INDICE
1. Neoplasie cerebrali.
…………………………………………………………………………………
…….1
2. Neuropatologia non
neoplastica……………………………………………………………………
.5
3. Carcinoma
mammario……………………………………………………………………
………………8
4. Neoplasie
polmonari……………………………………………………………………
……………….11
5. Neoplasie della pleura e del
mediastino……………………………………………………….14
6. Dermatopatologia…………………………………………………………
……………………………..16
7. Neoplasie del
pancreas………………………………………………………………………
…………20
8. Patologia
esofagea………………………………………………………………………
……………….23
9. Patologia
gastrica………………………………………………………………………
…………………25
10. Patologia
epatica…………………………………………………………………………
………………27
11. Neoplasie del
colon……………………………………………………………………………
………..30
12.
Celiachia………………………………………………………………………
………………………………33
13. Patologia vescicale e
prostatica…………………………………………………………………..3
4
14.
Ginecopatologia……………………………………………………………
…………………………….37
15. Patologia tiroidea e
paratiroidea…………………………………………………………………
47
16. Patologie
surrenaliche…………………………………………………………………
………………51
17.
Ematopatologia……………………………………………………………
………………………………53
18.
Nefropatologia............................................................................
...........……….58
19. Neoplasie dei tessuti
molli…………………………………………………………………………..6
0 1. NEOPLASIE CEREBRALI
I tumori cerebrali sono più frequenti nell’età avanzata (picco attorno all’ottava-nona
decade). Nell’infanzia insorgono soprattutto in sede sottotentoriale, nell’adulto in sede
sovratentoriale. Istotipi specifici insorgono in sede specifica. Si distingue la malignità
biologica, che dipende dall’istotipo e dalla proliferazione, e la malignità clinica, che
dipende dalla localizzazione. I tumori cerebrali hanno completa assenza di
metastatizzazione linfatica (non c’è sistema linfatico in questa sede),
metastatizzazione ematica rara per la presenza di BEE. La via più frequente è la
metastatizzazione liquorale (tumori molto aggressivi o che insorgono all’interno del
circolo liquorale, come gli ependimomi). Poco più della metà dei tumori del SNC sono
metastasi di altri tumori, ad esempio neoplasie polmonari e melanomi (no prostata).
Eziopatogenesi: ereditarietà (sindrome di Li Fraumeni, neurofibromatosi, sclerosi
tuberosa) con un ruolo scarso, irradiazione, immunosoppressione (AIDS), fattori
ambientali e occupazionali (formaldeide, campi elettromagnetici, N-nitrosurea, virus
SV40).
Tumori neuroepiteliali:
Tumori astrocitari: astrocitoma pilocitico (raro, colpisce i giovani),
o astrocitoma diffuso (fibrillare, gemistocitico, protoplastico), astrocitoma
anaplastico, glioblastoma (lesione neuroepiteliale più frequente, prognosi <
1 anno, il gliosarcoma è una sotto-categoria), glioblastosis cerebri (dal 2016
viene considerato una forma di diffusione del glioblastoma).
Tumori dell’oligodendroglia: oligodendrogliomi, oligodendrogliomi anaplastici.
o Tumori oligoastrocitici
o Tumori ependimali
o Tumori dei plessi corioidei
o Tumori neuronali
o Tumori pineali
o Tumori embrionali
o
Tumori dei nervi cranici
Tumori delle meningi:
Tumori a cellule meningoteliali: meningioma (meningoteliale, fibroso,
o transizionale/bifasico), tumori mesenchimali.
Tumori primitivi melanocitari
o
Linfomi e neoplasie ematopoietiche
Tumore a cellule germinali
Tumori della regione sellare
Tumori metastatici
I tumori che derivano dalla microglia non sono primitivi cerebrali, ma sono di
derivazione mesenchimale come i tumori istiocitari.
Con la classificazione del 2016 i tumori astrocitari vengono classificati insieme a quelli
oligodendrogliali. Vengono classificati in base alla mutazione di IDH: IDH mutato, IDH
wild type, NOS (non altrimenti specificato. Anche il glioblastoma viene classificato in
base a IDH. La codelezione 1p/19q discrimina gli oligodendrogliomi (sempre mutati
per IDH). Il medulloblastoma si classifica a seconda dell’attivazione per SHH
(mutazione per p53) o attivazione per WNT.
Grado istologico: nelle neoplasie neuroepiteliali si estende su 4 gradi:
1
Grado I: basso potenziale proliferativo e possibilità di cura con il solo trattamento
chirurgico (es. astrocitoma pilocitico).
Grado II: bassa attività proliferativa ma natura infiltrativa, possibilità di recidiva e
di progressione (es. astrocitoma diffuso).
Grado III: evidenza istologica di malignità, necessitano di radioterapia o
chemioterapia adiuvante (es. astrocitoma anaplastico). Evidenza istologica di
malignità: dismetrie nucleari, rapporto nucleo/citoplasma aumentato, ipercromasia
nucleare, elevato indice mitotico.
