La riscoperta degli architetti rivoluzionari
La riscoperta di questi architetti, in particolar modo di Ledoux, Boullee e Lequeu, si deve a uno storico dell'arte, Emil Kaufmann (1891-1953), viennese. Primi saggi già nel 1924. Nel 1934 pubblica “Von Ledoux bis Le Corbusier. Origine e sviluppo di un'architettura autonoma”. Nel 1952: “Tre architetti rivoluzionari. Boullee, Ledoux e Lequeu” - introduzione di Aldo Rossi. “L'architettura dell'Illuminismo” (postumo nel 1955). Esposizione a Parigi dedicata ai tre architetti.
L'architettura rivoluzionaria di Kaufmann
Kaufmann scopre un'epoca rivoluzionaria ricca di soluzioni innovatrici; l'architettura che abbandona il superfluo basandosi sulla vitalità della struttura. Volumi geometrici, spesso dotati di valore simbolico, sovrapponendoli e accostandoli contro l'armonica organizzazione barocca.
Etienne Louis Boullée
Etienne Louis Boullée (1728-1793) è stato prima pittore, poi allievo di J. F. Blondel. Pochi edifici realizzati, dal 1781 progetti non costruttivi. “Essai sur l'art” (1781-1793), che comincia con “Ed io anche son pittore”. I progetti non sono destinati alla realizzazione, ma a costruire un museo ideale di architetture.
Caratteristiche dell'architettura di Boullée
Architettura prodotta dall'effetto dei corpi per realizzare scene e immagini. Carattere poetico dell'architettura, soprattutto negli edifici pubblici: “Le immagini che offrono ai nostri sensi dovrebbero eccitare in noi sentimenti analoghi all'uso al quale questi edifici sono destinati!” La fase costruttiva diventa per Boullée un'arte secondaria. Principi dell'architettura: regolarità, simmetria, varietà. Corpo perfettissimo che li riassume tutti: sfera (completa simmetria e ampia varietà).
Progetti di Boullée
- Progetto per una cattedrale (celebrazione del Corpus Domini – circa a Maggio):
- Carattere di grandezza
- Sorgere di un nobile impianto
- Dominare la città
- Contesto importante (stagione estiva)
- La grandezza del tempio deve offrire l'immagine della grandezza del creato
- 1781, riprende la Chiesa di San Geneviève del 1756 (vedi immagini a confronto) – non plagio ma ripresa della validità del progetto per una semplificazione volumetrica
- Progetto per un teatro: monumento consacrato al piacere, il tempio del gusto, e tutti gli elementi devono denotare questo carattere
- Considerazioni ambientali:
- Scelta del lotto (ampio e poco costoso)
- Accesso da ogni lato
- Dispersione del rumore
- Pianta impostata su una rotonda circondata da 4 vestiboli. Elementi evidenziati dagli ordini e da elementi allegorici. Acustica garantita dalla forma sferica (in pianta e in alzato).
- Progetto per una biblioteca: “profondamente colpito dalla concezione sublime della Scuola