Analisi matematica 1 Tovo Carla
Insieme ℕ Introduciamo l’insieme ℕ dei numeri naturali per via
Insiemi numerici assiomatica come un insieme infinito con le seguenti
Insieme ℕ Assiomi di Peano caratteristiche denominate “Assiomi di Peano”:
Assiomi di Peano 1. 1 è un numero naturale, nonché il primo;
1∈ℕ
Principio di induzione
2. Ogni numero naturale n ammette un
Gruppo
successore s(n);
Unicità dell’identità e dell’inverso
∀ ∈ ℕ ∃ () ∈ ℕ
Gruppo commutativo (o Abeliano) 3. 1 non è successore di alcun n;
Campo ∀ ∈ ℕ () ≠ 1
Campo totalmente ordinato 4. Numeri diversi hanno successori diversi;
Parte intera e parte frazionaria ∀, ∈ ℕ ∧ ≠ ⇒ () ≠ ()
Intervallo chiuso e intervallo aperto ℕ contiene 1 e il
5. Se un sottoinsieme A di
Semiretta chiusa e semiretta aperta successore di ogni elemento di A, allora A
Massimo e minimo coincide con ℕ.
Insieme limitato [ (
⊆ ℕ ∧ 1 ∈ ∧ ∈ ⇒ () ∈ )] ⇒ = ℕ
Estremo superiore es estremo inferiore Oss. :
Assioma (o principio) di Archimede L’insieme ℝ verifica tutte le proprietà tranne la 5^.
Assioma di completezza (o di continuità) L’insieme ℤ verifica tutte le proprietà tranne la 3^ e
Teorema dell’unicità dell’estremo superiore (e la 5^.
dell’estremo inferiore) Il “Principio di induzione” afferma che, se una proprietà
Principio di
Teorema degli intervalli dimezzati P(n) è tale che:
induzione
Rappresentazione binaria dei reali 1. P(1) è vera;
Rappresentazione decimale dei reali 2. Se vale P(n), allora vale anche P(n+1) (passo
Valore assoluto induttivo);
Disuguaglianza triangolare allora P(n) vale ∀n∈ℕ.
Numeri complessi Dim. :
Parte reale e parte immaginaria Definiamo in sottoinsieme A: = {n∈ℕ : P(n) è vera}.
Modulo Allora A è sottoinsieme di ℕ, A contiene 1 e, se n
Complesso coniugato appartiene ad A, allora anche n+1 appartiene ad A.
Piano complesso (o Piano di Gauss) [ (
⊆ ℕ ∧ 1 ∈ ∧ ∈ ⇒ + 1 ∈ )] ⇒ = ℕ
Forma trigonometrica di un numero complesso Quindi per il quinto assioma di Peano, A coincide con ℕ.
Potenza di un numero complesso Oss. : se una proprietà P(n) è tale che:
Forma esponenziale di un numero complesso 1. P(k) è vera;
Formula di Eulero 2. Posto n≥k, se vale P(n) allora vale anche P(n+1);
allora P(n) vale ∀n>k.
Radici di un numero complesso
Un insieme A con un operazione * tale che, per ogni a e
Radici ennesime dell’unità Gruppo
b appartenenti ad A, a*b appartiene ad A 1
Teorema fondamentare dell’algebra ∀, ∈ ∗ ∈
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è un gruppo (A,*) se: Sviluppo a fino ad ottenere ā (ponendo al posto di n
-1 -1
1. Per ogni a, b e c appartenenti ad A vale la la seconda equazione), poi uso la proprietà associativa
proprietà associativa; per collegare a con a e uso la prima equazione per
-1
( (
∀, , ∈ ∗ ) ∗ = ∗ ∗ ) porlo uguale ad n. ( ) (
2. Esiste un’identità e appartenente ad A; = ∗ = ∗ ∗ ā = ∗ ) ∗ ā
∃! ∈ ∶ ∀ ∈ ∗ = = ∗ =∗ā =ā
3. Per ogni a appartenente ad A esiste il suo Quindi, leggendo il primo e l’ultimo termine
inverso a appartenente ad A. dell’uguaglianza, ottengo
-1
∀ ∈ ∃! ∈ ∶ ∗ = = ∗ =ā
Unicità dell’identità L’identità e ed l’inverso a sono unici. Cioè, se esistono due inversi dello stesso numero a, essi
-1
e dell’inverso Per assurdo supponiamo che esista un’altra identità ē sono uguali.
diversa da e ed appartenente ad A. Gruppo (A,*) è detto gruppo commutativo (o Abeliano) se, per
commutativo (o
∃ē ∈ ∧ ē ≠ ∶ ∀ ∈ ∗ ē = = ē ∗ ogni a e b appartenenti ad A, vale la proprietà
Allora, per ogni elemento di A, avrò che a*e sarà uguale Abeliano) commutativa.
ad a ed a*ē sarà uguale ad a. ∀, ∈ ∗ = ∗
∗ = ∗ = Oss. :
∀ ∈ ⇒ (ℕ,+) non è un gruppo poiché mancano
∗ē=ē∗ = l’identità e l’inverso.
