autonomia contrattuale a meno che l’interpretazione non leda i

principi fondamentali.

Il problema dell’interpretazione è molto più complesso perché il contratto alieno mira

all’autodeterminazione mirando a saltare anche l’istituto del giudice stabilendo a priori degli arbitri.

Nei contratti alieni sono molto importanti le che definiscono le condizioni del

premesse o preamboli

contratto aiutando a capire le intenzioni delle parti. Alle premesse, però, seguono le conclusioni che se

fatte in termini radicali possono portare alla nullità del contratto.

3. CLAUSOLE DI STILE (MISCELLANUS PREVISIONS)

Nel diritto italiano tali formule sono inefficaci. Sono formule antiche che non hanno valore, utilizzate da

notai e avvocati. Nel diritto anglosassone, invece, hanno valore e una propria dignità giuridica.

Questi problemi causano la nullità del contratto o della clausola? Se la clausola è fondamentale per la

vita del contratto invaliderà tutto il contratto altrimenti no. Ma nel valutare è necessario tener conto

anche di un altro giudizio: quello della protezione dei traffici commerciali. Si tende ad utilizzare la nullità

parziale perché costa molto fare il contratto e annullarlo sarebbe una grossa perdita.

4. CLAUSOLE CHE LIMITANO LA RESPONSABILITA’ DI UNA DELLE PARTI E LIMITANO LE COLPE GRAVI

L’imposizione di queste clausole provoca la violazione dei principi alla base dell’ordinamento giuridico

creando problemi molto più gravi delle clausole precedenti. Altra clausola diversa: indirect and

consequences damnages.

5. CLAUSOLE CHE ESCLUDONO DI ELEVARE ECCEZIONI NELL’AMBITO DEL PROJECT FINANCIAL

Non concedono eccezioni alla controparte perchè l’intento è quello di limitare l’intervento del giudice.

Sintesi:

la diffusione dei contratti alieni avviene da una parte propiziata per regolare la fattispecie, ponendo un modello

anglosassone con legge italiana, ma i problemi sono:

- Diritto potestativo non è applicabile ma l’unico modo per fare barriere è applicare norme imperative

- Le barriere di diritto italiano possono mettere in discussione le singole clausole e le sanzioni portando ad una

nullità di protezione.

Capitolo II

CONTRATTI DI SCAMBIO E DISTRIBUZIONE DI BENI

Il Gruppo più ampio di contratti prende forma dalla distribuzione dei beni. La compravendita non è un contratto

commerciale ma un contratto civilistico e da questo prendono forma varie forma contrattuali. Dopo l’unificazione del

1942 non c’è distinzione tra il codice civile e il codice del consumano e quindi non c’è la distinzione tra le vendite civili

e commerciali (poste in essere dall’imprenditore) tuttavia negli ultimi 10 anni c’è stata una specificazione delle vendite

commerciali (sono contratti nei quali uno dei contraenti è l’imprenditore).

Derivano dalla compravendita (1470 c.c.): trasferimento di beni o diritti dietro pagamento del prezzo. È un contratto

sinallagmatico. La causa del contratto è lo scambio.

Le crescenti esigenze della contrattazione, i mutamenti delle tecniche di collocazione dei prodotti e i nuovi sistemi di

integrazione industriale e commerciale hanno determinato un duplice processo: la frantumazione della vendita in

molteplici sottotipi e variabili, e la differenziazione di nuovi tipo negoziali.

Lo scambio dei beni viene dettato dalla disciplina del commercio dlgs 114/1998

L’emersione dei contratti distributivi sono spiegati dal contesto in cui questi si sono diffusi: ampliamento dei mercati

conseguente alla crescente produzione industriale e alla espansione dei traffici, l’intensificarsi della competizione

concorrenziale tra le imprese, l’accrescimento del tenore di vita ed altri fattori hanno fatto sì che i produttori abbiano

interesse a aumentare la produzione e siano costretti ad espandere il volume della produzione con l’estendersi dei

mercati. L’incremento della produzione presuppone l’esistenza di sbocchi sicuri e comporta perciò la necessità di

disporre di una organizzazione per la distribuzione dei prodotti idonea ad assicurare la massima diffusione nei diversi

mercati.

Si sono sviluppate modalità organizzative del processo distributivo all’interno dei due poli estremi della distribuzione

diretta e indiretta. È venuta a crearsi una vasta gamma sfumata di modelli organizzativi che permettono di coordinare

variamente la frase produttiva con quella distributiva tramite l’integrazione verticale che può dar ita ad un minimo di

ingerenza fino ad arrivare alla subordinazione. Carattere comune dei distributori integrati è l’assumersi dell’intero 9

rischio distributivo e la loro formale indipendenza. Queste necessità hanno fatto emergere anche forme contrattuali

atipiche.

La Vendita (scambio) commerciale ha delle caratteristiche:

1- della compravendita in sottotipi in virtù di determinate clausole tramite cui si colgono le

Frantumazione

specialità.

Compravendita + Clausole = Contratti speciali

2- di nuove figure contrattuali tipiche imparentate con la vendita/non derivano dal ceppo giuridico

Emersione

della compravendita:

- CONTRATTO SOMMINISTRAZIONE

- CONTRATTO ESTIMATORIO

3- di figure contrattuali atipiche che sono delle forme di vendita peculiari e rappresentano l’essenza

Emersione

delle forme distributive:

- CONCESSIONE DI VENDITA

- FRANCHISING

Entrambi sono legati alla distribuzione commerciale e legati alla collocazione dei prodotti sul mercato.

La distribuzione avviene attraverso una rete capillare per raggiungere il consumatore finale. Si tratta di

organizzare lo scambio. L’imprenditore organizza una rete commerciale per venire anche incontro alle esigenze

del mercato e si adatta all’emergere di nuovi mercati.

1- TIPI SPECIALI DI VENDITA

Si costruiscono a partire dalla compravendita disciplinato dal 1470 c.c.: trasferimento della proprietà o diritti dietro

pagamento di un prezzo. È un contratto consensuale che si perfeziona a prescindere dal trasferimento del bene.

È un contratto traslativo, una volta raggiunto l’accordo l’effetto traslativo è immediato. Ma è anche ad effetti reali: avrà

l’effetto di consegnare un bene o un diritto.

Concluso l’accordo il passaggio del rischio avviene per il “res perit domino” ovvero il rischio del deperimento della costa

ricade sul domino.

Di norma il trasferimento del bene è contestuale alla stipula del contratto, ma non è sempre così perché ci sono delle

deviazioni alla disciplina di legge.

Le eccezioni (tipiche) sono:

- CONTRATTI CON IL CONSUMATORE: disciplinati dall’art. consiste nella vendita di

63 del codice del consumo,

beni per il consumo. Il rischio passa dal venditore al consumatore solo con la consegna del bene (è una norma

protettiva della parte debole)

- VENDITA DI COSE GENERICHE, ovvero vendita di beni individuati nel genere ma non nella specie. Disciplinati

dall’art. La proprietà si trasmette con l’individuazione della specie. L’ultima comma: individuazione

1378 c.c..

avviene anche con la consegna al vettore o allo spedizioniere.

- VENDITA DI COSE FUTURE, disciplinato dal L’acquisto della proprietà si verifica quando la cosa viene

1472 c.c..

ad esistenza (c’è anche il rischio d’impresa). “Se oggetto della vendita sono alberi o frutti del fondo, la proprietà

non si acquista fino a quando non si tagliano gli alberi o si separano i frutti.

- VENDITA DI COSE ALTRUI, disciplinato dal Si può vendere una cosa altrui, ma il venditore è obbligato

1478 c.c..

a far comprare la cosa al compratore. Vendo una cosa che so diventerà mia.

ES: l’eredità accettata, so che diventerò proprietario di un appartamento. Nel frattempo trovo un acquirente e

non appena il venditore diventa proprietario allora la proprietà pasa al compratore altrimenti si è di fronte ad

un inadempimento contrattuale.

- VENDITA A RATE CON RISERVA DI PROPRIETA’, disciplinato dal dal E’ una forma che si

1523 c.c. e 1526 c.c..

colora di una causa aggiuntiva oltre la compravendita: il finanziamento. È poco utilizzata, ma essendo sul c.c.

ha dignità d’esistenza. Viene ripescata quando ci sono problemi di protezione dalla parte debole del leasing è,

quindi, utilizzata per soccombere alle carenze di altri contratti simili. L’art 1526: spiega che la proprietà passa

al compratore con il pagamento dell’ultima rata di prezzo, ma assume i rischi dal momento in cui si ha la

consegna del bene. La proprietà passa SOLO con l’ultima rata, la disponibilità con la consegna.

Si scollega rispetto alla disciplina della compravendita. Da una parte il contraente è agevolato dal pagamento

a rate, ma dall’altro acquistando la disponibilità immediata si assume il rischio di deperimento.

Se s verifica l’inadempimento (il contraente non paga le rate) si ha una disciplina protettiva. Di regola si

incorrerebbe in un inadempimento contrattuale con lo scioglimento e il pagamento dei danni, invece qui il

10

mancato pagamento di una rata che non superi, però, l’ottava parte del prezzo non dà luogo alla risoluzione e

il debitore conserva il beneficio del termine delle altre rate.

Solitamente i contratti si fanno con delle finanziarie e le condizioni cambiano.

Questo tipo di contratto è molto usato nel confronto con il leasing. Con beni di rapida obsolescenza si preferisce

un leasing.

L’art. 1526 c.c.: tratta la risoluzione per inadempimento del compratore (quando non paga le rate per un

importo superiore ad un ottavo). Il venditore deve restituire le rate salvo equo compenso per l’utilizzo della

cosa e per il risarcimento del danno. Qualora sia convenuto che le rate servano a coprire solo l’indennità allora

il giudice può stabilire un’indennità più bassa, l’ultimo comma fa capire come la stessa disciplina possa essere

applicata anche alla locazione (e di conseguenza al leasing).

I contratti sopra menzionati sono definite VENDITE OBBLIGATORIE perché sono vendute allo scoperto, senza saper fin

da subito l’oggetto della vendita. Sorge a carico del venditore, l’obbligazione di fare acquistare la cosa al compratore

(1476 c.2). La definizione tende a sottolineare che nasce un’obbligazione per la mancanza immediata della cosa. Sono

interessanti questi contratti per capire le vendite allo scoperto in ambito finanziario. Derivano sempre dalle vendite

speciali. Le vendite allo scoperto fanno sì che il venditore diviene proprietario solo quando la cosa venga ad esistenza e

sia individuata.

Non esistono contratti commerciali, ma molti dei contratti di vendita analizzati hanno come caratteristica la presenza

di imprenditori come soggetti.

Esistono, quindi, oltre il codice civile molte leggi speciali che disciplinano principalmente contratti d’impresa.

PRELIMINARE DI VENDITA

Deve essere redatto con la stessa forma della vendita, dal quale scaturisce l’obbligazione della stipula del contratto

definitivo. Se non si dovesse stipulare il contratto c’è un inadempimento contrattuale. La disciplina del preliminare di

compravendita è stata irrobustita per:

- La disciplina fallimentare

- Gli immobili da costruire

L’art. 1351 citano come tutela l’art. 2775 bis, l’art. 2780 c.c. che pongono il privilegio immobiliare su un bene immobili

come garanzia sul venditore. Anche l’art. 72 comma 7 della l.f. ha una disciplina simile: c’è un privilegio speciale sui beni

immobili che serve a proteggersi per il promissario acquirente.

La necessità di trascrizione del preliminare prevale rispetto ad altri creditori. La prima vale sulle altre (è un’attenzione

per proteggere la parte debole).

Con il codice del 1942 l’inadempimento più grave e radicale della promessa di vendita, ossia il rifiuto di stipulare il

contratto definitivo trova un rimedio adeguato nella esecuzione forzata in forma specifica dell’obbligo di contrarre.

La l. 30/1997 prevede un privilegio immobiliare a garanzia dei crediti restitutori e risarcitori che il medesimo possa

vantare verso il promittente venditore.

OGGETTO del contratto di compravendita è il bene o il diritto che si vuole trasferire.

Il bene può essere mobile o immobili. Il contratto ha delle peculiarità a seconda della tipologia del bene, soprattutto per

alcune categorie speciali di beni immobili.

La compravendita di beni mobili o immobili si basa su una differenza, innanzitutto per l’indicazione del prezzo

(corrispettivo della compravendita, elemento fondamentale del contratto) può essere determinabile facendo

riferimento ad un paniere di beni e il loro valore di mercato. Nelle vendite mobiliari (commerciali) in caso di beni venduti

abitualmente o beni venduti all’asta alla borsa merci o borsa titoli anche se non si indica il prezzo il contratto non è nullo

perché si fa riferimento agli usi commerciali o comunque se ci sono dei listini ufficiali si fa riferimento a quelli. (es:

commercio all’ingrosso, titoli ecc).

Nelle vendite il discorso è diverso: indicazione del prezzo va fatto nel contratto di compravendita a pena di

immobiliari

nullità. È un elemento fondamentale. È sovente anche riferire che a volte ci sono dei prezzi imposti o amministrati.

Nel caso di franchising (di beni o servizi) hanno spesso regimi di prezzi imposti. Stessa cosa vale per i concessionari di

vendita.

