Storia della cultura contemporanea
Media nell'800 e 900
Strumenti di diffusione culturale
- Livello istruzione e alfabetizzazione
- Livello di partecipazione alle attività culturali
- Andamento economico (le crisi incidono su consumi e ottimismo)
- Regime politico, istituzioni che orientano e incidono sulla cultura
- Evoluzione tecnologica
- Intervento di traumi bellici
- Processi dell'alta cultura, della ricerca filosofica e scientifica
Molti storici hanno osservato che le vicende in questa fase ebbero una parte importante nel determinare le potenzialità di guerra.
Rivoluzione culturale
Numerosi pensatori europei proposero singolarmente sistemi e filosofie radicalmente diversi; in crisi la concezione della realtà e degli strumenti, non una realtà materiale, ma qualcosa di più profondo.
Caratteristiche
- Sulla cenere del positivismo nuove proposte caratterizzate da disarticolazione e pluralismo
- Nuove sensibilità che ponevano dubbi e crisi sulle certezze del positivismo, ma senza fare scuole;
- Estrema pluralità di direzioni, senza un'identità culturale
- Rapporti con la ragione controversi, nel positivismo c'era un'esaltante affermazione della ragione ora in crisi: movimenti irrazionali, spiritualisti (cattolici), nichilisti, vitalisti, pragmatisti, psicologisti
- Mancanza di contrapposizione
- Pessimismo diffuso al declino della società europea
Quattro sviluppi
In questo periodo si hanno quattro sviluppi principali:
- Filosofico
- Scientifico
- Psicanalistico
- Letterario-artistico
Sviluppo filosofico
Pone al centro il rifiuto della ragione tradizionale, l'ostilità verso razionalismo e positivismo -> nuove riflessioni basate sul rifiuto della ragione.
Due modi principali sono:
- Irrazionalismo metodologico, che cerca nuovi strumenti
- Concetto metafisico della realtà
- Dottrine – incapacità della ragione e del pensiero discorsivo per far luce sulla complessa realtà. L'uomo non sarebbe in grado di conoscere la realtà essendo essa complessa e lui dai sensi limitati. C'è bisogno quindi di nuovi strumenti, come intuizione (Bergson) e pragmatismo (Dewey).
- Dottrine – assurdità della realtà – crisi del senso della realtà.
Influenza di Schopenhauer: la volontà cieca tormenta tutto in un conflitto brutale e insensato. Sfiducia totale nella ragione e pessimismo (Leopardi) di cui viene recuperato il pensiero e l'influenza: Nietzsche, Kierkegaard che influenzò l'esistenzialismo laico e religioso.
Bergson (1859-1941): i saggi fondamentali sono:
- 1889 Saggio sui dati immediati della coscienza, critica al positivismo e alle impostazioni deterministiche. Svolge un’analisi del tempo che non è una realtà oggettiva, ma solo convenzionale, è un'astrazione. Esiste la durata, la percezione del tempo. Se il tempo non esiste quindi, non esiste nemmeno la ragione.
- 1903 Introduzione alla metafisica strumento per comprendere la realtà è l'intuizione, organo della coscienza partecipativa.
- 1907 Evoluzione creativa sviluppa i suoi concetti puntando sullo slancio vitale: azione che si crea e si arricchisce al centro dell'uomo, non evoluzionismo e finalismo, ma slancio vitale.
Dewey (1852-1952) massimo pragmatista, polemizza sul positivismo e critica le filosofie che fissano l'esperienza umana in teorie astratte e dogmatiche (Hegel).
- 1901 How We Think in cui parla degli strumenti per conoscere la realtà. Non ci sono teorie assolute, ma prassi comuni, date da una concreta ricerca quotidiana. Credeva più nel dubbio e nell'originalità creativa, più importanti delle verità assolute.
Risvolto etico: concezione morale molto aperta e non precostituita.
Sviluppo scientifico
Teoria della relatività porta dall'universo certezze. Einstein (1879-1955) neorazionalista. Supera i metodi di Newton e Galileo, costruisce una scientificità ancora più complessa. Storicizza le leggi e i principi scientifici: sono un processo, sono precari, non c’è mai una visione progressiva.
Sviluppo psicoanalitico
Freud (1856-1939)
- 1900 Interpretazione dei sogni coglie le riflessioni dell'800 anticipando quelle del 900. Cambia il modo di pensare a se stessi e influenza tutte le arti. La novità è il concetto di inconscio, teoria organica che:
- Separa il ruolo dell'individuo nella famiglia e nella società
- Separa la dimensione pubblica e privata
- Considera gli individui tutti uguali, non c’è rapporto necessario tra condizione sociale e soggettività
- Non mette a rapporto il mondo simbolico interno con quello esterno.
