Cronologia
Nel 776 a.C. con i Giochi di Olimpia si dà inizio alla cronologia greca, distinta in 3 periodi:
1. Arcaico (VII-VI sec. a.C.)
- In molte città il potere è retto da tiranni, capi autorevoli promotori dello sviluppo della città (Atene ha Pisistrato, è 546-528)
- 508 riforma democratica ad Atene
2. Classico (V-IV sec. a.C.)
- 492-490 I guerra contro i Persiani, vittoria dei Greci a Maratona
- 483 Temistocle
- 480-474 II guerra contro i Persiani: dopo la conquista di Atene da parte dei Persiani, vengono sconfitti a Salamina (480), Platea e Micale
- 480-474 predominio greco in Italia meridionale
- 460-429 Età di Pericle, politica di egemonia culturale di Atene → periodo aureo della cultura greca
- 431-404 rivalità tra Atene e Sparta e Guerra del Peloponneso, con vittoria di Sparta
- 359-336 Filippo II il Macedone unifica la Grecia (Lega Ellenica)
- 336-323 Alessandro Magno conquista Impero Persiano ed Egitto
3. Ellenistico (IV-I sec. a.C.)
- Dopo la morte di Alessandro: divisione dell’Impero in 3 regni (Macedonia, Siria, Egitto)
- 146 conquista romana della Macedonia (perdita dell’indipendenza greca)
- 30 conquista romana dell’Egitto e fine dei regni ellenistici
Origine del tempio
Il culto porta l’attenzione ad un luogo dove si venerava una divinità ma per mezzo di una processione attorno al luogo sacro, non un ingresso diretto. Come suggeriva Vitruvio (“De architectura libri decem” II,13), l’architettura monumentale ebbe origine da edifici in argilla e legno derivati dalla primitiva capanna; lui classifica anche gli edifici, parole di Vitruvio dimostrate dallo scavo.
L’origine del tempio greco viene meglio precisata dalle tombe monumentali della cittadina di Lefkandi (X sec. a.C.).
Tomba di Lefkandi
- Una grande capanna (10x45 m)
- Terminava ad abside ed era suddivisa in 5 vani
- Vi erano 67 sostegni esterni per sostenere le falde lignee del tetto equidistanti, isolati e utili per proteggere pareti in argilla e legno
- Tomba di un capo protettore della comunità
- Era un memoriale (heroon), il primo esempio certo di peristasi a colonne (caratteristica specifica dei templi antichi)
Nella solida precisione della pietra e poi del marmo la capanna dei sovrani fu nobilitata ad ideale abitazione della divinità, richiamata dall’immagine di culto interna, che dai primi idoli in legno e bronzo passò a scala umana e monumentale.
Tipologie dei templi
- “In antis” significa “fra i setti” e un tempio può essere anche anfi-antis se vi è un opistodomo posto dietro
- Pseudo-diptero: non altro che un diptero senza ancora il giro di colonne intermedio
- Un tempio può essere anche “monoptero" (o “tholos”): a pianta circolare
Parti di un tempio
Intorno al VII secolo si canonizza la seguente tipologia:
- Stilobate: (basamento) piattaforma rettangolare di pietra cui si accede mediante 3 o più gradini (crepidoma)
- Peristilio: colonnato che circonda gli ambienti
- Naos (cella): spazio rettangolare con ingresso sul lato corto in cui è conservato il simulacro della divinità
- Pronao: vestibolo con colonne che introduce alla cella
- Opistodomo: vano posteriore della cella
Artemision di Corfù (580-570 a.C.)
- Uno dei primi templi peripteri in pietra, primo esempio in cui fu definito l’ordine dorico
- Dimensioni m 22.4x47.6, impostato su planimetria quasi modulare di 8x17 colonne (alte 5 volte il diametro), poste a interassi di 3 m
- Muri della cella allineati con l’asse della terzultima colonna
- Cella divisa in 3 navate con doppio ordine di colonne a sostegno della copertura
- Ambiente chiuso adyton
- Pieno compimento di un’architettura in pietra coperta in terracotta
Tra VII e VI secolo l’architettura templare si stacca nettamente dal modello ligneo. Per la teoria vitruviana nei triglifi sopra l’architrave il fregio dorico ricorderebbe le testate delle travi trasversali poste sulla peristasi colonna: L’elemento fondamentale nell’architettura del tempio greco è l’armonia e la perfezione architettonica basate sulla forma e sulle proporzioni delle colonne.
