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ECONOMIA E

GESTIONE DELLE A cura di Manduano

Vito

IMPRESE

Relazione dell’Insegnamento in Economia e Gestione delle Imprese corso

di Laurea L-18, percorso: Amministrazione delle Imprese/Management

1 Sommario

L’impresa Strutture E Teorie Sul Fenomeno Aziendale .............................................................................. 3

Teorie Dell’Impresa : Macro-considerazioni ............................................................................................ 3

dell’Impresa inserita nel Contesto di Mercato

Strategia e Responsabilità Sociali ed Ambientali ....... 4

Coscienza Aziendale : Teorie dell’impresa Interne Esterne .................................................................... 5

L’Ambiente Come Contesto Competitivo e Relazionale dell’impresa .................................................... 7

Teoria Degli Stakeholder E Dinamica Degli Stessi Nel Contesto Interno Ed Esterno .............................. 8

Classificazione in Base alla Combinazione dei Criteri di Rilevanza ....................................................... 9

Stakeholder Engagement .......................................................................................................................... 10

Matrice della Rilevanza ............................................................................................................................ 10

Il Vantaggio Competitivo Come Ottenerlo Conservarlo ........................................................................... 11

Le Relazioni in un’ottica di Accrescimento delle Risorse Immateriali Interne ................................... 12

Ruolo e Significato della Corporate Governance ....................................................................................... 13

Rischi della Discrezionalità Manageriale ................................................................................................ 14

Gli strumenti interni della corporate governance .................................................................................. 14

La Gestione Strategica dei Processi di Sviluppo dell’Impresa .............................................................. 15

Differenza tra gestione operativa e strategica ......................................................................................... 16

Ambiti di Sviluppo nella Gestione Strategica ......................................................................................... 16

Aspetti Delle Relazioni Aziendali ............................................................................................................. 17

n

Matrice Boston Consulting Group ...................................................................................................... 17

Opzioni di Sviluppo dell’Impresa ................................................................................................................ 18

Tipi di Internazionalizzazione .................................................................................................................. 19

Focalizzazione sul Core Business ............................................................................................................. 20

Gestione Operativa : La Gestione delle Operations ................................................................................... 21

Sistemi operativi di Produzione (Parametri Logici) ............................................................................... 21

Sistemi Produttivi ...................................................................................................................................... 22

Disposizione degli Impianti e LAYOUT .................................................................................................. 22

La Logistica .................................................................................................................................................... 23

Approvvigionamenti ...................................................................................................................................... 23

Gestione Commerciale .................................................................................................................................. 24

Sviluppo della Gestione Commerciale ..................................................................................................... 24

Dell’impresa In Riferimento Al Mercato

Atteggiamenti ....................................................................... 25

Orientamenti dell’Impresa ....................................................................................................................... 25

Attività principali ...................................................................................................................................... 25

Gestione Finanziaria ..................................................................................................................................... 26

Definizione di Fabbisogno finanziario ..................................................................................................... 26

Tipologia di Fabbisogno dell’Impresa ..................................................................................................... 26

Valutazione del Fabbisogno Finanziario ................................................................................................. 26

2 Concetto di Liquidità e Solvibilità ........................................................................................................... 26

Crescita Dimensionale dell’Impresa: Fabbisogno finanziario .............................................................. 26

3 L’impresa Strutture E Teorie Sul Fenomeno Aziendale

Formalmente l’impresa l’imprenditore

nasce come un complesso organizzativo mediante cui un soggetto, può

gestire più fattori produttivi mediante competenze e capacità, creando valore, che andrà condiviso e ripartito

tra i soggetti interessati, e relazioni con l’ambiente in cui è inserita.

Da tale definizione cogliamo che l’impresa si fonda sulla capacità dell’Imprenditore (Entrepneurship) e su

soggetti interni ed esterni che detengono e apportano valore al complesso organizzato (Stakeholder).