Il tempo e il luogo del pagamento (o della consegna) a norma di legge (art c.c.) deve essere fatto al momento della

1498

consegna del bene o nel luogo in cui la merce viene consegnata o al domicilio del venditore. Queste regole ci servono

quando le parti non decidono diversamente.

Nei beni immobili, il bene non è trasportabile, il prezzo va pagato nel luogo dove si trova l’immobile e anche la consegna

va fatta nel luogo dove si trova nell’immobile. Si tratta di una “consegna simbolica” che si estrinseca con la consegna

11

delle chiavi. Solitamente il pagamento del prezzo viene fatto o dal notaio o in banca se c’è un istituto finanziario che

eroga il mutuo. Queste clausole, quindi, sono derogabili.

Per i beni mobili, art. la consegna vanno fatta nel luogo in cui si trovava il bene al momento della vendita o al

1510 c.c.:

domicilio del venditore o della sua impresa.

La consegna può essere effettuata in maniera diversa. Il pagamento del prezzo: nello Stato e in contanti o con mezzi

assimilati al contante (POS, bonifico ecc), non si usa quasi più il titolo di credito della cambiale. Una specificazione:

l’assegno post datato non è valido! C’è il mal costume di utilizzarlo. Non risponde alla legge la datio in solutum, quando

l’imprenditore non può pagare con denaro ma con beni se poi viene soggetto a fallimento c’è l’azione revocatoria

fallimentare, perché la normalità è che si paghi con mezzi assimilati al denaro (nell’ambito dei contratti di impresa a

maggior ragione l’imprenditore deve osservare alcune regole).

La vendita di cosa futura è possibile, così come si possono vendere frutti pendenti non ancora giunti a maturazione e il

perfezionamento del contratto si ha quando i frutti vengono staccati dall’albero.

TECNICHE PARTICOLARI DI CONTRATTAZIONE

Una figura particolare è quella della col la quale il prenotante si impegna ad acquistare una determinata

prenotazione

merce, mentre l’altra si riserva di accettare. La figura può assumere i caratteri di un contratto preliminare unilatera, di

una proposta a ferma, di un’operazione o di una vendita ad esecuzione differita.

Nelle vendite di massa si sono perfezionate tecniche di contrattazione in grado di ridurre i tempi, i modi, i costi della

contrattazione e di aumentare il numero degli scambi e ricavi e le occasioni di guadagno.

Vi sono poi:

- con l’uso di macchine a gettone

Vendite per automatico,

- soprattutto nella grande distribuzione, caratterizzati dal prelievo diretto del cliente

Vendite self service,

- dettaglianti possono prelevare da sé

Vendite cash and carry,

- basta un cenno della mano, un gesto convenzionale o un impulso sopra

Vendite all’asta o in borsa mercato,

un pulsante elettronico a realizzare la conclusione del contratto.

- lasciano poco spazio per una decisione contraria del cliente, come

Tecniche aggressive, contratti negoziati

fuori dai locali commerciali e contratti a distanza.

- in cui vi è l’invio di propri incaricati a domicilio dei clienti a scopo di dimostrazione o di scambio

Vendite dirette,

- che vengono concluse mediante la spedizione a mezzo posta da

Vendite per corrispondenza e/o su catalogo,

parte del cliente, di un modulo apposito (ordine) che equivale ad accettazione della proposta di vendita della

cosa

- Vendite concluse a mezzo telefono o mediante computer.

- Vendite di liquidazione o straordinarie

Vi sono poi delle clausole nate nelle prassi mercantili che incidono sul processo di formazione del contratto che sono:

- la casa produttrice si riserva l’ultima parola sulla conclusione o esecuzione del

Salvo accettazione della cosa,

contratto

- il proponente si riserva la facoltà di revocare la proposta in caso di vendita della merce ed altri

Salvo venduto,

medio tempore

- (1520 c.c.) sembra concretare un’opzione in favore del compratore il quale è libero

Con riserva di gradimento,

di accettare o meno la proposta irrevocabile del venditore dopo aver effettuate l’esame della merce.

PREZZO DEL CONTRATTO

Frequente è la clausola che conferisce al compratore la facoltà di pagare il prezzo anziché in denaro a mezzo di titoli

rappresentativi di merci (a/c o a/b) o quando il venditore accetta il pagamento mediante carta di credito. Esistono anche

clausole per il pagamento in moneta estera (si può pagare anche in moneta italiana al corso dello scambio della

scadenza) salvo che sia indicata una clausola “Salvo effettivo”.

Vi sono clausole di salvaguardia monetarie che servono per attenuare gli inconvenienti del principio nominalistico e ad

assicurare più stabilità al debito del prezzo.

L’ammontare del prezzo può essere indicato:

- Direttamente

- Indirettamente

Per evitare la nullità del contratto in caso di mancanza del prezzo sono state previste disposizioni supplettive:

- Venditore abituale (il prezzo è quello che normalmente pratica)

- In caso di beni di borsa il prezzo è quello di borsa o listino)

- Non ricorrendo nessuna delle precedenti ci sarà la determinazione da parte di un terzo (arbitraggio del prezzo)

12

Se nessuno delle tre modalità di determinazione del prezzo non trova applicazione, il contratto è nullo salvo la possibilità

di prezzo d’imperio imposto dalla legge.

I prezzi amministrati prevalgono su quelli dettati dalle parti. La cosa diversa sono le vendite a prezzo imposto, nel

rapporto tra rivenditore e grossista. In questo caso una rivendita ad un prezzo diverso è diversa ed efficace (ci sarà

un’azione danni ex contractu nei confronti del venditore).

Esistono poi clausole con cui le parti derogano alla legge disciplinando: modalità di luogo, tempo, rateazione del

pagamento del prezzo.

Clausole tipo: pagamento “alla consegna nello stabilimento o negozio contrattuale”, “in contrassegno”, “mezzo banca”,

“mezzo tratta”.

Incide sul tempo: “a ricevimento fattura”.

SPESE DEL CONTRATTO

Art. 1475: In mancanza di diversa pattuizione, anche implicita, le spese del contratto e le altre spese accessorie gravano

sul compratore.

Per le spese relative agli atti di esecuzione del contratto, dovendosi applicare le disposizioni generali degli art. 1196 si

pongono a carico del debitore le spese dell’adempimento.

ESECUZIONE DEL CONTRATTO

Il venditore è obbligato a consegnare le cose nelle condizioni in cui si trovano al momento della stipula del contratto

con: - Accessori

- Pertinenze

- Frutti civili

- Frutti naturali separati dal giorno della vendita.

La consegna può essere:

- Effettiva

- Simbolica

- Consensuale

Per il tempo della consegna, in mancanza di diversa volontà, la prestazione è esigibile con la conseguenza che il

momento della consegna tende a coincidere con quello del trasferimento del diritto. Scambi commerciali “a pronti”.

Nelle vendite di beni mobili tra professionista e consumatore il bene deve essere consegnato (senza ritardo

ingiustificato) entro 30 giorni dalla conclusione del contratto.

Il pagamento del prezzo al momento della consegna e se la consegna è differita lo sarà anche il pagamento (vendite a

termine).

Nelle vendite tra imprenditore il prezzo è esigibile entro 30 giorni dalla consegna merce o fattura.

Tale metodo viene utilizzato anche per le vendite a termine di titolo di credito nelle quali l’esecuzione è differita a fine

mese.

Luogo di consegna (in caso di vendita su piazza):

- Beni immobili: nel luogo in cui questo si trova

- Beni mobili: luogo in cui si trovano alla vendita o domicilio venditore o sua impresa.

Quando le merci non sono lì presenti o vanno consegnate sorgono altri problemi (vendita da piazza a piazza).

Il pagamento deve avvenire alla consegna salvo che negli scambi internazionali (pag. clearing).

In caso di pagamenti maggiori di 3.000 euro vi è la disciplina antiriciclaggio.

Le vendite commerciali a prezzo dilazionato a favore di un compratore – consumatore sono soggette alla disciplina del

credito a consumo.

Il pagamento tramite a/b chiede l’accettazione del venditore e non è immediato.

Vi è la vendita ripartita (non periodica): vi è frazione di consegna in più atti, sul venditore grava un’altra obbligazione

accessoria che è quella ad oggetto la consegna dei titoli e dei documenti relativi alla proprietà e uso della cosa venduta,

oltre a quelli necessari per l’esercizio del diritto.

Nelle vendite a catena viene riconosciuto all’ultimo compratore una pretesa diretta della consegna dei documenti anche

al primo venditore. Quando la cosa è fruttifera il compratore che paga dopo deve pagare interessi compensativi.

VENDITE IMMOBILIARI CON OGGETTO IMMOBILI DA COSTRUIRE 13

Premessa: nella vendita immobiliare è particolare anche la determinazione del prezzo, può essere fatta:

- A corpo (indipendentemente dalla misura si stabilisce una misura del prezzo)

- A misura (tecnica della vendita a metro quadro).

Un’altra particolarità è che anche nel silenzio del contratto si intendono incluse le pertinenze e gli accessori della cosa.

Anche le quote di comproprietà delle parti comuni (art. 1117 c.c.)

ES: nella compravendita di un appartamento nel condominio si considera anche la cantina e zone comune dei condomini

senza esplicitamente scriverlo.

Forma scritta a pena di nullità.

Nel contratto di compravendita deve, a norma di legge, avere un’indicazione delle caratteristiche tecniche (dati catastali

ecc). Queste prescrizioni sono contenute nel Testo unico dell’edilizia. Il TU dell’edilizia prevede la nullità degli atti di

alienazione di costruzioni realizzate in difetto di concessione edilizia e la nullità sanabili di vendita di terreni senza

l’allegato del certificato di destinazione urbanistica. Negli atti notarili di trasferimento di unità immobiliari urbane si

chiede, a pena di nullità, l’identificazione catastale del bene e l’attestato di conformità allo stato di fatto dei dati e delle

planimetrie catastali.

L’introduzione di numerose norme negli ultimi anni ha portato alla creazione di un vero e proprio consumatore

immobiliare.

La disciplina dettata dalla L. 122/2010 ha introdotto negli atti notarili di trasferimento di unità immobiliari urbane, a

pena di nullità del contratto, l’identificazione catastale del bene e attestato di conformità allo stato di fatto dei dati e

planimetrie catastali.

Il dlgs 122/2005: Tutela diritti patrimoniali degli acquirenti immobili da costruire.

Ci può essere il caso in cui l’immobile viene acquisto in costruzione, soprattutto quando si vogliono fare delle modifiche

in corso d’opera. Il lato negativo, però, consiste nel fatto che l’imprenditore (corrisponde anche alla persona del

venditore) essendo a capo di un’impresa di costruzione (soprattutto in un periodo di crisi come quello del 2008) è

ampiamente soggetto al fallimento delle imprese, prima della riforma nel caso di versamento della caparra questa viene

persa insieme alla possibilità di avere l’immobile. Per proteggere l’acquirente o promissario acquirente il legislatore ha

tracciato un focus normativo che ha dettato la disciplina della tutela dell’acquirente o promissario acquirente in caso di

immobili destinati alla costruzione e destinati ad essere l’abitazione principale dell’acquirente.

Riguarda l’acquirente o promissario acquirente (soggetto acquirente), non imprenditore che svolge

persona fisica

attività di acquisto per rivendere l’immobile. Si riferisce alla persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività di

impresa e acquista immobile destinato a diventare immobile principale. Dall’altra parte c’è il venditore, cioè il

costruttore.

Ambito di applicazione: immobili in costruzione, significa che non deve essere né un immobile solo sulla carta, né un

immobile terminato. È un immobile che si trova nel momento intermedio tra la messa in moto dei lavori (permesso di

edificare c’è) e il termine dei lavori (rilascio certificato di agibilità – con il quale l’acquirente può entrare nell’immobile).

Questa disciplina riguarda quegli immobili per i quali il comune ha già dato il permesso però ancora non è stato dato il

certificato di agibilità e quindi non possono essere occupati dagli acquirenti.

Ci sono due tipologie di tutela:

- Tutela a monte: prima che qualsiasi cosa accada

- Tutela a valle: qualora dovesse accadere il fatto illeciti che causi la responsabilità del costruttore.

Ma il tratto comune che le contraddistingue è il voler tutelare una possibile situazione di crisi di impresa

dell’imprenditore (imprenditore commerciale soggetto ai presupposti del fallimento o una cooperativa edilizia).

La tutela preventiva dice che il contratto o il preliminare di vendita deve avere una forma ben precisa in cui deve

indicare gli elementi a norma di legge, cioè gli elementi essenziali che sono più peculiari rispetto a quello di

compravendita. Si deve indicare l’immobile, il sito in cui si erge, i dati catastali, gli estremi del permesso di costruzione,

allegare il capitolato. È una disciplina specifica e non generica, inoltre vanno indicate le modalità di pagamento che

devono essere tracciabili (bonifici o a/c, sia del saldo che degli acconti). La vera novità della disciplina è la previsione

(bancaria o assicurativa – garanzia personale con il quale il

dell’obbligatorietà della consegna di una fidejussione

soggetto si obbliga a pagare la pretesa di un altro soggetto se questi non può onorare il contratto) a pena di nullità da

parte del venditore (costruttore) all’acquirente o promissario acquirente (art. 2 della dlgs 122/2005). È una tutela a

monte.