Grado IV: evidenza istologica di malignità associata a necrosi coagulativa,
l’evoluzione è rapida e la prognosi infausta (es. glioblastoma). Si utilizzano
trattamenti multimodali: chirurgia, radioterapia, chemioterapia.
La mutazione IDH1 è più frequente di IDH2. La mutazione R132H rende conto del
90% delle mutazioni di IDH1. I glioblastomi primari fin dall’esordio sono di grado IV,
oggi sono stati sostituiti dai glioblastomi IDH wt. I glioblastomi secondari derivavano
da astrocitomi di basso grado andati incontro a progressione, oggi si identificano come
glioblastomi IDH mutati, insorgono in una popolazione più giovane e hanno
prognosi migliore. L’astrocitoma pilocitico e l’ependimoma sono IDH wt.
L’astrocitoma diffuso IDH mutato rappresenta la maggior parte degli astrocitomi
diffusi. Sono considerati di grado II, colpiscono i soggetti giovani, si presentano
soprattutto nei lobi frontali, la clinica è sfumata (segni aspecifici, alterazioni
comportamentali o segni neurologici veri e propri), alla TC sono poco definiti con
cisti/calcificazioni. Dal punto di vista macroscopico si presenta come una tumefazione
con distorsione del parenchima cerebrale in un emisfero rispetto al controlaterale (non
passa il corpo calloso), microscopicamente si caratterizza per astrociti fibrillari in
background lasso (diagnosi differenziale con gliosi reattiva). Sulla biopsia si esegue
immunoistochimica per R132H (IDH1), p53, positività per proteina acida fibrillare gliale
e negatività per ATRX.
L’astrocitoma anaplastico IDH mutato viene considerato di grado III, l’età media è
di 40 anni, interessa in particolare i lobi frontali, la clinica è simile a quella
dell’astrocitoma diffuso. Macroscopicamente l’aspetto è infiltrativo e non distruttivo,
microscopicamente si ha un’alta cellularità. IIC e profilo genetico sono analoghi ai
gradi II. La sopravvivenza è di 3-5 anni, l’amplificazione di EGFR corrisponde a
prognosi peggiore.
La maggior parte dei glioblastomi è wt per IDH. Il glioblastoma wt è una neoplasia di
grado IV con differenziazione astrocitaria. Presenta caratteristiche di malignità come
atipie nucleari e pleomorfismi cellulari, inoltre si evidenzia mitosi. La necrosi
coagulativa permette di distinguere i glioblastomi di grado IV da quelli di grado III. si
tratta di una neoplasia infiltrativa, non ben delimitata, con crescita espansiva. L’età
media si aggira intorno ai 62 anni e sono più colpiti i maschi. Il glioblastoma wt ha
origine de novo con sintomi improvvisi. In generale, i tumori IDH mutati si localizzano
soprattutto in regione frontale, mentre quelli wt nei lobi parietali. La crescita del
glioblastoma è rapidissima. I gliomi di basso grado cominciano a manifestarsi con
sintomi psichiatrici, mentre quelli ad alto grado si manifestano direttamente con
sintomi da deficit neurologici: cefalea, sintomi da effetto massa, crisi comiziali. Alla TC
si può vedere un coinvolgimento a farfalla (attraversa il corpo calloso). A livello
macroscopico si vedono lesioni destruenti, spesso con cavità interne che sono segno di
colliquazione da necrosi. Può esserci edema lesionale. Si tratta di lesioni infiltrative,
per questo l’asportazione in blocco non è possibile, ma avviene per frammentazione.
La controlateralità è frequente e anche la gliomatosis cerebri, in cui risulta coinvolto
2
l’encefalo per intero. È rara l’infiltrazione extracerebrale e le metastasi extra SNC. A
livello microscopico la cellularità è particolarmente elevata, sono presenti inoltre
proliferazione vascolare, proliferazione endoteliale e necrosi. A volte il glioblastoma
cresce con un aspetto a piccole cellule. Caratteristica è la necrosi a carta
geografica: l’area di necrosi appare eosinofila, in centro sono presenti vasi sanguigni
e ai bordi della necrosi ci sono le cellule a palizzata che rappresentano cellule morenti.
Le cellule possono organizzarsi in strutture circolari che prendono il nome di rosette.
All’IIC si ha l’espressione della proteina gliale fibrillare acida, proteina S100,
sinaptofisina. Ha un’elevata proliferazione per cui si utilizza come marcatore Ki67. Si
può ritrovare l’iperespressione di EGFR che si associa a prognosi peggiore. Un altro
marcatore è Olig-2, espresso dagli oligodendrociti. La prognosi è infausta
(sopravvivenza di circa un anno), dipende da: età, istologia (necrosi, cellule giganti,
gliosarcoma sono associati a prognosi peggiore), metilazione del promotore MGMT
(positiva), mutazioni di IDH1 e IDH2, espressione di EGFR. Si ha spesso la mutazione di
TERT, mentre p53 soprattutto nei gliomi a basso grado.
