Professoressa Antonella Pagliarini
SOMMARIO
CONCETTO DI QUALITA’ 2
...........................................................................................................
SENSI 4
.................................................................................................................................................
OLFATTO ...................................................................................................................................... 5
GUSTO ........................................................................................................................................... 7
UDITO .......................................................................................................................................... 11
TATTO ......................................................................................................................................... 11
I 5 sensi possono essere sostituiti da degli strumenti analitici? .................................................... 13
REGOLE PER IL PASSAGGIO MISURAZIONE SOGGETTIVA IN OGGETTIVA: ..................... 14
LOCALI DI VALUTAZIONE 14
.......................................................................................................
GIUDICI E COORDINATORI 15
.....................................................................................................
I FATTORI CHE INFLUENZANO LE ANALISI SENSORIALI 17
............................................
ERRORI PSICOLOGICI 17
..............................................................................................................
ERRORI PSICOLOGICI 19
..............................................................................................................
MINIMIZZAZIONE DEGLI ERRORI........................................................................................ 19
REGOLE PER MINIMIZZARE GLI ERRORI: .......................................................................... 19
SELEZIONE E ALLENAMENTO DEI GIUDICI 23
......................................................................
METODOLOGIE SENSORIALI 30
..................................................................................................
ORGANIZZAZIONE DI UN METODO SENSORIALE ............................................................ 31
METODI DISCRIMINANTI ........................................................................................................ 32
I METODI DESCRITTIVI 38
............................................................................................................
ANALISI QUALITATIVA .......................................................................................................... 40
ANALISI QUANTITATIVA ....................................................................................................... 43
ELABORAZIONE DEI DATI 45
.......................................................................................................
ANALISI DELLA VARIANZA ................................................................................................... 45
STATISTICA 48
..................................................................................................................................
ESEMPIO TEST BINOMIALE .................................................................................................... 49
METODO DI ORDINAMENTO (RANKING)............................................................................ 50
STATISTICA PARAMETRICA .................................................................................................. 53
PROFILO SENSORIALE ANALISI DESCRITTIVA SUL CIOCCOLATO FATTA DAI NOI ....... 67
SEMINARIO: I COLORI DEGLI ODORI 76
..................................................................................
DOMANDE DI ESAME: 79
...............................................................................................................
P a g . 1 | 80
CONCETTO DI QUALITA’
per entità noi intendiamo ovviamente prodotto alimentare.
Questo è il primo concetto che è stato posto.
Negli anni sono stati affrontati in modo diverso il concetto di qualità:
1. Schema delle 4 S
Esigenze espresse del cliente: qualità sensoriale, servizio (es. tappo salvagoccia bottiglia
olio)
Esigenze implicite: caratteristiche nutrizionali, sicurezza
2. Bersaglio della qualità: rappresenta tutte le caratteristiche
● prerequsiito: sicurezza
● qualità biologica:
○ nutrizionale
○ sensoriale
● requisiti di servizio:
○ conservabilità
○ comodità d’uso
○ proprietà funzionali
● requisiti di sviluppo: P a g . 2 | 80
○ rapporto valore prezzo
○ costanza della qualità
3. Qualità e l’insieme che si ottiene dalla intersezione di:
● qualità biologica:
○ sicurezza
○ piacere
○ nutrizione
● qualità psicologica
○ cultura
○ deontologia
● comodità:
○ convenience
○ servizio
tutti questi argomenti portano a preferenze le quali portano alle scelte del consumatore
IL CAPITOLO SULLE PREFERENZE NON E’ DA STUDIARE!
Il prezzo (ovviamente in base alle disponibilità economiche) e la disponibilità sul mercato
non sono caratteristiche di qualità, ma sono importanti perchè influenzano le scelte
del consumatore in modo indiretto.
A questo punto segue l’acquisto e per consentire la ripetizione dell’acquisto (data dalla
fidelizzazione del cliente) è importante garantire una costanza della qualità.
Tra i diversi parametri che determinano la qualità di un prodotto alimentare, le
rappresentano gli attributi dell’alimento percepiti attraverso
caratteristiche sensoriali
i sensi: colore, aspetto, aroma, sapore e consistenza.