è altresì l’ambiente, ossia il micro e macro contesto dove l’impresa svolge

Si coglie inoltre, che il punto focale

la sua attività produttiva. L’ambiente è mutevole così come il contesto sociale con cui essa si interfaccia.

Teorie Dell’Impresa : Macro-considerazioni

Le teorie servono a fornire diversi spunti di riflessioni, o se vogliamo chiavi di lettura di un contesto fin troppo

vasto ed eterogeneo. Da cui la necessità di discernere tra diversi aspetti, tra cui quelli Interni ed esterni e

soprattutto evoluzionistici.

Difatti tra le prime teorie a figurare nel panorama Imprenditoriale è la Teorie Neoclassica, la quale apporta

alcuni elementi che saranno ripresi in seguito da altre teorie più avanzate ed evolute. I suoi capisaldi si basano,

sull’idea di un nell’assolutezza,

Mercato perfettamente efficiente negli scambi e nelle informazioni, nonché

e unicità del soggetto decisore, nonché nella massimizzazione del profitto come vision e mission aziendale.

Punti saldi e ben radicati che si riveleranno poco attinenti al contesto eterogeneo e in evoluzione di cui sopra.

Al di là di ciò, si rammentano successive visioni incentrate sulla Creazione e Distribuzione del Valore creato

dall’impresa, dove in effetti l’obiettivo è raggiungere il profitto, come sinonimo di benessere fisiologico

dell’impresa, ma anche di creare network e relazioni attorno a questo. Di qui la situazione diviene ben più

infatti due teorie l’una lo specchio dell’altra :

complessa, trovando l’impresa incentra i suoi sforzi creare relazioni

Teoria degli Stakeholder : dove in effetti stabili e durature e

dove tali soggetti, portatori e detentori di un certo interesse qualificato, e rilevante per l’impresa secondo la

vengono così classificati e resi partecipi della vita d’impresa, con

triade di Potere, Legittimità e Urgenza,

l’attenzione che questi debbano beneficiare di una remunerazione certa, prioritaria e determinata.

azionisti i quali parte dell’impresa, sulla base dell’assetto interno e

Teoria degli Shareholders ossia degli

proprietario, sono gli ultimi soggetti ad essere remunerati, ossia vengono ripagati in via residuale, eventuale e

postergata. Detto ciò, né si può evincere come i primi (Stakeholders), siano stati di già remunerati.

Pensandoci però, dove risiede la ricchezza di taluni soggetti ? Essenzialmente questa si concentra nelle

e reddituali di un’Impresa, ossia nel

aspettative future Capitale Economico, ovvero in quel capitale che

valuta l’impresa per la sua capacità di saper intraprendere scelte future e redditizie e di saper far fronte

all’indebitamento in funzione di nuovi investimenti. Si potrebbe dire che una visione in tal senso inserisca

l’Impresa in ambito di valutazione di mercato, dove occorre, però, distinguere quest’ultima dalla prima. Difatti

questa è meramente assoggettata alla voluttà di eventi esogeni, mentre il capitale economico è una valutazione

certa dei rendimenti attualizzati e del valore del debito.

lo si ha per l’accrescimento del valore del capitale economico ossia, si rende partecipi

Il ricorso al mercato

attraverso un comportamento virtuoso, i competitors dei propri successi aziendali, permettendo a nuovi

Stakeholders di interessarsi ai nostri frutti. Ciò permette di creare aspettative più elevate in futuro accrescendo

una possibile quota di tale capitale appartenente agli azionisti, i quali difficilmente la cederanno per un prezzo

minore.

Infine, si accenna alla struttura del Capitale storico di impresa ossia del Capitale Netto, il quale rappresenta

il frutto delle performance aggregate nel tempo, ma anche dei conferimenti degli utili da destinare e delle

riserve dell’impresa.

4 Strategia e Responsabilità Sociali ed Ambientali dell’Impresa inserita nel Contesto di Mercato

è essenziale per un’impresa di successo.

La strategia Difatti significa creazione di alternative vincenti. Di base

per procedere a ciò è necessario comprendere quali siano le leve, ovvero gli elementi essenziali su cui puntare

per creare una strategia che supporti o origini il Vantaggio Competitivo.

