Callicrate ed Ictino
Callicrate
Callicrate (in greco antico Καλλικράτης, Kallikrátēs) (470 a.C. ca. – 420 a.C. ca.) è stato un
architetto greco antico, attivo nel V secolo AC. Fu uno dei due architetti, insieme a Ictino, che
collaborarono alla realizzazione del Partenone. Inoltre fu l’architetto anche del Tempio di Atena
Nike (427 a.C.), che sorge sullo sperone sud-occidentale dell’Acropoli di Atene. Un’iscrizione lo
identifica come uno dei costruttori del muro di cinta classico dell’Acropoli.
Ephaisteion, Atene, 447-446 a.C.
Tempio costruito in marmo pario sulla collina che domina lʼAgorà della città. Riprende in scala
ridotta (13,798 x 31,77 mt.) lo schema e le correzioni ottiche del Tempio di Zeus a Olimpia.
Lʼassociazione del fabbro Efesto ad Atena, patrona delle arti, era legata al carattere artigianale
e commerciale dellʼAgorà, con numerose tracce dellʼattività di fabbri.
Valorizzazione della fronte antica, lʼunica con le metope scolpite: sulla fronte 10 metope con le
imprese di Eracle e sui lati 8 dedicate a Teseo.
A differenza del pronao, nellʼopistodomo il fregio con la Centauromachia è interrotto sulle ante. Ephaisteion di Atene, pianta, alzato e foto-
grafie dello stato attuale.
174 Allʼinterno statue in bronzo su piedistallo in calcare di Eleusi e rilievi in marmo.
• Periptero di 13,70 x 31,77 mt.
• Crepidine con gradino inferiore di lunghezza pari a 100 piedi e proporzioni di 4:9.
• Peristasi di 6 x 13 colonne doriche.
• Colonne con rapporto di 1: 5,6.
Forse già iniziato nel 550 a.C. (non fu distrutto dai Persiani) e poi interrotto per i lavori sullʼAc-
ropoli (modifiche apportate alla cella per aggiungere il colonnato interno).
Allineamento del pronao con la terza colonna laterale della peristasi: un accorgimento che per-
mise il collegamento della trabeazione del pronao con quella della peristasi e quindi il prosegui-
mento del fregio raffigurante le Imprese di Teseo su architrave con kyma lesbio.
Apollonion, Delo, post 429 a.C.
Le finestre permettevano di poter osservare lʼemiciclo interno con le sette statue poste su un
piedistallo continuo. Alzato e pianta dell’Apollonion di Delo.
Politica di culto e coesione della polis Callicrate Tempio sullʼIlisso, 440 a.C.
Nei Templi di Capo Sounion, Ramunte e di Acharnai si riscontra una valorizzazione del pronao. Pianta del tempio sull’Ilisso e il tempio di
La posizione dei templi si deve probabilmente a una strategia impostata da Pericle. Tutti i tem- Atena Nike nell’acropoli di Atene.
Callicrate ed Ictino Storia dell’Architettura I 175
pli sono costruiti su capisaldi ai confini dellʼAttica e dedicati a divinità considerate artefici delle
vittorie contro i Persiani. I santuari furono inclusi o affiancati da possenti fortificazioni.
Tempio di Poseidone, Capo Sounion, 440 a.C.
Il tempio sanciva il prestigio di Atene sul promontorio allʼestremo sud dellʼAttica, crocevia delle
rotte sul Mar Egeo.
Il precedente tempio, incompiuto e in poros, fu distrutto nel 480 e sostituito dallʼedificio attuale
in marmo venato da Agrileza (15 km a nord).
Segue lo schema del Tempio di Atena e Efesto non solo nel pronao, ma anche nellʼopistodomo.
• Periptero di 6 x 13 colonne doriche (13,47 x 31,12 mt.).
• Cella in opera pseudoisodoma (filari alterni di 30 e 60 cm).
• Fregio continuo a decorare il pronao e tutto il vano antistante dello stesso.
• Nel 413 il santuario fu fortificato.
