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ii) ∀α]⊆[α,β[: f''(x)=0

Dall'ipotesi capiamo che:

f strettamente crescente in ]α,β[

Dunque per il criterio di monotonia si ha:

i) f'(x) > 0 ∀x ∈ ]α,β[

Se:

∃ ∃α]⊆[α,β[: f''(x)=0

Allora, per la caratterizzazione delle funzioni costanti in un intervallo, si ha che f è costante nell'intervallo ]α,β[. Ciò va contro le ipotesi e dunque:

iii) ∄ ∃α]⊆[α,β[: f''(x)=0

1):

Ipotesi i) f'(x) > 0 ∀x ∈ ]a,b[

ii) ∃ c ∈ ]a, b[ : f'(x) = 0 ∀x ∈ ]a, b[

tes: f è strettamente crescente in ]a,b[

L'ipotesi i assicura che f è crescente

in ]a, b[ per il criterio di monotonia.

Quindi per la definizione di funzione

crescente si ha:

∀ x1, x2 ∈ ]a, b[ con x1 < x2 risulta che f(x1) ≤ f(x2)

Se f non fosse strettamente crescente

allora:

∃ x1, x2 ∈ E, a, b ∈ E con x1 ≤ x ≤ x2, tali che f(x1) = f(x2)

È facile capire che:

f(x1) ≤ f(x) ≤ f(x2)   ∀x ∈ [x1, x2]

Quindi f sarebbe costante nell'intervallo [x1, x2] e, per la caratterizzazione delle funzioni costanti in un intervallo, significa che:

f'(x) = 0   ∀x ∈ [x1, x2]

Questo va in contraddizione con l'ipotesi (ii). Pertanto f è strettamente cresc.

Corollario sugli estremi locali

Sia f: ]a, b[ → ℝ. Sia c ∈ ]a, b[.Supponiamo che f sia derivabile in ]a, b[ \ {c}ed f sia continua in c.

  1. Se ∃δ > 0:
    • f'(x) ≥ 0, c - δ < x < c (∀x ∈ ]a, b[)
    • f'(x) ≤ 0, c < x < c + δ (∀x ∈ ]a, b[)
    allora c è un punto di massimo relativo per f.
  2. Se ∃δ > 0:
    • f'(x) ≥ 0, c < x < c + δ (∀x ∈ ]a, b[)
    • f'(x) ≤ 0, c - δ < x < c (∀x ∈ ]a, b[)
    allora c è un punto di minimo relativo per f.

1° TEOREMA DI DE L'HOPITAL

Siano -∞ < a < b < +∞ e siano

  • f,g: (a, b) → ℝ due funzioni che soddisfano le seguenti condizioni:
  • f,g derivabili in (a,b) con g'(x) ≠ 0 ∀x ∈ (a, b)
  • limx→a+ f(x) = limx→a+ g(x) = 0
  • ∃ limx→a+ f'(x)/g'(x) = L con L ∈ ℝ

Allora:

  • ∃ limx→a+ f(x)/g(x) = L con L ∈ ℝ

(den)

Dimostrazione

Supponiamo che L ∈ ℝ (cioé L sia finito)

Poiché, per ipotesi, limx→a+ f1(x)g1(x) = L allora:

∀ε>0 ∴ δ(ε)>0 : a<x<a+δ : L-ε < f1(x)g1(x) < L+ε

∀x ∈ (a,b) con x≠a

che è la definizione di limite.

Poniamo a+δ=to. Dunque:

a<x<a+δ diventa a<x<to.

Siano a o y, t tali che: a<y<t<to.

Consideriamo le restrizioni delle due funzioni f e g nell'intervallo [y,t], ovvero f[y,t] ed g[y,t].

Poiché per ipotesi f e g sono derivabili in ]a,b[ allora f e g saranno anche derivabili in ]y,t[. Ovviamente la derivabilità implica la continuità e dunque possiamo anche dire che f e g sono continue in [y,t]. Inoltre, sempre per ipotesi, g'(x) ≠ 0 ∀ x ∈ (a,b).

e dunque è vero anche che g'(x) ≠ 0∀ x ε ]y, t[ L. Cioè sono soddisfatte tutte le ipotesidel teorema di Loval, e per tale teorema allora:

∃ ε ε ]y, t[ L: f'( ε )g'( ε ) = f'(t) - f'(y)g'(t) - g'(y)

Per ciò visto prima,L - ε < f'(x)g'(x) < L + ε   ∀ x ε (a,b)

Allora possiamo anche affermare che:L - ε < f'( ε )g'( ε ) < L + ε   ∀ ε ε ]a, t[

Per * otteniamo che:

L - ε < f(t) - f(y)g(t) - g(y) < L + ε   ∀y,t ∈]a,to[

Possiamo in quest'ultima espressione, al limite per y → xo. Nota che, per ipotesi:

limx → xo+ f(x) = limx → xo+ g(x) = 0

Allora è anche vero che:

limy → xo+ f(y) = limy → xo+ g(y) = 0

Dunque l’espressione si diventa:

