ℝ cos
CAMPO Dire che è un campo significa dire che DOMINIO, IMMAGINE, CONTROIMMAGINE Sia
ℝ : ⊆ ℝ → ℝ.
in sono definite le operazioni di addizione e Ricordiamo che: − +
√6 √2 √6 √2 2 − √3
15° = 12
moltiplicazione con le proprietà commutativa, - D si chiama dominio o insieme di definizione di f; 4 4
∈ , ℝ
associativa e distributiva. - Per l’unico elemento di che f associa a x − 1
√5
18° = √(10 5 − 2√5
+ 2√5)
si chiama valore di f in x, o anche immagine di x
ESISTENZA DEGLI ELEMENTI NEUTRI Esistono due 10 √
4 5
tramite f; si denota con f(x);
ℝ,
elementi distinti di denotati con 0 e 1, tali che 4
′ ′
)
′ ⊆ , ( ≔ {()| ∈ }
- Per l’insieme si 1
a+0=a, a*1=a √3 √3
30° =
chiama immagine di D’ tramite f; 6
ESISTENZA DEGLI INVERSI (opposto, reciproco) 2 2 3
- f(D) si chiama immagine di f; notazione
∈ ℝ ℝ,
Per ogni esiste un unico elemento di che si 1
√2 √2
45° =
alternativa imm(f);
denota con –a e si chiama opposto di a, tale che a+(- 4 2 2
⊆ ℝ, { ∈ |() ∈ }
- Per l’insieme si chiama
∈ ℝ\{0}
a)=0. Per ogni esiste un unico elemento di 1
√3 √3
60° =
controimmagine (o immagine reciproca) di Y
-1
ℝ che si denota con a e si chiama reciproco di a, tale 3 2
2
tramite f.
-1
che a*a =1. 1 0 /
90° =
INFORMAZIONI DEDUCIBILI DA UN GRAFICO
ℝ
CAMPO ORDINATO Dire che è un campo 2
Assegnato il grafico di una funzione f=f(x):
ℝ
ordinato significa dire che in è definita una 180° = 0 −1 0
- dom(f) è la proiezione del grafico sull’asse delle
relazione d’ordine <=, detta relazione di minore o 3 −1 0 /
270° =
ascisse;
uguale, con la proprietà di compatibilità rispetto 2
- imm(f) è la proiezione del grafico sull’asse delle
all’addizione ed alla moltiplicazione. 0° = 360° = 2 0 1 0
ordinate;
MAGGIORANTE Sia X un qualunque insieme ∈ (), ( )
- per il valore è l’ordinata
totalmente ordinato. Sia E un sottoinsieme non vuoto 0 0
dell’unico punto del grafico di f che si trova sulla
∈
di X e sia X. Diciamo che è un maggiorante di E =
retta di equazione .
≤ ∈ .
(in X) se per ogni 0
∈ (),
- per la controimmagine di è
LIMITATO SUPERIORMENTE e ILLIMITATO 0 0
formata dalle ascisse dei punti del grafico di f che
------------------------------------------------------------------------
SUPERIORMENTE Se l’insieme dei maggioranti di =
si trovano sulla retta di equazione .
E in X è non vuoto, diciamo che E è limitato DISEQUAZIONI ELEMENTARI CON LA FUNZIONE
0
FUNZIONI
superiormente; in caso contrario, diciamo che E è POTENZA
∈ ℝ : ℝ →
- FUNZIONE COSTANTE Sia e sia
illimitato superiormente. < ⇔ <
- n dispari, √
ℝ () = ∈ ℝ.
tale che per ogni
MAGGIORANTE e ESTREMO SUPERIORE Sia E
> ⇔ >
- n dispari, √
: ℝ → ℝ
- FUNZIONE IDENTICA Sia tale che
limitato superiormente in X. Supponiamo che esista
> 0, < ⇔ − < <
- n pari, √ √
∈ ℝ.
f(x)=x per ogni
∈ , maggiorante di E, soddisfacente la seguente
≤ 0, < ⇔
: ℝ ∗→ ℝ
- FUNZIONE RECIPROCO Sia tale che
∈ < ,
proprietà: se allora non è un
> 0, > ⇔ < − >
√ √
1
∈ ℝ ∗.
maggiorante di E. Allora si chiama l’estremo f(x)= per ogni
≤ 0, ≥ ⇔ ∀ ∈ ℝ
superiore di E in X e si denota con il simbolo sup E.
