Lesioni tubulo interstiziali
Nell'interstizio intertubulare si osserva spesso un infiltrato linfocitario interstiziale associato ad atrofia tubulare. Mentre i motivi dell'atrofia tubulare sono comprensibili perché dovuti all'ischemia, un po' come accade nella stenosi dell'arteria renale, le ragioni dell'infiltrato infiammatorio sono ignote. Si è recentemente supposto che anche la flogosi sia una risposta immune contro antigeni tubulari, messi in evidenza o resi esposti dalle lesioni ischemiche.
Tutte le lesioni istologiche, ovvero ipertrofia della media esclerosi intimale dell'arteria, ialinosi delle arteriole, collasso sistemico dei glomeruli, flogosi e fibrosi dell'interstizio e atrofia tubulare, spiegano bene l'aspetto macroscopico dei reni in corso di neforangiosclerosi. Poiché si atrofizzano alcuni tubuli e ne restano altri, la superficie dei reni diventa finemente granulare. Residuano i vasi intertubulari più resistenti all'ischemia e perciò il colore del rene è più rosso che di norma.
Complessivamente poi il rene è ridotto di volume con consistenza aumentata: in sintesi estrema assume i caratteri di piccolo rene grinzo rosso. Anche se la nefroangiosclerosi è una malattia molto frequente ed è causa di numerose insufficienze renali terminali che necessitano di dialisi, la progressione è molto lenta. Le manifestazioni sono subdole: accanto a ipertensione può esservi solo lieve proteinuria e raramente si procede alla biopsia renale per fare diagnosi.
Considerazioni particolari
Considerazione particolare meritano le lesioni della nefroangiosclerosi che compaiono in casi nei quali i livelli pressori sono particolarmente elevati. In questi casi si producono non tanto l'insudazione nella parete arteriolare e la ialinosi, ma lesioni necrotizzanti gravi delle arteriole e dei glomeruli con formazione di trombi e proliferazione di cellule intimali. In assenza di trattamento adeguato subentra una grave insufficienza renale: per questo motivo questa forma di nefroangiosclerosi è detta maligna.
In realtà non è distinta dalla nefroangiosclerosi benigna perché si tratta di due fasi della stessa malattia: la fase maligna dell'ipertensione può comparire in qualunque momento, sia nel soggetto non precedentemente iperteso che in quello con lunga storia di ipertensione modesta e nefrosclerosi benigna. La zona di necrosi della parete delle arteriole e di parte dei glomeruli assume le colorazioni della fibrina e viene indicata come necrosi fibrinoide.
I rapporti tra le alterazioni morfologiche del tessuto renale e le alterazioni della perfusione ematica sono molto complessi. In pratica il rene non solo è sensibile, come tutti gli altri organi, alla perfusione...
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