Gli stili architettonici greci sono stati codificati come ordini da Vitruvio: dorico, ionico e corinzio. → Periodo classico (VII-VI sec. a.C.)
Dorico
L’ordine dorico ha origine dai Dori, si sviluppa nel Peloponneso, in Sicilia e nella Magna Grecia e ha un carattere massiccio e arcaico.
Caratteristiche
- Colonna
- Fusto (scapo) quasi cilindrico con circa 20 scanalature a spigolo vivo
- Poggia direttamente sullo stilobate
- Va restringendosi verso l’alto (rastrematura)
- Diametro della base (imoscapo) differente da quello superiore (sommoscapo)
- Fusto con leggera curvatura (entasis)
- Capitello
- Composto da echino (elemento circolare svasato verso l’alto) e abaco (elemento quadrato)
- Assieme convogliano il peso della copertura verso la colonna
- Trabeazione
- Costituita da architrave: lunghi blocchi di pietra lisci (poggia sull’abaco)
- Fregio: composto da metope e triglifi che si alternano
- Cornice (geison o cimasa)
- Posta sopra il fregio, composta da gocce (piccoli tronchi di cono)
- Sulla cornice: scorre la gronda (sima) e il coronamento (acroterio) con decorazioni in terracotta o pietra
- Frontoni: sono i coronamenti triangolari dei due lati minori del tempio e sono composti dalla cornice (i lati spioventi del tetto) e dalla parte triangolare compresa (timpano) spesso decorata con bassorilievi e sculture
Principali templi dorici
Heraion di Olimpia (600-590 a.C.)
- Dimensioni 18,76 x 50,01
- Testimonia la transizione da una prima costruzione in legno e mattoni crudi a quella in pietra (mattoni crudi: non cotti ma essiccati al sole)
- Le pendici della collina del Gaion furono spianate per costruirlo
- Peristasi di 6x16 colonne doriche
- Cella di 20x100 piedi (6,52x32,6 m)
- Lati allineati con l'asse della penultima colonna (norma dei templi greci)
- I setti non sono allineati con le colonne (siamo ancora in fase di sperimentazione)
- Colonne della cella di diametro minore delle colonne della peristasi, murature più spesse di tutte le colonne e murature esterne più spesse di quelle della cella
- Sopra grandi strati di pietra alti quasi 1 metro, i muri erano in mattoni crudi > alle estremità le ante e gli stipiti della porta rivestiti in legno
Tempio di Zeus a Olimpia (470 a.C.)
- Modello canonico dell’ordine dorico
- Terreno spianato e rialzato di 3 metri
- Un crepidoma a 3 gradoni sosteneva stilobate di m 27,68 x 64,12
- Interasse tra le colonne di 5,22 m = 16 piedi dorici (0.326), qui sperimentato e poi riutilizzato
- Allineamento come nel tempio sopra
- Peristasi di 6x13 colonne
- Cella a 3 navate (20 piedi la navata principale - 10 quelle laterali)
Tempio di Apollo a Corinto (540 a.C.)
- Colonne in calcare alte m 6,30
- Rivestimento in stucco bianco
- Colonne tozze
- Curvatura convessa della base
Santuario di Aphaia a Egina (ca 570 a.C.)
- Interamente in pietra (7,50x15 m)
- Prostilo tetrastilo, con cella tripartita e doppio colonnato
- Colonne monolitiche alte 3,40 m
- Architrave alto 1/3
- Incendio 510 a.C.
Ricostruzione (490 - passaggio dall’età arcaica a quella classica)
- Peristasi di 6x12
- Colonne alte 5,33 volte il diametro e costruite a blocchi
- Cella con doppio ordine di colonne
- Blocchi di uguale altezza (isodomi)
- Solchi a U sulle testate degli architravi indicano regolarizzazione degli elementi costruttivi
- Uso di macchine di sollevamento
Magna Grecia
La pianificazione urbana anticipò nelle colonie esperienze della Grecia e in Sicilia si trovano regolari pianificazioni degli insediamenti pochi anni dopo le varie fondazioni. Popolazioni indigene: a ovest i Siculi e a est i Sicani; grande influenza sull’architettura. Ad esempio, i templi siciliani, legati soprattutto al culto della Madre Terra, richiesero ampie peristasi e vani interni spaziosi, liberi da colonne. Vedi Selinunte, tempio G → era possibile accedere nella peristasi e per questo si alla...
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