Ebbe successo sul piano culturale e nella coscienza collettiva. Mise in discussione:
- La differenza tra psicologia femminile e maschile -> non c’è differenza
- Che un uomo autonomo debba avere per forza autocontrollo
- La differenza tra patologia e normalità -> ognuno ha disagi psichici
- L'impossibilità dell'individuo di scegliere il suo destino a prescindere dai dati di nascita e dai costumi.
Sul piano politico scompagina le gerarchie e le autorità.
Fine della concezione unitaria del sapere
Evoluzione degli specialismi, separazione sempre più netta tra le discipline, moltiplicazione delle direzioni di ricerca. Irrazionalismo di due tipi:
- Tolstoj, molto cristiano, irrazionalismo umanitario in cui regnano l'amore e la solidarietà e che sfocia nelle teorie pacifiste
- Nietzsche e il suo nichilismo, parte da Darwin arrivando alla morte di Dio e a un relativismo assoluto. Tutti i valori si esauriscono e rimane il superuomo e i concetti estremi di forza e potenza
Sviluppo artistico-letterario
Decadentismo:
- Formulazione ampia e generica, accezione positiva di declino, corruzione
- Affiancamento di temi come il piacere (D'Annunzio), i sensi, i linguaggi e forme
Periodo non omogeneo, legato solo dal concetto di crisi. Le arti in particolare sono:
- Pittura post impressionista (espressionismo, simbolismo, cubismo, astrattismo)
- Musica (dodecatonia)
- Poesia simbolista (Mallarmé)
Fuori dai canoni classici. Le due spinte sono:
- Critica della società borghese, protesta e impegno
- Spinta individuale, ritorno alla dimensione del singolo senza rapporti con la realtà
Teatro
Ibsen, drammaturgo norvegese (1828-1906) espresse chiaramente il rifiuto, la rivolta, la seccessione estetica “stiamo navigando con un cadavere in stiva”. La volontà era antidoto alla crisi e ai mali del mondo. Il teatro era denuncia contro l’urbanizzazione e l’industrializzazione per lo stato di indulgenza del proletariato. Questi spettacoli erano censurati e quindi nacquero teatri indipendenti e sperimentali:
- Parigi 1887 Andre Antoine, Theatre Libre
- Berlino, Otto Brahm, Freie Buhne
- Stoccolma, Intime Theatre
Arti figurative
Erano di due tipi:
- Denuncia sociale, es. la Kollwitz vicina alla socialdemocrazia di sinistra, denunciò con i suoi quadri l’estrema povertà con forme crude e nuove
- Condizione umana, es. Munch denuncia la disperazione umana, la paura atavica
I postimpressionisti ribaltano il concetto di realtà, che è fittizia, e dipingono l'essenza, ciò che sta dietro alla realtà, con nuovi strumenti espressivi -> la vera arte è proiezione della propria anima e penetrazione della realtà.
- 1905: Matisse, Fauvres, mostra collettiva, colori sgargianti e aggressivi
- 1905: Dresda, Kirchner, Die Brucke (espressionismo tedesco)
- 1907: Picasso, Braque, Cubismo
Musica
Uno dei primi a rompere gli schemi fu Debussy, che diceva che l’ascoltatore doveva essere provocato e partecipare. Wagner ruppe con i principi classici, le sue opere hanno carica retorica e marziale. Strauss “Morte e trasfigurazione” 1889
Stravinskij “Sagra della primavera” 1913
Schonberg creatore della dodecafonia
NB Le avanguardie avevano carattere elitario, il grosso pubblico rimase ancorato alla tradizione -> rottura tra pubblico e artista -> malessere
Futurismo (1909)
Impegno estetico -> impegno politico = influenza delle filosofie irrazionali e del pragmatismo. Attivismo: slancio vitale, volontà di potenza, esaltazione della velocità, della modernità, della forza e della guerra.
Le teorie decadentiste hanno radici nel rapporto irrisolto e contraddittorio con la modernità per i veloci cambiamenti (tecnologici e urbani). La civiltà li visse con paura. Progresso -> decadenza
Esempi importanti
- Guglielmo Ferrero, storico delle dottrine politiche, studiò e pubblicò Grandezza e decadenza di Roma (1902-06), in cui collegava il destino e la decadenza romana con quelli europei.