Sono le più forti determinanti della accettabilità ma le più difficili da valutare in modo
oggettivo. Dipendono dai gusti soggettivi che sono le più forti determinanti della
qualità da parte del consumatore. P a g . 3 | 80
è l’analisi sensoriale?
Cosa
è la disciplina scientifica impiegata per misurare, analizzare e interpretare le sensazioni
che possono essere percepite dai sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto).
In inglese si dice FLAVOR l’insieme di gusto e odore
Nell’89 Rosemary qualcosa ja inventato la valutazio.ne sensoriale e ha lasciato una
descrizione da cui la prof ha tratto la seguente frase: diversi utilizzatori occasionali (e
coloro che lo fanno in modo scorretto) di semplici valutazioni sensoariali per la
valutazione di un prodotto ancora (siamo nel 1989) riferiscono i loro studi con un
termine pittoresco ma arcaico organolettico che significa giudicare con gli organi
(anche il fegato è un organo). Poiché i recettori sensoriali, non gli organi rispondono a
temperatura, dolore, pressione come agli stimoli chimici, allora è chiaro che in tutto il
mondo il temine organolettico non ha nessuna ragione di esistere.
IN SINTESI NON USARE MAI LA PAROLA ORGANOLETTICO!
SENSI
Definizioni
Stimolo: attivatore chimico o fisico in grado di causare una risposta in un recettore; per
esempio l’occhio, è il recettore per lo stimolo luce, mentre l’orecchio è il recettore per
lo stimolo rumore
rilevatore (terminazione nervosa o cellula secondaria che trasmette l’impulso
Recettore:
al cervello) che ci informa sul cambiamento fisici o chimici che si verificano
nell’ambiente che ci circonda.
Sensazione: risposta neurologica ad uno stimolo ambientale
Percezione: azione mediante la quale si prende coscienza (interpretazione) di uno stimolo
causato da sensazioni
Le valutazioni sensoriali si basano su metodi che si fondano sulla psicologia e fisiologia
della percezione.
Uno stimolo abbastanza intenso da essere percepito eccita un recettore che genera un
impulso -> trasmesso al cervello tramite le cellule nervose
Il cervello valuta l’informazione ricevuta, ne misura l'intensità e ne confronta i risultati
con le esperienze precedenti. Inoltre, il cervello cerca i termini più appropriati per
descrivere una sensazione.
La mente umana immagazzina le percezioni nella memoria dove vengono continuamente
modificate da nuove percezioni.
impressioni influenzano quando assaggiamo un cibo, una bevanda, in funzione della
esperienze, …
cultura,
Soglie di percezione:
● soglia assoluta di percezione: quantità minima di energia necessaria per suscitare una
sensazione/percezione P a g . 4 | 80
● soglia di riconoscimenti: quantità minima di energia in grado di provocare una
sensazione ben definita e riconosciuta
● soglia di discriminazione o differenziale: incremento o decremento minimo
dell’intensità dello stimolo necessario per produrre un aumento o una diminuzione
appena percettibile della sensazione
Gli stimoli possono essere chimici (sale) o fisici (freddo caldo)
OLFATTO
Breve storia della scoperta dei meccanismi di percezione di questo senso
● Il primo è stato lucrezio nel I secolo avanti cristo, diceva che ad ogni odore
corrispondesse una forma.
● 1963 John Amoore pubblica la sua teoria stereochimica (disciplina che studia le
proprietà spaziali delle molecole) dell’olfatto. Secondo lui dei 10 000 odori che
l’olfatto umano può percepire possono essere caratterizzate in 7 categorie con
particolari strutture chimiche
● 2004 Richard Axel e Linda Buck sono stati in grado di clonare una famiglia di 1000
recettori olfattivi (hanno vinto il nobel), dimostrando che ogni recettore è in grado di
riconoscere una unica classe di odori, mediante un meccanismo chiave-serratura.
