STORIA DELL’ARCHITETTURA
informazioni, strumenti e metodi
- informazioni→ carta d’identità dell’edificio: luoghi, nomi, date, madre (architetto perché è
colui che “tiene in grembo” il progetto per mesi), padre (committente perché è colui che lo
finanzia)
- strumenti→ STORIA-STORICO (cronologia e periodizzazione); ARCHITETTURA-ARCHITETTO
(osservazione, rilievo, disegno, fotografia)
- metodi→ scelte, categorie, sistemi, progetti
MARCO VITRUVIO POLLIONE
Non si sa molto, era un architetto, forse nato a Formia, più probabilmente nato e vissuto a Fano.
Probabilmente visse tra l'80 e il 20 a.C., durante il governo di Giulio Cesare e nel momento di
passaggio tra il consolato e il principato, quando inizia a governare Ottaviano Augusto, al quale è
dedicato il trattato.
Vitruvio aveva funzione di scriba armamentarius, ovvero aveva la carica di funzionario presso un
magistrato (istituti che organizzavano la gestione pubblica).
Sappiamo che al seguito di Giulio Cesare e del suo esercito dovette fare dei viaggi forse in Asia
Minore, sicuramente nella Grecia ellenistica.
Sulla base di quello che c'è scritto nel trattato fu attivo in campo militare, in particolare nel campo
delle opere per la gestione e il controllo delle acque (Ingegnere militare e idraulico).
Che cos’è un TRATTATO?
È uno scritto, un libro che si occupa/tratta di una disciplina mediante l’esposizione di una teoria.
Un trattato è un testo che illustra una serie di regole e norme che riguardano un'arte, cioè un'attività
che si può praticare in modi diversi. Il trattato deve contenere anche indicazioni per una verifica
pratica della teoria esposta. Si analizzano quindi rapporti teorici e pratici di una disciplina,
mettendo in relazione queste parti diverse
Il trattato è dunque un’opera letteraria scritta in cui metodicamente si analizzano ed espongono
aspetti teorici e pratici di una disciplina.
Il termine trattato in questo caso quindi indica la mediazione tra due parti; quella pratica e quella
teorica.
DE ARCHITECTURA LIBRI DECEM 27 a.C.
I dieci Libri sull’architettura sono un trattato scritto tra il 35 e il 25 a.C. in latino.
L’opera è giunta a noi senza illustrazioni ma, sulla base del testo, dovevano
essere previste almeno 10 tavole di corredo.
I destinatari dei libri erano gli architetti, gli ingegneri della Roma antica ma
anche i politici e gli amministratori che nelle loro cariche dovevano occuparsi
di far costruire nuovi edifici. Il trattato è quindi un’opera scritta in modo conciso
con un linguaggio accessibile.
Durante il Medioevo il trattato venne trascritto e quindi talvolta deformato e
male interpretato dai monaci amanuensi, che si occuparono della custodia ma
non della divulgazione dell’opera. Il trattato era infatti riservato agli
ecclesiastici. La sua riscoperta avvenne nel ‘400 e durante il ‘500 la sua
pubblicazione a stampa con illustrazioni (importanti quella del 1521 a cura
dell'architetto Cesare Cesariano a Como e quella del 1567 di Daniele Barbaro e illustrata da Palladio) 1
Il De Architectura Libri Decem è stata l’opera più studiata dagli architetti. Il suo successo è dovuto al
fatto che è un testo ancora moderno che contiene concetti semplici e chiari, che vengono messi
efficacemente a disposizione del lettore.
Anche se non abbiamo molte notizie sui trattati o sulle opere teoriche della Grecia antica, quello di
Vitruvio è la prima opera divulgativa sull'architettura, che prova a svelare i segreti dell'architettura
mettendone a sistema i diversi componenti.
Vitruvio fa un'operazione culturale interessante, ha un obiettivo duplice:
- raccoglie l'eredità secolare culturale ellenistica, facendosi interprete di una tradizione
costruttiva consolidata
- mira a dare un assetto unitario nuovo e originale a una disciplina che era basata su testi
monografici, che parlano di singole opere o una disciplina che fino a quel momento si era
fondata su opere di matematici, filosofi e pittori.
Quindi Vitruvio riesce a cementare delle parti diverse in un sistema, in un corpus unitario. Lo fa
organizzando materie diverse in una dottrina.
Il trattato però non è estremamente sistematico questo per via di alcuni problemi di traduzione dal
greco (che hanno portato Vitruvio a dover coniare nuovi termini in latino) e anche per il fatto che
Vitruvio fosse un architetto e non uno scrittore.
