Mielofibrosi idiopatica (con metaplasia mieloide)
La mielofibrosi con metaplasia idiopatica, come le altre malattie mieloproliferative croniche, è causata dalla trasformazione neoplastica di una cellula staminale multi potente mieloide. Differenza delle altre malattie mieloproliferative croniche la caratteristica della mielofibrosi midollare che è istologicamente identica alla fase “spenta” delle altre MMP croniche.
La mielofibrosi sopprime l’ematopoiesi del midollo osseo, provocando citopenia nel sangue periferico ed estesa ematopoiesi extramidollare neoplastica nella milza, nel fegato e nei linfonodi.
Fisiopatologia
Gli aspetti patologici della mielofibrosi con metaplasia mieloide derivano dall’estesa deposizione di collageno nel midollo da parte di fibroblasti non neoplastici. Inevitabilmente la fibrosi sostituisce nel midollo gli elementi ematopoietici e ciò porta ad un’estesa ematopoiesi extramidollare nella milza, nel fegato e, a volte, nei linfonodi. La fibrosi midollare sembra essere causata dall’inappropriato rilascio di fattori fibrogenici da parte dei megacariociti neoplastici.
Sono stati implicati due fattori: il fattore di crescita di derivazione piastrinica (PDGF) e il TGF-b. Entrambi sono sintetizzati dai megacariociti e rilasciati nei tessuti circostanti o per eliminazione da parte delle cellule anomale (neoplastiche) o in seguito a morte intramidollare di tali cellule. Sia il PDGF che il TGF-b agiscono come mitogeni sui fibroblasti. Inoltre, il TGF-b promuove la fibrosi e determina angiogenesi, entrambe osservate in corso di mielofibrosi. Col progredire della fibrosi midollare, le cellule staminali ematopoietiche circolanti si insediano nella milza e nel fegato, determinando ematopoiesi extramidollare.
Morfologia
Nelle fasi precoci della malattia, il midollo è spesso ipercellulato, con cellule in maturazione aumentate a carico di tutte le linee. Morfologicamente i precursori eritroidi e granulocitari appaiono normali, ma i megacariociti mostrano grandi dimensioni, displasia e...