La previsione di questa fidejussione è importantissima perché consente di arginare quei fenomeni a cui per troppo

tempo il legislatore ha evitato, perché se si dovesse perdere l’immobile ci sarebbe l’aggravio del lucro cessante dovuto

anche alla perdita dei risparmi (che potrebbero essere usati per pagare l’acconto dell’acquisto).

Grazie alla fidejussione si garantisce il rimborso degli acconti versati nel caso non sia possibile consegnare l’immobile.

Il legislatore ritiene che si debba attivare questa fidejussione quando (in una fase precedente al fallimento) si

determina una situazione di crisi, quando il costruttore subisce un pignoramento che non gli permette di portare a 14

termine i lavori e quel bene viene venduto anche contro la volontà dell’imprenditore. Può esserci anche il caso del

fallimento o del concordato preventivo dell’imprenditore, il Tribunale ammette l’impresa alle procedure allora il primo

effetto è lo spossessamento con cui i beni vengono consegnati al curatore. Allora l’acquirente parteciperà al processo

fallimentare. Inoltre se il bene è gravato da ipoteche, prima escussa l’ipoteca. Per evitare che l’acquirente non venga

pagato il legislatore, oltre alla fidejussione, ha previsto (in sede fallimentare) l’esenzione dell’azione revocatoria (art.

64 l. fallimentare comma 3 lett. C : prevede i casi esenti da revocatoria, che riguardano anche gli immobili oggetto di

compravendita o preliminare di vendita adatti a costituire l’abitazione principale o del venditore stesso o anche dei

parenti o affini entro il 4° grado). L’arma più importante, però, è la fidejussione.

Riguardo alle tutele successive, post vendita: ha un respiro più ampio rispetto alla preventiva perché viene incontro a

motivi di “ordine pubblico”. Si tratta dell’obbligatorietà, nel momento in cui viene trasferita la proprietà dell’immobili

da costruire, il venditore deve rilasciare all’acquirente una polizza assicurativa. Quest’ultima deve garantire

l’acquirente contro il pericolo di rovina o gravi difetti dell’immobile per 10 anni: quando c’è di mezzo la costruzione

dell’immobile intervengono situazioni ulteriori al semplice risarcimento del danno. Si tratta della e

postula decennali

copre tutti i casi dell’art. 1669 c.c. (responsabilità dell’appaltatore).

Sotto un altro profilo è anche un deterrente per l’imprenditore che impedisce di costruire edifici in modo sbagliato,

proprio per l’eventuale responsabilità a cui andrebbe incontro (anche se la realtà dimostra ben altro). La figura del

venditore e dell’appaltatore hanno dei punti di contatto molto forti.

In sede di procedure fallimentari o esecutive l’acquirente ha la sull’acquisto solo se tale immobile sia

prelazione

adibito a abitazione principale.

E per ultimo l’imposizione di contenuti minimi necessari del negozio e allegati documenti obbligatori.

La cosiddetta disciplina dell’esenzione dalla revocatoria (nel 2007 quando ha modificato la L.f.) ha esteso anche per la

vendita e i preliminari di vendita di beni già costruiti, basta che siano per uso abitativi.

PARTICOLARITA’ VENDITE MOBILIARI (oggetto beni mobili):

E’ molto più libera la contrattazione delle parti e sono anche molto più numerose.

Un tratto che occorre ricordare è come procedere alla selezione dell’acquirente. A volte l’imprenditore si trova a

dover decidere quale sia il soggetto acquirente perché, magari, c’è un solo bene con tre potenziali acquirenti. La legge

impone che sia rispettato un ordine temporale delle richieste.

Altra peculiarità da ricordare: l’esposizione della merce con il prezzo (anche obbligo di legge – perché è una proposta –

offerta al pubblico, con l’obbligo di contrarre e non può ritirarsi se non per gravi motivi).

Inoltre: la prenotazione fa acquisire al potenziale acquirente una priorità ed è una sorta di contratto preliminare.

Altra figura di compravendita di beni mobili: presenza di particolari clausole che si trovano solo in queste tipologie, per

esempio “salvo assaggio” (settore agroalimentare soprattutto), ”visto e piaciuto” ecc. Le clausole naturalmente si

pagano di più. Un’altra clausola è la vendita con facoltà di sostituzione, quando acquisto un bene fungibile.

FIGURE TIPICHE DI VENDITE SPECIALI

La specificità del contratto non è dovuta alle clausole.

1a) VENDITA CON RISERVA DI GRADIMENTO Quando si vendono cose con riserva di gradimento da parte del

Art. 1520 c.c.: Vendita con riserva di gradimento:

compratore, la vendita non si perfeziona fino a che il gradimento non sia comunicato al venditore. Se l'esame della cosa deve farsi

presso il venditore, questi è liberato, qualora il compratore non vi proceda nel termine stabilito dal contratto o dagli usi, o, in

mancanza, in un termine congruo fissato dal venditore. Se la cosa si trova presso il compratore e questi non si pronunzia nel termine

sopra indicato, la cosa si considera di suo gradimento.

Compravendita + condizione sospensiva (per il perfezionamento del contratto)

Qualora non venga effettuato il gradimento il contratto non viene perfezionato. Infatti per la teoria della condizione

sospensiva se questa non si avvera allora il contratto non si conclude. La condizione sospensiva può riguarda anche un

evento attinente la vita umana o il verificarsi di un fatto giuridico. Può anche essere affidata all’autonomia

contrattuale.

Il contratto prevede che sia subordinato all’esame della cosa e sia comunicato il gradimento. Può essere visto presso il

venditore o il compratore a seconda di dove si trova. Se si dovesse trovare presso il venditore la norma fissa un

termine (stabilito dal venditore) entro il quale comunicare il gradimento. Se il compratore non dovesse procedere a

vedere ed esprimersi, il contratto non si perfeziona e la vendita non ha effetto. Se la cosa è nel luogo del compratore e

non si pronuncia entro il termine allora di considera accettata e si perfeziona il contratto (legge del silenzio – assenso).

15

Secondo parte della dottrina tale tipologia speciale si aggancia a quella del contratto di opzione in capo al compratore,

la dichiarazione di una parte è considerata proposta irrevocabile.

Quando le parti convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l'altra abbia

Art. 1331 c.c.: opzione:

facoltà di accettarla o meno, la dichiarazione della prima si considera quale proposta irrevocabile per gli effetti previsti dall'articolo

1329. Se per l'accettazione non è stato fissato un termine, questo può essere stabilito dal giudice.

Opzione call: di acquisto

Opzione put: di vendita

Le due proposte si avvicinano perché c’è una proposta irrevocabile.

1b) VENDITA A PROVA La vendita a prova si presume fatta sotto la condizione sospensiva che la cosa abbia le qualità

Art. 1521 Vendita a prova:

pattuite o sia idonea all'uso a cui è destinata. La prova si deve eseguire nel termine e secondo le modalità stabiliti dal contratto o

dagli usi.

Compravendita + Prova del bene

La prova viene fatta da parte del futuro compratore. La prova è considerata un elemento della condizione sospensiva

e se la prova va a buon fine il contratto è perfezionato.

L’oggetto a seguito della prova acquista l’idoneità all’uso a cui è destinato.

2. BENI DI CONSUMO

Disciplinati dal codice del consumo.

3a) VENDITA SU CAMPIONE e VENDITA SU TIPO DI CAMPIONE

(Caratteristica del settore manifatturiero)

Riguardano oggetti indivisibili . Se la vendita è fatta sul campione, s'intende che questo deve

Art. 1522 c.c.:Vendita su campione e su tipo di campione

servire come esclusivo paragone per la qualità della merce, e in tal caso qualsiasi difformità attribuisce al compratore il diritto alla

risoluzione del contratto. Qualora, però, dalla convenzione o dagli usi risulti che il campione deve servire unicamente a indicare in

modo approssimativo la qualità, si può domandare la risoluzione soltanto se la difformità dal campione sia notevole. In ogni caso

l'azione è soggetta alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall'articolo 1495.

La vendita è agganciata all’esame del campione della merce.

Il compratore acquista l’esemplare della merce basandosi sul campione, che deve essere fedele alla merce che verrà

venduta. Il contratto si perfeziona subito concluso in base alla visione del prototipo.

Se la merce consegnata è difforme il contratto si interne risolto per inadempimento.

Nel secondo caso di vendita (tipo di campione) – si perfeziona con la volontà delle parti. Il tipo di campione indica in

modo approssimativo la merce: beni di scarsa qualità o di cui si accetta la qualità scarsa in base ad un prezzo basso.

La risoluzione in questo caso, vi è solo quando la difformità del campione è NOTEVOLE.

4. VENDITA CON RISERVA DI PROPRIETA’

Compravendita + finanziamento

Si vuole agevolare il compratore permettendogli il pagamento a rate, acquistando direttamente la disponibilità ed

assumendosi il rischio al momento della consegna : Nella vendita a rate con riserva della proprietà, il compratore acquista la

Art. 1523 c.c.: passaggio della proprietà e dei rischi

proprietà della cosa col pagamento dell'ultima rata di prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna.

Acquisto la proprietà solo alla fine derogando al RES PERIT DOMINO. 16

: Nonostante patto contrario, il mancato pagamento di una sola rata, che non

Art. 1525 c.c.: inadempimento del compratore

superi l'ottava parte del prezzo, non dà luogo alla risoluzione del contratto, e il compratore conserva il beneficio del termine

relativamente alle rate successive. Se la risoluzione del contratto ha luogo per l'inadempimento del compratore, il

Art. 1526 c.c.: Risoluzione del contratto:

venditore deve restituire le rate riscosse, salvo il diritto a un equo compenso per l'uso della cosa, oltre al risarcimento del danno.

Qualora si sia convenuto che le rate pagate restino acquisite al venditore a titolo d'indennità , il giudice secondo le circostanze, può

ridurre l'indennità convenuta. La stessa disposizione si applica nel caso in cui il contratto sia configurato come locazione, e sia

convenuto che, al termine di esso, la proprietà della cosa sia acquisita al conduttore per effetto del pagamento dei canoni pattuiti.

L’opponibilità della riserva di proprietà a terzi si distingue in base alla natura dei beni.

Ove si tratti di beni immobili o mobili registratiti l’opponibilità è subordinata alla tempestiva trascrizione della riserva.

Per i beni mobili e universalità dei beni mobili:

- Riserva opponibile ai creditori se risulti da atto scritto di data certa anteriore al pignoramento o al fallimento

del compratore e nei rapporti tra imprese sempre che risulti dalle singole fatture aventi data certa anteriore

al pignoramento e regolarmente registrate in contabilità.

- Opponibilità della riserva agli aventi causa dal compratore sembra discendere da ciò che il compratore non

può trasferire ad essi diritti maggiori di quelli che gli appartengono

- In caso di macchine con un prezzo superiore a 15, 49 euro l’opponibilità della riserva ai subacquirenti richiede

la trascrizione sull’apposito registro (art. 1524 comma 2).

5. VENDITA SU DOCUMENTI – titoli rappresentativi di merce

Molto utilizzati sono: fede di deposito, lettera di vettura, duplicato della lettera di vettura, ricevuta di carico.

Sono disciplinati dagli art 1527 e seguenti c.c.. All’obbligo di consegna della merce si sostituisce l’obbligo di consegna

dei titoli rappresentativi di merce.

Lo schema è:

- Il venditore di merce consegna i titoli rappresentativi di merce (titoli di credito)

- Essendo titoli di credito contengono un diritto incorporato nel titolo e quindi la legittimazione a ricevere le

merci indicate nel titolo

- Il compratore pur non avendo fisicamente le merci avrà diritto di ritirarle, riconsegnando il titolo.

(1996 c.c.)

È un diritto autonomo rispetto a quello del precedente titolare.

Salvo patto o usi contrari, il pagamento del prezzo e degli accessori deve eseguirsi nel

Art. 1528 c.c.: Pagamento del prezzo:

momento e nel luogo in cui avviene la consegna dei documenti indicati dall'articolo precedente. Quando i documenti sono regolari,

il compratore non può rifiutare il pagamento del prezzo adducendo eccezioni relative alla qualità e allo stato delle cose, a meno che

.

queste risultino già dimostrate

Se la vendita ha per oggetto cose in viaggio e tra i documenti consegnati al compratore è compresa la

Art. 1529 c.c.: Rischi:

polizza di assicurazione per i rischi del trasporto , sono a carico del compratore i rischi a cui si trova esposta la merce dal momento

della consegna al vettore. Questa disposizione non si applica se il venditore al tempo del contratto era a conoscenza della perdita o

.

dell'avaria della merce, e le ha in mala fede taciute al compratore

Un’altra particolarità di questa vendita è che si insinui una banca concedendo: “apertura di credito documentario”, in

questi casi tra la banca e l’imprenditore è usuale che si faccia riferimento al credito bancario. In questo caso il

pagamento del prezzo tramite una banca che aprirà un credito documentario e si affiderà alla banca il compito di

pagare.

Art. 1530 c.c.: Quando il pagamento del prezzo deve avvenire a mezzo di una

pagamento contro documenti a mezzo banca:

banca, il venditore non può rivolgersi al compratore se non dopo il rifiuto opposto dalla banca stessa e constatato all'atto della

presentazione dei documenti nelle forme stabilite dagli usi. La banca che ha confermato il credito al venditore può opporgli solo le

eccezioni derivanti dall'incompletezza o irregolarità dei documenti e quelle relative al rapporto di conferma del credito.