I libri hanno dei caratteri diversi:
1. TEORICO: definizioni
2. TECNOLOGICO: materiali
3. TIPOLOGICO: definisce delle famiglie di edifici in base alla loro funzione
CONTENUTO DEI LIBRI
I. Costituisce il nucleo della teoria dove si espongono le idee sull’architettura, sulla figura
dell’architetto dando anche delle definizioni.
L'architettura è una scienza adornata di molte cognizioni con la quale si regolano tutti i lavori
che si fanno in ogni arte. Si compone di Pratica (fabrica) e Teorica (ratiocinatio).
L’architetto deve essere docile, e ingegnoso perché l’ingegno non può esistere senza
l’ammaestramento. L'architetto abbia lettere, perito sia nel disegno, erudito nella geometria, non
ignorante nella prospettiva, non ignorante nell’aritmetica, conosca molte historiae, udito abbia
con diligenza i filosofi, conosca la musica, conosca la medicina (il corpo umano) e infine
conosca la ragione del cielo e delle stelle.
L’architettura è ordinamento, disposizione, euritmia, convenienza, distribuzione.
L’architettura si rappresenta con la pianta, prospetto e sezione. Tutte queste cose devono essere
disposte in modo che l’architetto badi contemporaneamente alla firmitas (struttura), utilitas
(utilità) e venustas (grazia, eleganza e simmetria).
Compito dell’architetto è quindi quello di mettere in relazione le parti con armonia e
tralasciando l’avaritia
II. Questo libro cambia registro e passa a parlare dei materiali e al loro corretto uso, in
particolare molti accorgimenti sulla tecnica in pietra viva alla greca, mentre meno sulle
tecniche romane.
III. - IV Questi libri trattano di edifici sacri (Case degli dei), parlano dei templi e del sistema logico
costruttivo degli ordini (dorico, ionico, corinzio e TUSCANICO) 2
V. Il libro parla delle opere comuni, degli edifici pubblici e civili (foro, bagni, palestre..). In
particolare nella sezione dei teatri parla di acustica, canto, musica e armonia.
VI. Tratta di edifici privati (case), la loro organizzazione interna, la solidità e parla di cavedi, atri,…
Parla anche degli edifici rustici, ville,…
VII. Tocca argomenti tecnici: parla del trattamento delle superfici orizzontali e verticali (pavimenti,
superfici, pareti, rivestimenti, pittura)
VIII. Tratta dell'acqua e delle opere idrauliche in rapporto col tempo, in particolare si sofferma
sull’erosione delle architetture provocata dall’acqua
IX. Geometria e astronomia
X. Tratta della progettazione delle macchine che servono per la realizzazione degli edifici.
Vengono inoltre descritte macchine idrauliche e belliche
L’ARCHITETTURA ANTICA VI sec a.C - I sec d.C.
L’architettura del tempio sotto la lente dell’utilitas vitruviana
I 10 libri scritti in latino sono stati un'operazione culturale interessante che hanno fatto trasmigrare la
cultura greca in un ambito diverso.
Vitruvio parla dell'architettura dei templi nel III e IV libro del trattato
definendoli le “case degli dei immortali”. I templi sono edifici che da
secoli vengono letti come simbolo di armonia, misura, razionalità ed
equilibrio. I templi hanno a che fare con le radici
profonde della cultura occidentale, tanto da essere il
simbolo dell’UNESCO.
Analisi del templio secondo il parametro dell’UTILITAS:
Il tempio era un edificio destinato al culto divino e alla
venerazione delle divinità pagane (precedenti al VI sec
a.C.). Il culto degli dei pagani aveva la sua forma più
evidente nella celebrazione del mito che raccontava le
vicende degli dei. Le divinità pagane erano
antropomorfe quindi aveva molta importanza anche la
loro rappresentazione plastica. Il tempio nasce come Questa è una foto di statue che dovevano trovarsi di
luogo di riparo e di custodia per l'immagine della divinità fronte a un frontone, per evocarne le storie e i miti
(idolo). Infatti il tempio di Giove
(Zeus) ad Olimpia doveva ospitare un'immensa statua del dio. Il
tempio è la casa della divinità e protegge la sua immagine. Se le
divinità sono di forma antropomorfa bisogna però chiedersi perché
le loro case e quelle degli uomini presentano notevoli differenze. Le
case del IV sec. a.C. hanno solitamente un tetto piano, utile per la
raccolta dell'acqua, non hanno molte aperture per proteggersi dal 3
sole, sono in mattoni crudi e non in pietra e non sono isolate. Possiamo quindi affermare che anche
se la divinità ha la stessa forma dell’uomo non necessariamente la sua casa è uguale a quella degli
uomini.
