Accumuli di pigmenti endogeni
La lipofuscina
La lipofuscina è un pigmento insolubile, conosciuto anche come lipocromo o pigmento dell’invecchiamento. La lipofuscina è composta da polimeri di lipidi e fosfolipidi complessati con proteine. Ciò ci suggerisce che essa derivi dalla perossidazione di lipidi polinsaturi delle membrane subcellulari. La lipofuscina non è dannosa per le cellule o per il loro funzionamento. La sua importanza è dovuta al fatto che è segno manifesto di danno da radicali liberi e per ossidazione lipidica. Nelle sezioni di tessuto appare come una fine granulazione citoplasmatica di colore giallo-bruno, spesso a livello perinucleare. Si osserva in cellule che vanno incontro a lenta e progressiva degenerazione ed è particolarmente importante nel fegato e nel cuore di pazienti durante l’invecchiamento e in quelli con severa malnutrizione o cachessia neoplastica. Al m.e. i granuli sono elettrondensi e hanno strutture membranose al centro e sono in posizione perinucleare.
Melanina
Melanina è un pigmento endogeno di colore bruno scuro che non deriva dall’emoglobina. Si forma quando l’enzima tirosinasi catalizza l’ossidazione della tirosina a diidrossifenilalanina nei melanociti. Da un punto di vista pratico, la cosa importante è che la melanina è l’unico pigmento endogeno di colore marrone scuro. L’unica altra sostanza che ricade in questa categoria è l’acido omogenistico, un pigmento nero che si trova nei pazienti con alcaptonuria, una malattia metabolica. Il pigmento si deposita nella cute, nel tessuto connettivo, nella cartilagine e questa pigmentazione è nota come ocronosi.
L'emosiderina
L’emosiderina è un pigmento che deriva dall’emoglobina ed è la forma nella quale il ferro viene accumulato all’interno delle cellule. Si presenta sotto forma di granuli o cristalli, il cui colore va dal giallo dorato al marrone. Il ferro è normalmente trasportato da specifiche proteine di trasporto, le trasferirne.
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Anatomia Patologica
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Anatomia patologica - gli accumuli di pigmenti
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