6.VENDITA CON SPEDIZIONE

Compravendita + Contratto di spedizione 17

2

: Salvo patto o uso contrario, se la cosa venduta deve essere trasportata da un luogo all'altro , il venditore si

Art. 1510 comma

libera dall'obbligo della consegna rimettendo la cosa al vettore o allo spedizioniere; le spese del trasporto sono a carico del

compratore.

Il contratto si perfeziona con la consegna al vettore o allo spedizioniere. Si possono stabilire spese diverse grazie alle

CLAUSOLE FRANCO.

Tra le clausole franco ci sono, CLAUSOLE STAZIONE DI ARRIVO, MAGAZZINO ecc.

Altre clausole: vendita internazionale dei beni mobili – Convenzione di Vienna (Clausole FOB, Clausole CIF). Il venditore

provvede a sue spese a mettere le merci sulle navi e il compratore paga quelle di trasporto o il venditore paga le spese

di assicurazione.

Nel caso di il legislatore disciplina con il recepimento della Direttiva 2011/83, il dlgs 21/2014

beni di consumo

prevedendo che il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni si trasferisce soltanto nel momento in cui il

compratore entra materialmente in possesso dei beni,

CONTRATTO DI VENDITA INTERNAZIONALE DI BENI MOBILI SECONDO LA CONVENZIONE DI VIENNA

E’ una convenzione stipulata dalle Nazioni Unite conclusa a Vienna il 11/04/1980.

Tale convenzione è stata recepita a più riprese dal legislatore italiano.

Quando si parla di contratto internazionale stipulato in Italia bisogna far riferimento al diritto privato internazionale.

In due situazioni si applica il dir. Privato internazionale:

- Contratti di vendita di beni mobili stipulati in Italia tra l’imprenditore italiano e un imprenditore estero che

abbia stipulato la Convenzione di Vienna e vi ha aderito.

- Contratto di vendita di beni mobili tra venditore italiano e compratore straniero.

Art. 1:

1. La presente Convenzione si applica ai contratti di vendita delle merci fra parti aventi la loro sede di affari in Stati diversi:

a) Quando questi Stati sono Stati contraenti; o

b) Quando le norme di diritto internazionale privato rimandano all’applicazione della legge di uno Stato contraente.

2. Non si terrà conto del fatto che la parti non hanno la loro sede di affare in Stati diversi quando tale fatto non risulta né dal

contratto né da transazioni precedenti fra le parti, né da informazioni da queste fornite in qualsiasi momento prima della

conclusione o al momento della conclusione del contratto.

3. Né la nazionalità delle parti, né il carattere civile o commerciale delle parti o del contratto saranno prese in considerazione

.

per l’applicazione della presente Convenzione

I beni che rientrano in questa convenzione sono, nell’ambito della contrattazione d’impresa:

- Beni destinati all’esercizio dell’impresa

- Merci da fabbricare o da produrre (no beni personali o familiari)

Infatti,

Art. 2:

La presente Convenzione non disciplina le vendite:

A) Di merci acquistate per uso personale, familiare o domestico, a meno che il venditore, in un qualsiasi momento anteriore

alla conclusione o al momento della conclusione del contratto, non sapesse e non fosse tenuto a sapere che tali merci

erano comprate per tale uso;

B) All’asta

C) Su pignoramento o effettuata in qualsiasi altro modo per odine del giudice

D) Di valori mobiliari, effetti commerciali e valute

E) Di navi, battelli, aliscafi o aeronavi

F) Di elettricità.

Art. 7

1. Ai fini dell’interpretazione della Presente Convenzione, sarà tenuto conto del suo carattere interazionale e della necessità

di promuovere l’uniformità della sua applicazione, nonché di assicurare il rispetto della buona fede nel commercio

internazionale.

2. Le questioni riguardanti le materie disciplinate dalla presente Convenzione o che non sono da questa espressamente

risolte, saranno regolate secondo i principi generai a cui si ispira, o in mancanza di tali principi, in conformità della legge

applicabile secondo le norme del diritto internazionale privato.

Quindi si applica la buona fede internazionale.

Art. 8:

1. Ai fini della presente Convenzione, le indicazioni ed altri comportamenti di una parte devono essere interpretati secondo

l’intenzione di quest’ultima quando l’altra parte era a conoscenza o non poteva ignorare tale intenzione. 18

2. Se il paragrafo precedente non è applicabile, le indicazioni ed altri comportamenti di una parte devono essere interpretati

secondo il senso che una persona ragionevole di medesima qualità dell’altra parte, posta nella medesima situazione,

avrebbe loro dato.

3. Al fine di stabilire l’intenzione di una parte o ciò che avrebbe inteso una persona ragionevole, si dovrà tenere conto delle

circostanze pertinenti, in particolari dei negoziati eventualmente intercorsi fra le parti, delle consuetudini fra di esse

stabilitesi, degli usi e di ogni loro successivo comportamento.

In caso di dubbia interpretazione, quindi, si applica la e non quella professionale.

diligenza media

Art. 9:

Le parti sono vincolate dagli usi ai quali hanno assentito e dalle abitudini stabilitesi fra di loro.

2. Salvo convenzione contraria delle parti, si ritene che queste si siano tacitamente riferite nel contratto e per

la sua elaborazione a qualsiasi uso di cui erano o avrebbero dovuto essere a conoscenza e che, nel commercio

internazionale, è largamente conosciuto e regolarmente osservato dalle parti in contratti dello stesso genere,

nel ramo commerciale considerato.

Il secondo comma spiega che “salvo diversa” stipula se non si è disposto diversamente si applicano gli usi

internazionale in quel settore merceologico.

Art. 11:

Il contratto di vendita non deve essere concluso né constatato per iscritto né sottoposto ad alcun’altra condizione

formale. Può essere provato con qualsiasi mezzo, ivi compresi i testimoni.

Non vi è la forma ad probationem. Si può provare in qualsiasi modo.

Art. 14 :

1. Una proposta di contratto, rivolta a una o più persone determinate, costituisce un’offerta, qualora sia sufficientemente

precisa e ove indichi la volontà del suo autore di essere vincolato in caso di accettazione. Una proposta è sufficientemente

precisa quando indica le merci e, espressamente o implicitamente, fissa la quantità e il presso o dà indicazione atte a

determinarle.

2. Una proposta rivolta a persone indeterminate è considerata solo come un invito all’offerta, a meno che la persona che ha

.

espresso la proposta non abbia chiaramente indicato il contrario

Questo articolo deroga rispetto al c.c. Infatti la regola civilistica impone che il contratto si concluda nel momento in cui

perviene l’accettazione. Nel diritto interazione privato non è così: la proposta è considerata tale se sufficientemente

precisa e in grado di vincolare chi l’accetta.

Quando si tratta di invito all’offerta non vi è una vera e propria proposta. Quindi se la proposta nel diritto

internazionale non è sufficientemente precisa viene considerata un mero invito.

Art. 15 :

1. Un’offerta ha effetto quando perviene al destinatario

2. Un’offerta, anche se irrevocabile, può essere ritirata se la relativa dichiarazione perviene al destinatario prima o

contemporaneamente all’offerta.

Art. 16 :

1. Fin tanto che il contratto non è stato concluso, un’offerta può essere ritirata, se la revoca perviene al destinatario prima

che questi abbia fatto pervenire un’accettazione.

2. Tuttavia, un’offerta non può essere revocata:

a) Se indica, fissando un termine determinato per l’accettazione o in altro modo, che essa è irrevocabile; o

b) Se era ragionevole per il destinatario considerare l’offerta come irrevocabile e se egli ha agito di conseguenza.

Il secondo caso intende che, se secondo gli usi poteva intendersi irrevocabile, allora lo è.

PASAGGIO DEI RISCHI (dall’art. 66 – Capitolo IV)

Per il passaggio di rischi la norma dice che il rischio, per i beni mobili, si trasferisce nel momento in cui vi è la consegna

o è stata spedita.

Nel diritto internazionale privato c’è una deroga all’art. 1465 c.c. perché la merce essendo in viaggio incontra molti

vettori.

Art. 67:

1. Quando il contratto di vendita implica un trasporto di merci e il venditore non è tenuto a consegnarle in un luogo

determinato i rischi saranno trasferiti all’acquirente a partire dalla consegna delle merci al primo trasportatore per l’invio

all’acquirente, in conformità al contratto di vendita. Quando il venditore è tenuto a consegnare le merci al trasportatore in

luogo determinato, i rischi non saranno trasferiti all’acquirente fino al momento in cui le merci non saranno state 19

consegnate al trasportatore in detto luogo. Il fatto che il venditore sia autorizzato a conservare i documenti

rappresentativi delle merci no pregiudica il trasferimento dei rischi.

2. Tuttavia i rischi non saranno trasferiti all’acquirente fino al momento in cui le merci non saranno state chiaramente

identificate ai fini del contratto, o mediante l’apposizione di un segno di riconoscimento sulla merce, o mediante

.

documenti di trasporto, o avviso dell’acquirente, o mediante qualsiasi altro mezzo

Quindi per i beni individuati solo nel genere si applica l’ultimo comma dell’art. 67.

Sintesi:

La disciplina del passaggio dei rischi per la compravendita internazionale di beni mobili:

- CHIARA IDENTIFICAZIONE DEL BENE

- CONSEGNA DEL BENE:

a) Da trasportare: il rischio passa al compratore con la consegna del ettore nel luogo stabilito

b) Merci in viaggio: il rischio passa al momento della conclusione del contratto o dalla consegna al vettore

dei documenti di trasporto

c) In tutti gli altri casi i rischi passano alla consegna delle merci al primo trasportatore.

VIOLAZIONE DEL CONTRATTO

Art. 71 :

1. Una parte può differire l’adempimento dei suoi obblighi ove sia manifesto, dopo la conclusione del contratto, che l’altra

parte non adempirà ad una parte essenziale dei suoi obblighi a causa:

- Di una grave insufficienza della capacità di adempimento di detta parte o della sua solvibilità; o

- Del modo con cui si prepara a dare esecuzione o esegue il contratto.

2. Se il venditore ha già spedito le merci quando si manifestano le ragioni previste al paragrafo precedente, può opporsi a

che le merci siano consegnate all’acquirente, anche se questi è in possesso di un documento che gli dà diritto ad ottenerle.

Il presente paragrafo riguarda solo i diritti rispettivi del venditore e dell’acquirente sulle merci.

3. La parte che differisce l’esecuzione, prima o dopo a spedizione delle merci, deve immediatamente inviare una notifica in

tal senso all’altra parte, e deve procedere all’esecuzione se l’altra parte dà assicurazioni sufficienti per un buon

adempimento dei suoi obblighi.

INADEMPIMENTO CONTRATTO DI COMPRAVENDITA (diritto domestico)

Si applicano le norme:

- Del diritto interno che regolano pericolo di rivendica

- Del diritto interno che garantiscono il compratore da evizione

- Del diritto interno per la vendita di cose gravate da garanzie reali

Vi sono tre grandi gruppi di regolazione dell’inadempimento:

- norme di diritto interno che regolano la specialità del contratto e curano i vizi e le difformità

Primo:

antecedenti

- (art. 128 – 135 cod. cons) disciplinano la garanzia di conformità del bene al contratto nelle vendite

Secondo:

di beni di consumo

- in relazione alle ipotesi di vendita mobiliare prevedono forme speciali di tutela contrattuale contro

Terzo:

l’inadempimento dell’obbligazione di consegna della cosa o di quella di pagamento del prezzo.

Art. 1478 c.c.: Vendita di cose altrui

Se al momento del contratto la cosa venduta non era di proprietà del venditore, questi è obbligato a procurarne l’acquisto al

.

compratore. Il compratore diventa proprietario nel momento in cui il venditore acquista la proprietà dal titolare di essa

Art. 1842 c.c.: Cosa gravata da garanzie reali o da altri vincoli

Il compratore può altresì sospendere il pagamento del prezzo se la cosa venduta risulta gravata da garanzie reali o da vincoli

derivanti da pignoramento o da sequestro, non dichiarati dal venditore o dal compratore stesso ignorati. Egli può far fissare dal

giudice un termine, alla scadenza del quale, se la cosa non è liberata, il contratto è risolto con obbligo del venditore di risarcire il

danno ai sensi dell’art. 1479. Se l’esistenza di garanzie reali o dei vincoli sopra indicati era nota al compratore, questi non può

.

chiedere la risoluzione del contratto, e il venditore è tenuto verso di lui solo per il caso di evizione

Garanzia reale: è una garanzia che insiste sul bene, un bene gravato da garanzia reale può essere venduto.

Garanzia da Evizione: è una garanzia giuridica, con la quale si accerta che il bene sia del proprietario venditore. Un

bene gravato da evizione non può essere venduto.

Art. 1483 c.c.: Evizione totale della cosa 20

Se il compratore subisce l’evizione totale della cosa per effetto di diritti che un terzo ha fatti valere su di essa, il venditore è tenuto a

risarcirlo del danno a norma dell’art. 1479 c.c.

