Teorema di unicità del limite
Sia f: X → ℝ, x₀, punto di accumulazione per X, ℓ₁ ∈ ℝ ∪ {+∞, -∞} ed ℓ₂ ∈ ℝ ∪ {+∞, -∞}. Se limx→x₀ f(x) = ℓ₁ allora limx→x₀ f(x) = ℓ₂ allora ℓ₁ = ℓ₂. Dimostrazione. Per assurdo ℓ₁ ≠ ℓ₂.
Sia (aₙ)ₙ una successione tale che:
- ∀n ∈ ℕ: aₙ ∈ X \ {x₀}
- limₙ aₙ = x₀.
Siccome limx→x₀ f(x) = ℓ₁, allora, per la proposizione precedente, limₙ f(aₙ) = ℓ₁. Siccome limx→x₀ f(x) = ℓ₂, allora, per la proposizione precedente, limₙ f(aₙ) = ℓ₂. Siccome vale il teorema di unicità del limite per le successioni, la successione (f(aₙ))ₙ ∈ ℕ ha un unico limite o non ha limite. Dunque limₙ f(aₙ) è unico e perciò ℓ₁ = ℓ₂, contro la nostra ipotesi per assurdo.
Teorema di unicità del limite
Sia f : X → ℝ, x0 punto di accumulazione per X, l1 ∈ ℝ ∪ {+∞, -∞} ed l2 ∈ ℝ ∪ {+∞, -∞}. Se limx→x0 f(x) = l1 allora l1 = l2. Dimostrazione. Per assurdo l1 ≠ l2.
Sia (an)n una successione tale che:
- ∀n ∈ N: an ∈ X \ {x0}
- limn an = x0.
Siccome limx→x0 f(x) = l1, allora, per la proposizione precedente, limm f(an) = l1. Siccome limx→x0 f(x) = l2, allora, per la proposizione precedente, limm f(an) = l2. Siccome vale il teorema di unicità del limite per le successioni, la successione (f(am))n∈N ha un unico limite o non ha limite. Dunque limn f(an) è unico e perciò l1 = l2, contro la nostra ipotesi per assurdo.
Teorema
Esiste x → +∞ (1 + 1/x)x ed esiste x → +∞ (1 + 1/x)x e si ha che x → +∞ (1 + 1/x)y = e = x → +∞ (1 + 1/x)x. Dimostrazione. Siccome ha in successione tale che n an = +∞ oppure n an = -∞ si ha m (1 + 1/am)am = e, per la proposizione precedente si ha la tesi.
Lemma (cambio di variabile nel limite)
Siano f: X → R, g: Ȳ → R, f(X) ⊂ Y, x0 ∈ ℝ punto di accumulazione per X (eventualmente +∞ o -∞ e X è illimitato superiormente o inferiormente).
- Se x → x0 f(x) = % e % è punto di accumulazione per Y (eventualmente +∞ o -∞)
- y → % g(y) = I ∈ ℝ ∪ {+∞, -∞}
- ∃U intorno di x0 tale che ∀x ∈ X ∩ U, x ≠ x0, f(x) ≠ % (nel caso x0 = +∞ o U dell’ tipo I\o +∞ I, nel caso x0 = -∞ allora V del tipo ]-∞, a[)
Allora ∃ im f() = im g(y) = ℓ.
Definizione
Sia ⊆ ℝ, f: → ℝ, x0 ∈ . Si dice che "la funzione f è continua in x0" se x0 è un punto isolato di oppure im f(x) = f(x0). La funzione f si dice "continua in " se è continua in ogni x0 ∈ .
Teorema
Le funzioni potenze, esponenziali, logaritmi, senx e cosx sono continue. Dimostrazione. Proviamo, a titolo di esempio, che la funzione f : ℝ → ℝ tale che ∀ x ∈ ℝ : f(x) = ex è continua. Dobbiamo cioè provare che ∀ x0 ∈ ℝ : im ex = ex0. Mostriamo prima che im ex = 1, cioè che ex è continua in 0. Dobbiamo provare che ∀ε>0, ∃δ>0 t.c. ∀x∈ℝ, 0<|x|<δ: 1+x<ex<1+2x. Sia ε0. Posso supporre ε sufficientemente piccolo affinché 1-ε0, quindi, l'intervallo (log(1-ε...")