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19/11/2025 IAS 38 L’IAS 38 si occupa della disciplina delle attività immateriali, un ambito che, pur presentando vari punti di contatto con lo IAS 16, richiede un’attenzione specifica per le peculiarità delle risorse non materiali. Molti dei concetti già affrontati per le immobilizzazioni materiali vengono ripresi e adattati, consentendo un’analisi più rapida, ma non per questo meno rigorosa. Secondo lo IAS 38, le attività immateriali sono risorse non monetarie, identificabili e prive di consistenza fisica, distinte sia dai beni materiali sia dalle attività finanziarie, le quali, pur essendo anch’esse incorporee, rispondono a logiche completamente differenti. Le attività immateriali comprendono elementi come brevetti, marchi, licenze, software e altri diritti giuridicamente tutelati che contribuiscono ai risultati economici dell’impresa. Tre sono i requisiti fondamentali che un elemento deve possedere per poter essere iscritto come attività immateriale: 1. Identificabilità: una risorsa immateriale deve poter essere separata o scorporata dal complesso aziendale, potendo eventualmente essere ceduta, concessa in licenza o trasferita autonomamente rispetto alle altre attività. L’identificabilità può derivare anche dall’esistenza di diritti contrattuali o legali che conferiscono un’autonoma utilità economica. Questo principio riveste un ruolo centrale, poiché permette di distinguere le vere attività immateriali da elementi privi di autonomia economica. In questo contesto, assume particolare rilevanza il rapporto tra attività immateriali e avviamento. Quest’ultimo si manifesta esclusivamente nelle operazioni di acquisizione di aziende o complessi aziendali, come differenza tra il prezzo pagato e il valore corrente delle attività e passività acquisite, e non può essere rilevato nel bilancio di un’impresa che lo abbia generato internamente. La ragione risiede nella sua mancanza di identificabilità: a differenza delle attività immateriali, l’avviamento non può essere separato o scorporato dal complesso aziendale, né ceduto o trasferito autonomamente rispetto alle altre componenti dell’impresa. Contestualmente, l’importanza dell’identificabilità emerge chiaramente se confrontiamo gli standard internazionali con la normativa civilistica italiana. Nel Codice civile, ad esempio, rientrano tra le immobilizzazioni immateriali anche i cosiddetti oneri pluriennali, come i costi di impianto e di ampliamento. Tuttavia, secondo gli IAS questi non possono essere capitalizzati, in quanto non sono separabili dal contesto in cui sono sostenuti, né alienabili o trasferibili a terzi. Essi esistono solo in relazione a specifiche operazioni societarie — la costituzione o l’aumento di capitale — e non possiedono autonomia economica né alcuna forma di controllabilità o trasferibilità. Di conseguenza, non soddisfano i requisiti previsti dai principi internazionali per essere considerati attività immateriali; 2.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mario_Vargiu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Gianluigi Roberto.
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