Egli deve inoltre corrispondere al compratore il valore dei frutti che questi sia tenuto a restituire a colui dal quale è evitto, le spese

.

che egli abbia fatte per la denunzia della lite e quelle che abbia dovuto rimborsare all’attore

Esiste anche la garanzia da vizi generici che a differenze delle altre è una garanzia sulla funzionalità materiale del

bene, copre, cioè, solo i vizi occulti, non visibili al momento dell’acquisto.

Le parti, con l’accordo, si vincolano a determinati obbligazioni.

Obbligo venditore: consegnare la cosa

Obbligo compratore: pagare il prezzo.

Le parti non adempiendo a questa obbligazione (effetti che produce la compravendita) si finisce nella responsabilità

contrattuale.

La responsabilità contrattuale nasce dall’inadempimento di un’obbligazione. Se non si adempie sorge una

responsabilità. Un altro tipo di responsabilità che potrebbe sorgere è quella extracontrattuale. Quest’ultima a

differenza di quella contrattuale non presuppone un’obbligazione esistente, non presuppone un vincolo tra le parti,

ma deriva da un fatto illecito (produzione di un danno ingiusto da cui il danneggiante vuole astenersi) e deriva anche

dall’obbligo di astenersi dal provocare il danno.

Nella fase delle trattative, prima del contratto, si può produrre una responsabilità in capo alle parti?

Si, le parti sono vincolate. In osservazione della secondo art.

buona fede contrattuale, 1337 Trattative e

le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi

responsabilità precontrattuale:

secondo buona fede.

Si parla di responsabilità contrattuale e non extra, perché presuppone la conclusione futura del contratto.

Rimanendo fedele al dato normativo che dottrina l’art. 1337 si parla proprio di responsabilità contrattuale.

Dalla violazione dell’art. 1337 può derivare il risarcimento del danno, lo dice

l’art. la parte che, conoscendo o dovendo conoscere l’esistenza di una causa di

1338 Conoscenza delle cause d’Invalidità:

invalidità del contratto, non ne ha dato notizia all’altra parte è tenuta a risarcire il danno da questa risentito per avere confidato,

.

senza sua colpa, nella validità del contratto

La buona fede è il principio che sorvola le parti contrattuali.

Il diritto protegge la parte “debole”. Nella buona fede rientra il mettere a diposizioni cause invalidanti del contratto

che una parte conosceva e che l’altra non poteva conoscere.

Nel caso di vendita di beni in relazione ai quali sorge l’obbligazione da parte del venditore di consegnare il bene.

Se il venditore consegna un bene non conforme ai beni del contratto esistono due garanzie come già detto:

- Garanzia per evizione

- Garanzia per vizi materiali.

Per quest’ultimo bisogna vedere se è un vizio palese o occulto.

È difficile che un compratore acquisti un bene manifestamente viziato.

È necessario vedere due discipline per garanzie di vizi:

art. Il venditore è tenuto a garantire che la cosa

1490 Garanzia per i vizi della cosa venduta (garanzia per vizi materiali

):

venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il

patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa.

Se il venditore vuole ingannare il compratore è nulla la clausola e quindi nel caso di vizi sarebbe obbligato a risarcire il

danno. Il patto non ha effetto (non il contratto) se il venditore è in mala fede per tacere i vizi. Se dimostra che il

venditore in buona fede dimostra che ha fatto vedere i vizi allora è liberato. Ma il legislatore europeo l’ha considerata

poco protettiva per la parte debole. I gravami per il compratore (gli obblighi del compratore che si accorge che il bene

ha un vizio generico). Di conseguenza questa disposizione protegge sia il compratore che il venditore. Oltretutto il

compratore è obbligato a denunciare il difetto, se non lo fa non può farlo valere. La denuncia deve avvenire entro 8

giorni dalla scadenza, secondo l’art. il compratore decade dal diritto alla garanzia,

1495 Termini e condizioni per l’azione:

se non denuncia i vizi al venditore entro otto giorni (deve dimostrare che siano passati meno di otto giorni) dalla scoperta, salvo il

diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge. La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o

l’ha occultato. L’azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il compratore che sia convenuto per l’esecuzione del

contatto, può sempre far valere la garanzia, purchè il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima

.

del decorso dell’anno dalla consegna

Il compratore può esperire dei rimedi (azioni edilizie):

- Risoluzione della vendita (azione redibitoria) – restituzione del prezzo e rimborso spese fatte 21

- Riduzione del prezzo (azione estimatoria o quanti minoris) in misura proporzionale al minor valore che la cosa

ha a causa dei vizi.

- Risarcimento del danno presuppone che il venditore fosse a conoscenza dei vizi o difformità.

Denuncia non è necessaria quando il venditore ha il vizio. L’onere della prova ricade sul compratore.

occultato

Art. quando la cosa venduta non ha la le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l’uso a cui è

1497 Mancanza di qualità:

destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per

inadempimento, purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi. Tuttavia il diritto di ottenere la risoluzione è

soggetto alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall’art. 1495.

C’è una garanzia di qualità, ma la garanzia deve superare i limiti quindi è una disposizione che protegge più il venditore

che il compratore. Essendo la parte forte, il venditore si pensa che possa arginare i vizi del mestiere.

La disciplina civilistica disciplina entrambe le parti e obbliga il venditore a denunciare che il bene non risponda all’uso

per cui è stato acquistato, entro termini brevi.

C’è come prescrizione un anno.

Già la convenzione di Vienna stabiliva che il compratore aveva diritto alla riparazione e sostituzione del bene difettoso,

già si era capito l’importanza di dare al cliente la riparazione o la sostituzione che era più semplice rispetto alle

lungaggini giudiziarie – con riferimento ai beni di consumo.

È intervenuto il legislatore europeo (con il codice del consumo) modificando la disciplina dei vizi.

Esiste una fattispecie diversa dai vizi e dalla mancanza di qualità chiamata vendita di aliud pro alio (prestazione di

cosa radicalmente diversa) alla quale si applica la disciplina di diritto comune (artt. 1218 e 1453 ss).

Art. Se il venditore ha garantito per un tempo determinato il buon funzionamento

1512 Garanzia di buon funzionamento:

della cosa venduta, il compratore, salvo patto contrario, deve denunziare al venditore il difetto di funzionamento entro trenta giorni

dalla scoperta, sotto pena di decadenza. L’azione si prescrive, in sei mesi dalla scoperta. Il giudice, secondo le circostanze, può

assegnare al venditore un termine per sostituire o riparare la cosa in modo da assicurarne il buon funzionamento, salvo il

risarcimento dei danni. Sono salvi agli usi i quali stabiliscono che la garanzia di buon funzionamento è dovuta anche in mancanza di

.

patto espresso

Questo va distinto dalla clausola di buon funzionamento frequente nella vendita di prodotti standardizzati,

predisposta dal fabbricante del prodotto che concreta in un contratto di garanzia di fabbrica dalla quale sorge un

rapporto diretto tra produttore e consumatore al quale il venditore rimane estraneo.

E’ protettiva sia per il venditore che il compratore

art. cod. consumo, sulla scia della direttiva comunitaria.

128 – 129

Art. : 1. Il presente capo disciplina taluni

128 Ambito di applicazione e definizione della vendita dei beni di consumo

aspetti dei contratti di vendita e delle garanzie concernenti i beni di consumo. A tali fini ai contratti di vendita sono equiparati i

contratti di permuta e di somministrazione nonche’ quelli di appalto, di opera e tutti gli altri contratti comunque finalizzati alla

fornitura di beni di consumo da fabbricare o produrre.

2. Ai fini del presente capo si intende per:

a) beni di consumo: qualsiasi bene mobile, anche da assemblare, tranne:

1) i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti secondo altre modalità dalle autorità giudiziarie, anche mediante delega ai

notai;

2) l’acqua e il gas, quando non confezionati per la vendita in un volume delimitato o in quantita’ determinata;

3) l’energia elettrica;

b) venditore: qualsiasi persona fisica o giuridica pubblica o privata che, nell’esercizio della propria attivita’ imprenditoriale o

professionale, utilizza i contratti di cui al comma 1;

c) garanzia convenzionale ulteriore: qualsiasi impegno di un venditore o di un produttore, assunto nei confronti del consumatore

senza costi supplementari, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene di consumo, qualora

esso non corrisponda alle condizioni enunciate nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicita’;

d) riparazione: nel caso di difetto di conformita’, il ripristino del bene di consumo per renderlo conforme al contratto di vendita.

3. Le disposizioni del presente capo si applicano alla vendita di beni di consumo usati, tenuto conto del tempo del pregresso utilizzo,

limitatamente ai difetti non derivanti dall’uso normale della cosa.

Questo articolo fa l’elenco dei beni a cui è applicabile la garanzia.

Art. 1. Il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di

129 Conformità al contratto:

vendita. 22

2. Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto se, ove pertinenti, coesistono le seguenti circostanze:

a) sono idonei all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;

b) sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualita’ del bene che il venditore ha presentato al consumatore

come campione o modello;

c) presentano la qualita’ e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore puo’ ragionevolmente aspettarsi,

tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al

riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicita’ o sull’etichettatura;

d) sono altresi’ idonei all’uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al

momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.

3. Non vi e’ difetto di conformita’ se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto non

poteva ignorarlo con l’ordinaria diligenza o se il difetto di conformita’ deriva da istruzioni o materiali forniti dal consumatore.

4. Il venditore non e’ vincolato dalle dichiarazioni pubbliche di cui al comma 2, lettera c), quando, in via anche alternativa, dimostra

che:

a) non era a conoscenza della dichiarazione e non poteva conoscerla con l’ordinaria diligenza;

b) la dichiarazione e’ stata adeguatamente corretta entro il momento della conclusione del contratto in modo da essere conoscibile

al consumatore;

c) la decisione di acquistare il bene di consumo non e’ stata influenzata dalla dichiarazione.

5. Il difetto di conformita’ che deriva dall’imperfetta installazione del bene di consumo e’ equiparato al difetto di conformita’ del

bene quando l’installazione e’ compresa nel contratto di vendita ed e’ stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilita’.

Tale equiparazione si applica anche nel caso in cui il prodotto, concepito per essere installato dal consumatore, sia da questo

installato in modo non corretto a causa di una carenza delle istruzioni di installazione.

Questa disciplina va a controbilanciare la situazione in cui ci si approfitta della legge. Non vi è il difetto di conformità

quando il consumatore era a conoscenza del difetto e non poteva non saperlo. Nel caso in cui il venditore si aiuti con

ausiliari e questi collaboratori per avere una commissione più alta esaltino le caratteristiche del venditore senza che

quest’ultimo lo sappia allora non cade nella responsabilità. Ma deve lui dimostrare che non ne era a conoscenza ed è

molto difficile. Il comma 5 vi è un aspetto connesso alla vendita dei beni di consumo e all’installazione. Il legislatore

del consumo sulla scia della direttiva europea i vizi di installazione, il difetto di conformità che deriva dall’installazione.

Il difetto di installazione è comparato al difetto di conformità.

La disciplina più protettiva per il consumatore (compravendita di beni di consumo) rispetto a quella civilistica che è

conveniente per entrambi.

L’art. 1. Il venditore e’ responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi

130 cod. consumo Diritto del consumatore:

difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene.

2. In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante

riparazione o sostituzione, a norma dei commi 3, 4, 5 e 6, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del

contratto, conformemente ai commi 7, 8 e 9.

3. Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che

il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all’altro.

4. Ai fini di cui al comma 3 è da considerare eccessivamente oneroso uno dei due rimedi se impone al venditore spese irragionevoli in

confronto all’altro, tenendo conto:

a) del valore che il bene avrebbe se non vi fosse difetto di conformità;

b) dell’entità del difetto di conformità;

c) dell’eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.

5. Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli

inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene.

6. Le spese di cui ai commi 2 e 3 si riferiscono ai costi indispensabili per rendere conformi i beni, in particolare modo con riferimento

alle spese effettuate per la spedizione, per la mano d’opera e per i materiali.

7. Il consumatore può richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle

seguenti situazioni:

a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;

b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo di cui al comma 5;

c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore.

8. Nel determinare l’importo della riduzione o la somma da restituire si tiene conto dell’uso del bene.

9. Dopo la denuncia del difetto di conformità, il venditore può offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile, con i

seguenti effetti:

a) qualora il consumatore abbia già richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie

conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo di cui al comma 5, salvo accettazione da parte del consumatore del

rimedio alternativo proposto;

b) qualora il consumatore non abbia già richiesto uno specifico rimedio, il consumatore deve accettare la proposta o respingerla

scegliendo un altro rimedio ai sensi del presente articolo.

10. Un difetto di conformità di lieve entità per il quale non e’ stato possibile o e’ eccessivamente oneroso esperire i rimedi della

riparazione o della sostituzione, non da’ diritto alla risoluzione del contratto. 23

Riparazione o sostituzione, in mancanza di questo sostituzione e per ultimo risoluzione del contratto che è l’ultimo

rimedio esperibile.

Il consumatore ha la possibilità di denunciarlo entro 2 anni (prescrizione) dalla consegna del bene e la denuncia passa

da otto giorni a 60 giorni. Questo articolo serve a proteggere dai vizi occulti.

