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COMUNICAZIONE DEL CIBO

09/03/22

LINGUAGGIO E CIBO

“Mangiamo segni a sazietà, finanche all’indigestione” - Gianfranco Marrone

(Semiotica del gusto).

* Il cibo: struttura formale; esso è un linguaggio che viene utilizzato per comunicare diverse cose.

È collegato con il genere umano.

* Lévi Strauss (antropologo), afferma che il cibo è cultura e soddisfa i bisogni primari dell’uomo.

Contesto sociale

Contesto culturale

Individuo CIBO Gusto

Distinzione di genere

* Bordieu spiega che il gusto è una strategia per la costruzione di un’identità sociale.

Lifestyle: - produce differenza di ceto sociale (es. “Cortesie per gli ospiti” = ceto alto borghese;

“Vite al limite” = classe disagiata),

- produce convinzioni sociali che enfatizzano gli stereotipi maschili o femminili

(anche nel passato era cosi).

*Gastronomia: implica una visione sociale e culturale ed anche un metodo di comunicazione.

Per studiare il cibo si usa la semiotica: una disciplina sviluppata negli anni ‘90, teoria della

significazione umana e sociale, è la scienza che si occupa sei segni (produzione, trasmissione e

interpretazione).

- Che cosa intende la parola “segno”?

Qualcosa che rinvia a qualcos’altro; qualcosa e qualsiasi oggetto fisico o figura non concreta.

* Il processo di significazione, implica un significante (quello che rinvia a un contenuto) e un

significato (concetto stesso).

* Ogni relazione che lega qualcosa di presente a qualcosa di assente.

[“Il mondo dei segni” Umberto Eco, 1974]

* Semiotica - Semiologia (sinonimi) e significa studiare le varietà dei segni (cartelli, cifre, scritte,

luci…). Sistema di comunicazione, un corpo di

immagini, protocollo di usi.

* Semiotica del cibo (Roland Barthes = semiologo)

Teoria dei processi comunicativi, porta anche a sistemi comunicativi differenti.

* 2 diverse dimensioni semiotiche del cibo (dimensioni comunicative).

1. Parlare del cibo: il cibo come oggetto di comunicazione; attribuire ad esso un significato e

connetterlo al sociale e alla cultura; esempio un programma di cucina.

2. Parlare con il cibo: il cibo come linguaggio, serve per comunicare con gli altri; esempio: con

questo articoliamo un discorso.

- modo di impiattamento,

* Concetto del food porn: - modo di fare le foto, “Masterchef” ha ampliato il concetto.

- tipologia del piatto.

* E’ difficile descrivere un processo gustativo.

* Utilizzo del cibo proprio come conclusione, non solo alimentarsi.

Deve essere considerata una

vera e propria lingua.

* Esempio: agnolini, tortellini e cappelletti, come riconoscimento di un’identità culturale legato alla

lingua; è un fatto sociale totale, produzione di forme diverse culturali ed etniche.

➔ Il cibo come linguaggio

1. Forma più che sostanza

Sistema basato su regole e su differenze di espressione e contenuto; si sviluppa come lingua.

Il cibo-linguaggio è un sistema basato su differenze: a priori è astratto e arbitrario; mentre

essenziale e identitario a posteriori.

Le persone legate al linguaggio: Umberto Eco e Ferdinand de Saussure (linguista e

semiologo svizzero).

Esempio:

gli spaghetti in Italia sono consumati come primo piatto, mentre all’estero come contorno

(codici culturali differenti che diventano regole).

L’ordine di servizio delle portate (F.T. Marinetti ha modificato l’ordine).

Nel manifesto del futurismo, si divertivano a invertire l’ordine delle pietanze e l’utilizzo dei

cibi; essi modificavano le consuetudini.

2. Traducibilità

Diverse forme di uno stesso contenuto.

Esempio: ricette per immagini, ricette scritte, ricette e cartoni animati, video tutorial.

3. Ibridazione

Mobilità e circolazione tra codici alimentari → paradosso dell’onnivoro (Fischler) intende

che gli esseri umani siano predisposti a scoprire e consumare cose nuove, a mangiare tutto.

È la zona di traduzione culturale.

Il cibo è la soglia più bassa per la scoperta del nuovo e dell’ibridazione.

4. La dialettica tra modelli (sociali) e usi (idiosincratici) Condivisi da piccoli gruppi, usi

Ciò che dovrebbe essere possibili; ciò che si svolge

seguito; stabilisce il abitudinalmente.

canone del gusto.