- Vienna era epicentro della ricerca artistica, con molti intellettuali. Kraus fondò un circolo linguistico, era uno scrittore satirico che coltivò una teoria della decadenza basata sulle tensioni culturali fino al crollo della civiltà occidentale. Rivista Die Fackel (1909): i temi erano affrontati con la satira. Fine del mondo per opera della magia nera, Gli ultimi giorni dell’umanità, dramma di 800 pagine che prende di mira l’impero e la classe dirigente asburgica.
- Osvald Spengler, intellettuale tedesco, Il tramonto dell’occidente (1918), concepito però prima della guerra: l’uomo è inquieto, alla ricerca dell’irraggiungibile. Ripercorre la storia dell'umanità, ogni civiltà è un organismo indipendente che si avvia sempre alla morte, che porta però la rinascita primitiva, biologica. Tra le cause della decadenza c’è la mescolanza delle culture: l’uomo giunto alla maturità nel 600 con la Riforma, dal 700 il declino è nel pieno.
Gli indicatori del declino sono:
- Trionfo dell’imperialismo
- Assenza di vitalità
- Diffusione delle filosofie di rassegnazione
- Socialismo
Teorie d'élite
Le teorie d'élite sono due:
- Elite politica di tecnocrati che si impone sulla massa grazie alla conoscenza della natura del potere e delle pulsioni irrazionali delle masse
- Elite come evoluzione dell’idea di eroe romantico, presuppone un’élite estetica di poeti intellettuali destinati a dare l’esempio per redimere la società.
Gaetano Mosca (giurista) nel 1896 pubblica Elementi di scienza politica. Nelle società esistono due classi a prescindere dalle ideologie:
- I governanti
- I governati
Le elite politiche sono le uniche forme organizzate mentre i governanti sono disgregati e necessitano delle elite in quanto superiori in organizzazione.
Vilfredo Pareto (economista) scrisse Trattato di sociologia generale (1916), che riflette sull’irrazionalità come essenza dell’uomo e distingue fra essenza e comportamento (razionale). Le derivazioni (razionalizzazioni) sono artificiali, i residui (elementi irrazionali) sono essenziali. Gli impulsi irrazionali possono essere gestiti solo da un’élite tecnocratica in quanto più dotata. I dominanti sono necessari a causa della natura umana per orientare gli impulsi. La propaganda ha una funzione importante: fa leva sugli elementi irrazionali.
Ernst Junger scrisse Tuono d’acciaio, diario di guerra in cui il tema del potere è spogliato dell’impalcatura scientifica. L’élite ha un ruolo centrale ma è alla ricerca del potere -> in guerra il residuo dell’uomo si libera -> si genera un uomo nuovo in grado di riconoscere che la lotta è l’aspetto vero della vita -> nascita di una nuova generazione di guerrieri. In generale la guerra non ha scopo -> nichilismo
Stefan George: il poeta è depositario di una verità che può trasformare gli uomini. È l’intuizione a guidarlo. Bellezza fisica -> bellezza dell’anima
Gabriele D’Annunzio alimenta il mito del poeta vate e il culto della bellezza, anche se in modo superficiale.
Queste teorie anche quando si dichiarano a-politiche sono conservatrici o totalitarie, cercano nuove strade per risolvere i dilemmi del tempo:
- Effetti del progresso tecnologico troppo celere
- Avvento della società di massa
In Italia
Essendo stato liberale quindi leggero, non influenza la cultura, non ha il Ministero della Cultura ma solo quello dell’Istruzione, motore di scuole, teatri, cinema, beni artistici.
Mercato culturale in Italia (1870-80-90)
Era estremamente ristretto. Il paese era molto arretrato, pieno di analfabeti. Le politiche di istruzione erano lentissime. Nelle grandi città ci fu diffusione culturale nelle classi medie e nella borghesia grazie a spettacoli teatrali pubblici e appendici di quotidiani. Il problema dell’istruzione era che nelle campagne molti non mandarono i figli a scuola. La propaganda statale era su:
- Amore per la patria e le istituzioni
- Proprietà privata, divisioni in classi come fatto naturale
Censura
Lo statuto albertino non aveva la censura, ma:
- Sulla stampa c’era una forma censoria non preventiva, applicata dopo con sequestri e multe determinata dalla prassi dei prefetti
- Gli spettacoli teatrali avevano i copioni approvati dai prefetti
Nell’età giolittiana il mercato culturale ha uno slancio importante.