A tutela del consumatore si stabilisce l’imperatività e l’inderogabilità della disciplina legale e la conseguente nullità

dei patti diretti ad escludere o limitare i diritti riconosciuti dalla novella al consumatore (art. 134).

Le distinzioni tra vizi, difformità, mancanza di qualità, aliud pro alio e responsabilità ordinaria sono supportate dalla

Convenzione di Vienna sulle vendite internazionali di beni mobili e dalla disciplina comunitaria sulle vendite di beni di

consumo che prevedono un apparato di tutela nei confronti del consumatore uniforme per tutti i casi di difformità

della cosa consegnata rispetto a quella pattuita.

CONTRATTI DI DISTRIBUZIONE

La distribuzione è un fenomeno economico per cui il venditore si avvale di schemi diversi per porre i propri prodotti

sul mercato e per raggiungere il numero maggiore di clienti.

Questo fenomeno è connesso con la globalizzazione del mercato e con il commercio online. Siamo nell’ambito della

distribuzione indiretta.

La distribuzione diretta è spesso utilizzata per il settore agroalimentare che potrebbero utilizzare anche una rete

integrata di distribuzione. C’è bisogno di una struttura che travalica l’impresa familiare o locale.

Il concetto che interessa il diritto dei contratti d’impresa è capire quali contratti sono a disposizione della

distribuzione, tutto comunque parte dal contratto di compravendita, anche se, nella sua forma classica, può risultare

insufficiente come forma.

I contratti di distribuzione si considerano consoni sia per la distribuzione diretta che indiretta e il loro tratto comune si

trova nella derivazione dalla compravendita, mentre le divergenze sono:

- L’INGERENZA più o meno incisiva del produttore/venditore sul partener commerciale (distribuzione diretta

ingerenza è totale)

- Sulla distribuzione integrata (in cui vi sono più contratti distributivi) si hanno quasi sempre rapporti tra

diverse forme di imprenditori (piccole o medie imprese e imprenditori agricoli compresi).

Secondo un climax ascendente i rapporti possono essere organizzati come:

- INGERENZA MINIMA indispensabile limitandosi all’autorizzazione della vendita dei prodotti

- INGERENZA PIU’ PREGNANTE, obbligando nei prezzi e nelle scorte ecc..

- INGERENZA TOTALE (il produttore nei confronti del partner commerciale) avviene solitamente con la cessione

del marchio (controllo dei locali, formazione dei dipendenti ecc.)

La cellula base è formata da tre tipologie di contratto:

1. RIVENDITA AUTORIZZATA

2. CONTRATTO ESTIMATORIO

3. CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE

2) IL CONTRATTO ESTIMATORIO:

Contratto introdotto per la prima volta dal codice civile del 1942, con gli art. che vanno dal 1556 al 1558.

Art. Con il contratto estimatorio una parte [tradens]] consegna una o più cose mobili all’altra

1556 c.c. Nozione:

[accipiens] e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito.

È un contratto a servizio, principalmente, del fenomeno dell’editoria con il quale si forma la base tradizionale di

commercio. È un contratto nato nel 1942, periodo nel quale c’era una diffusione enorme di giornali ed erano quelli

che più occupavano la distribuzione commerciale.

Il produttore (editore) consegna cose mobili e l’altra parte si obbliga a pagare i prezzi a meno che non restituisce il

bene pagando solo ciò che ha venduto. 24

Art. Chi ha ricevuto le cose non è liberato dall’obbligo di pagarne il prezzo, se la

1557 c.c. Impossibilità di restituzione:

restituzione di esse nella loro integrità è divenuta impossibile per causa a lui non imputabile.

3) CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE

(anche questo introdotto dal c.c. del 1942)

Art. la somministrazione è il contratto con il quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un

1559 c.c. Nozione:

prezzo, a scegliere, a favore dell’altra, prestazioni periodiche o continuative di cose.

Alcuni esempi: contratto di energia elettrica, mensa e anche se atipico, il contratto di albergo viene disciplinato tra la

categoria di somministrazione e locazione.

È un CONTRATTO DI DURATA, quindi ha delle particolarità tra cui la non immediatezza delle prestazioni. Si propaga nel

tempo. L’inadempimento di una prestazione non determina l’annullamento del contratto a meno che non sia

essenziale, può essere stabilito anche un termine.

Art. Qualora non sia determinata l’entità della somministrazione, s’intende

1560 c.c. Entità della somministrazione:

pattuita quella corrispondente al normale fabbisogno della parte che vi ha diritto, avuto riguardo al tempo della

conclusione del contratto. Se le parti hanno stabilito soltanto il limite massimo e quello minimo per l'intera

somministrazione o per le singole prestazioni, spetta all'avente diritto alla somministrazione di stabilire, entro i limiti

suddetti, il quantitativo dovuto.Se l'entità della somministrazione deve determinarsi in relazione al fabbisogno ed è

stabilito un quantitativo minimo, l'avente diritto alla somministrazione è tenuto per la quantità corrispondente al

fabbisogno se questo supera il minimo stesso.

Art. Nella somministrazione a carattere periodico, se il prezzo deve essere

1561 c.c. Determinazione del prezzo:

determinato secondo le norme dell'articolo 1474, si ha riguardo al tempo della scadenza delle singole prestazioni e al

luogo in cui queste devono essere eseguite.

La somministrazione, quindi, può essere a carattere continuativo o a singole somministrazioni.

La parte peculiare di un contratto di durata è la RISOLUZIONE: non avviene per inadempimento delle singole

prestazioni ma solo quando l’inadempimento è tale da menomare la fiducia del rapporto o di notevole importanza.

SOSPENSIONE DELLA SOMMINISTRAZIONE: può essere sospeso quando l’inadempimento è di lieve entità e il

somministrante dà un congruo preavviso al somministrato.

In caso di inadempimento può utilizzare tutti quegli strumenti contrattuali come eccezione di inadempimento,

risoluzione, azione di risoluzione,

Nel contratto di somministrazione può essere prevista anche la clausola di esclusiva a favore del somministrante e

anche del somministrato. se nel contratto è pattuita la clausola di esclusiva a favore del

Art. 1567 Esclusiva a favore del somministrante:

somministrante l’altra parte non può ricevere da terzi prestazione della stessa natura, né, salvo patto contrario, può provvedere con

mezzi propri alla produzione delle cose che formano oggetto del contratto. : Se la clausola di esclusiva è pattuita a favore

Art. 1568 Esclusiva a favore dell’avente diritto alla somministrazione

dell'avente diritto alla somministrazione, il somministrante non può compiere nella zona per cui l'esclusiva

è concessa e per la durata del contratto, né direttamente né indirettamente, prestazioni della stessa natura di quelle che formano

oggetto del contratto. L'avente diritto alla somministrazione, che assume l'obbligo di promuovere, nella zona assegnatagli, la

vendita delle cose di cui ha l'esclusiva, risponde dei danni in caso di inadempimento a tale obbligo, anche se ha eseguito il contratto

rispetto al quantitativo minimo che sia stato fissato.

Art. Se la durata della somministrazione non è stabilita, ciascuna delle parti può

1569 c.c. Contratto a tempo indeterminato:

recedere dal contratto, dando preavviso nel termine pattuito o in quello stabilito dagli usi o, in mancanza, in un termine congruo

.

avuto riguardo alla natura della somministrazione

Si ha un’ingerenza maggiore con i seguenti contratti designati secondo un climax ascendente:

1. RIVENDITA AUTORIZZATA

2. CONCESSIONE DI VENDITA

3. FRANCHISING

1) RIVENDITA AUTORIZZATA 25

Ci sono due parti: un rivenditore e un commerciante selezionato, l’ingerenza sulla controparte non è pregnante.

Compravendita + Clausola Di Autorizzazione

Il commerciante autorizzato si avvale della clausola di esclusiva e gode del vantaggio di poter distribuire i beni del

produttore.

2) CONCESSIONE DI VENDITA

È l’evoluzione della rivendita autorizzata che, in ragioni di differenti tipologie di scambio ha caratteristiche diverse.

È un contratto atipico che ha meritevolezza secondo l’ordinamento giuridico disciplinato dal 1322 c.c. Autonomia

Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge.

contrattuale:

Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina particolare, purché

siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.

La concessione di vendita prevede un vero e proprio inserimento del concessionario nella rete di vendita del

concedente. Il contratto svolge attività di scambio e di collaborazione tra due imprenditori.

Prevede l’obbligo di acquisto e di rivendita, a questi si aggiunge anche l’obbligo di assunzione di impegni di generi

diversi (sono servizi aggiuntivi). Questo contratto è a servizio degli interessi che mano a mano si presentano, per

questo risulta essere un contratto atipico (si adegua alle esigenze).

Si affiancano altri obblighi: acquisto di quantitativi minimi a cui si accompagna anche l’assistenza tecnica, detenere

determinati cambi e scorte.

Si possono aggiungere altre clausole come l’esclusiva di zona.

Vi è al massimo grado il fenomeno della distribuzione integrata e può imporre controlli o modalità di presentazione

dei prodotti senza sovrastare la figura del concessionario.

Sommariamente la figura viene considerata atipica per questo nella disciplina dei singoli elementi si rimanda a

contratti simili. Molti rimandi vengono fatti alla disciplina della somministrazione.

3) FRANCHISING

Prima della Legge del 2004 vi è solo la disciplina del Regolamento n. 4087/1988 della Commissione della Comunità

Europea del 30/11/1988 sugli accordi di franchising.

Vi sono tre categorie principali:

a) Franchising di distribuzione: il franchisee – rivenditore, rivende determinati prodotti in un punto vendita che

reca l’insegna e l’immagine del franchisor – produttore

b) Franchising di servizi: il frachisee offre u servizio sotto l’insegna la ditta oppure il marchio del franchisor

conformandosi alle direttive di quest’ultimo

c) Franchising di produzione (o industriale), il franchisee fabbrica seguendo le indicazioni del franchisor dei

prodotti che poi vende sotto il marchio di quest’ultimo

d) Franchising internazionale: attuato mediante un master franchising con il quale il franchisor concede la

franchisee la facoltà di stipulare a sua volta subcontratti di franchising.

È la forma più evoluta di edita.

È una figura contrattuale che nasce in America dopo la seconda guerra mondiale e si sviluppa in Europa intorno agli

anni ’60 (chiamata come affiliazione commerciale).

È disciplinata dalla Legge 06/05/2004 n. 129

Le parti sono:

- Franchisor (affiliante)

- Franchisee (affiliato)

È un contratto atipico:

Compravendita + cessione del marchio + altri obblighi e contratti.

Definizione: il contratto, comunque denominato, fra due soggetti giuridici economicamente e giuridicamente

indipendenti, in base al quale una parte l’affiliante, concede la disponibilità all’ altra, affiliato, verso corrispettivo di un

insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi denominazioni commerciali, insegne, modelli di

utilità, disegni di autore, know how, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale, inserendo l’affiliato in un

26

sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio., allo scopo di commercializzare determinati beni e

servizi in ogni settore di attività economica..

Si avrà un obbligo dell’acquisto di un quantitativo di scorte, di formare i dipendenti, cedere il marchio, allestire il

negozio (vi è l’ingerenza totale legata alla cessione del marchio).

Gli obblighi delle parti possono variare a seconda che sia di prodotti o servizi, ma in generale sono:

- Franchisor:

a) Trasferire franchisee la propria formula commerciale (tutto intesa)

b) Addestrare i dipendenti o mettere a disposizione del franchisee i dipendenti.

c) Fornisce assistenza

- Franchisee:

a) Adeguarsi agli standard del franchisor

b) Segretezza in merito alle privative industriali

c) Corrispondere dei canoni (somma fissa – entry fee + somma in base al volume d’affari, chiamata royalty).

Se il contratto è di durata determinata, non può essere inferiore ad un periodo congruo per permettere al franchisee

di ammortizzare l’investimento iniziale e comunque mai inferiore ai 3 anni.

La mancata tipizzazione del franchising è dovuta all’esigenza di lasciarlo libero da schemi in modo che possa adeguarsi

alle nascenti esigenze.

La corte di Cassazione, nello spirito dell’art. 1322 c.c., ha stabilito che il franchising è un’aggregazione e affiliazione

commerciale e ha deciso che le controversie nascenti si possono esperire dalle parti in causa. Le controversie possono

essere risolte da un arbitrato individuale.

CONTRATTO DI COUNTER TRADE

Il contratto di countertrade (scambi di compensazione) concreta un’operazione creata dalla prassi degli affari che

trova applicazione soprattutto nel commercio con i Paesi dell’Est o con quelli in via di sviluppo. L’esigenza sta nella

non convertibilità della moneta. Il countertrade concreta una forma di scambio economico dove, come

controprestazione per beni o servizi, l’acquirente non si impegna a pagare una somma di denaro ma si impegna a

pagare con altri beni. A seconda delle sottocategorie si avranno discipline diverse del contratto.

Capitolo III

I contratti di compimento d’opera si risolvono nell’appalto o nel contratto d’opera.

Per l’esecuzione di servizi il discorso può variare.

In questi contratti, comunque, si presuppone che una delle parti sia un imprenditore perché unico soggetto di grado di

poter soddisfare determinati tipi di bisogni. Mentre i destinatari possono essere sia imprese (servizi alle imprese) sia

consumatori (servizi ai privati).

