Complicanze dell'infarto
Aritmie
Nel 90% dei pazienti durante il decorso dell'infarto miocardico possono comparire precocemente bradicardia o ritmi ventricolari ectopici. I disturbi di conduzione possono riflettere danni al nodo del seno, al nodo AV o al tessuto di conduzione specializzato. Aritmie gravi nelle fasi precoci (primi 3 giorni) sono la maggiore causa di morte e comprendono le tachicardie rapide (talmente frequenti che riducono la gittata cardiaca), le tachicardie ventricolari e le fibrillazioni ventricolari.
Insufficienza cardiaca
Si presenta nei due terzi dei pazienti con infarto miocardico acuto (IMA). Predomina una disfunzione del ventricolo sinistro (VS) con dispnea, rantoli polmonari e ipossemia. I segni clinici dipendono dalla grandezza dell'infarto e dall'entità della riduzione della gittata cardiaca. La mortalità varia con la gravità dell'insufficienza.
Ipossiemia
Generalmente accompagna l'infarto miocardico acuto, di solito secondaria all'aumento della pressione atriale sinistra con alterato rapporto di ventilazione/perfusione polmonare, edema polmonare interstiziale e collasso alveolare.
Ipotensione
Nell'infarto miocardico acuto può essere dovuta a un diminuito riempimento ventricolare o a una perdita della forza contrattile secondaria ad esteso infarto miocardico. La diminuzione del riempimento ventricolo sinistro è in genere causata da ridotto ritorno venoso secondario ad ipovolemia, specialmente nei pazienti che ricevono intensa terapia diuretica, ma può essere una conseguenza di infarto del ventricolo destro.
Shock cardiogeno
Caratterizzato da ipotensione tachicardica, ridotta escrezione urinaria, confusione mentale, sudorazione, estremità fredde, ha mortalità maggiore del 65%. È in genere associato ad infarto anteriore esteso con perdita di miocardio funzionale del ventricolo sinistro superiore al 40%.
Ischemia ricorrente
Può far seguito ad infarto miocardico. Il dolore toracico dell'infarto miocardico generalmente sparisce entro le prime 12-24 ore. Ogni dolore toracico residuo o successivo può dipendere da pericardite, embolia polmonare, gastrite, o ischemia ricorrente. In genere l'ischemia si accompagna a segni elettrocardiografici, ma può anche decorrere in forma silente in un terzo dei pazienti, e comporta un aumentato rischio di recidiva di infarto.
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