LE CASE DELLE CENERI È un’urna cineraria usata per conservare le ceneri dei defunti, risale all’incirca al
IX-X sec a.C. (Usiamo IV sec a.C. per indicare l’inizio dell’età antica perché è lì che
compaiono i primi edifici costituiti interamente di pietra viva).
- ha un tetto a falda con foro, che mi fa intuire la presenza di un’ulteriore
dimensione, diversa da quella esterna
- la porta è simbolica e mette in comunicazione le diverse dimensioni
- è uno scrigno, una scatola che protegge qualcosa
È un’edicola votiva
- Piattaforma con gradini per staccarsi dal suolo perché è necessario dare
un ruolo più imminente a quello che c’è sopra, per renderlo più visibile e
per dare una base più solida all’edificio.
- Triangolo→ significa che c’è un asse, quindi è una forma pensata
- La porta viene valorizzata tramite l'introduzione dei gradini e dei due
elementi verticali (non ancora colonne).
I due elementi verticali servono sì per il sostegno ma anche per dare più spazio
a un punto molto importante (mi dice di fermarmi e pensare prima di entrare).
Punto di sosta dove vengo protetto e accolto→ soglia. È anche uno spazio che spaventa. In età moderna
verrà chiamato anticamera, uno spazio degno per l’attesa. Rendo importante lo spazio. È uno spazio nel
quale succede qualcosa.
La soglia è un problema fondamentale per l’architettura, rappresenta il passaggio tra due dimensioni.
LE CASE DEGLI DEI Il tempio tendenzialmente doveva essere osservato dall’esterno,
perché le persone comuni non avevano la possibilità di entrare
nella casa degli dei. Inoltre il tempio doveva interagire con una
serie di flussi di gente. Vitruvio dà per scontato che l’edificio sia
formato da
- una cella (naos)
- un colonnato\porticato che si mette in relazione diversa con
la cella che ha a che fare con una dimensione di passaggio.
Nel trattato Vitruvio afferma “Parlerò dei templi e li ordinerò“ .
I parametri sono:
Principia (criteri )
● Figurarum aspectum (principi di cui è formato lo aspetto delle
● figure)(configurazioni)
Ci sono figure utili nella classificazione dei templi—> le piante. Trovo famiglie e sottoinsiemi 4
1. in ANTIS→ le pareti dei lati lunghi della cella (naos) si prolungano in avanti fino a costituire le
cosiddette ante (antae) e delimitare lateralmente il pronao (pronaos)
2. PROSTILO→ colonne davanti
3. ANFIPROSTILO→ colonne da entrambi i lati
4. PERIPTERO→ colonne tutto intorno
Il tempio in antis:
Costruito sullo stilobate (piattaforma) su cui c’è la
cella (naos). Le due colonne non sono alle estremità
ma in centro, servono a definire l’architettura. Le pareti
che sporgono sono dette ante, servono a creare uno
spazio che sta davanti alla cella, è una sosta prima del
passaggio tra le due dimensioni. Lo spazio davanti al
naos è detto pronao.
Il templio prostilo:
Se davanti alle ante c’è uno spazio definito dalla presenza di colonne, il templio
viene detto prostilo (stilo=oggetto con diametro molto inferiore alla lunghezza)
Il templio anfiprostilo:
ha un portico di colonne sulla facciata, avanti e dietro, ma è privo delle colonne
sui lati del tempio.
Es. Acropoli di atene, tempio di atena nike
Il tempio periptero:
è un templio circondato da un portico di colonne (peristasi)
Es. Partenone, Atene Come mai le colonne sono tutte intorno alla cella?
Il templio in questo caso richiama un altro prototipo,
quello del baldacchino; ovvero una struttura
composta da quattro elementi di sostegno verticale
snelli e un elemento piano al di sopra (di solito in
tessuto). Il baldacchino attribuisce dignità e indica
gerarchia tra chi sta sotto e chi no. È la divinità che
esce di casa ma non va in giro con una persona
qualunque, ha bisogno di stare sotto un baldacchino.
Il tempio periptero come casa degli dei immortali è in pietra per resistere all’usura del tempo.