Nel codice civile al 2195 non vi è una definizione specifica di imprese di servizi quindi vengono definite e individuate a

seconda dei casi.

CONTRATTO DI APPALTO

Nel contratto di appalto è gioco forza un imprenditore e rientra a pieno diritto nel contratto d’impresa. la controparte

dell’appaltatore è il committente.

L’appalto può raffigurarsi come privato o pubblico a seconda della natura del committente. A volte per lo svolgimento

di un appalto pubblico può esserci un raggruppamento di imprese.

È un contratto di impresa per una ragione di tipo pratico, colui che necessita di una prestazione di un servizio

complesso e non può portarlo a termine in materia autonoma si avvale dell’organizzazione di un altro.

Dell’organizzazione del capitale e del lavoro e del rischio del compimento e di tutto ciò che comporta questa grande

macchina organizzativa che si mette in moto quando ci riferiamo al contratto di appalto.

Il committente non potendo o non volendo compiere l’opera a propri mezzi affida l’opera ad una controparte

qualificata, dietro pagamento di corrispettivo.

È un contratto tipico perché normato dal codice civile.

Art. : l’appalto è il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio

1655 c.c. .

rischio, il compimento di una opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro 27

Descrive l’appaltatore come colui che con propri mezzi e con rischio fa un’opera.

della fattispecie appalto sono:

Elementi

- Organizzazione dei mezzi

- Gestione a proprio rischio

- Corrispettivo in denaro.

Se una parte non adempie ai propri obblighi si avrà un inadempimento contrattuale. Si ha la corrispettività delle

prestazioni. Contratto oneroso e a prestazioni corrispettive.

Ci sono due tipologie:

- Appalto d’opera

- Appalto di servizi (nelle grandi aziende servizi di pulizia e mensa – tolta la parte di amministrazione quindi

non vi rientra tipicamente la mensa).

Tra i soggetti peculiari, oltre l’appaltatore e il committente, può esserci: il progettista, ovvero colui che redige il

progetto per conto del committente e che potrà essere chiamato insieme all’appaltatore a rispondere dei danni

conseguenti ai difetti o rovina dell’opera, il direttore dei lavori, ha il compito di rappresentare il committente

nell’esecuzione dell’opera e di impartire ordini e direttive all’appaltatore).

Art. se l’appalto ha per oggetto prestazioni continuative o

1677 c.c. Prestazione continuativa o periodica di servizi:

periodiche di servizi, si osservano, in quanto compatibili, le norme di questo capo e quelle relative al contratto di somministrazione.

Che differenza c’è rispetto alla prestazione d’opera professionale?

L’obbligazione è di è un’obbligazione di (è la grande differenza con la prestazione di servizi professionale,

fare, risultato

commercialista è un’obbligazione diversa perché disciplinata dalla prestazione d’opera; il libero professionista non è un

imprenditore perché l’imprenditore compie una prestazione più ampia).

È un’obbligazione di risultato perché l’opera deve essere eseguita ad opera d’arte. Se così non fosse si avrebbe

inadempimento contrattuale. Ad opera d’arte: in modo che l’obbligazione risponda ai requisiti che un’altra obbligazione

analoga dovrebbe dare rispetto a quella prestazione.

È un contratto oneroso e presuppone il pagamento di un corrispettivo, ma questo non sempre può essere deciso a

monte, può essere anche in piena autonomia delle parti.

Art. Se le parti non hanno determinato la misura del corrispettivo né hanno stabilito

1657 c.c. Determinazione del corrispettivo:

il modo di determinarla, essa è calcolata con riferimento alle tariffe esistenti o agli usi: in mancanza è determinata dal giudice.

Quindi un contratto di appalto senza corrispettivo non è nullo.

Distinzione e punti di contatto con il contratto di somministrazione.

Le differenze con questo contratto (art. 1559 c.c.) consistono nella mancanza nel contratto di somministrazione del

di impresa e l’organizzazione. Seppur per alcuni tipi di appalto si può far riferimento anche alla

rischio

somministrazione.

Altri contratti che somigliano all’appalto è il contratto di albergo, è un contratto atipico dove vi sono leggi di appalto e

di somministrazione, e alcuni dicono anche di locazione.

Altri contratti riconducibili al contratto di appalto è il contratto di catering.

Anche il catering è un contratto atipico. È legato ad un obbligo di risultato.

Ci sono appalti di servizi variegati come quelli finanziari, per alcuni versi è riferito all’appalto per altri versi no. Comunque

sono simili all’appalto.

In caso di discordie, in quanto compatibili, si applica l’appalto.

Un’altra differenza importante: appalti pubblici e privati.

Il CODICE DEGLI APPALTI, legge speciale che regola la materia dell’appalto. Si aggiunge integrando quello che manca alla

legge generale. Si riferisce agli appalti pubblici. 28

Oltre all’appalto si ha anche la possibilità di un subappalto, per la quale l’appaltatore incarica un committente secondo

la disciplina dell’art. : L'appaltatore non può dare in subappalto l'esecuzione dell'opera o del servizio, se

1656 c.c. Subappalto

non è stato autorizzato dal committente.

Il subappalto solo con il consenso del committente.

Tra le tipologie affini all’appalto c’è la subfornitura industriale. Quest’ultima ha come controparte due imprese.

Con riferimento alla forma, a dispetto di quello che si crede e del caso più frequente, la forma scritta non è

obbligatoria anche se la maggior parte delle volte viene utilizzata. Diventa per quei contratti che hanno

obbligatoria

come effetto il trasferimento della proprietà dell’immobile al committente. Se si tratta di un appalto per la costruzione

di un’opera che prevede come ulteriore effetto il trasferimento di proprietà beni immobili.

Il contratto normale può essere anche orale.

OBBLIGAZIONE APPALTATORE

L’appaltatore oltre a compiere l’opera deve fornire la materia, art. La materia necessaria a

1658 Fornitura della materia: i.

compiere l’opera deve essere fornita dall’appaltatore, se non è diversamente stabilito dalla convenzione o dagli us

L’appaltatore è un imprenditore che gestisce a proprio rischio e con la propria organizzazione allora si occupa della

materia, ma la norma fa salvo il patto contrario: la materia può essere fornita dal committente se espressamente

stabilito.

Un altro obbligo: compiere il servizio a regola d’arte. La responsabilità tecnica dell’esecuzione incombe sull’appaltatore

che svolge l’opera con una perizia professionale. Si presume che l’appaltatore abbia le capacità e le competenze

tecniche per i rilievi geologici e sapere quali materiali sono adeguati.

Deve agire con una perizia professionale, non solo quando svolge un’opera ma anche un servizio.

Di norma il committente non ha nessun ruolo, ma esiste un’ipotesi diversa: APPALTO A REGIA.

Questa è una particolare forma di appalto in cui il committente ha il potere di direzione dell’opera. A volte capita che

un committente sia qualificato ma non abbia tutti i mezzi per compiere l’opera, ma solamente le caratteristiche tecniche

(come un geometra o un architetto). È necessario capire quale sia la linea di confine tra appalto e lavoro subordinato.

Quindi è una deviazione dell’appalto. Si potrebbero porre dei problemi importanti, perché l’appaltatore è l’unico

responsabile, il committente si può ingerire. La responsabilità continua ad essere addossata all’appaltatore.

La regola è: l’appaltatore deve compiere l’opera secondo gli ordini del committente, dirige i lavori, fornisce il lavoro e si

assume la responsabilità e percepisce il corrispettivo. Non può prendersela comoda, ma deve compiere l’opera entro

un termine congruo, dando credito alla natura della prestazione e della situazione. Si deve rispettare il contratto e se ci

fossero dei ritardi si prevedono delle penali, clausole penali per il ritardo.

Il termine convenuto altro elemento naturale del contratto di appalto.

Nel caso in cui la materia sia fornita dall’appaltatore come effetto secondario nella conclusione del contratto si ha il

trasferimento della proprietà della cosa prodotta.

VARIAZIONI DEL PROGETTO

Il progetto deve essere fedele, quello pattuito, ma a volte le parti possono convenire per le variazioni del progetto.

Potrebbero esserci delle condizioni concordate o necessarie.

Se l’opera è stata collaudata non si possono effettuare variazioni.

A volte succede che l’appaltatore o il committente possono accordarsi per le variazioni e quindi anche in corso d’opera

è possibile variare il progetto, ma in questo caso il committente le deve autorizzare e quindi ogni variazione deve essere

autorizzata dal committente. l’appaltatore non può apportare variazioni alle modalità convenute dell’opera se

Art. 1659 Variazioni concordate del progetto:

il committente non le ha autorizzate. L’autorizzazione si deve provare per iscritto. 29

Se non è pattuito diversamente l’appaltatore non ha diritto ad un prezzo aggiuntivo, soprattutto se il prezzo viene

determinato a corpo, perché il prezzo dell’appalto può essere:

- A CORPO, nell’intero importo

- A MISURA, un prezzo a metro quadro.

Oppure determinando il corrispettivo in base alle cose che vengono create.

Dato che l’appaltatore non lavora gratuitamente, la legge prevede delle opzioni in caso di variazioni del progetto.

L’approvazione per iscritto è riferita ad una variazione non necessaria, diversamente si ha quando la variazione è

necessaria.

Legislatore adotta una disciplina protettiva per l’appaltatore e committente. Se le variazioni superano 1/6 del prezzo

complessivo, l’appaltatore può recedere dal contratto e farsi risarcire un’equa indennità dal committente.

Se per l'esecuzione dell'opera a regola d'arte è necessario apportare variazioni

Art. 1660 c.c. Variazioni necessarie del progetto:

al progetto e le parti non si accordano, spetta al giudice di determinare le variazioni da introdurre e le correlative variazioni del prezzo.

Se l'importo delle variazioni supera il sesto del prezzo complessivo convenuto, l'appaltatore può recedere dal contratto e può ottenere,

secondo le circostanze un'equa indennità. Se le variazioni sono di notevole entità, il committente può recedere dal contratto ed è

.

tenuto a corrispondere un equo indennizzo

Se le variazioni non superano 1/6 e non ci si accorda allora spetta al giudice di stabilire un equo compenso. Quando

sono necessarie per effettuare l’opera a regola d’arte.

La legge non protegge solo l’appaltatore ma anche il committente, perché a volte si hanno quei casi in cui ci sono

variazioni così enormi da fare che il committente si trova in difficoltà (interviene l’ultimo comma del 1660).

Essendo protettiva per entrambe si dà la possibilità di recedere ad entrambe le parti, anche se in situazioni diverse.

Se il prezzo è quello determinato a monte si può rivedere solo in determinati modi e fattispecie.

Si può avere una revisione del prezzo concordato:

1- Onerosità o difficoltà del prezzo (non si parla della revisione del prezzo).

Qualora per effetto di circostanze imprevedibili si siano verificati

Art. 1664 c.c. Onerosità o difficoltà dell’esecuzione:

aumenti o diminuzioni nel costo dei materiali o della mano d’opera, tali da determinare un aumento o una diminuzione

superiore al decimo del prezzo complessivo convenuto, l’appaltatore o il committente possono chiedere una revisione del

prezzo medesimo. La revisione può essere accordata solo per quella differenza che eccede il decimo. Se nel corso dell'opera

si manifestano difficoltà di esecuzione derivanti da

cause geologiche, idriche e simili, non previste dalle parti, che rendano notevolmente più onerosa la prestazione

dell'appaltatore, questi ha diritto a un equo compenso.

Ci deve essere la verifica delle variazioni per circostanze imprevedibili, non vale per quelle situazioni che

rientrano normalmente nel rischio d’impresa.

L’onerosità e la difficoltà dell’esecuzione si ha anche nel caso di difficoltà derivata dall’esecuzione dell’opera,

difficoltà che non riguarda il progetto, ma i costi per eseguirla. In quel caso l’appaltatore ha diritto ad un equo

compenso. La disciplina precedente vale anche per l’aumento del prezzo dovuto a causa imprevedibili.

Le variazioni delle condizioni contrattuali rientrano nelle ius variandi: possibilità di cambiare la legge in caso di

specifiche fattispecie.

Attraverso lo ius variandi il committente potrà ordinare sia variazioni del progetto, la revisione del prezzo se è

inferiore ad un 1/10, e anche l’appaltatore può utilizzare lo ius variandi, dipende dalle circostanze.

Quando l’opera viene conclusa il committente prima di prenderla in consegna deve compiere delle azioni decise dalla

legge e non dalle parti.

Il committente, di norma, non si intromette nei lavori, ma ha diritto ad effettuare sopralluoghi, a visionare i cantieri

controllando lo svolgimento dei lavori e porre delle verifiche in corso dell’opera.

Il committente ha diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e di

Art. 1662 c.c. Verifica nel corso di esecuzione dell’opera:

verificarne a proprie spese lo stato. Quando, nel corso dell'opera, si accerta che la sua esecuzione non procede secondo le condizioni

stabilite dal contratto e a regola d'arte, il committente può fissare un congruo termine entro il quale l'appaltatore si deve conformare

a tali condizioni; trascorso inutilmente il termine stabilito, il contratto

è risoluto, salvo il diritto del committente al risarcimento del danno.