Organizzazione sistema olfattivo
L’epitelio olfattivo si trova in un luogo di protezione da danni meccanici, in cima alla
cavità nasale. IL pezzettino scuro di vede in modo più chiaro nella immagine a dx. I
neuroni hanno degli assoni amielinici (i filamenti) che passano la lamina cribrosa e si
uniscono al nervo olfattivo che passa attrvaerso il bulbo olfattivo e attraverso neuroni
secondari viene portato dalla cavità nasale fino al cervello lo stimolo olfattivo. In
questo modo capiamo quali sostanze odorose ci sono nell’aria. P a g . 5 | 80
I neuroni olfattivi sono posizionati nel muco.
Le cellule basali non sono differenziate, al bisogno si differenzieranno in cellule di
supporto o olfattive. Le molecole odorose (esteri, chetoni, aldeidi, …) che devono
essere sostanze volatili devono attraversare lo strato di muco, Per attivare il
meccanismo chiave serratura devono essere presenti in una quantità
( o più precisamenre devono essere abbastanza volatili) tale da permettere di attivare il
sensore e far partire lo stimolo.
TPICA DOMANDA DI ESAME
Bassa specificità di substrato: non esiste uno specifico recettore per una specifica
molecola.
Ci sono 3 opzioni:
1. Una molecola può essere riconosciuta da più recettori e un recettore può riconoscere
più molecole
elevate concentrazioni di una molecola possono interferire con il legame di un’altra
2. molecola o cambiare l’affinità del recettore
3. una molecola può bloccare un sito di legame senza attivarlo (effetto di
mascheramento o soppressione della miscela)
olfatto: sistema sensoriale esterno (ortonasale) permette di riconoscere gli aromi, quello
interno (retronasae) i flavor P a g . 6 | 80
I recettori olfattivi sono cellule nervose, sono protette ma forti traumi meccanici
potrebbero portare al distacco del recettore, il soggetto che non è in grado di percepire
gli odori soffre di anosmia. Se il danno è particolarmente grave si potrebbe non
guarire, nel caso di danni meno gravi potrebbe risolversi nel tempo.
L’anosmia specifica si tratta di una incapacità di sentire determinate classi di molecole
odorose, la causa è di tipo genetico (es. carbone nella menta , trimetilammina
putrefazione pesce, cineolo odore cimice, … ).
Limitata capacità di riconoscere odori presenti in miscela, un esempio classico è il vino.
Sono state messe a punto delle ruote sensoriali, che permettono di caratterizzare gli
aromi partendo da macrocategorie, fino a specifici aromi (aroma fruttato, agrumi,
arancia). Ce ne sono di diversi tipi come per birra o per olio EVO.
Adattamento, i recettori olfattivi si saturano (es. quando entri in casa e senti profumo di
cibo ma dopo un po’ non lo senti più). I valutatori sensoriali infatti devono fare dei
brevi break annusando qualche cosa di diverso per desaturare i recettori
Stretta correlazione con sistema limbico (legato a memoria ed emozioni). Questo si lega
al concetto dei preconcetti di cui si parlava all'inizio e di veri e propri dejavu.
sul senso dell’olfatto
Altre curiosità
● Esistono più di 400000 odori, anche l’aroma più semplice è composto dalla
combinazione di migliaia di composti volatili
● Le prime sensazioni che un essere umano percepisce sono dooti che provengono dal
liquido amniotico della madre (hanno fatto degli studi che lo dimostrano)
● i mammiferi sono dotati di un sistema olfattivo dotato di un enorme potere
discriminante
● in particolare, l’essere umano è in grado di distinguere tra migliaia di composti
odorosi
● in diversi studi è riportato che le donne hanno una sensibilità olfattiva superiore agli
uomini
● la specifità del riconoscimento
● negli animali i recettori olfattivi hanno collocaizoni anatomiche diverse a seconda dei
casi. Negli insetti sulle antenne per esempio
● dell’epitelio olfattivo rispetto a quello respiratorio da una indicazione
la proporzione
della sensibilità olfattiva di un essere vivente.
