L'arte e lo sviluppo culturale dell'individuo
L'arte può contribuire allo sviluppo culturale dell'individuo? L'esperienza artistica, come ogni esperienza umana, è complessa ed è costituita da elementi diversi. L'arte può incentivare l'acquisizione di conoscenze storiche, tecniche, scientifiche, sociologiche, psicologiche. Soprattutto attraverso l'arte un soggetto può affinare la propria sensibilità; è per questo che l'esperienza artistica ha un alto valore formativo.
La formazione artistica nelle scuole
Sarebbe necessaria, nella scuola italiana, in particolare nella scuola primaria e nella scuola media, una maggiore attenzione ai temi artistici. Cercheremo di spiegare la complessità dell'arte attraverso un'esperienza in cui è stato attuato il progetto “Scuola- beni naturali ambientali culturali” attivato nel comune di Riccione nel 1983-84, nel quale si sono inserite le amministrazioni di Misano Adriatico e alcune scuole medie di Rimini.
L'esperienza dell'arte: una meravigliosa avventura
Proprio come il leggere, il viaggiare, il vivere rapporti emotivi, anche il dipingere, il plasmare, il disegnare dovrebbero essere delle attività praticate nell'intero corso dell'educazione al fine di sviluppare esperienze e scoperte nuove e soddisfacenti. Nella cultura artistica, abbiamo bisogno di una svolta, dobbiamo cercare di comprendere le opere nel loro interno e non solo per come appaiono fuori, dobbiamo capire la trasformazione del colore, della luce e andare oltre. A volte, anche delle semplici composizioni hanno significati e stili complessi. Per comprendere a pieno le opere dobbiamo non solo osservarle attentamente, ma anche sperimentarsi nella produzione manuale. Disegnare, dipingere, plasmare sono attività che piacciono a tutti e che naturalmente devono essere sviluppate con motivazione e in ambienti favorevoli.
Perché l'arte sviluppa l'individuo?
Forse perché è una di quelle poche attività che smuove tutte le età, che modifica i punti di vista, che dona senso di avventura e di meraviglia, che permette di adoperare le risorse intellettuali ed emotive di ognuno di noi. Con mille figure diverse, forme figurative e astratte l'arte porta in dimensioni nuove dalla realtà, dove si incontrano cose sconosciute e non.
Il mistero dell'arte
La qualità essenziale dell'arte è capire l'arte non significa arrivare a delle soluzioni razionali o piene di significati, l'obiettivo è partecipare a delle nuove realtà che restano misteriose proprio perché il mistero è l'essenza della realtà. Mistero vuol dire superare quello che si vede, vuol dire dare risposte e ricostruire delle circostanze storiche che ci fanno considerare i fatti più marginali e trascurabili, fino a che non ci troviamo rapiti da forze incontrollabili. Questa è l'arte!
Comprendere l'arte contemporanea
È difficile comprendere l'arte, specialmente quella contemporanea? Sì, è difficile, ma questo non deve scoraggiare, anzi deve incuriosire e stimolare, come accade per tutte le esperienze più difficili. In questo progetto abbiamo fornito alcuni stimoli per dare modo, non solo ai bambini ma anche agli adulti (insegnanti) di esprimersi in modo creativo. Ovviamente ci sono molti gradi di comprensione dell'arte. Un'opera d'arte è sempre complessa in quanto è una “composizione” nella quale concorrono molti elementi. Per comprendere un'opera è quindi necessario individuare i vari elementi e le relazioni che la compongono.
Elementi di un'opera d'arte
- Soggetto: riguarda che cosa rappresenta, (natura morta, figura umana, animali, paesaggi, folle, oggetti ecc) il soggetto a volte è difficile da individuare, per questo è molto utile consultare l'artista o un esperto. Anche nelle opere astratte esiste il soggetto, che però qui dipende dalle esperienze emotive dell'artista.
- Simbolo: nell'arte il soggetto, proprio perché carico di conoscenze e emozioni, va al di là di ciò che si vede diventando un simbolo. Il simbolo esprime significati nascosti, ha dentro di sé dei contrasti proprio perché rappresenta la visione dell'uomo, della vita, del mondo. Un soggetto è se stesso, ma anche un simbolo del mondo.