• Colonne senza entasi a 16 scanalature con rapporto di 1: 5,78 (per valorizzare la visione del Tempio di Poseidone e resti del tempio di
tempio a picco sul mare). Nemesi.
Cifra stilistica di Callicrate.
Tempio di Nemesi, Ramnunte, 430-420 a.C.
In vista dellʼIsola di Eubea fu ricostruito il tempio in marmo localePeriptero di 6 x 12 colonne Mappa dellʼAttica con i templi realizzati nella
seconda metà del V sec. a.C.
doriche. Pronao e e opistodomo in antis e cella senza colonne
176 Edificio non completato per la guerra del Peloponneso
-Mostra finiture simili al pre-Partenone
Nello schema riprende (seppur in scala
minore: 9,96 x 21,43 mt.) lo schema dellʼEphaisteion e Sounion
Trabeazione senza sculture frontonali e con metope lisce.
Santuario di Demetra, Eleusi
Il programma di Pericle non aveva tralasciato il prestigioso Santuario di Eleusi. Eleusi era colle-
gata ad Atena dai 21 km della Via Sacra, accoglieva il santuario legato alle origini dellʼagricolt-
ura. Vi si celebravano inoltre i riti misterici di rinascita dallʼoltretomba.
Lʼedificio del Telesterion era destinato alle cerimonie di iniziazione.
Ictino
Ictino (in greco ‘Iκτȋνος, Iktìnos; ) è stato un architetto greco antico, principale architetto di
Atene nell’epoca di Pericle, (V secolo a.C.). Disegnò il nuovo Telesterion o sala dei Misteri ad
Eleusi, opera alterata e completata da altri architetti alla caduta di Pericle. Altra costruzione
attribuitagli è il tempio di Apollo a Bassae e l’invenzione del capitello corinzio.
Telesterion, Eleusi
Nellʼinterpretazione tradizionale del tempo corrispondeva al temenos con il naos costituito da
unʼedicola interna, l’anaktoron.
Il termine, usato da Omero, e i resti sotto il santuario rimandano al mondo miceneo. Per le feste
panatenaiche autunnali i riti notturni evocanti la discesa agli inferi e conclusi con la rinascita del
sole si svolgevano allʼinterno di una grande sala ipostila (come nei precedenti egizi).
a) Progetto originario.
b) Santuario del primo decennio del VI secolo (Solone).
c) Nel 525 a.C. i Pisistratidi realizzano una sala di circa 27 x 27 mt. preceduta da un porticato
prostilo di 9 colonne e addossato allʼangolo occidentale il vano dellʼanaktoron Santuario di Demetra, Eleusi.
d) Dopo la distruzione persiana vi è una dubbia ricostruzione nellʼetà di Cimone.
e) Con Pericle il cantiere passa a Ictino che dapprima progetta una sala con 20 colonne di
circa 1650 mq. (forse una sala superiore) e una peristasi esterna dorica (post 437 a.C.)
f) Il cantiere è concluso nel 330-320 da Filone di Eleusi con un grandioso portico orientale a
Callicrate ed Ictino Storia dell’Architettura I 177
12 colonne doriche alte 11,65 mt. (6 volte il diametro) non rifinite.
• La sala di mt. 54 x 54 presenta 42 colonne su 6 file e un lucernario centrale (opaion) sopra Eleusi.
lʼanaktoron.
• Strette gradinate sui lati, in parte scavate nella roccia, potevano accogliere circa 4000 fedeli
in piedi.
178 A B C
D E
• Plutarco ricorda quali artefici Koroibos, Metagenes, Xenokles e Filone.
La grandi sale coperte Telesterion, progetti a cura di Ictino.
Il Telesterion è esemplare nella tipologia delle grandi sale (numerose in età ellenistica) anticipa-
te dallʼOdeon di Pericle sotto lʼAcropoli, destinato alle audizioni musicali.
Il modello di riferimento può essere individuato anche nella grande tenda del Re Serse presa
come trofeo a Platea che richiamava le grandi sale ipostile di Persepolis.
