Indice documento
- Topologia in R
- Insiemi limitati
- Insieme aperto
- Insieme chiuso
- Formule di De Morgan
- Punto di accumulazione
- Punto isolato
- Chiusura
- Insieme compatto
- Teorema di Herne Borel
Topologia in R
Insiemi limitati
Un insieme di R si dice limitato: A ⊆ R è limitato se A ⊆ [a, b] per qualche a, b ∈ R. I₀, l₀ = {x ∈ R: a < x < b} (intervallo aperto) [a, b] = {x ∈ R: a ≤ x ≤ b} (intervallo chiuso). Generalizzazione questa nozione di intervalli chiusi e aperti agli insiemi:
- Se fisso un numero x nell'intervallo a e b posso sempre trovare: I(x, τ) = ] x - τ, x + τ [ ⊆ ] a, b [ intorno di raggio τ.
- Se x ∈ R, τ > 0 si definisce intorno aperto di x di raggio τ: I(x, τ) = ] x - τ, x + τ [.
- Sia x ∈ R, U ⊆ R si dica intorno all'x dove accadrà che: x ∈ U ∃ τ > 0: I(x, τ) ⊆ U.
Definizione di insieme aperto
A ⊂ R si dice aperto se: A è intorno di ogni suo punto. Ciò significa che ogni volta che prendo un punto in A: ∀ x ∈ A ∃ r > 0 I(x, r) ⊆ A.
Definizione di insieme chiuso
C ⊂ R si dice chiuso se: R \ C si dice aperto. Esempio: C = [a, b], R \ C = ] - ∞, a[ ∪ ] b, +∞[ è aperto.
Proprietà di aperti e chiusi
- Se {Ai}i ∈ I è una qualunque famiglia di aperti di R, allora ⋃i ∈ I Ai è aperta.
- Se {Ci}i ∈ I è una qualunque famiglia di chiusi di R, allora ⋂i ∈ I Ci è un chiuso di R.
- Se A1, A2, ..., An sono aperti in R, allora ⋂i=1n Ai è aperto.
Osservazione: L'insieme vuoto ∅ è un insieme aperto di R.
- Se C1, ..., Cm sono chiusi in R, allora ⋃i=1m Ci è chiuso.
Ricordiamo che: ⋃i ∈ I Ai = {x ∈ R: x ∈ Ai per qualche i ∈ I}.
Formule di De Morgan
R(V \bigcup_{i \in I} Ai) = \bigcap_{i \in I} R(V Ai) R(V \bigcap_{i \in I} Ai) = \bigcup_{i \in I} R(V Ai)
Definizione di accumulazione
Sia A ⊂ \mathbb{R}. x_0 ∈ \mathbb{R} si dice di accumulazione per A se ∀ ε > 0 I(x_0, ε) ∩ A contiene almeno un punto x ≠ x_0.
Esercizio: A = \{1\} non ammette punti di accumulazione perché se fisso un numero reale x trovo un intorno di x. DA = \{x ∈ \mathbb{R} : x_0 è un punto di accumulazione per A\}.
Definizione punto isolato
Sia A ⊂ \mathbb{R}. x_0 ∈ A si dice isolato per A se &exists; ε > 0: I(x_0, ε) ∩ A = \{x_0\}.
Osservazione: x_0 ∈ \mathbb{R} è di accumulazione per A se e solo se: ∀ ε > 0 I(x_0, ε) ∩ A è infinito.
Dimostrazione
(\Rightarrow) dimostriamo per assurdo, supponiamo quindi per assurdo che I(x_0, ε) ∩ A = \{x_1, ....., x_n\} è finito. x_1, ...., x_m punti distinti I( ]x0-r,x0+r[ ).
Sia d: ℝ x ℝ → ℝ d(x0,x1) = |x1-x0| la distanza è sempre positiva a = 1...n. Scegliamo S come la minima distanza. S = min {x1 , x2 ,...,xn} stiamo scegliendo anche il punto xj più vicino a x0.
Abbiamo l'insieme A che interseca con (x0-r,x0+r).
Definizione di chiusura
Sia A ⊂ R un punto x∈R diciamo che: x sta nella chiusura di A ogni qualvolta da perdere ∀se ∀∀ ∈ (! (x,r)) ∩ A ⊀.
Denotiamo con chiusura Ac = {x ∈ R | x sta nella chiusura di A}.
Esempio: I = ]2, 3[. Il punto 1 è isolato ed è bordo di chiusura ma non si accumulazione.
Osservazioni:
- D A ⊆ A̅ chiusura di A; A̅ = A U D A.
Esempio: A = ]a, b[; A̅ = [a, b]. La chiusura di A ci dà uno disposizione: A è chiuso se e solo se: A = A̅ (D A ⊆ A̅). La chiusura coincide con l'intervallo chiuso.
Dimostrazione proposizione
(⇒) Ipotesi: A̅ chiuso Tes: x₀ ∉ D A e proviamo che x₀ ∉ A. Vogliamo dimostrare che tutti i punti di accumulazione stanno in A. Ricordiamo: ∀ x₀ > 0 I(x₀, τ) ∩ A è infinito quindi ≠ ∅. ⇒ R\A è aperto se x₀ ∉ A ⇒ x₀ ∈ R\A.
Un punto di accumulazione qualsiasi ma R\A è aperto ⇒ ∃ τ > 0: I(x₀, τ) ⊆ R\A ⇒ I(x₀, τ) ∩ A = ∅ contraddice 1 quindi non può essere.