Ora, essendo ē un elemento di A, considero a=ē ed (ℤ,+) è un gruppo commutativo di identità e=0
ottengo dalla prima e inverso a =-a.
-1
ē∗ =∗ē=ē (ℝ,·) non è un gruppo poiché manca l’inverso
Poi, essendo e un elemento di A, considero a=e ed di 0, ma (ℝ∖{0},·) è un gruppo commutativo.
ottengo dalla seconda Dato un insieme A e due operazioni * e ·, (A,*,·) è un
Campo
∗ē=ē∗ = campo se:
Confrontando le due uguaglianze ottengo 1. (A,*) è un gruppo commutativo;
=ē 2. (A,·) o (A∖{a},·) è un gruppo commutativo;
Cioè, se esistono due identità, esse sono uguali. 3. Per ogni a, b e c appartenenti ad A vale la
Per assurdo, poi, supponiamo che, per ogni elemento a proprietà distributiva.
appartenente ad A esista un altro inverso ā diverso da
-1 (
∀, , ∈ · ∗ ) = · ∗ ·
a ed appartenente ad A.
-1 Oss. :
∀ ∈ ∃ā ∈ ∧ ā ≠ ∶ ∗ ā = = ā ∗ (ℚ,+,·) è un campo poiché:
Allora, per ogni elemento di A, avrò che a*a sarà
-1 (ℚ,+) è un gruppo commutativo di
uguale ad e ed a*ā sarà uguale ad e.
-1 identità e=0 e inverso a =− ;
-1
∗ = ∗ = (ℚ∖{0},·) è un gruppo commutativo di
∀ ∈ ⇒ identità e=1 e inverso a = ;
-1
∗ā =ā ∗ = Per ogni a, b e c appartenenti a ℚ vale
la proprietà distributiva. 2
(
∀, , ∈ ℚ · + ) = · + ·
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∀ ∈ ∧ ≤ 0 ⇔ − ≥ 0
(ℝ,+,·) è un campo poiché:
Sommando –a ad entrambi i membri
(ℝ,+) è un gruppo commutativo di dell’equazione ottengo
identità e=0 e inverso a =-a;
-1
(−) (−)
≤ 0 ⇔ + ≤ 0 + ⇔ 0 ≤ −
(ℝ∖{0},·) è un gruppo commutativo di Per ogni x e y appartenenti ad ℝ, x moltiplicato
identità e=1 e inverso a = ;
-1 per –y è uguale a –x moltiplicato per y.
Per ogni a, b e c appartenenti ad ℝ vale (−)
∀, ∈ ℝ (−) =
la proprietà distributiva. Partiamo dall’espressione x per y più x per –y
(
∀, , ∈ ℝ · + ) = · + · (
+ (−) = ( − ) = · 0 = 0 = 0 · = − )
Campo totalmente Un campo è detto totalmente ordinato se esiste un (−)
= +
ordinato ordinamento (del tipo “≤” o “≥”) tale che: Quindi, leggendo il primo e l’ultimo termine
1. Per ogni a appartenete ad A esso è minore o dell’uguaglianza, ottengo
uguale a se stesso; (−) (−)
+ (−) = + ⇒ (−) =
∀ ∈ ≤ Per ogni a appartenente ad ℝ, a moltiplicato
2. Per ogni a e b appartenenti ad A, se a è minore per 0 è uguale a 0.
o uguale a b e b è minore o uguale ad a, allora a ∀ ∈ ℝ · 0 = 0
è uguale a b; Facendo valere la proprietà distributiva
∀, ∈ ≤ ∧ ≤ ⇒ = ( (
· 0 = · 0 + 0 = · 0 + − ) = · 0 + ) −
3. Per ogni a, b e c appartenenti ad A, se a è = (0 + 1) − = − = 0
minore o uguale a b e b è minore o uguale a c, Per ogni x e y appartenenti ad ℝ, se x è
allora a è minore o uguale a c; maggiore o uguale a 0 e y è minore o uguale a 0,
∀, , ∈ ≤ ∧ ≤ ⇒ ≤ allora il loro prodotto è minore o uguale a 0.