Ora, potrebbe essere balzato dal nulla il VC, ma essenzialmente stiamo parlando di valore che l’impresa riesce

a creare e supportare nel tempo, ottenendo performance migliori rispetto i competitors nel settore. A ciò si

devono orientare le scelte Strategiche improntate proprio alla realizzazione di ciò e quelle Operative che

invece supportano quelle strategiche in modo pratico.

In tutto questo si seguono diverse Visioni una per Funzioni, atta a ripartire il lavoro e i compiti e una per

“la

Processi che aggrega le varie funzioni e le adegua al raggiungimento di un fine ultimo : creazione di Valore

Economico”.

L’impresa moderna si inserisce in un contesto Iper-Competitivo e sensibile al cambiamento , soprattutto per

la volubilità dei consumatori, il che ci riporta ad un ambiente Globalizzato, dunque caratterizzato da un libero

mercato di libero scambio che comunica all’infuori delle barriere nazionali. Va inoltre aggiunta la sempreverde

e attualissima Tematica Ambientale.

Responsabilità dell’Impresa,

Da ciò scaturisce una certa in riguardo alle scelte prese dalla stessa, che

ricordiamo sono frutto dell’incertezza e delle competenze del singolo (H. Simon, Teoria della Razionalità

Limitata. ). La responsabilità e le scelte possono riassumersi in una sintetica ma non esaustiva Value Matrix

di cui si annoverano le principali caratteristiche. dove l’impresa soddisfa un esigenza altrui,

Si parta col definire che vi sono due teorie : una Pessimistica

socialmente rilevante, ma che la limita ulteriormente oltre i minimi livelli imposti dalla legge, divenendo meno

competitiva poiché le altre imprese perseguono una strategia difensiva; ed una Ottimistica, la quale prevede

che l’impresa operando in modo da soddisfare esigenze sociali accresce il proprio valore in termini di fiducia

e reputazione.

Da qui la distinzione tra Frontiera Sociale e Fondamenti Sociali, dove nella prima troviamo le scelte in

normativi, ma dettate dall’esigenza di fare impresa e di scegliere

condizioni di non esistenza di vincoli

autonomamente, in favore o meno di tematiche interne (Scelte Strategiche) o esterne (Scelte altruistiche),

nella seconda troviamo vincoli formali dettati dall’Osservanza Obbligatoria, ossia norme e leggi. E

dall’Osservanza Volontaria ovvero di tutto ciò che seppur non strettamente vincolante mina la reputazione

dell’impresa, che vincolano l’impresa (Responsabilità

se non soddisfatto. Dunque, si parla di istanze sociali

Sociale).

5 Coscienza Aziendale : Teorie dell’impresa Interne Esterne

L’importanza delle teorie e dello studio delle stesse ci aiuta a meglio comprendere il contesto in cui un’impresa

si inserisce e ci permette di saperne leggere le diverse sfumature. Da taluna asserzione si parta col distinguere

diverse teorie che spazieranno dalla interne a quelle esterne fornendo una visione di insieme.

Confini dell’impresa,

Le teorie interne si interrogano sui sulla sua capacità di sapersi differenziare e

sull’esistenza della Stessa nel contesto socioeconomico. Come accennato nel Paragrafo 1, la principale teoria

da cui ne derivarono le altre è stata quella Neoclassica a cui si rimanda lettura per i suoi tratti distintivi. Nel

fervore degli anni ’50 si sviluppano teorie complesse che, però meglio si adattano ai contesti in evoluzione da

della cultura evoluzionistica dell’Impresa :

qui nascono 3 Teorie o Pilastri

Il mercato non è perfettamente efficiente in termini di scambio e di informazioni in esso reperibili, a ciò si

aggiunge il sempre più crescente opportunismo delle varie imprese nel perseguire obiettivi interni. Ciò lascia

intendere la presenza di Asimmetrie Informative nel mercato, le quali creano incertezza nei soggetti decisori