(⇒) Ipotesi: D∧ ⊆ A Tesi: A è chiuso (quindi dobbiamo trovare da R\A i aperto). Supponendo che A non sia chiuso, quindi negando la Tesi. A non è chiuso ⇒ R\A non è aperto ⇒∃x0 ∈ R\A ∀η>0 I(x0, η) ∉ R\A cioè significa che ∃ η>0 0, η) - ⇒ ∃ x ∈ I(x0, η) x ∈ Δ essendo che x ∈ A, x ∈ I(x0, η) ⇒ x ∈ I(x0, η) ∧ Δ. Quindi concludiamo che: x ∈ I(x0, η) ∧ Δ e x ≠ x0 poiché x0 ∈ R\A mentre x ∈ A ⇒ x0 ∈ D∧ - punto di accumulazione di A mentre x0 ∈ R\A ⇒ D∧ ⊆ ∖A ≠ ∅ è assurdo poiché è la nostra ipotesi.
Definizione di insiemi compatti
Un insieme A ⊆ R si dice compatto: se comunque fisso una famiglia qualunque (Ai)i ∈ J di insiemi aperti eh R tale che A ⊆ ⋃Ai ∃ x &isi; un punto di x nella insieme di Ai allora ∩ i=1...m &isi; i ∈ I Δi ⊆ Ai1 ⊆ Ai2 ≤ Aim = ⋃ i=1 - posso scegliere un insieme finito.
Teorema Heine-Borel
A ⊆ ℝ A compatto ↔ A chiuso e limitato vuol dire che (A ⊆ [a,b]).
Dimostrazione
(=>) Ipotesi: A compatto Tesi: A limitato e chiuso Prima troviamo che A è limitato. Scegliamo ∀x ∈ A Ax = I(x,1) [per esempio ad una famiglia qualunque di appart.]. A ⊆ ⋃x ∈ A Ax, e quindi x ∈ I(x,1) essendo Ax aperto A compatto, per ipotesi → A ⊆ Ax1 ⋃ Ax2 ⋃...⋃ Axn significa che A ⊆ I(x1,1) ⋃...⋃ I(xn,1) ma I(x1,1) ⋃...⋃ I(xn,1) è un insieme limitato perché: a = min(x1,...,xn) - 1 [mi devo spostare a sinistra essendo ad un unc] b = max(x2,...,xm) + 1 quindi: A ⊆ [a,b]. Abbiamo provato che è limitato.
Ora proviamo che A è chiuso Ipotesi: sempre A è compatto Tesi: A è chiuso (R^A è cpntto) Esplicitiamo la tesi. ∀ x∈R^A dove esiste I(x,z) ∈ R^A.
Osservazione: Se fisso x∈R^Ae se ∀ z∈A quindi z≠x Quindi: segno I(z,s_z) ∩ I(x,s_x) = ∅ Sz = |x-z|/2 o il raggio Ricordiamo che x∈R^Ae quindi scopriamo che ogni volta che fisso z su A. ∀ z≠(s,sz) ∅: z≥0:I(x,s_x) ∩ I(z,s_z) = ∅.
Notiamo che A ⊆ ∪ I(z,s_z) z∈A ma essendo A compatto. A ⊆ I(z1,s_z1) ∪ ... ∪ I(zm,s_zm) Se s=min( s_z1, ..., s_zm) altrimenti I(x,s_x) ∩ I(z,s_z) = ∅ è vuoto Più in dettaglio I(x,s_x2) ∩ I(z1,s_z21) = ∅ s ≤ s_z21 ⇒ I(x,s_x) ∩ I(z1,s_z21) Conclusione I(x,s) ∩ [ ⋃ I(z₂, s₂₁) ∪ ... ∪ ⋃ I(zₘ, s₂ₙ) ] = ∅ ⇒ I(x,s) ∩ A = ∅ quindi I(x,s) ⊆ R \ A A è chiuso.
Dimostrazione
⇐ ipotesi: A è chiuso e limitato tesi: A è compatto Sia {Aᵢ}ᵢ famiglia di aperti, A ⊆ ⋃ Aᵢ Passo 1 supponiamo che A = [a,b].
Introduciamo questo insieme: V = { x ∈ ]a,b] [a,x] può essere ricoperto da un numero finito di Aᵢ }[ a ]. Esso non può essere vuoto, dobbiamo dimostrarlo:) V ≠ ∅ deve essere non vuoto a ∈ [a,b] ⊆ ⋃Ai ∃ j ∣ a ∈ Aj ma Aj è aperto quindi: ∃ρ > 0 I(a, ρ) ⊆ Aj.
⇑ a-ρ, a+ρ ⊆ Aj Quindi ∃ ρ ∀ x ∈ V Ovviamente V ⊆ [a,b]. In particolare V ≠ ∅ c = estremo superiore di V.
Proviamo che c coincide con b e quindi b è l'estremo superiore di V, le proviamo per assurdo: c < b c ∈ [a,b] ⊆ ⋃Ai ⇑ c ∈ Δio quindi: ⇑ ∃ρ > 0, ] c-ρ, c+ρ [ ⊆ Δio c - ρ < c.
Usiamo la seconda proprietà dell'estremo superiore: ∃γ ∈ V, c-ρ < γ < c [a, γ] ⊆ Ai1 ∪ ... ∪ Aip. In particolare [a, c+ρ]= [a, γ] ∪ [γ, c+ρ]= [a, γ] ∪ ]c-ρ, c+ρ[.
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