: ℝ → ℝ
- FUNZIONE VALORE ASSOLUTO Sia DISEQUAZIONI ELEMENTI CON LA FUNZIONE
PROPRIETÀ DELL’ESTREMO SUPERIORE
∈ ℝ.
tale che f(x)=|x| per ogni Notiamo RADICE
Per
ℝ ∈
- PROPRIETÀ ARCHIMEDEA DI ogni x,y
esplicitamente che: < ⇔ < ≤
- n dispari, oppure
√
ℝ, ∈ ℕ ∗
con x,y>0, esiste tale che nx>y. ≥ 0
≤
√
() = {
ℚ ℝ − < 0
- PROPRIETÀ DI DENSITÀ DI IN Per ogni x,y
> ⇔ > ≥
- n dispari, oppure
√
- FUNZIONE PARTE INTERA INFERIORE O FLOOR
∈ ℝ, ∈ ℚ
con x<y, esiste tale che x<q<y.
≥
√
: ℝ → ℝ ∀ ∈
Sia definita ponendo f(x)=⌊⌋
MINORANTE, LIMITATO/ILLIMITATO INFERIORM.
≥ 0, > ⇔ >
- n pari, √
⌊⌋
ℝ, dove denota il più grade intero minore o
ℝ.
Sia E un sottoinsieme non vuoto di Diciamo che
> 0, < ⇔ 0 ≤ <
√
uguale a x.
∈ ℝ ℝ) ≥
è un minorante di E (in se per ogni
< 0, > ⇔ ∀ ∈ ℝ
√
- FUNZIONE PARTE FRAZIONARIA O MANTISSA
∈ . Diciamo che E è limitato inferiormente se
≤ 0, < ⇔
: ℝ → ℝ √
Sia definita ponendo m(x) = x -
l’insieme dei minoranti di E è non vuoto; diciamo che ------------------------------------------------------------------------
⌊⌋ ∀ ∈ ℝ.
E è illimitato inferiormente in caso contrario. Sia ESEMPI:
⊆ ℝ : →
- FUNZIONI MONOTÒNE e sia
ESTREMO INFERIORE e MINIMO Sia E limitato 6
6 6
+ 1 < 0 ⇔ < −1 ⇔ < ⇔ < −1
√−1
ℝ
inferiormente. Esiste allora in il più grande dei 6 6
6 6
− 4 > 0 ⇔ > 4 ⇔ < −√4 > √4
ℝ. Si diche che f è in
minoranti di E, che si chiama estremo inferiore di E e 7
7 7
− 4 > 0 ⇔ > 4 ⇔ > √4
si denota con inf E. Se inf E appartiene a E, diciamo 8 8
8 8
− 6 ≤ 0 ⇔ ≤ 6 ⇔ −√6 < < √6
che inf E è il minimo di E e lo denotiamo con min E. , ∈ <
D se per ogni tali che si ha
1 2 1 2
)
( ≤ ( )
LIMITATO SUPERIORMENTE/INFERIORMENTE Sia 1 2 3
3 < 3 ⇔ < 3 ⇔ < 27
⊆ ℝ )
un insieme non vuoto. Se E è limitato sia ( < ( ) √
1 2 4
superiormente che inferiormente, il suo estremo ≥ 2 ⇔ > 16
)
( ≥ ( ) √
1 2
superiore e il suo estremo inferiore sono due numeri − 8 ≤ 0 ⇔ ≤ 8 ⇔ 0 ≤ ≤ 64
) √ √
( > ( )
1 2
reali caratterizzati dall’essere il più piccolo dei ------------------------------------------------------------------------
- FUNZIONI SIMMETRICHE Sia f una funzione
maggioranti di E e il più grande dei minoranti di E. tale che dom(f) sia simmetrico rispetto
ILLIMITATO SUPERIORMENTE/INFERIORMENTE ∈
all’origine. Se per ogni x dom(f) si ha
Se E è illimitato superiormente, scriviamo sup E = f(-x)=f(x) si dice che f è una funzione pari.