L - ϵ < f(t)/g(t) < L + ϵ   ∀t∈]a,t0]

Ciòè:

lim t→a+ f(t)/g(t) ≡ L

OSSERVAZIONI

La stessa dimostrazione vale anche nel caso in cui consideriamo:

  • lim x→b- f(x) = lim x→b- g(x) = 0

Il teorema vale anche nei casi

L = ±∞

L = -∞

Q = -∞

f = ±∞

COROLLARIO 1O TEOREMA DI DE L'HOPITAL

Sia f: [a, b] → ℝ. Sia c ∈ ]a, b[. Supponiamo che f sia derivabile nell'intervallo ]a, b[ \ {c} e che f sia continua in c. Allora:

  1. Se ∃ limx → c+ f'(x) = L con L ∈ ℝ

si verifica che ∃ limx → c+ f(x) - f(c)x - c = L con L ∈ ℝ

  1. Se ∃ limx → c- f'(x) = L con L ∈ ℝ

si verifica che ∃ limx → c- f(x) - f(c)x - c = L con L ∈ ℝ

Dimostrazione 1):

Poniamo h: [e, b] → R con la legge:

h(x) = f(x) - f(e)

Poniamo g: [e, b] → R con la legge:

g(x) = x - e

Poiché, per ipotesi, f è derivabile nel

l'intervallo [a, b] è lecito e pos-

sibile affermare che le funzioni h e g

sono derivabili nell'intervallo [e, b]

con g(x) ≠ 0 ∀x ∈ ]e, b[

mostre:

limx→e+ h(x) = limx→e+ g(x) = 0

ciò è dovuto al fatto che:

limx→e+ R(x) = limx→e+ f(x) - f(a) = 0

limx→e+ g(x) = limx→e+ x - e = 0

applichiamo le derivate delle funzioni f e g:

R'(x) = f'(x)

g'(x) = 1

Dunque:

limx→e+ R'(x) / g'(x) = L con L ∈ ℝ

In particolare:

\(\lim_{{x \to e^+}} \frac{f'(x)}{g'(x)} = \lim_{{x \to e^+}} \frac{f'(x)}{1} = \lim_{{x \to e^+}} f'(x) = L \text{ con } L \in \mathbb{R}\)

per 2a ipotesi 1)

Le ipotesi.........sono quelle del 1e teorema di de l'Hôpital e dunque per tale teorema:

\(\exists \lim_{{x \to e^+}} \frac{f(x)}{g(x)} = L \text{ con } L \in \mathbb{R}\)

Per il e quest'ultima espressione diventa:

\(\exists \lim_{{x \to e^+}} \frac{f(x) - f(e)}{x - e} = L \text{ con } L \in \mathbb{R}\)

(tbc.)

2° TEOREMA DI DE L'HOPITAL

Siano -∞≤a<b≤+∞ e siano f,g:(a,b)→ℝ due funzioni che soddisfano le seguenti condizioni:

  • f,g derivabili in (a,b) con g'(x)≠0 ∀x∈(a,b)
  • limx→a+ f(x) = limx→a+ g(x) = ∞
  • ∃ limx→a+ f'(x)/g'(x) = L con L∈ℝ

allora

∃ limx→a+ f(x)/g(x) = L con L∈ℝ

i due risultati sono identici

Teorema sulla retta tangente

Sia A un intervallo di ℝSia f: A → ℝ una funzione continua nel punto e dove c ∈ A. InoltreP0 = (c, f(c)). Sono fatti equivalenti:

  1. ∃ f'(c)
  2. ∃ la retta tangente al grafico di f in P0In tal caso, la retta tangente ha equazione:y - f(c) = f'(c) (x - c)

Definizione: la retta di equazione x = c

si dice retta tangente verticale al grafico

di f in P0 se:

limx→x̅+ f(x) - f(x̅) /x - x̅ = ±∞

oppure se:

limx→x̅- f(x) - f(x̅) /x - x̅ = ±∞

DEFINIZIONE

Sia f:[a, b] → ℝ

Denotiamo con P(x,y) = f(x) - f(y)x - y

∀x,y ∈ [a,b] con x ≠ y, avremo che

P(x,y) = P(y,x). Dunque si può scrivere:

P(x,y) = P(y,x)= f(x) - f(b)x - y

In particolare tale valore P(x,y) corrisponda al coefficiente angolare o pendenza del

segmento congiungente i punti (x, f(x)) e (y, f(y))

Teorema delle tre pendenze

Sia f: ]a, b[ → ℝ

ϕ connessa in ]a, b[ ⇔ ∀x1, x2, x3 ∈ ]a, b[ con x1 < x2 < x3

si ha che:

P(x1, x2) ≤ P(x1, x3) ≤ P(x2, x3)

Corollario sulla monotonia del rapporto incrementale di una funzione continua

Sia f: ]a, b[ → |R continua.

f è non decrescente in ]a, b[ ⟺ ∀ c ∈ ]a, b[ la funzione P(x, c) = f(x)-f(c)/x-c definita in ]a, b[ \ {c}

è crescente in ]a, b[ \ {c}

Dimostrazione:

Supporre: f è non crescente in ]a, b[ ⟺ ∀ c ∈ ]a, b[ la funzione P(x, c) = f(x)-f(c)/x-c definita in ]a, b[ \ {c} è crescente in ]a, b[ \ {c}.

