Estratto del documento
30/09/2025
L’evoluzione storica della normativa sul bilancio
La nascita della contabilità è un tema che si colloca in un arco temporale molto
ampio.
Se nel Medioevo si può parlare dell’avvio della contabilità in senso “moderno”, le
sue origini sono in realtà molto più antiche.
Alcuni studiosi sostengono che già l’uomo primitivo sviluppò forme rudimentali di
contabilità: i graffiti ritrovati nelle caverne, raffiguranti animali stilizzati, sarebbero
serviti come strumenti di memoria per registrare le provviste accumulate o le
prede cacciate.
Possiamo quindi affermare che i sistemi contabili elementari risalgono alla notte
dei tempi.
Nel Medioevo, però, si assiste a una svolta significativa: iniziano a comparire i
primi trattati dedicati alla contabilità.
Questo fenomeno è strettamente legato alla crescita del commercio e alla
centralità della figura del mercante, che necessitava di strumenti adeguati per
gestire e documentare le proprie attività economiche.
La pietra miliare in questo processo è rappresentata dall’opera pubblicata nel
1494 dal frate francescano Luca Pacioli: la Summa de arithmetica, geometria,
proportioni et proportionalità.
Pur essendo principalmente un trattato di matematica, essa contiene un’intera
sezione dedicata alla contabilità.
All’interno di tale sezione sono già presenti i principi fondamentali della partita
doppia, che, pur non ancora articolata nella forma sistematica attuale, costituiva
la base del metodo contabile moderno.
Non erano ancora sviluppate, invece, le operazioni di assestamento e altre
logiche evolutive che si sarebbero affermate in seguito.
Accanto all’opera di Pacioli, esistono altri trattati precedenti, anche se non sempre
è possibile stabilirne con certezza la datazione, data la complessità e i limiti della
diffusione delle pubblicazioni in quell’epoca.
Ciò che emerge chiaramente, tuttavia, è che la contabilità medievale ruota attorno
alla figura del mercante, poiché destinatario delle regole e delle pratiche contabili
necessarie per condurre in maniera ordinata e trasparente la propria attività
commerciale.
Il codice di commercio (1882)
Per quanto riguarda gli aspetti normativi, ossia le fonti legislative che disciplinano
la contabilità, il primo riferimento rilevante per l’Italia risale al 1882, anno in cui
venne promulgato il Codice di Commercio.
Tale codice rappresenta la prima normativa organica che si occupa in modo diretto
di contabilità, ispirandosi in larga parte al Code de Commerce francese del 1673,
emanato dal ministro Colbert.
L’elemento centrale della disciplina era l’obbligo, per il commerciante, di redigere
ogni anno un inventario.
Infatti, in questo periodo la figura di riferimento non era ancora l’“imprenditore”,
ma il “commerciante”, erede diretto del “mercante” medievale, poiché l’attività
economica prevalente era appunto di tipo commerciale, mentre l’industria era
ancora in una fase iniziale.
L’INVENTARIO
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Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche
SECS-P/07 Economia aziendale
I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del
Publisher Mario_Vargiu di informazioni
apprese con la frequenza delle lezioni
di Contabilità e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione
dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale
dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Gianluigi Roberto.