- Forma: è la configurazione di ciò che viene rappresentato e può avere molte varianti (forme piatte, continue, coprenti, trasparenti, irregolari, spesse ecc); ogni forma cambia in base al materiale e al metodo di trattamento, al fine di dare significati differenti all'opera.
- Segno: il segno è la linea che costruisce le forme, reticoli, tracciati, intrecci ecc. La linea non può essere definita in sé, si guardano anche il colore, lo spessore, la ripetizione.
- Colore: può essere acceso, contrastante, che passa dentro un altro, fondamentale, trasparente (è l'effetto dell'acquerello). Nel caso della scultura il colore può essere sovrapposto al materiale.
- Costruzione dello spazio: riguarda sia il rapporto tra i vari piani del disegno (primo, secondo, sfondo), il problema che l'artista deve affrontare è rappresentare la tridimensionalità su una superficie bidimensionale. Il problema viene risolto con l'uso della prospettiva (assonometrica, centrale, invertita) ma anche con rapporti di colori che determinano effetti di profondità.
- Stile: non è proprio un elemento ma è l'impronta particolare che l'artista dà alle sue opere e che quindi ne costituisce l'originalità.
L'analisi di questi elementi penetra nella struttura dell'opera così da averne una visione sintetica ma unitaria. Gli elementi si modificano a seconda della composizione. Per comprendere e valutare un'opera d'arte è necessaria l'empatia per partecipare alle esperienze dell'artista ed entrare in relazione con la sua visione emotiva dell'opera.
Valutazione e produzione: l'arte per tutti
Tutti dovrebbero produrre arte e tutti dovrebbero essere messi in grado di produrla, non solo coloro che sono più dotati. Queste osservazioni introducono il metodo della valutazione produttiva, la cui sperimentazione è avvenuta dallo studioso De Bartolomeis per molti anni. Tale metodo affronta problemi di conoscenza di opere e di produzione artistica personale cercando di rafforzare entrambe queste attitudini attraverso delle attività ben precise con l'aiuto di personale esperto. Bisogna tenere conto di tanti fattori e puntare alla qualità dell'apprendimento anche quando si parla di non esperti o addirittura di bambini, visto che i problemi restano sempre gli stessi.
Per attivare bene il metodo, ci vuole una competenza nel campo dell'arte che si può ottenere grazie alla conoscenza dei numerosi scritti degli artisti del nostro secolo (KANDINSKY, KLEE, MATISSE, PICASSO, MIRO', BOCCIONI, MAGRITTE, POLLOCK, ecc) che riguardano i problemi che si incontrano nel fare arte, ma anche dei secoli precedenti (Delacroix, Cezanne, Gaugain, Van Gogh). Le complicazioni tecniche, stilistiche e teoriche sono legate al fatto che l'artista crea qualcosa che si libera attraverso il simbolo e lo stile, conquistando vari piani di profondità, di sentimenti e di pensieri. Si aggiunge una quarta dimensione tutta emotiva.
La valutazione produttiva
La valutazione produttiva ha normalmente due fasi:
- Nel laboratorio con gli insegnanti (15 incontri): Gli insegnanti svolgono gli incontri parlando di arte e magari proponendo delle diapositive di opere. È ovvio che tali insegnanti portano con loro le esperienze e i giudizi delle loro carriere, per questo è meglio che siano sempre affiancati da uno o più artisti che bilancino l'aspetto educativo artistico con quello artistico creativo. Gli allievi (in questo caso sono gli insegnanti) non apprendono lo stile dei maestri, mettono piuttosto in pratica delle tecniche, apprendono l'uso di materiali e procedimenti, sviluppano quindi la propria creatività.
- Nelle classi: tutto il lavoro nel laboratorio ha come scopo quello di far maturare le abilità e le conoscenze in modo tale da arrivare al momento produttivo, con una base di conoscenze adeguate. Quanto studiato in laboratorio fa nascere il desiderio di tentare cose nuove. La valutazione produttiva nel laboratorio è sotto il controllo dell'esperto e degli artisti che collaborano dando le linee guida per tutto il gruppo. Nelle classi invece la situazione è diversa, gli insegnanti sono liberi di interpretare in modo diverso il lavoro e possono decidere in quale modo far svolgere le attività artistiche. Di conseguenza il controllo degli esperti è minore.
