Estratto del documento
26/11/2025
IAS 36
Lo IAS 36 disciplina la riduzione di valore delle attività, prevedendo che un’attività
debba essere svalutata qualora il suo valore contabile risulti superiore al valore
recuperabile.
Tuttavia, lo standard non si applica a determinate categorie di attività, tra cui:
rimanenze di magazzino, commesse pluriennali, attività fiscali differite, benefici
per i dipendenti, attività finanziarie, investimenti immobiliari e attività biologiche
valutati al fair value, attività derivanti da contratti assicurativi e immobilizzazioni
destinate alla cessione.
Il concetto fondamentale è quello di valore recuperabile, definito come il
maggiore tra il valore d’uso e il fair value al netto dei costi di vendita,
comprendenti spese legali, imposte o altre spese direttamente attribuibili alla
transazione.
Il valore recuperabile può essere determinato per una singola attività oppure per
un gruppo di attività che generano flussi di cassa autonomi, denominato Unità
Generatrice di Flussi di Cassa (Cash Generating Unit – CGU).
Ad esempio, una CGU può corrispondere a un singolo punto vendita di una catena
distributiva.
In questo contesto, il valore d’uso rappresenta il valore attuale dei flussi di cassa
futuri derivanti dall’utilizzo di un’attività o di una CGU, mentre il fair value
corrisponde al prezzo che si otterrebbe dalla vendita dell’attività o dal
trasferimento di una passività in una transazione ordinaria tra operatori di
mercato alla data di valutazione.
Principio della recuperabilità e applicazione generale
Un principio di base comune a tutti i sistemi contabili, inclusi i principi nazionali,
internazionali (IFRS) e statunitensi (US GAAP), stabilisce che non è possibile
iscrivere in bilancio valori che non siano recuperabili.
Ciò implica che tutte le poste dello stato patrimoniale devono rappresentare valori
concretamente realizzabili.
Ad esempio:
• Se un credito ha un valore nominale di 1.000, ma si stima di poter incassare
solo 900, in bilancio il credito deve essere riportato a 900.
• Se merci acquistate per 1.000 possono essere realizzate solo a 900 in base
all’andamento del mercato, il loro valore in bilancio sarà 900.
Questo principio si applica anche alle immobilizzazioni materiali e immateriali, il
cui realizzo avviene prevalentemente attraverso l’utilizzo nell’attività produttiva.
I cespiti generano flussi di cassa futuri in combinazione con altri fattori produttivi,
necessari per ottenere ricavi.
Per essere considerati recuperabili, i flussi in entrata devono coprire tutti i flussi in
uscita, inclusi i costi di impianti, macchinari, fabbricati e altri oneri connessi alla
produzione e vendita.
Determinazione del fair value e del valore d’uso
Il fair value si determina innanzitutto sulla base del prezzo stabilito in un accordo
vincolante di vendita; in assenza di accordi vincolanti, si utilizzano quotazioni di
mercato o tecniche valutative conformi allo IFRS 13.
Dal fair value vanno dedot
Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche
SECS-P/07 Economia aziendale
I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del
Publisher Mario_Vargiu di informazioni
apprese con la frequenza delle lezioni
di Contabilità e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione
dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale
dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Gianluigi Roberto.