+∞.
Se E è illimitato inferiormente, scriviamo inf E = f(-x) = -f(x) si dice che f è una funzione
−∞. dispari.
- FUNZIONI PERIODICHE Sia T>0. Una funzione
si dice periodica di periodo T se:
∈ () ∈
per ogni x si ha x + T dom (f);
( + ) = () ∈ ()
per ogni x
- COMPOSIZIONE DI FUNZIONI Siano f e g due
{
≔ ∈
funzioni (qualsiasi) e si sia:
()|() ∈ ()}. Se D è non vuoto,
definiamo la funzione composta di f e g, che
(
∘ , ∘ )() ≔
denotiamo con ponendo
(()) ∈
per ogni x D. : ⊆ ℝ → ℝ.
- FUNZIONI INVERTIBILI Sia ∈
Diciamo che f è invertibile in D se per ogni
() () =
l’equazione ha una e una sola
soluzione in D. : → ℝ
- FUNZIONE INVERSA Sia una
funzione invertibile. La funzione, definita in f(D) e
a valori in D, che a ogni elemento y di f(D) fa
corrispondere l’unico elemento x di D tale che
f(x)=y, si chiama funzione inversa di f e si denota
-1
con il simbolo f .
: ⊆ ℝ → ℝ
MONOTONIA e INVERTIBILITÀ Sia
strettamente crescente [decrescente]. Allora:
- f è invertibile in D;
-1
- f è strettamente crescente [decrescente]
1
RADICI radice n-esima; potenza con
√
esponente frazionario.
= ⟺ =
- √
( ) =
- √
( ) =
- √
Esistono successioni illimitate inferiormente che SERIE NUMERICHE
SUCCESSIONI e SERIE NUMERICHE
non divergono negativamente. SOMMA PARZIALE (o RIDOTTA) + SERIE DI TERMINE
SUCCESSIONE NUMERICA Si chiama successione { }
TEOREMA: REGOLARITÀ DELLE SUCCESSIONI a Sia una successione di numeri reali.
∈ℕ
n
numerica ogni funzione reale definita in un insieme
MONOTONE Ogni successione monotona è Definiamo la somma parziale (o ridotta) n-esima
{ ∈ ℕ| ≥ },
del tipo con numero naturale.
0 0 regolare. Precisamente: ponendo:
Parlando di successioni, solitamente denotiamo: { } ⟹ lim = sup ≔
1. crescente -
0 0
;
- La variabile indipendente con →+∞ ≔ +
-
{ } ⟹ lim = inf 1 0 1
2. decrescente
- Il valore che la successione assume in un numero …
-
→+∞
C’è un COROLLARIO il quale afferma che:
naturale con il simbolo chiamato termine n- =0
∑
≔ + + ⋯ + =
-
0 1
{ }
Supponiamo che la successione sia
esimo della successione. { }
La successione si chiama serie di termine .
{ } monotona. Allora:
- L’immagine della successione con { }
NOTA Se la successione è definita solo per
∈ℕ
{ }) { } ⟺ { }
(oppure 1. converge è limitata; ≥ = 0 <
, conveniamo di porre per . Ne
0 0
{ } ⟺ { }
Il grafico di una successione è costituito da infiniti 2. diverge è illimitata. segue che in quanto diremo non sarà restrittivo
(, ), ∈ ℕ, ≥
punti isolati di coordinate con . LIMITI E OPERAZIONI ALGEBRICHE Supponiamo { }
supporre che la successione sia sempre definita
0
→ ∈ ℝ → ∈ ℝ.
e Allora:
PROLUNGAMENTO DI UNA SUCCESSIONE Diciamo ∈ ℕ.