Callicrate ed Ictino Storia dell’Architettura I 179
Apollonion, Bassae
Il Tempio di Apollo Epikourios (soccorritore) sorge su un alto pianoro (1130 mt.), sui resti di un
edificio del 500 circa in calcare. I blocchi di questo tempio furono riutilizzati nelle fondazioni
dellʼedificio attuale in modo da sollevarlo ulteriormente dal banco di roccia. Fu eretto per rin-
graziamento alla scampata pestilenza del 429 a.C. (di cui fu vittima anche Pericle).
Ictino riprende la planimetria e lʼorientamento a nord della precedente fabbrica. Il tempio è
realizzato in calcare del Cenomaniano eccetto alcune membrature dellʼordine. Attesta le nuove
tendenze architettoniche. Lʼedificio è attribuito a Ictino e datato allʼepoca del Partenone.
• Periptero dorico di 6 x 15 colonne (14,56 x 38,31 mt.) con intercolumni frontali più ampi dei
laterali (di 6,1 cm)
• Le proporzioni arcaiche riprendono quelle del tempio precedente e appaiono simili a quelle
del tempio di Apollo a Delfi (anche se diminuite di 1/3).
• Lʼallineamento di pronao e opistodomo in antis con la terza colonna della peristasi ricorda i
modelli dellʼAttica
• Non vi sono correzioni ottiche quali quelle del piano stilobatale e della trabeazione. Dettaglio del disegno del 1821 di Dodwell
Edward dell’Apollonion.
Disegno dell’interno del tempio di Apollo Epi-
curio di Bassae.
180 Planimetria dell’Apollonion.
Callicrate ed Ictino Storia dell’Architettura I 181
Cronologia
447-446 a.C. Ephaisteion, Atene, Callicrate
450-425 a.C. Apollonion, Bassae, Ictino
440 a.C. Tempio sull’Ilisso e Tempio di Poseidone, Capo Sounion, Callicrate
437 a.C. Ricostruzione di Ictino del Telesterion di Eleusi
430-420 a.C. Tempio di Nemesi, Ramnunte, Callicrate
429 a.C. Apollonion, Delo, Callicrate
182 Cartografia
Eubea
Ramnunte Atene
Eleusi Capo
Bassae Sounion Delo
Poseidonia
Ramnunte Capo
Sounion Storia dell’Architettura I 183
Città ellenistica
Il fiorire delle póleis
Tra VIII e VI secolo
• Crescita demografica e della ricchezza.
• Centro abitato preminente.
• Campagne.
Nel V secolo
• Il centro diventa sempre più il motore di unʼeconomia di consumo.
• Nei mercati si scambiano merci e proprietà
• Ogni centro forma un tuttʼuno con il proprio territorio.
• Villaggi e fattorie disseminate che alimentano il sistema economico.
• La Città diviene centro e capoluogo di un territorio inseparabile e congiunto.
La società greca
Tra la metà del secolo VIII e la fine del secolo IV a.C. nacquero, crebbero e scomparvero centi-
naia di póleis:
• Con un minimo di 1000 abitanti fino a 35.000 (Atene nel V sec. a.C.).
• Media di circa 5000-10.000 abitanti.
• Nel IV secolo nei centri urbani ai contavano un milione di persone.
• Altri tre milioni erano distribuiti tra villaggi e fattorie.
• Ciò che rendeva grande e potente una pólis era la consistenza del nucleo armato.
Sparta Sito e restituzione schematica della plani-
La pólis si sviluppa ai piedi dellʼAcropoli dallo sviluppo di quattro villaggi abitati dai Dori dopo il metria di Sparta con la ipotetica posizione
collasso del regno miceneo. dei quattro villaggi (2,3,4,5). 1. Acropoli, 2.
Limnai, 3. Chinosura, 4. Mesoa, 5. Pitane, 6.
Atene Santuario di Artemide Orthia.
184 Città elleniche.
Nasce dalla crescita e la fusione dei nuclei abitati presenti nellʼarea della città bassa micenea.