Diciamo c ∈ ]a, b[ e siano x ≠ y ∈ ]a, b[ \ {c}

con x < y abbiamo tre casi che dipende no dalla posizione del punto c.i) x < c < yPer il teorema delle tre pendenze si ha:P(x,y) ≤ P(x,c) ≤ P(y,c)ii) x < c < yPer il teorema delle tre pendenze si ha:P(x,c) ≤ P(x,y) ≤ P(c,y)

iii) e < x < y

Per il teorema delle tre pendenze si ha:

P(e, x) ≤ P(e, y) ≤ P(x, y)

P(x, e) ___ P(y, e)

Note: ∀e ∈ ]a, b[ la funzione P(x, e) = (f(x) - f(e))/(x-e) definito in ]a, b[ V'ed è crescente in ]a, b[ ∀e1 < e2

i.e.: Ḟ è convesso in ]a, b[

Fissiamo x1, x2, x3 l con x1 < x2 < x3

Per l'ipotes si ha che:

P(x1, x2) ≤ P(x1, x3) ≤ P(x2, x3) (tex)

applico l'ipotes

con x = x1 applico l'ipotesi con x = x3

quest'ultimo espressione equivale alla crescenza di f per il teorema delle tre pendenze

Teorema

Sia f: ]a,b[→ℝ una funzione convexa.

a in ]a,b[. Allora si ha che:

  1. ∀ε∈]a,b[ ∃f'+(ε) ed f'-(ε)
  2. ∀ε∈]a,b[ f è continuo in ε

Dimostrazione 1)

Fissiamo x ∈ ]a, b[⊆ I. Per il corollario sulla monotonia del rapporto incrementale di una funzione convesso si ha:

P(x, x̄) = f(x)-f(x̄) / x-x̄ è crescente in I

f ∈ C[.]

Per il teorema di esistenza del limite per le funzioni monotone si ha:

limx→x̄+ P(x, x̄) = inf P(x, x̄) a, b

Poiché P(x, x̄) = f(x)-f(x̄) / x-x̄

limx->e+

f(x)-f(e) = infIe, [e]

x-e

Proviamo ora che infIe, [ e ]

f(x)-f(e) ∈ R

x-e

Fissiamo z ∈ Ia, e ℓ. Da il corollario

sulle monotonia del rapporto incrementale ad una funzione comessa si ha:

  1. z < e < x

∀x ∈ [e, ℓ]

P(z, e) ≤ P(z, x) ≤ P(e, x)

[P(x, e)

Detto che P(x,e) è una funzione limitata in

periodicamente in [e,b] e dunque:

inf Ie,b P(x) - P(e)/x-e ∈ ℝ

per cui diventa:

lim P(x) - P(e)/x→e+ x-e = L con L ∈ ℝ

che è la definizione di derivata prima

destra di una funzione, perciò ∃P'

analogo procedimento per dimostrare che

Dimostrazione 2)

Fissiamo e ∈ I, a ∈ A. Scriviamo l'equazione della retta tangente al grafico di f nel punto e:

f(x) = f(e) + (f(x) - f(e))/(x - e) (x - e)     ∀ x ≠ e

Passando al limite per x → e- e per x → e+ otteniamo che:

lim x→e- f(x) = lim x→e- f(e) + f(x) - f(e)/x - e (x - e) = f(e)

lim x→e+ f(x) = lim x→e+ f(e) + f(x) - f(e)/x - e (x - e) = f(e)

Dunque

limx -> e f(x) = f(e)

limx -> e f(x) = f(e)

limx -> e f(x) = f(e)

che è la definizione di funzione continua in un punto. Per cui f è continua in e

Definizione

Sia f : [a, b] → ℝ. Sia c ∈ ]a, b[. Supponiamo che 3 e la retta tangente al grafico di f in (c, f(c)).

Il punto c si dice punto di flesso per il grafico di f se:

∃δ>0 :

  • f è convessa (concava) in ]c - δ, c[
  • f è concava (convessa) in ]c, c + δ[

x → xc x

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Scienze matematiche e informatiche MAT/05 Analisi matematica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Luca_HD di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi matematica 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Faraci Francesca.
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