Processo studiato da Hegel.

Strumento per comprendere la realtà e la verità.

Metodo logico per studiare la realtà attraverso 3 fasi:

- tesi (affermazione di qualcosa)

- antitesi (contraddizione)

- sintesi (superamento della contraddizione)

5. Veicolare un messaggio

Cibo = sistema di senso e modellizzazione culturale.

- Come funziona il linguaggio del cibo?

Marrone cita il cibo come un testo… → “Semiotica del gusto” (libro)

→ Definizione: cosa o evento legato all’alimentazione che produce del senso umano e sociale;

… e cucina come narrazione.

→ Definizione: azione perpetuate da soggetti in un certo lasso di tempo e con certe strategie

comunicative.

* Ogni ricetta è una storia, perché è presente una narrativa (parte da una cosa per ottenere altro).

* Deve avere delle caratteristiche, ce ne sono molti e devono essere costruiti a livello culturale e

sociale.

* I programmi di cucina odierni sono basati sulle storytelling (= storia), al contrario del passato che

erano prettamente informativi.

* Cibo → sempre mediato; raccontato da un medium ed il cibo è entrato sin da subito nella cultura

di massa.

15/03/22

FOOD MEDIA LITERACY

- Che cos’è un testo?

È una produzione di senso compiuto, inserita in un contesto socio-culturale, creato da un emittente e

ricevuta da un destinatario.

→ è qualsiasi cosa che abbia un’unità di senso.

* Testo culinario: ricette in tutte le sue forme; anche la pietanza stessa può essere considerata un

testo perché formato da diversi odori, colori, sapori, profumi…

* Narrazione: è un susseguirsi di cambi di stato; ne fa parte la storia e le ricette.

Altri oggetti mediali sono storie, che costituiscono una narrazione come le storie Instagram.

* Differenza tra media (è plurale, sono opachi perché offrono un’interpretazione, non rispecchiano

la realtà) e medium (è singolare ed è un mezzo di comunicazione).

* I mass media sono mezzi di comunicazione che sono atti a far conoscere, divulgare e diffondere

messaggi significativi, ad un pubblico che è considerato come anonimo e indifferenziato; si

rivolgono ad un pubblico di massa; per esempio sono il cinema, la radio, la stampa quotidiana

(primo nella storia), televisione (si rivolge a tutti ed è quello più di tutti conforme).

Essi predispongono il pubblico che è indifferenziato a seconda delle persone, studio, cultura e

aumentano il senso critico.

* Industria culturale: insieme dei soggetti e delle attività economiche, che all’interno di una società

industriale avanzata si occupano di produzione e distribuzione di beni e servizi culturali.

* Le caratteristiche delle industrie culturali è quello di produrre e vendere beni culturali a fronte che

si possa guadagnare.

Esempio: Netflix, Amazon Prime…

* Da metà ‘800 e per tutto il ‘900 industria e cultura sono entrati a contatto, prima erano considerati

singolarmente.

Il termine “industria culturale” è stato teorizzato nel 1947 da due tedeschi Max Horkheimer e

Theodor W. Adorno (che rendono la cultura merce e diminuiscono il senso critico) che hanno

pubblicato un libro “dialettica dell’illuminismo”.

* Pasolini (intellettuale) è contro i mass media perché diminuiscono il senso critico delle persone

faceva film per promuovere la sua idea contro i mass media.

* Arold Lastwell: teoria dell’ago ipodermico e teoria del proiettile (bullut theory).

Il messaggio dei media viene associato ad un proiettile che se predisposto correttamente può indurre

nel pubblico una risposta che può essere pensata da altri (potere pervasivo).

* Cultura di massa/popolare essa è nata con i fumetti ed è una cultura inferiore rispetto alla cultura

accademica.

* Roland Barthes e Umberto Eco iniziano ad unire la cultura “bassa” e la cultura “alta”.

* Stuart Hall, il testo culturale viene codificato; gli spettatori ricavano il messaggio in modo diverso

da come era stato preventivato; il pubblico non è passivo ma attivo.

* Azione di encoding (codifica) che è quello che le industrie fanno, cioè i media codificano e

presentano il messaggio in un determinato modo.

Azione di decoding (decodifica) cioè ciò che fa lo spettatore che decodifica il messaggio.

*Alfabetizzazione mediale (nome usato in Italia) che è un processo di acquisizione delle

competenze.

Media literacy: modo per insegnare criticamente le diverse forme comunicative veicolate dai mass

media.

