Estratto del documento
25/11/2025
IFRS 16
Un leasing è un contratto, o parte di un contratto, mediante il quale una delle
parti concede all’altra il diritto di utilizzare un’attività, definita attività sottostante,
in cambio di un corrispettivo concordato.
Questo diritto di utilizzo, noto come diritto d’uso, costituisce l’elemento centrale
del rapporto contrattuale e si riferisce alla facoltà di impiegare l’attività sottostante
per un periodo di tempo prestabilito.
Il diritto d’uso si concretizza quando il locatario, ossia l’utilizzatore del bene,
acquisisce l’effettiva capacità di gestirlo secondo i programmi aziendali, ottenendo
tutti i benefici economici derivanti dal suo impiego.
Tali benefici possono comprendere, ad esempio, la produzione di beni o servizi, la
generazione di flussi di cassa o altri vantaggi economici indiretti.
In questo senso, il leasing non rappresenta semplicemente un diritto formale di
utilizzo, ma implica un reale trasferimento della capacità di sfruttare l’attività in
modo funzionale ed economicamente vantaggioso.
Il contratto di leasing coinvolge due soggetti principali: il locatore, che concede il
diritto d’uso sul bene, e il locatario, che ne acquisisce l’utilizzo e i benefici
associati.
La modalità di rilevazione contabile del leasing differisce per le due parti,
riflettendo le rispettive posizioni nel contratto e la natura dei diritti e degli obblighi
derivanti dall’accordo.
La rilevazione del locatario
La rilevazione contabile del locatario secondo l’IFRS 16 adotta un approccio
uniforme che non distingue più tra leasing operativo e leasing finanziario.
In altre parole, qualsiasi contratto di locazione deve essere contabilizzato allo
stesso modo dal locatario, indipendentemente dalla tipologia di leasing,
superando la logica precedente che separava le due categorie.
Ciò significa che il locatario iscrive nello Stato Patrimoniale sia un’attività,
rappresentata dal diritto d’uso relativo al bene oggetto del contratto, sia una
passività corrispondente all’obbligazione verso il locatore.
Il diritto d’uso rappresenta la facoltà effettiva di gestire e utilizzare il bene,
ottenendo tutti i benefici economici derivanti dal suo impiego.
Il suo valore è determinato come il valore attuale dei pagamenti contrattuali
previsti lungo la durata del contratto, inclusi eventuali canoni iniziali, canoni
periodici, prezzo di riscatto e costi diretti imputabili al locatario.
Per il calcolo del valore attuale si utilizza il tasso di interesse implicito nel
contratto; se questo non è determinabile, si ricorre al tasso di finanziamento
marginale del locatario, cioè il tasso che il locatario dovrebbe sostenere per
ottenere un finanziamento alle stesse condizioni di acquisto del bene.
I pagamenti dei canoni vengono suddivisi in una quota capitale, che riduce
progressivamente la passività verso il locatore, e una quota interessi, rilevata a
Conto Economico come componente finanziaria.
L’ammortamento del di
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SSD
Scienze economiche e statistiche
SECS-P/07 Economia aziendale
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