Naos e pronaos hanno in comune il sistema di copertura che è in grado di creare uno spazio
intermedio che mette in relazione due oggetti diversi (casa e perimetro di colonne) con nature
diverse che si incastrano uno nell'altro. 5
Tempio di Apollo, Siracusa
Tempio esastilo (sei colonne su un
fronte) ha delle proporzioni
particolarmente allungate in pianta
(6x17). Le colonne hanno circa due
metri di diametro alla loro base, lo
spazio vuoto tra una colonna e l'altra
(intercolumnio) è praticamente uguale
al diametro delle colonne. Non esiste una simmetria rispetto all asse trasversale
dell edificio. Esiste una galleria regolare costante che permette di girare tutto attorno alla cella. La
cella è una specie di tempio in antis. C’è una porta di ingresso e anche una sullo sfondo. All'intero
della navata centrale doveva trovarsi la statua di Apollo.
Tempio c, Selinunte, Sicilia
Il tempio è detto “c” in quanto non sappiamo a chi
fosse dedicato. Tempio periptero esastilo 6x17
colonne. L intercolumnio è più dilatato rispetto al
precedente. L'edificio non ha una simmetria rispetto
a un asse trasversale. Pronao ampio con spazi
gerarchizzati. C’è un atrio d'ingresso prima della
cella. Il tempio ha una parte centrale.
Basilica, Paestum, Grecia
Ha 9 colonne sul fronte e 18 sui lati (rapporto 1:2)
Ha una colonna centrale (piano in asse)
Cella molto ampia con pronao caratterizzato da ante e tre
colonne. In modo anomalo la cella è divisa in due navate uguali
da un colonnato che ci fa intuire che l’edificio dovesse essere
dedicato a una divinità gemellare.
Tempio di Zeus a Olimpia
Eretto su scarpata artificiale, tempio esastilo con
13 colonne sul lato lungo (6x2+1) diventa una proporzione
perché funzionale.
Ha una cella simmetrica molto articolata con doppia entrata,
ha un pronao d'ingresso e uno sul fronte opposto (anfiinantis)
Nella cella le colonne delineano una navata ampia che dà
monumentalità. Scenografico
Scala a chiocciola (carattere pratico)per mantenere il tetto e
forse con sistema di ballatoi permetteva di lucidare la statua
criso-elefantina (oro e avorio) di Zeus. Aumenta lo spessore del
muro per fare in modo che la statua non manometta la
monumentalità della cella quindi aumenta lo spessore del muro.
Il tempio è stato realizzato con un modulo che dà armonia 6
Tempio di Atena Parthenos (Partenone), Atene
Architetto: Ictino commissionato da Pericle
Al centro si erge la statua in oro e avorio (crisoelefantina) di Atena
Parthenos realizzata da Fidia. La cella è stata concepita per far
risaltare la statua a sé stante e per questo, al posto della
tradizionale navata centrale, troviamo un colonnato di forma a U
che avvolge tutt'intorno. La cella è molto espansa , lo spazio
interno ha una netta prevalenza, la cella si è allargata e la peristasi
ristretta. Architettura più complessa. Espansione in altezza,
esaltazione verticalità
Tempio ottastilo (8x17 colonne) realizzato su una piattaforma già
esistente (rapporto 4:9)
Tempio di Apollo, Bassae
Architetto: Fictino
Periptero esastilo
Il colonnato a U all’interno della cella è
schiacciato contro le pareti. Una sola
navata con pareti laterali con colonne legate alla muratura. Resta una
colonna libera al centro. Variazione del modello all’interno della cella.
Tempio di Apollo, Didyma
Tempio/santuario dedicato ad Apollo
Nella cella contiene un altro tempio (oracolo)
Diptero perché ha doppio peristilio
Foresta di colonne in prossimità del pronao che
non è più uno spazio di sosta.
Tempio Tholos, Delfi
Edificio a forma circolare 7
Secondo Vitruvio esistono 5 categorie di templi identificabili tramite un parametro, ovvero una
frazione che mette in relazione aritmetica la dimensione del diametro delle colonne alla loro base e
l’intercolumnio.
PARAMETRO= RAPPORTO TRA LARGHEZZA COLONNA E LA LORO DISTANZA - 1/1,5 < parametro < 1/3.
FIRMITAS: Alcuni rapporti sono molto scomodi. Ad esempio ½ è scomodo perché quando le madri
salgono i gradini per la supplica devono dar luogo a file e non possono tenersi per braccio (donne
anziane hanno bisogno di qualcuno che le aiuti a fare i gradini) è inappropriato il fatto che lo spazio a
disposizione sia scarso e costringa la gente a mettersi in fila una dopo l’altra. Mettere la gente in coda
è coercitivo, la fila da sempre nella nostra società indica un disagio.
Anche la disposizione più dilatata (⅓) pone una
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Appunti Storia dell'architettura 1 - parte 2
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Appunti Storia dell'architettura 1
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Appunti di Storia dell'architettura - Parte 1