3 aspetti fondamentali:

1. rappresentazione (= contenuto): i media rappresentano il mondo, ma spesso non la realtà

(esempio: “Bake Off” non ritrae la vera pasticceria).

2. Linguaggio (= forma): capire i meccanismi di funzionamento del mio messaggio mediale

che può essere visivo, verbale ecc.

3. Produzione: acquisire competenze critiche, con lo scopo di reimmettere i messaggi mediali e

produrre contenuti più completi rispetto alle strategie comunicative.

→ Media literacy critica cioè quella orientata all’analisi, valutazione e riflessione (trasformazione

del pubblico); decifrare e capire come i messaggi prendono forma.

Si opera attraverso i media.

La mission della media literacy si raggiunge promuovendo 7 skills (abilità base) secondo Potter:

1. capacità di analisi: cioè essere in grado di scomporre il messaggio in elementi significativi,

Es: la notizia giornalistica che deve rispondere alle 5W.

2. Capacità di valutazione: cioè essere in grado di giudicare il valore di un elemento o

un’informazione (Standard culturali in positivo/negativo).

Es1: comparazione tra prodotti simili, valutazione dei codici usati.

Es2: Antonella Clerici rispecchiava caratteri femminili antiquati, non al passo con i tempi in

quanto svolgeva la parte di una casalinga svampita, al contrario Benedetta Parodi era

l’anticlerici.

3. Capacità di raggruppamento: determinare quali elementi sono simili tra loro creando dei

raggruppamenti (stessa tipologia i programma).

Es “Masterchef”: stesso format in tutti i paesi ma con caratteristiche culturali differenti

secondo il paese di svolgimento.

4. Capacità di induzione e deduzione (due differenti tipologie di pensiero).

Tipologia di pensiero che permette di usare principi

Cioè desumere, inferire una regola generali per spiegare il generale.

attraverso un set di elementi, cioè Es: società che spiega come nutrirsi a mangiare

generalizzare. tutto al contrario sono presenti regni alimentare

Se tanti programmi sono sulla dieta, come fast food.

significa che la società è basata sulla dieta.

5. Capacità di sintesi: riuscire a riassumere le cose imparate in altre strutture; riuscire a creare

un pensiero anche con elementi contrastanti (tesi + antitesi = sintesi).

Sintetizzo un concetto già esistente.

6. Capacità di astrazione: riuscire a scrivere l’essenza dei messaggi percepiti dal testo

analizzato in modo astratto.

Elaborazione della sintesi per ottenere dalla pratica alla teoria.

* I passaggi del food media literacy: frammentare il testo e scomporlo nelle informazioni di base

(casa di produzione, canale informativo … ); analizzare il testo criticamente, i media non

rispecchiano ma rappresentano; cogliere le strategie comunicative e i messaggi; usare il testo

funzionalmente e attivamente.

16/03/22 Sceneggiata, quindi scritta con

GLI SHOW TELEVISIVI SCRIPTED: LE SERIE TV una sceneggiatura.

* Contrapposti agli unscripted: cioè NON basati su una sceneggiatura.

* La serialità televisiva: teorie e fondamenti,

si regola la fiction televisiva attraverso 2 tipologie logiche 2. Logiche

produttivo – distributive

1. Logiche estetico – narrative Componenti legate alle

Devono seguire delle “regole” in quanto diverse modalità di

devono essere vendute prima ai canali e poi produzione e distribuzione

al pubblico; pone l’attenzione sulla qualità conosciute nel tempo.

televisiva.

1. Logiche estetico-narrative

sono quelle che caratterizzano le serie, ciò che le distingue dai film.

Devono seguire delle regole.

Possono essere:

- strutture narrative seriali e le sue regole (estremamente ferree),

- il pubblico,

- complessità narrativa (complex TV o completed TV).

2. Logiche produttivo-distributive

Esempio: Don Matteo vs Gomorra: entrambe italiane, stesso scopo basato sul crime,

produttori diversi (RAI vs Sky) e stile completamente diverso.

- Che canale produce/per che canale è stata fatta?

Cioè produttore/network

* Tipologie di canale:

- TV generaliste per tutti (RAI e Mediaset)

- Premium (Sky)

- O.P.T (Amazon, Netflix… )

* Sindication: vendita di pacchetti diversi di prodotti per network.

