Danno cellulare reversibile (rigonfiamento cellulare)
Al m.o. si possono individuare due tipi di danno cellulare reversibile: il rigonfiamento cellulare e la degenerazione grassa. Il rigonfiamento cellulare appare tutte le volte che la cellula è incapace di mantenere l’omeostasi dei liquidi e dei sali. La degenerazione grassa si verifica nel danno ipossico e in varie forme di danno tossico o metabolico. Si manifesta con la comparsa di piccoli o grandi vacuoli di lipidi nel citoplasma e si verifica nell’ipossia e in diverse forme di danno tossico. La si osserva soprattutto in cellule coinvolte e dipendenti dal metabolismo lipidico, come gli epatociti o le cellule del miocardio.
Morfologia
Il rigonfiamento cellulare è la prima manifestazione in quasi tutte le forme di danno cellulare. Può essere più evidente a livello di tutto l’organo. Quando colpisce tutte le cellule, provoca pallore, aumento del turgore e del peso dell’organo. Al microscopio si possono vedere piccoli vacuoli chiari all’interno del citoplasma. Questi rappresentano segmenti del reticolo endoplasmatico distesi ed estroflessi. Questo tipo di danno non letale è talvolta chiamato modificazione idropica o degenerazione vacuolare. Il rigonfiamento cellulare è reversibile.
Le modificazioni ultrastrutturali del danno cellulare reversibile comprendono:
- Alterazioni della membrana plasmatica (estroflessione, distensione, distorsione dei microvilli, formazione di figure mieliniche e distacco delle giunzioni cellulari);
- Modificazioni mitocondriali, che comprendono rigonfiamento, rarefazione e la comparsa di corpi densi e amorfi ricchi di fosfolipidi;
- Dilatazione del reticolo endoplasmatico con distacco e disaggregazione dei polisomi;
- Alterazioni nucleari, con disaggregazione degli elementi fibrillari e granulari.
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Anatomia Patologica
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