Ipertrofia prostatica benigna
Si include in questa:
- Iperplasia prostatica benigna; si basa su una diagnosi istologica e si presenta in più del 50% dei soggetti con età superiore ai 60 anni e quasi nell'88% di quelli sopra gli 80.
- Aumento prostatico benigno che consiste nella crescita ghiandolare macroscopicamente e clinicamente dimostrabile. L'incidenza clinica di questa condizione è solo dell'8% attorno ai 40 anni, raggiunge il 50% nella decade successiva ed il 75% attorno agli 80 anni.
- Ostruzione al flusso vescicale secondario a iperplasia prostatica benigna, che determina ostruzione al passaggio di urina. Questa condizione è confermata dall'esame urodinamico e si associa a sintomi di tipo ostruttivo del basso apparato urinario.
Iperplasia prostatica benigna (IPB)
IPB è comunemente usato per indicare l'accrescimento benigno della zona di transizione della prostata che può determinare vari gradi di ostruzione delle vie urinarie escretrici, tale da richiedere talora l'intervento chirurgico. La malattia consiste in un accrescimento nodulare della ghiandola, causato da un'iperplasia di entrambe le componenti, ghiandolare e stromale. Questo processo determina un aumento del peso dell'organo oltre i 20 g, peso considerato il limite di normalità per l'adulto.
Sintomatologia
La sintomatologia è segnata dalla comparsa di sintomi a carico del basso tratto urinario. Questi sintomi sono dovuti all'interferenza con la funzione muscolare sfinterica e all'ostruzione del flusso urinario attraverso l'uretra prostatica. I sintomi delle vie urinarie inferiori possono essere divisi in due gruppi principali:
- Sintomi irritativi, da accumulo: pollachiuria, nicturia, urgenza, vescica iperattiva.
- Sintomi ostruttivi, minzionali: esitazione, flusso scarso, sensazione di incompleto svuotamento vescicale.
Oltre alla valutazione qualitativa dei sintomi, anche la quantificazione della loro intensità può essere valutata con strumenti efficaci. A tale riguardo viene usato uno score da 0 a 35 per quantificare la severità dei sintomi.
Diagnosi clinica
Per la diagnosi clinica gli strumenti più importanti sono l'anamnesi, l'esplorazione rettale, esame delle urine, misurazione dei livelli di creatinina sierica e di antigene prostatico specifico, l'ecografia prostatica trans rettale e la valutazione qualitativa e quantitativa dei sintomi. Indagini diagnostiche aggiuntive sono la uroflussimetria, il residuo urinario dopo minzione, lo studio uro dinamico pressione-flusso e l'uretrocistoscopia.
Etiopatogenesi
L'etiopatogenesi con l'esatto meccanismo molecolare alla base del processo iperplastico non è del tutto nota. L'aumento del numero delle cellule può essere...
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