Il glioblastoma IDH mutato è un glioma di grado IV con caratteristiche istologiche
simili al glioblastoma wt ma con minor necrosi. L’età media è di circa 45 anni e la
prognosi è leggermente migliore. Mutazioni di ATRX e p53.
Il glioma diffuso della linea mediana è un glioma di grado IV a differenziazione
astrocitaria. È definito dalla mutazione H3K27M ed è più comune nei bambini. La
localizzazione è nel tronco encefalico, nel talamo e nel midollo spinale. La
localizzazione nel ponte causa deficit motori e cefalea da ostruzione per compressione
del quarto ventricolo. Si tratta di una lesione multicellulare con proliferazione
vascolare e necrosi. La forma in età più avanzata ha la mutazione di H3434.
Gli oligodendrocitomi sono classificati con gli astrocitomi. Un marcatore genetico
specifico è la codelezione 1p/19q. Si tratta di un tumore di grado II e colpisce l’età
giovanile. Esiste una forma anaplastica di grado III associata a necrosi.
Macroscopicamente l’aspetto dell’oligodendrocitoma è grigiastro, gelatinoso, spesso
cistico. Possono esserci emorragie e calcificazioni. Dal punto di vista microscopico
sono presenti nuclei tondi e piccoli, citoplasma chiaro, reticolo vascolare
particolarmente rappresentato. Gli oligodendrociti neoplastici possono disporsi intorno
ai neuroni in un aspetto detto satellitosi.
L’astrocitoma pilocitico è proprio dei bambini e dei giovani si localizza nel
cervelletto, l’aspetto è cistico e le cellule sono allungate. Si tratta di un tumore di
grado I. Il repere caratteristico sono le fibre di Rosenthal, cioè aggregati di filamenti.
È associato a mutazione di BRAF.
Lo xantoastrocitoma pleomorfo è associato a mutazione di BRAF ed è di grado I.
L’aspetto è giallastro e le cellule diverse tra loro. È un tumore pediatrico e si localizza
nei lobi temporali (può dare origini a crisi epilettiche). Le cellule presentano nuclei
grossi e citoplasma chiaro e schiumoso per la presenza di lipidi.
Tumori dell’ependima: ependimoma, subependimoma, ependimoma mixopapillare.
L’ependimoma è un tumore che deriva dal rivestimento interno del sistema liquorale
(può dare metastasi per via liquorale). È un tumore pediatrico e si localizza nel IV
ventricolo, mentre nell’adulto si localizza in sede sovratentoriale o nel midollo spinale.
Si tratta di un tumore ben differenziato di grado II, ma può presentarsi anche di grado
III. Dal punto di vista microscopico si ha positività a GFAP e CEA. Si tratta di cellule
epiteliomorfe, piccole con nuclei rotondi tendenzialmente uguali tra loro. C’è una
tendenza a formare rosette e pseudorosette (circondano una struttura vascolare).
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La clinica è l’idrocefalo per interruzione del flusso liquorale. La prognosi dipende dalla
citogenetica con guadagno del braccio lungo del cromosoma 1 e dalla sede. Il
subependimoma è un tumore solido di grado I con crescita a ridosso del ventricolo o
protrudente al suo interno, l’età di insorgenza è media ed è spesso asintomatico.
L’ependimoma mixopapillare è una neoplasia di grado I che insorge nella cauda
equina degli adulti, buona prognosi ma può recidivare.
Tumori dei plessi corioidei: papilloma e carcinoma. Il papilloma dei plessi
corioidei è di grado I. può essere associato a idrocefalo. È più frequente nei bambini,
soprattutto nei ventricoli laterali, mentre negli adulti è più frequente nel quarto
ventricolo. Vi è espressione di marcatori epiteliali come citocheratine e proteina del
canale del potassio KIR7.1. Il carcinoma dei plessi corioidei è una formazione
neoplastica maligna e aggressiva classificata di grado III invasivo. Aumenta la densità
cellulare, compaiono molte mitosi ed è presente pleomorfismo cellulare. Le papille si
fondono formando masse solide e ci può essere necrosi. Molto frequente è la
mutazione di p53. La cisti colloidea del III ventricolo è una formazione non
neoplastica che si localizza in prossimità dei forami di Monro e può dare idrocefalo.
I tumori neuronali misti sono tumori con differenziazione sia in senso neuronale che
gliale. Il tumore neuroepiteliale disembrioplastico è un tumore di grado I più
frequente nei bambini, è la principale causa di epilessia organica refrattaria alla
terapia. Il ganglioglioma e il gangliocitoma sono raggruppamenti irregolari di
cellule gliali e neuroni. Nel secondo le cellule neuronali presentano un aspetto maturo.
Il neurocitoma centrale è un tumore a differenziazione neurale di grado II, si
localizza a livello del forame di Monro e colpisce i giovani adulti. È simile
all’oligodendroglioma. Microscopicamente le cellule sono grandi, con grande nucleo e
nucleolo centrale.
I tumori embrionali sono tumor
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