4. Per ogni a e b appartenenti ad A, o a è minore o ∀, ∈ ℝ ∧ ≥ 0 ∧ ≤ 0 ⇒ ≤ 0
uguale a b oppure b è minore o uguale ad a (da Se y è minore o uguale a 0, allora –y è maggiore
cui deriva il termine “totalmente”); o uguale a 0
∀, ∈ ≤ ∨ ≤ ≥ 0 ∧ ≤ 0 ⇒ ≥ 0 ∧ − ≥ 0 ⇒ (−) ≥ 0
5. Per ogni a, b e c appartenenti ad A, se a è ⇒ − ≥ 0 ⇒ ≤ 0
minore o uguale a b, allora a+c è minore o Per ogni x e y appartenenti ad ℝ, se x e y sono
uguale a b+c; minori o uguali a 0, allora il loro prodotto è
∀, , ∈ ≤ ⇒ + ≤ + maggiore o uguale a 0.
6. Per ogni a e b appartenenti ad A, se a e b sono ∀, ∈ ℝ ∧ ≤ 0 ∧ ≤ 0 ⇒ ≥ 0
maggiori o uguali a 0, allora il loro prodotto è Se x è minore o uguale a 0, allora –x è maggiore
maggiore o uguale a 0. o uguale a 0
∀, ∈ ≥ 0 ∧ ≥ 0 ⇒ ≥ 0 ≤ 0 ∧ ≤ 0 ⇒ − ≥ 0 ∧ ≤ 0 ⇒ (−) ≤ 0
Oss. : ⇒ − ≤ 0 ⇒ ≥ 0
Sia (ℚ,+,·) che (ℝ,+,·) sono campi totalmente Oss. : da ciò deriva la proprietà per cui, per ogni x
ordinati. appartenente ad ℝ, il quadrato di x è maggiore o uguale
Per ogni a appartenente ad ℝ, se a è minore o a 0. 3
uguale a 0, allora –a è maggiore o uguale a 0. ∀ ∈ ℝ ≥ 0
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[, {
Parte intera e parte Dato un numero x appartenente ad ℝ, definiamo: ∀ ∈ ℝ +∞) = [, +∞[≔ ∈ ℝ ∶ ≥ }
frazionaria 2. Semiretta destra aperta l’insieme di x
Parte intera di x ([x]) (o “pavimento” di x, ⌊x⌋) il appartenenti ad ℝ tali che x sia maggiore di a;
massimo intero minore di x; (, {
∀ ∈ ℝ +∞) =], +∞[≔ ∈ ℝ ∶ > }
[] ≔ max ≤
3. Semiretta sinistra chiusa l’insieme di x
Parte frazionaria di x ({x}) la differenza tra x e appartenenti ad ℝ tali che x sia minore o uguale
la sua parte intera. ad a;
{} []
≔ − (−∞, {
∀ ∈ ℝ ] =] − ∞, ] ≔ ∈ ℝ ∶ ≤ }
Oss. :
4. Semiretta sinistra aperta l’insieme di x
La parte intera di x è sempre compresa tra x e appartenenti ad ℝ tali che x sia minore di a.
x-1. Sarà uguale ad x se e solo se x appartiene a (−∞, {
∀ ∈ ℝ ) =] − ∞, [≔ ∈ ℝ ∶ < }
ℤ. Massimo e minimo Dato un sottoinsieme E di ℝ, definiamo un numero
[]
− 1 < ≤ M∈ℝ “massimo di E” se:
[] = ⇔ ∈ ℤ
1. M è maggiorante di E, ovvero se, per ogni x
La parte frazionaria di x è sempre compresa tra appartenente ad E, x è minore o uguale ad M;
0 e 1. Sarà uguale a 0 se e solo se x appartiene a ∀ ∈ ≤
ℤ. 2. M appartiene ad E.
{}
0 ≤ < 1 ∈
{} = 0 ⇔ ∈ ℤ Definiamo un numero m∈ℝ “minimo di E” se:
Dati due numeri a e b appartenenti ad ℝ, con a minore
Intervallo chiuso e 1. m è minorante di E, ovvero se, per ogni x
di b, definiamo:
intervallo aperto appartenente ad E, x è maggiore o uguale ad m;
1. Intervallo chiuso l’insieme di x appartenenti ad ∀ ∈ ≥
ℝ tali che x sia minore o uguale a b e maggiore 2. m appartiene ad E.
o uguale ad a; ∈
[, {
∀, ∈ ℝ < ] ≔ ∈ ℝ ∶ ≤ ≤ } Insieme limitato L’insieme E si dice limitato superiormente se ammette
2. Intervallo aperto l’insieme di x appartenenti ad un maggiorante.
ℝ tali che x sia minore di b e maggiore di a; Si dice invece limitato inferiormente se ammette un
(, ], {
∀, ∈ ℝ < ) = [ ≔ ∈ ℝ ∶ < < } minorante.