Città ellenistica Storia dell’Architettura I 185
Erètria (Eubea)
Primo centro di scambio nellʼarea settentrionale dellʼEgeo. Si creano due nuclei distinti, aristo-
cratici e popolari.
Càlcide
La città si sviluppa tra lʼacropoli e una baia protetta in posizione strategica per il controllo del
canale che divideva la Beozia dallʼEubea.
Principali colonie
In Magna Grecia e in Sicilia
Il fenomeno della fondazione delle colonie inizia nellʼVIII sec. a.C. La seconda ondata si esauri-
sce alla metà del VI secolo.
Creare un emporio o base di commercio.
Creare una comunità simile a quella della madrepatria con una economia agricola autosuffi-
ciente.
Stabilire unʼattività di scambio con la città di origine e i vicini.
Ogni colonia si costituì come stato indipendente cioè come pólis.
Sul Mar nero, in Africa e nell’Alto Tirreno
Il sito veniva normalmente individuato sulla costa: alture o terrazze affacciate sul mare.
Pólis (da fortezza) indica allo stesso tempo:
• Una città centro di uno stato
• Uno stato con una città centrale Il concetto di città per i Greci è inseparabile da quello di
stato. Chóra: il termine indica il territorio sia quello della pólis (inteso quindi come città e
come stato) sia quello dellʼentroterra agricolo.
Planimetrie urbane precedenti a Ippodamo da Mileto
Nelle città sorte su preesistenze micenee non si riscontra un disegno guida dello sviluppo ur-
bano. Nelle città di nuova fondazione (le colonie) si assiste a un atteggiamento diverso:
I territori da coltivare e da urbanizzare furono divisi in parti uguali. Calcide.
Principio teorico dellʼuguaglianza (a ogni nuovo cittadino spettava un lotto su cui costruire e da La Magna Grecia e la Sicilia.
coltivare). I nuclei urbani furono divisi in bande rettangolare (grandi isolati) separate da strade
parallele.
186 Nasso (fondata dai calcidesi)
Asse longitudinale e vie perpendicolari
Cirene, Libia
Acropoli disegnata a scacchiera e quartiere sottostante attraversato da unʼarteria di spina da
cui si dipartono le strade ad angolo retto e intervalli regolari a separare le strisce degli isolati.
Metaponto (colonia achea)
Il sistema di ripartizione per bande è esteso anche alla chóra.
Mileto
La città di Mileto fu ricostruita dopo la distruzione persiana nel 494 a.C.
Il promontorio fu diviso in 3 quartieri e ognuno di questi fu frazionato, per mezzo di una rete or-
togonale di strade, in isolati quadrati e rettangolari più o meno ugualmente orientati e collegati
agli altri da unʼarea pubblica che faceva capo ai due porti insinuati tra le alture.
Città ippodamica, V sec. a.C.
Piano a scacchiera. Regola di suddivisione delle aree urbane in isolati quadrati o rettangolari
per mezzo di un tracciato di strade ortogonali tra loro. Il progetto a scacchiera vuole trasporre
nello spazio fisico un principio di ordinamento sociale dove lʼordine è assimilato alla giustizia. Il
piano a scacchiera impone e regola lo spazio in espansione e offre ai cittadini le stesse possi-
bilità. Le aree pubbliche si ottengono interrompendo per un certo intervallo la scacchiera degli
isolati. Ne scaturisce una Legge teorica e pratica applicabile a ogni luogo. Nasso (fondata dai calcidesi), asse longitudi-
nale e vie perpendicolari. Sotto, Cirene.
Città ellenistica Storia dell’Architettura I 187
Porto del Pireo di Atene e vista di insieme di
Città e porto.
Nel Pireo: 1. Emporio; 2. Agorà e santuari;
3. Porto militare.
Mileto.
