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Economia e gestione delle imprese Appunti scolastici Premium

Gli appunti analizzano i seguenti argomenti: Analisi finanziaria, CCN, Rendiconto finanziario, Costo del capitale, Struttura finanziaria, Valutazione investimenti, Finanza straordinaria, Metodologie di valutazione, Finanziamento d'impresa. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia e gestione delle imprese docente Prof. A. Gervasoni

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Teoria di Markowitz

Combinando opportunatamente due o piu’ investimenti, e’ possibile ottenere un risultato totale di uguale

valore medio, ma caratterizzato da un grado di rischio inferiore. Il rendimento delle singole attivita’

finanziarie ha una variabilita’ superiore a quello del portafoglio di mercato.

Da tale teoria si ricava:

 Rischio specifico

Legato ad una singola attivita’ finanziaria, puo’ essere eliminato con la diversificazione

 Rischio generale

Non e’ legato ad una singola attivita’ finanziaria e, quindi, non puo’ essere eliminato con la

diversificazione

 Rischio sistematico

Variazione dei rendimenti di un titolo rapportata alla variazione del rendimento di un portafoglio

diversificato, fornisce una buona indicazione circa la sensibilita’ di un titolo alle variazioni del

contesto economico.

Se il rischio sistematico assume un valore elevato, il titolo e’ molto sensibile all’andamento di mercato. In

generale se esso assume un valore inferiore ad 1 il titolo e’ scarsamente sensibile, se invece assume un valore

superiore ad 1 il titolo e’ sensibile all’andamento del mercato.

Teoria del capital asset pricing model (CAPM)

IL premio atteso per un investimento, vale a dire il surplus di rendimento richiesto dall’investitore avverso al

rischio per acquistare un titolo, e’ proporzionale al rischio sistematico.

Rischio sistematico = Beta (Rm – Rf)

Rm = rischio di mercato

Rf = rischio associato ai titoli free risk

Tale modello presenta pero’ dei limiti:

1. Ipotesi di mercato perfetto

2. Rendimento atteso

Nella realta’ e’ possibile analizzare solo i rendimenti correnti o storici

3. Inadeguatezza del portafoglio di mercato

Struttura finanziaria d’impresa

Con struttura finanziaria d’impresa si fa riferimento all’insieme di diversi titoli emessi dall’impresa stessa,

ovvero all’insieme delle fonti di finanziamento, facendo riferimento al rapporto tra debiti e mezzi propri.

Quali sono le fonti di finanziamento?

Capitale proprio Capitale sociale, riserve, utile d’azienda non distribuito

Capitale di debito Sommatoria dei debiti di natura finanziaria di tipo oneroso, non correlati quindi

alla gestione corrente. Si fa riferimento a debito obbligazionario e bancario.

Quasi equity Strumenti ibridi non classificabili nella categoria equity, quindi obbligazioni

convertibili e titoli di debito subordinato, o mezzanine financing

E’ chiaro quindi che l’impresa può rifarsi ad una serie di strumenti che vanno al di là della contrattualistica

standard. Ai fini dell’analisi della struttura finanziaria si fa riferimento esclusivamente al rapporto tra le

componenti finanziarie nette dell’azienda ed il capitale proprio, prescindendo quindi dalle passività, sia a

breve termine che a medio termine, legate direttamente all’attività caratteristica dell’azienda.

La posizione finanziaria netta è il primo indicatore di sintesi della struttura finanziaria ed è dato da:

PFN = Tot debiti a bt e mlt – Liquidità immediate

Teoricamente l’equazione andrebbe scritta al contrario (Liquidità immediate – Tot debiti a bt e mlt), tuttavia

nella prassi essa viene utilizzate in questa forma così da non dover cambiare il segno ad ogni sua applicazione.

Essa confronta i debiti con le liquidità, il risultate è quindi il complesso dei debiti che un’impresa possiede nei

confronti del sistema.

La riclassificazione dello SP in chiave finanziaria è: CCN operativo PFN

Attivo fisso AFN PN

netto

Il grado di leva finanziario è dato dal rapporto tra PFN e PN.

Al fine di valorizzare la propria impresa è necessario osservarla nella sua totalità, è possibile che in un

determinato istante l’azienda presenti un basso grado di redditività, ma ciò potrebbe essere dovuto a grandi

investimenti. Quindi, nella realtà, alla ricerca di una struttura finanziaria ottimale è consigliabile una buona

struttura equilibrata. Si può dire che in ogni istante vi sia una struttura finanziaria che può tendenzialmente

considerata ottimale, deve presentare equilibrio tra diversi punti di vista: rendimento per gli azionisti (leva

finanziaria), massimizzazione del valore del capitale economico, altri fattori come equilibrio, flessibilità

finanziaria, risposta pronta a nuove opportunità di mercato.


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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silviacazzaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Cattaneo - Liuc o del prof Gervasoni Anna.

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