Finchè l’opera non viene eseguita non si possono fare delle operazioni propedeutiche all’accettazione della medesima

e al passaggio del rischio. Fino a che il committente non abbia accettato l’opera non vi è trasferimento della proprietà.

30

Prima dell’accettazione:

1. verifica finale dell’opera, da effettuarsi secondo art. Il committente, prima di ricevere la consegna, ha

1665 c.c.:

diritto di verificare l'opera compiuta. La verifica deve essere fatta dal committente appena l'appaltatore lo mette in

condizione di poterla eseguire. Se, nonostante l'invito fattogli dall'appaltatore, il committente tralascia di procedere alla

verifica senza giusti motivi, ovvero non ne comunica il risultato entro un breve termine, l'opera si considera accettata. Se il

committente riceve senza riserve la consegna dell'opera, questa si considera accettata ancorché non si sia proceduto alla

verifica. Salvo diversa pattuizione o uso contrario, l'appaltatore ha diritto al pagamento del corrispettivo quando l'opera è

accettata dal committente.

2. Collaudo, consiste nell’esito della verifica. Si ha una panoramica sull’opera compiuta

3. Accettazione dell’opera: dichiarazione con la quale il committente manifesta la volontà di ricevere l’opera.

L’accettazione può essere espressa o presunta o tacita. L’accettazione si presume con il pagamento del

corrispettivo. Se non ci accetta formalmente, ma si paga il corrispettivo si considera accettata.

4. Contestualmente all’accettazione sorge l’obbligo di pagare il prezzo. A volte succede che ci si accordi per pagare

a stato avanzamento lavori. Se si tratta di opera da eseguire per partite, ciascuno dei contraenti può

Art. 1666 c.c.:

chiedere che la verifica avvenga per le singole partite. In tal caso l'appaltatore può domandare il pagamento in proporzione

dell'opera eseguita. Il pagamento fa presumere l'accettazione della parte di opera pagata; non produce questo effetto il

versamento di semplici acconti.

Ciascuno dei contraenti può chiedere che la verifica avvenga ad ogni partite, si accetta la partita dopo averla

verificata.

Con l’accettazione e il pagamento del prezzo, si ha, se l’opera comporta il trasferimento della proprietà, il trasferimento

del rischio dall’appaltatore al committente.

RESPONSABILITA’ DELL’APPALTATORE

È un argomento che interessa sia l’aspetto civilistico, sia quello penale, quando però il fatto costituisce reato.

Per il rischio di perimento dell’opera vige il principio del res perit domino. Il perimento dell’opera è a carico del titolare

dell’opera. Finchè l’opera non viene trasferita vi è la responsabilità dell’appaltatore.

COSTRIZIONI DI OPERE

L’opera passa dall’appaltatore al committente, al momento dell’accettazione perché sorge l’obbligo di pagare il prezzo

e si trasferisce il rischio di perimento dell’opera.

Il momento dell’accettazione è quello in cui viene traslato il rischio di perimento dell’opera.

Nel caso in cui la cosa abbia dei vizi occulti (non riconoscibili immediatamente) per il diritto rileva una garanzia

dell’appaltatore al committente (che risulta più protettiva rispetto al codice del consumo).

Il c.c. costruisce la disciplina rispetto a due istituti:

1. L'appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e i vizi dell'opera. La

Art. 1667 c.c. Difformità e vizi dell’opera:

garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l'opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano

riconoscibili, purché, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall'appaltatore. Il committente deve, a pena di

decadenza, denunziare all'appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è

necessaria se l'appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati. L'azione contro l'appaltatore si prescrive

in due anni dal giorno della consegna dell'opera. Il committente convenuto per il pagamento può sempre far valere la

garanzia, purché le difformità o i vizi siano stati denunziati entro sessanta giorni dalla scoperta e prima che siano decorsi i

due anni dalla consegna.

La norma è molto attenta, la garanzia è dovuto per i difetti non conosciuti o conoscibili (non palesi).

L’appaltatore si esime se i vizi sono riconoscibili dal committente. Il parametro che si utilizza per l’appaltatore

è LA DILIGENZA PROFESSIONALE, per il committente è LA DILIGENZA DEL PADRE DI FAMIGLIA. In base a

questi si costruiscono le differenti conformità.

Leggendo la norma al contrario si vede che l’appaltatore è responsabile per i vizi occulti (quelli non

riconoscibili dal committente in sede di accettazione).

L’appaltatore è responsabile per i vizi occulti quando l’opera è già stata accettata e quando i vizi sono stati

taciuti anche se riconoscibili (in mala fede). Non è responsabile se il committente doveva o poteva conoscere

i vizi (e in buona fede) si esime la responsabilità.

I rimedi della legge sono che il committente deve far valere la responsabilità entro dalla scoperta

60 giorni

del vizio. C’è un termine perentorio di due anni dalla consegna dell’opera.

Il termine di 60 giorni si rispetta a meno che l’appaltatore, in mala fede, li ha riconosciuti ed occultati. 31

In questo caso vi sarebbe la PROBATIO DIABOLICA, perché lo stato soggettivo è difficile da dimostrare e c’è

differenza rispetto alla mala fede presunta.

Queste norme non sono molto positive per il committente perché sono state emanate in un’epoca in cui si

volevano incentivare i commerci.

2. La garanzia per difetti di qualità. I vizi di difformità (difformità più disciplina dei vizi) consiste nella valutazione

dei vizi anche a livello qualitativo. La garanzia copre anche la qualità dell’opera. È una disciplina più ampia

della compravendita, ma ci è stato bisogno di applicare anche l’art. 129 del codice del consumo, con

riferimento ai beni di consumo da fabbricare o produrre e si somma alla disciplina del codice civile. Questo

accade per il contratto di appalto non è molto protettivo per il consumatore.

Altro problema è capire se rileva o no lo stato soggettivo di un vizio occulto.

Il committente può chiedere che le difformità o i vizi

Art. 1668 c.c. Contenuto della garanzia per difetti dell’opera:

siano eliminati a spese dell’appaltatore, oppure che il prezzo sia proporzionalmente diminuito, salvo il risarcimento del

danno nel caso di colpa dell’appaltatore. Se però le difformità o i vizi dell’opera sono tali da renderla del tutto inadatta

.

alla sua destinazione, il committente può chiedere la risoluzione del contratto

A questa si somma la responsabilità per colpa solo se si prova un concorso di volontà e di negligenza. O se c’è

il dolo (situazione ben più grave in caso di dolo: c’è il penale).

C’è colpa con grave negligenza dell’appaltatore quando si aggiunge il risarcimento del danno.

Il committente deve provare la colpa per ottenere il risarcimento del danno se non lo prova può solo far

eliminare le difformità o i vizi.

Il difetto può essere accettabile o no, se il difetto è tale da rendere l’opera inadatta il committente può

risolvere il contratto. È più semplice provare anche il danno con la colpa dell’appaltatore.

3. Maggiore protezione del committente. Questo pilastro riguarda non i beni di consumo in generale ma i beni

immobili destinati a durare nel tempo. In questa tipologia è sottoposto ad una responsabilità pregnante: la

responsabilità per rovina o pericolo di rovina dell’immobile compiuto.

Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la

Art. 1669 c.c. Rovina e difetti di cose immobili:

loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera per vizio del suolo o per difetto della

costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o di gravi difetti, l’appaltatore è

responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla

.

scoperta. Il dritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia

Questa responsabilità vi è anche nel caso della disciplina degli immobili da costruire.

Il problema è sempre quello di capire se il venditore ha le garanzie per ottemperare ad eventuali danni.

DISCIPLINA DI SCIOGLIMENTO DEL RAPPORTO DEL CONTRATTO DI APPALTO

Il Contratto si scioglie per l’impossibilità sopravvenuta delle parti.

il committente può recedere dal contratto, anche se è stata iniziata

Art.1671 c.c. Recesso unilaterale dal contratto:

l’esecuzione dell’opera o la prestazione del servizio, purché tenga indenne l’appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e

del mancato guadagno. Se il contratto si scioglie perché l’esecuzione dell’opera è

Art. 1672 c.c. Impossibilità di esecuzione dell’opera:

divenuta impossibile in conseguenza di una causa non imputabile ad alcuna delle parti, il committente deve pagare la

parte dell’opera già compiuta, nei limiti in cui è per lui utile, in proporziona del prezzo pattuito per l’opera intera.

L’ipotesi di recesso: è una dichiarazione unilaterale della parte con la quale una dichiara di volersi sciogliere dal

contatto. Recesso ad nutum.

La parte che recede deve tenere indenne l’altra parte. Se la parte che recede è il committente deve tenere indenne

l’appaltatore. Il committente può recedere ad NUTUM.

L’appaltatore può recedere:

- Se ci sono variazioni necessarie del progetto e il prezzo è maggiore di 1/6 del valore del progetto 32

- Quando l’opera è divenuta impossibile e si configura un’ipotesi di scioglimento del contratto. (per impossibilità

sopravvenuta e il committente dovrà pagare all’appaltatore nei termini in cui è stato utile).

OPERA SI DETERIORA PER CAUSE NON IMPUTABILI ALLE PARTI, NEL CASO DI UN’OPERA FINITA

Se la causa non è di ordine naturale la responsabilità è dell’imprenditore. Se invece l’opera deteriora prima che sia

accettata nonostante la colpa non sia di nessuno allora la colpa è dell’appaltatore se ha fornito la materia.

Nel caso l’avesse fornita il committente allora non è responsabile.

Se la materia è fornita dal committente e la direzione è svolta dall’appaltatore allora l’appaltatore (per il rischio

d’impresa) è responsabile solo per la sua parte.

In caso di morte dell’appaltatore il contratto continua perché nei contratti di impresa si devia rispetto alla disciplina

generale, il contratto non si scioglie alvo che la considerazione dell’appaltatore sia stata determinante.

L’articolo si applica alle ditte individuali per cui c’è l’intuitu personae.

Il contratto di appalto non si scioglie per morte dell’appaltatore, salvo che la

Art. 1674 Morte dell’appaltatore:

considerazione della sua persona sia stata motivo determinante del contratto. Il committente può sempre recedere dal

contratto, se gli eredi dell’appaltatore non danno affidamento per la buona esecuzione dell’opera o del servizio.

l’appaltatore è tenuto alla garanzia per le difformità e vizi dell’opera. La garanzia non è

Art. 1667 Difformità e vizi dell’opera :

dovuta se il committente ha accettato l’opera e la difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purchè, in questo

caso non siano stati in mala fede taciuti dall’appaltatore. Il committente deve, a pena di decadenza, denunziare all'appaltatore le

difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l'appaltatore ha riconosciuto le difformità o i

vizi o se li ha occultati. L'azione contro l'appaltatore si prescrive in due anni dal giorno della consegna dell'opera. Il committente

convenuto per il pagamento può sempre far valere la garanzia, purché le difformità o i vizi siano stati denunziati entro sessanta

giorni dalla scoperta e prima che siano decorsi i due anni dalla consegna .

quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per la loro natura a

Art. 1668 Rovina e difetti di cose immobili:

lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o

in parte ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei

suoi aventi causa, puchè sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla

denunzia.

SUBFORNITURA INDUSTRIALE

Si ha una deviazione dall’appalto.

La figura rientra nell’appalto di servizio, somministrazione o compravendita. È atipico perché non viene disciplinato

dal codice civile, è disciplinato da una legge speciale.

Le parti sono due imprenditori a servizio del decentramento delle attività produttive e tra le parti ce n’è una che è la

parte debole. Una fornitrice (committente) e una subfornitrice (parte debole).

Si verifica quando per ragione logistiche o economiche si delegano le imprese di fare semilavorati o beni per

un’impresa. questo contratto si distingue in base all’oggetto:

- Subfornitura di prodotti o servizi

- Subfornitura di lavorazione

La disciplina di riferimento è la legge 192/1998 Disciplina della subfornitura nelle attività produttive.

Definizione: Con il contratto di sub fornitura un imprenditore si impegna a effettuare per conto di una impresa

Art. 1

committente lavorazioni su prodotti semilavorati o su materie prime forniti dalla committente medesima [subfornitura di

lavorazione], o si impegna a fornire all’impresa prodotti o servizi destinati ad essere incorporati o comunque ad essere utilizzati

nell’ambito dell’attività economica del committente o nella produzione di un bene complesso [subfornitura di prodotto o servizio], in

.

conformità a progetti esecutivi, conoscenze tecniche e tecnologiche, modelli o prototipi forniti dall’impresa committente

Questa legge vuole evitare l’abuso.

Detta legge utilizza molto la disciplina della nullità andando ad equipararsi molto spesso con le clausole abusive

apposte ai contratti del consumatore.

Per farlo:

1. Il contratto si redige per iscritto a pena di nullità

2. Il termine di pagamento deve essere non superiore a 60 giorni dalla consegna del bene 33


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per la preparazione dell'esame di Diritto dei Contratti d'impresa.
Il file contiene la trattazione civilistica, e non, dei più importanti contratti d'impresa.
Dopo una breve storia della nascita e dei principi caratterizzanti i contratti d'impresa si passa ad una trattazione specifica dei contratti in questione.
Sono compresi anche il contratto alieno e la Convenzione di Vienna del 1980 per la vendita internazionale di beni mobili.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in amministrazione aziendale
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MarCavG di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dei contratti d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Innocenti Federica.

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