GUSTO
Fin dall’antichità erano 4: gusto, amaro dolce salato P a g . 7 | 80
● 350 a.c. aristotele scrive che i gusti dolce e amaro possono essere modificati da acido
e salato
● nel 1908 si scopre l’umami da parte del professor Ikeda Giapponese, l’umami verrà
poi inserito nel gusti. L’umami viene scoperto isolando il glutammato da un brodo
prodotto con alga Kombu
● Ikeda inizia una serie di studi sull’umami (significa
nel 1909 il gruppo del professor
delizioso), viene definito come qualità gustativa diversa da tutte le altre consociute
● negli studi vengono portati avanti e si isola dal tonno essicato un peptide (guanosin 5
conto che GMP interagisce con l’IMP e porta alla
monofosfato o GMP) e si rendono
nascita degli esaltatori di sapidità. L’umami lo si trova nei funghi, nel pesce, nella
carne, in alcuni ortaggi (come mais) e in modo particolare nel parmigiano reggiano.
Noi a differenza dei paesi orientali siamo meno in grado di discriminare il sapore
umami dal salato, perchè non siamo abituati come loro ad assumere salsa di soia.
(Parla per te, Eli! Ahahahah)
● nel 1930 si scopre che a sensibilità al composto amaro (PTC) varia nell’essere umano
e che i soggetti non tasters sono caratterizzati dal possedere un gene recessivo. La
differente percezione del gusto amaro possono essere ereditate geneticamente, si tratta
di un polimorfismo genetico. Il gruppo tiocianato è presente in natura nelle
brassicacee, caratterizzate da un gusto amaro. Nel 1994 Bartoshuk ha suddiviso la
popolazione caucasica in: non taster, medium taster e super taster (presentano dei geni
dominanti e hanno i recettori per questa molecola, sono particolarmente sensibili a
questa molecola). I super taster sono sensibili all'amaro della molecola ma anche più
sensibili ai gusti fondamentali, alla sensazione di grasso, all'alcalinità . Inoltre sembra
che i super taster presentino una maggiore quantità di papille fungiformi sulla parte
anteriore lingua.
● nel 1985 il gusto umami è stato riconosciuto tra i gusti fondamentali a seguito di un
congresso. Nello stessa occasione sono stati definiti i criteri di identificazione di un
guato base:
○ deve essere chiaramente distinguibile dagli altri
○ le sue proprietà devono essere universali negli alimenti comuni (dolficare,
salare)
● nel 1992 viene identificata una proteina G che è coinvolta nel meccanismo di
percezione del gusto e, pertanto, denoinata gustducina
● dell’amaro
2000 si scopre il recettore
● 2001 si scopre il recettore del dolce
● 2002 si scopre il recettore dell’umami
● 2006 si scopre il recettore dell’acido
● 2010 si scopre il recettore del salato
● tra il 2002 e il 2005 si scopre che alcuni recettori gustativi sono presenti nel tratto
intestinale, la loro funzione è sconosciuta
Fisiologia del gusto
L’organo principale coinvolto nella percezione del gusto è la lingua. P a g . 8 | 80
50-100 cellule epiteliali costituiscono una gemma gustativa o bottone.
poro gustativo) situata alla superficie dell’epitelio da
I bottoni possiedono una piccola apertura (il
cui protrudono i microvilli che prendono contatto con le sostanze disciolte nella saliva.
Sulla lingua i bottoni gustativi sono, a loro volta, organizzati in papille, piccole protuberanze che
rivestono interamente la superficie di questo organo.
Abbiamo 4 tipi di papille :
● 3 hanno funzione gustativa:
○ Papille circumvallate, poste nella parte posteriore della lingua, in un cono rovesciato.
Contengano un centinaio di gemme
○ papille fungiformi (a forma di fungo) colorando la lingua con un colorante blu
rimangono in evidenza come funghetti color rosa, contengo 2-4 bottoni
○ papille foliate, nella parte laterale della lingua, hanno forma a foglietto e sono
ripiegate, si vedono quando la lingua è protesa
● 1 ha percezione tattile
○ Papille filiformi: non hanno bottoni gustativi, si pensa servano per percepire le
sensazioni tattili
Bottone gustativo
Ognuno è una struttura a cipolla, costituita da più strati di 50 cellule anatomicamente classificate
in 4 tipi :
● Cellule di tipo I hanno funzione di supporto
● tipo II: contengono i recettori per il dolce amaro umami e salato
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Analisi sensoriali ed elaborazione dei dati
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Appunti e domande d'esame di analisi sensoriali ed elaborazione dei dati
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