per ogni
+ → +
che una funzione è un prolungamento della - REGOLA DELLA SOMMA:
SUCCESSIONE DELLE SOMME PARZIALI S La serie
n
{ } − → −
successione se è definita nell’intervallo - REGOLA DELLA DIFFERENZA
di termine non è altro che la successione delle
→ ( ∈ ℝ)
[ , +∞) () = ≥ - REGOLA DEL MULTIPLO:
e si ha per ogni .
somme parziali costruite a partire da . Pertanto,
0 0
→
- REGOLA DEL PRODOTTO:
SUCCESSIONE MONOTONA Per verificare se una
la locuzione la serie di termine è
1 1
successione è monotona basta confrontare tra loro → ( ≠ 0)
- REGOLA DEL RECIPROCO: convergente/divergente positivamente/divergente
termini consecutivi. Più nel dettaglio, una negativamente/regolare/indeterminata equivale alla
→ ( ≠ 0)
- REGOLA DEL RAPPORTO:
{ }
successione è:
locuzione la successione delle somme parziali
PROPOSIZIONE: RECIPROCO DI UNA SUCCESSIONE
≤ ;
- CRESCENTE se e solo se per ogni
costruite a partire da è convergente/divergente
+1
{ }
INFINITESIMA Sia una successione
<
- STRETTAMENTE CRESCENTE se e solo se positivamente/divergente negativamente/regolare/
infinitesima. Allora:
;
per ogni indeterminata.
+1 { } ⇒
1. ha segno costante (definitivamente)
≥ ;
- DECRESCENTE se e solo se per ogni { }
Se la serie è regolare, il limite della successione
+1
1
>
- STRETTAMENTE DECRESCENTE se e solo se { } diverge, positivamente o negativamente, a prende il nome di somma della serie e si denota con
;
per ogni il seguente simbolo:
+1
seconda del segno di .
Facciamo delle osservazioni: +∞
{ } ⇒
2. non ha segno costante (definitivamente)
Se una funzione prolungamento di una ∑
1
{ } non ha limite.
successione è monotona, anche la successione =0
lo è. CARATTERE DI UNA SERIE Studiare il carattere di
OPERAZIONI CON SUCCESSIONI DIVERGENTI
Si potrebbe erroneamente pensare che la una serie significa stabile se essa converge, diverge o
{ } { }
Siano e successioni divergenti:
n
presenza del termine “oscillante “(-1) implichi =
è indeterminata. Se definitivamente, le serie
- Se le due successioni divergono con lo stesso
mancanza di monotonia; non è detto che sia
di termini e hanno lo stesso carattere. Tuttavia,
{ + }
segno, la successione somma diverge
così. se entrambe convergono, in genere le rispettive
con lo stesso segno.
Per “farsi una idea” dell’andamento di una somme non sono uguali. Si usano i seguenti simboli
≠ 0, { }
- Se la successione multiplo diverge,
successione è utile esplicitarne i primi termini; per denotare la serie di termine
{ } > 0,
con lo stesso segno di se con segno
tuttavia, ciò non è sufficiente a stabilire che la (indipendentemente dal fatto che essa sia regolare o
< 0.
opposto se
successione sia monotona. no):
{ }
- La successione prodotto diverge,
+∞
SUCCESSIONI LIMITATE Dato che ogni successione positivamente se le due successioni divergono ∑ ∑
è una funzione, ha senso parlare di successioni con lo stesso segno, negativamente se le due
limitate inferiormente, limitate superiormente e =0
successioni divergono con segni opposti. CONDIZIONE NECESSARIA PER LA CONVERGENZA DI
limitate, nonché di estremo inferiore ed estremo 1
{ }
- La successione reciproco è infinitesima.
UNA SERIE Se la serie di termine converge,
superiore e di minimo e massimo di una successione.
{ }
TEOREMA: PERMANENZA DEL SEGNO Sia { }
allora la successione è infinitesima;
PROPRIETÀ VERE DEFINITIVAMENTE Una
∈ ℝ → .
una successione, sia e si supponga l’implicazione contraria è falsa.
proprietà è vera definitivamente se è vera per
> 0 ⇒ > 0 → 0
[In pratica: la condizione è necessaria ma non
∈
tutti gli n sufficientemente grandi, cioè se esiste
1.