3. Intervallo semichiuso a sinistra (o semiaperto a L’insieme E si dice limitato se è sia limitato
destra) l’insieme di x appartenenti ad ℝ tali che superiormente che limitato inferiormente, ovvero se
x sia minore di b e maggiore o uguale ad a; ammette sia un maggiorante che un minorante.
[, {
∀, ∈ ℝ < ) = [, [≔ ∈ ℝ ∶ ≤ < } Oss. : non sempre massimo e minimo esistono.
4. Intervallo semichiuso a destra (o semiaperto a [, {
L’insieme = [ ≔ ∈ ℝ ∶ ≤ < } non
sinistra) l’insieme di x appartenenti ad ℝ tali ammette massimo.
che x sia minore o uguale a b e maggiore di a. Se, infatti, per assurdo supponessimo che esiste
(, {
∀, ∈ ℝ < ] =], ] ≔ ∈ ℝ ∶ < ≤ } un elemento M appartenente ad I che è il
Dato un numero a appartenente ad ℝ, definiamo:
Semiretta chiusa e massimo di I, allora, preso un qualsiasi numero
1. Semiretta destra chiusa l’insieme di x
semiretta aperta c appartenente ad I definito come la media tra
appartenenti ad ℝ tali che x sia maggiore o 4
M e b, questo risulterebbe maggiore di M
uguale ad a; Analisi matematica 1 Tovo Carla
∃ ∈ ∶ ∀ ∈ ≤ Se E ammette un massimo allora questo
+ coincide con l’estremo superiore; anzi, E
⇒≥ ammette un massimo se e solo se l’estremo
2
+ + superiore appartiene ad E.
≔ ⇒< = ∃ max ⇔ sup ∈ (max = sup )
2 2
+ Se E ammette un minimo allora questo coincide
⇒> =
2 con l’estremo inferiore; anzi, E ammette un
Dunque, per la prima e la seconda minimo se e solo se l’estremo inferiore
disequazione, c appartiene ad I e, per la terza appartiene ad E.
disequazione, questo è maggiore di M. ∃ min ⇔ inf ∈ (min = inf )
ℕ è limitato inferiormente ma non è limitato Dati due numeri a e b appartenenti ad ℝ, con a e b
Assioma (o
superiormente. maggiori di 0, esiste un numero N appartenente ad ℕ
principio) di
ℤ non è limitato ne inferiormente ne tale che N per a sia maggiore di b.
Archimede
superiormente. ∀, ∈ ℝ ∧ > 0 ∧ > 0 ∃ ∈ ℕ ∶ >
Dato un sottoinsieme E di ℝ non vuoto, definiamo un
Estremo superiore Per dimostrarlo è sufficiente prendere come N la parte
numero supE∈ℝ “estremo superiore di E”, se esiste,
ed estremo intera di b fratto a ed aggiungere 1
come il minimo dei maggioranti di E.
inferiore
≔ +1
Definiamo un numero infE∈ℝ “estremo inferiore di E”,
se esiste, come il massimo dei minoranti di E.
= +1 > −1+1 =
Oss. :
Se E non è limitato superiormente, ovvero se E Ciò che distingue l’insieme ℝ dall’insieme ℚ è la
Assioma di
non ammette maggioranti e non ha senso proprietà denominata assioma di completezza (o di
completezza (o di
parlare di estremo superiore, allora si scrive continuità), secondo la quale, se il sottoinsieme E di ℝ
continuità)
supE=+∞. non vuoto è limitato superiormente, allora esiste
Se E non è limitato inferiormente, ovvero se E l’estremo superiore di E ed esso appartiene ad ℝ.
non ammette minoranti e non ha senso parlare (∃
⊆ ℝ ∧ ≠ ∅ ∧ ∈ ℝ ∶ ∀ ∈ ≤ )
di estremo inferiore, allora si scrive infE=-∞. ⇒ ∃ sup ∈ ℝ
Per ogni x appartenente ad E, x è compreso tra Oss. : (ℝ,+,·) è l’unico campo totalmente ordinato che
l’estremo inferiore e l’estremo superiore. verifica l’assioma di completezza.
∀ ∈ inf ≤ ≤ sup Se il sottoinsieme E di ℝ non vuoto è limitato
inferiormente, allora esiste l’estremo inferiore di E ed
Talvolta, per convenzione, si scrive che
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