Tromboembolia sistemica
Tromboembolia sistemica si riferisce ad emboli che viaggiano attraverso la circolazione arteriosa. La maggior parte deriva da trombi murali intravascolari, 2/3 dei quali sono associati a infarto transmurale del ventricolo sinistro e un altro quarto a dilatazione dell’atrio sinistro. I rimanenti originano da aneurismi dell’aorta, da trombi, da placche aterosclerotiche ulcerate o da frammentazione di vegetazioni valvolari, mentre solo una piccola quantità sono emboli paradossi. Il 10-15% degli emboli sistemici sono di origine sconosciuta.
Diversamente dagli emboli venosi che tendono a localizzarsi principalmente in un distretto vascolare (polmone), gli emboli arteriosi possono viaggiare verso numerose sedi. Il punto di arresto dipende dalla sede di origine della tromboembolia e dal volume di sangue che passa attraverso il tessuto irrorato. Le sedi più frequenti di embolia arteriosa sono le estremità inferiori (75%) e il cervello (10%), mentre intestino, rene, milza ed estremità superiori lo sono in quantità minore.
Le conseguenze dell’embolia sistemica dipendono dalla presenza di un circolo collaterale nel tessuto colpito, dalla sensibilità del tessuto all’ischemia e dal calibro del vaso occluso. In generale, gli emboli arteriosi causano infarto dei tessuti irrorati dai vasi occlusi.
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