* Esiste una grammatica delle forme seriali, se non vengono seguite, o non è una serie, o il pubblico

non capisce:

• forma narrativa discreta, spezzata “installaments” (si consolidano dopo l’800 con lo

sviluppo culturale; esempio i foilletton racconti settimanali su giornali);

• successione dei frammenti e continuità nel tempo

es. Sherlock Holmes, era nato come storielle sul giornale;

JUMP THE SHARK = espedienti per allungare la serie; vengono introdotti pezzi inutili; questo

nome è nato con “Happy days” quando Fonzie salta uno squalo.

• dialettica tra ripetizione e variazione, bilanciare elementi che devono variare con elementi

necessari per la continuità;

• capire che tipo di serie che ho davanti: 1)character-centered TV series cioè basate sullo

sviluppo di un personaggio es. Breaking Bad (basata su Walter); 2) world-centered TV series

non basata su un personaggio ma su un mondo es. Il trono di spade (prima è stato costruito il

mondo poi i personaggi); Centralità del mondo diegerico (mondo della storia,

quello che la storia va a creare), o extra-diegerico

(elementi che mettono in scena il mondo della storia,

ma esso non ne fa parte).

• tipologie di forme seriali: serie, serial, serie serializzata.

* Categorie seriali (le principali) → Umberto Eco “Tipologia della ripetizione” 1984

• Replica: riproduzione di oggetti identici.

• Ripresa: continuazione di una storia (sequel/spin off),

esempio “Universo Marvel”.

• Ricalco: “remake” riprendere e riprodurre la stessa storia ma rieseguita per esempio i film

Disney (cartoni) riprodotti in live action = umani.

• Serie: ripetizione di una stessa struttura narrativa che si basa su una dialettica di ripetizione e

variazione, può essere episodica come una sitcom (stessi personaggi, stesso set ma trama

differente) per esempio “Friends” e “How met your mother”; oppure flashback/loop che

riguarda una ricostruzione di vite passate dei personaggi.

• A spirale (poco presente in TV): accade la stessa cosa, ma il personaggio ha una crescita

interiore, esempio “Charlie Brown”.

• Basato su un personaggio, per esempio “La signora in giallo” = Jessica Fletcher.

• Antologica: non c’è una continuità narrativa tra gli episodi ma c’è una cornice, esempio “Ai

confini della realtà”, “Black mirror”.

* Eco per serie intende che tutto si apre e chiude in un episodio (la continuità del tempo non è

vincolante); struttura in verticale → a-cronologica.

* Serial/saga: successione di eventi che riguardano l’evoluzione dei personaggi.

Unica storia che si dilunga nel tempo, spezzata in puntate; serialità orizzontale (= cronologica) cioè

la storia che prosegue nel tempo.

Esempio: soap opera (produzione europea o statunitense, sagra famigliare, su diversi protagonisti,

di durata potenzialmente infinita) e telenovela (prodotta in America Latina, storia centrata su un

protagonista che poi finisce).

- Serial lineare, l’attenzione è focalizzata sulle avventure di un personaggio come “Breaking Bad”,

- serial ad albero/multistrato, dove viene seguito l’andamento di tutti i personaggi come “The

walking dad”.

→ La caratteristica fondamentale è il cliff unger, cioè l’espediente narrativo, si chiama cosi perché

il primo film visto e che l’ha utilizzato finiva con una persona sospesa tra vita e morte (= suspance).

* Serie serializzate (Anthology plot (trama del singolo episodio, struttura verticale) + running plot

(narrazione continuata, struttura orizzontale)); è un ibrido nato dopo, Eco non ne ha mai parlato.

Dagli anni ‘80 vengono create serie con trama episodica ma accompagnato da qualcosa che

coinvolge più episodi o stagioni, per esempio “Buffy l’ammazzavampiri”, “The big bang theory”.

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STORIA DELLA FICTION TELEVISIVA STATUNITENSE: LE ETA’ D’ORO

TV nata nel 1941

* I° GOLDEN AGE (‘50-’60): prima parte della vita della TV; programmi: teledrammi, soprattutto

antologici (es. “Ai Confini della realtà”).

- NBC e CBS ha deciso di rispolverare i classici e i primi usati.

- Hitchcock e Walt Disney hanno capito che la TV era più che un veicolatore di pubblicità, si assiste

ad una cristallizzazione/no rinnovamento.

* II° GOLDEN AGE (‘80-2000):

- nuove forme narrative proprie, nuova auto-consapevolezza;

- diffusione di nuovi programmi grazie a motivi che spingono al cambiamento di tipo economico,

tecnologico e sociale;

- nuovi canali via cavo, nuove reti T

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AriannaFA di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione del cibo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Casoli Sara.
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