188 Città ellenistica Storia dell’Architettura I 189
Cronologia
VIII-VI sec a.C. Crescita demografica e della ricchezza; fondazione delle colonie
734 a.C. Fondazione di Siracusa
706 a.C. Fondazione di Taranto
V sec. a.C. Centro città come propulsore di un’economia di consumo; Ippo-
damo da Mileto
479 a.C. Fondazione di Mileto
472 a.C. Porto del Pireo
190 Cartografia
Taranto Eretria
Metaponto
Poseidonia Calcide Priene
Mileto
Siracusa Sparta
Eubea
Calcide Priene
20km
∼ Eretria 30km
∼
Mileto
Atene Storia dell’Architettura I 191
Età tardoclassica
Sviluppi dell’età tardoclassica nel Peloponneso e nella Ionia
Dopo la Pace di Antàlcida (politico persiano) del 387-386 a.C. tra la Persia e le poleis greche
guidate da Sparta si manifestano nuove tendenze architettoniche:
• Anche in una regione remota e conservatrice come il Peloponneso, culla della tradizione
dorica.
• Così come i satrapi dellʼAsia Minore riprendono unʼintensa attività edilizia.
• Frequenti trasferimenti di artisti e maestranze.
• Intensa attività edilizia.
• Emerge la figura dello scultore Skopas di Paro (Mausoleo di Alicarnasso, Templi di Apollo a
Tebe, di Tegea in Arcadia, nellʼArtemision di Efeso e forse a Neméa).
• Gli ordini architettonici si rinnovano con lʼintroduzione del corinzio e saranno utilizzati in ma-
niera sempre più disinvolta con caratteri geografici e culturali meno rigorosi che nel secolo
precedente.
• Vengono poste le premesse dei successivi sviluppi ellenistici quando anche gli ordini ar-
chitettonici, seppur nelle diverse inflessioni locali, apparterranno a un comune linguaggio
diffuso per tutto il Mediterraneo.
• Nelle satrapie dellʼAsia Minore si preannunciano le architetture dei sovrani ellenistici, desti-
nate non più alla comunità della polis, ma allʼindividuo (novità nellʼarchitettura residenziale
accanto ai temi aulici tradizionali)
Tempio di Apollo, Bassae
Bassae, Figalìa (Arcadia) Tempio di Apollo: attesta le nuove tendenze in una regione remota e
conservatrice (sottoposta allʼegemonia spartana). Lʼinterno della cella appare strutturalmen-
te indipendente e viene datato intorno al 400 a.C.: appare dunque improbabile un intervento Tempio di Apollo, Bassae.
diretto di Ictino). Lʼordine architettonico interno (con la disposizione a U) richiama la pianta
del Partenone e del Tempio di Atena e Efesto. I setti murari interni corrispondono alla pianta
del precedente tempio e, come nellʼHeraion di Olimpia, avevano la funzione di irrigidire i muri
192 perimetrali. Colonne ioniche a 11 scanalature, capitelli a tre facce dimezzate ai lati e capezzale
delle volute rialzato a compensare lʼassenza dellʼabaco. Sotto unʼaccentuata apofige, le basi
sono svasate in un ampio cavetto arrivando a un diametro di 1,29 mt. (il diametro allʼimoscapo
è di 0,626 mt.). Il capitello sulla colonna isolata e i due capitelli sui setti laterali a 45° sono tra i
primi del tipo corinzio, probabilmente derivati da esemplari votivi. Anche la trabeazione interna
è particolarmente innovativa con fregio e gocciolatoio superiore. I rilievi illustrano la Centauro- Kalathos con palmetta al centro, volute an-
machia e lʼAmazzonomachia. Le tegole, le guttae dei mutuli, i capitelli, la trabeazione interna e golari ed elici nei capitelli corinzi di Bassae.
parte dei soffitti erano in marmo. Rappresentazione schematica del capitello
Del primo tempio fu ripreso anche lʼadyton con accesso laterale da est, che anticipa lo svilup- corinzio tipico di periodo ellenistico.
po dello spazio interno dei successivi templi del Peloponneso. Nel soffitto di pronao e opisto- Ordine ionico e corinzio nel tempio di Bas-
domo le travi erano scavata a U per alleggerirne il peso. Le 12 metope interne, con figure di sae.
Apollo, erano in ma
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