Lo sviluppo delle esperienze di valutazione produttiva portano alla distinzione tra metodo e procedimento.
Metodo e procedimento
- Concezione educativa: formatasi grazie a ipotesi e verifiche.
- Procedimento: modo particolare con cui si interpretano nella pratica i vari metodi.
L'applicazione del metodo di valutazione produttiva, impone due necessità:
- Creare dei progetti (che molte volte cambiano in corsa) che uniscano tutte le risorse acquisite.
- Apprendere i modi, per dare vita a delle rappresentazioni con determinate caratteristiche.
La misteriosa realtà dell'arte: le trasformazioni
L'artista lavora su esperienze, ma non può tenere conto di tutte quelle che ha nel creare un'opera, anche perché ne resterebbe sommerso; per questo deve incanalarle e sintetizzarle creando un aspetto simbolico. L'artista deve fare un lavoro di elaborazione-trasformazione cercando di dar vita ad uno stile proprio. Nel lavoro con gli insegnanti si è cercato di spiegare che ciascun artista lavora riferendosi ad un modello. Il modello deve essere una elaborazione cognitiva, emotiva e sensoriale di esperienze di ogni tipo e non qualcosa di oggettivo e frontale. Le trasformazioni sono fantastiche e misteriose e sono proprio queste caratteristiche che rendono le opere eterne e capaci di proiettarci nel futuro.
Il modello artistico
- Il modello: dire che ogni artista ha un modello significa ammettere che egli lavora su esperienze cognitive, emotive, sensoriali e fantastiche. Proprio la fantasia infatti permette non solo di evadere dalla realtà, ma di esplorarla nei suoi aspetti più nascosti creando magari altri livelli di realtà stessa.
- La stratificazione del modello: il modello è diviso in stratificazioni temporali (fatti presenti, di memoria, immaginari, futuri) e spaziali (spazio di vita consuetudinario, spazi diversificati nelle distanze e nelle caratteristiche).
- Dal modello alla rappresentazione: il modello interno diventa rappresentazione attraverso la materia che si trasforma rispecchiando le fantasie e le emozioni dell'artista.
- Studio del modello, quale sia il soggetto: è necessario studiare bene il soggetto perché sarà proprio quest'ultimo a riassumere il modello stesso.
- La funzione del modello nelle opere di particolari artisti: è necessario riferirsi a determinati lavori artistici famosi che ci permetteranno nel corso dei laboratori di conoscere modelli diversi, stili diversi, effetti e uso degli elementi diversi.
- Condizioni per passare alla produzione personale: gli insegnanti devono essere bravi a far capire che l'invenzione e la produzione sono le vie giuste per dare vita a delle esperienze personali contraddistinte da un carattere personale artistico.
Come per gli artisti, così come per tutti gli altri che si destreggiano nella produzione, è necessario stabilire un modello che rappresenti quello che si intende fare; tutti devono verificare l'esistenza di un modello in loro analizzandolo e lavorandoci sopra fino a farlo diventare rappresentazione. È fondamentale fissare in forma scritta il progetto così da incoraggiare le conoscenze, le emozioni e le sensazioni di chi vi si accosta, sottolineando sempre che all'inizio della produzione è ovvio che si presentino momenti di sconforto. Gli insegnanti sono lì proprio per quello. Gli insegnanti devono tenere presenti i seguenti aspetti:
- Conoscenze, emozioni e sensazioni che si vogliono esprimere. Ci si deve sentire legati ad un contenuto da esprimere per passare alla rappresentazione, la partecipazione empatica è quindi fondamentale.
- A seconda di quello che si vuole fare si devono scegliere i materiali ed i mezzi tecnici più idonei da usare.
- Caratteristiche che si vogliono dare alla forma rappresentativa: bisogna collegare il contenuto ai simboli e allo stile, facendo delle scelte (figura intera oppure particolari, posture, più figure e loro rapporti, uso dello spazio, della materia con individuazione del segno sottile o spesso, rado o fitto). Spesso le caratteristiche della forma rispondono a criteri non intenzionali, ma derivanti da pulsioni inconsce.
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