- 1900-14: slancio industriale, sviluppo economico, aumento redditi, vigorosa politica scolastica tramite leggi fondamentali. Attraverso 2 censimenti (1901-1911) sappiamo che:
- L’analfabetismo scese di 10 punti (48%-37%)
- Aumento degli alunni delle elementari di 1 mln, delle medie da 91000 a 294000
Neoidealismo (Croce – Gentile)
Reazione al positivismo: “neo” perché il modello è Hegel, di cui si recupera il pensiero, cercando un sistema che non si limitasse alla filosofia ma che andasse alla cultura in generale. All’inizio lavorano insieme, poi si dividono:
- Stoicismo crociano – anticolonialismo, naturalismo
- Attualismo gentiliano – colonialismo, interventismo
L’idealismo ha diversi piani:
- Politico, reazione al materialismo e al marxismo
- Estetico, impone l’arte come gesto poetico individuale
- Scientifico, di cui è negato il valore teoretico
- Filosofico e storico, che coincidono, anche se la filosofia resta la cosa più importante
“La Critica” (1902), rivista d’élite, bibbia idealista con saggi dei due filosofi, recensioni scritte attraverso la lente idealista, era pubblicata da LATERZA, nata nel 1901 a Bari. In quel periodo nacquero molte riviste culturali attorno alle quali si riunivano gli intellettuali -> FIRENZE come epicentro. Gli intellettuali fiorentini erano piccoli borghesi o dai ceti poveri, usciti dall’università e disoccupati (Papini, Prezzolini, Corradini), non riuscivano a entrare nelle istituzioni.
Generazione nata dopo il 1870 e la presa di Roma e dopo il risorgimento -> senza punti di riferimento, ribellione ai padri che avevano tradito gli ideali borghesi -> Giolitti nemico principale, simbolo di una cultura vecchia -> cesura fra intellettuali e classe politica -> Croce, Mosca, Pareto nuovi maestri
Principali riviste
“Il Marzocco” (1896) fondato da Angiolo e Adolfo Orvieto. Obiettivo: difesa dell’arte pura.
Articoli e idee:
- Idea-forza
- Eroi-intellettuali
- Guerra come atto di dovere e sacrificio
- Supremazia culturale italiana
- Gli altri paesi non sono modelli ma concorrenza
- Esaltazione dell’uomo forte
- Polemica contro parlamento e democrazia
- Rivendicazione del ruolo dell’intellettuale su tutti i piani della società
- Autonomia dalla politica e dalle istituzioni
“Il Leonardo” (1903) fondato da Papini e Prezzolini. Papini era studioso anti-positivista, scrive “Il crepuscolo della filosofia”. Prezzolini era di origini borghesi. Hanno Croce come mentore.
- 1906: “La cultura italiana” manifesto dei giovani intellettuali che:
- Accusa la generazione precedente
- Polemica per il monopolio statale dell’istruzione
- Polemica sull’incapacità dello stato di tutelare gli strumenti culturali
- Individuazione del ceto intellettuale emarginato ma libero
- Polemica contro il positivismo e i ceti istituzionali intrisi di positivismo
- Attenzione per le istituzioni culturali alternative, riviste, editoria
Rivista edita da Vallecchi, affiliazione al “Marzocco” ma “Leonardo” è più radicale e di altissima qualità:
- Intreccio stretto tra arte, letteratura, filosofia e politica
- Polemica contro positivismo
- Antisocialismo e antimaterialismo
- Adesione all’estetica dannunziana e all’idealismo crociano
Contesta i valori della borghesia; le argomentazioni erano fumose ma suggestive. Una seconda serie di “Leonardo” (1903-07) sotto l’influenza di Papini accentua gli interessi filosofici.
“Hermes” (1904) fondata da Borgese, critico letterario attento all’estetica, esclusione della politica.
“Il regno” (1903) fondata da Corradini, fortemente politicizzata, evoluzione cultura politica nazionalista, esalta la guerra, il colonialismo, l’antisocialismo, l’antidemocrazia. Forte influenza di Pareto, che collabora. La borghesia doveva attuare una reazione (cultura reazionaria) contro il socialismo e l’indulgenza della politica. È la forza che deve governare. Ripresa del nazionalismo ed espansionismo di Crispi.
- Due tipi di colonialismo:
- Con obiettivi commerciali (giolitti)
- Per lotta interna, opposta al socialismo, valvola di sfogo per le masse culturali
- Antiparlamentarismo, riflesso dell’opposizione giolittiana. Sonnino “torniamo allo statuto”, a una visione di monarchia più forte del parlamento.
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