(H. Simon, Razionalità Limitata) e per sopperire a ciò si ricorre in strenua misura a ricerche di mercato che

(Coase). Costi che propriamente si riferiscono all’uso

impegnano denaro e tempo ossia i Costi di Transazione

del mercato come strumento di scambio, inoltre vi si aggiunge la necessità di Contrattualizzare e gerarchizzare

i Rapporti, cosicché da evitare opportunismi derivanti dallo sfruttamento di asimmetrie informative. Inoltre,

i Costi di transazione rispecchiano i limiti di un’impresa poiché ci permettono di capire quanto è possibile

realizzare con gli asset a nostra disposizione e quanto/quando è necessario rivolgersi al mercato (c.d. Make or

Buy) (v. Teoria dei Costi di Transazione, Williamson)

A taluna definizione vi si aggiunge un’altra più tendente all’accezione neoclassica, poiché vede

l’imprenditore come Decisore dell’impresa mediante l’Enterprenurial Judgement, dove Knight evidenzia

come non esista mercato che riesca a creare condizioni Pareto efficienti tali da soddisfare lo scambio di risorse

imprenditoriali e dello stock di conoscenze e competenze. Da ciò nasce l’esigenza di creare l’impresa, ossia di

creare un contratto che aggreghi molteplici soggetti al medesimo obiettivo e che dia all’Imprenditore modo di

incanalare le proprie capacità e Idea Imprenditoriale (cui si noti va a coesistere con il rischio), che fanno si

che questa si differenzi dalle altre.

In ultimo si noti che dal ’50, vi fu maggiore tendenza delle imprese a frazionare la propria proprietà e a divenire

l’assetto proprietario. Da qui l’esigenza e la nascita di

Imprese fortemente eterogene, per quanto concerne inseriti nell’ambito

figure professionali quali i Manager che divennero ben presto Soggetti Economici

evidenziare due criticità, la prima inerente all’incapacità della proprietà di

aziendale (v. Berle, Means). Ciò fa maggioranza, ciò dipende dall’inesperienza e dalla “pigrizia” dei

saper prendere decisioni univoche o di

proprietari i quali posseggono frazioni infinitesime del capitale sociale. La seconda inerente ai manager i quali

possono opportunisticamente, approfittarsi di asimmetrie informative e giovarsi di vantaggi distanti

dall’obiettivo della proprietà e dal Neoclassico Massimizzare il Profitto (v. Teoria Principal/Agent, Meckling,

Jensen).

La risonanza delle precedenti evoluzioni Teoretiche, portarono ad una nuova visione e suddivisione

originando:

Teorie Comportamentiste dove viene evidenziato il comportamento del soggetto decisore riguardo la sua

impossibilità di ottenere informazioni perfette e della sua Razionalità Limitata, ossia non disponendo di

perfetta informazione le scelte intraprese sono soggettive ed incerte (H. Simon ), inoltre data la sua incertezza

sull’incidere sull’andamento futuro dell’impresa, stabilisce delle procedure formali e informali (contrattuali,

incentivi, leadership sistema direzionale) che sommati a capacità di apprendimento formano il comportamento

dell’impresa. Tutto ciò porta a dire che i soggetti tendono alla massimizzazione del profitto come obiettivo

cardine della loro attività, ma si accontentano di performance sufficienti o ottimali data la presenza di

incertezza e soggettività nelle scelte.

Teorie Manageriali Il manager perseguire gli obiettivi della proprietà proponendo soluzioni decisive

sulla crescita dimensionale dell’impresa

improntate

6 L’esistenza dell’impresa può, altresì giustificarsi in relazione ad alcune problematiche che la riguardano da

vicino, e che si possono osservare approntando una visione interna della stessa. Tra queste troviamo una

Problematica Informativa ed una Cognitiva, ossia orientata alla conservazione di risorse critiche e chiave

relative alla conoscenza (stock di conoscenze e competenze), l

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vitomanduano51 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Iannuzzi Enrica.
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