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ARCHITETTURE DEL QUATTROCENTO IN ITALIA

A partire dalla metà del XV sec. la vita degli architetti e il loro operato diventa di interesse di carattere

pubblico e di storici. A partire dal XV in avanti inoltre le fonti hanno permesso agli storici una

maggiore possibilità di prendere in considerazione alcuni aspetti della storia tra cui il ruolo

dell’architetto all'interno del cantiere e della città. A partire dal 1420 si può iniziare a parlare di Filippo

Brunelleschi, una figura che certamente si stacca rispetto al contesto nel quale opera→ ha avuto un

biografo (qualcuno che a posteriori ha raccontato la sua vita), questo biografo intende esaltare il ruolo

di brunelleschi. Il biografo ci dice che brunelleschi fu uomo di maraviglioso ingegno e intelletto e fu

capace di rendere possibile ciò che a tutti pareva impossibile. È un personaggio che introduce

qualcosa di nuovo nell’ambiente in cui si trova.

Durante l’Umanesimo tutti gli artisti entrano in relazione con la categoria dei committenti. Fra

architetto e committente iniziano a instaurarsi dei rapporti non più solo di tipo pratico, ma si crea un

comune sentire che ha un substrato politico o culturale. A partire dalla fine del ‘300 degli intellettuali,

studiosi iniziano a ristudiare e riappropriarsi delle fonti scritte dell’antichità→ riscoperta dell’antico.

Frequentano biblioteche. Questa operazione che mette in relazione la dimensione dei moderni del 400

che coscientemente vanno a ritrovare le fonti antiche diventa un’operazione di appropriazione

culturale. C’è un'intenzione di carattere culturale. Si continua a guardare all’antico come un gigantesco

patrimonio che resiste da secoli, un modello da guardare ma si guardano anche singoli elementi non

più riconoscibili all’interno di un sistema teorico con occhi diversi

Filippo Brunelleschi

Nasce a Firenze nel 1377 e muore nel 1446 sempre a Firenze. È un architetto ingegnoso, virtuoso.

Nasce in una famiglia piuttosto agiata, suo padre è un notaio. Non

sappiamo quasi nulla sulla sua formazione. Sappiamo che si iscrive alla

corporazione degli orafi (non dei muratori). Nel 1401 compare come uno dei

concorrenti per un concorso che doveva assegnare la produzione di una

serie di formelle di bronzo che rappresentasse il sacrificio di Isacco da

collocare nel battistero di San Giovanni--> è uno scultore che utilizza la

tecnica della fusione, tecnica molto innovativa e complicata per i tempi. È

anche uno scultore estremamente raffinato (istruzione polimetrica).

Probabilmente si è iscritto alla corporazione degli orafi anche perchè è

un’arte che entra in contatto con l’oligarchia, solo i ricchi commissionano

oggetti costosi. Si attribuisce a Brunelleschi l’invenzione della prospettiva.

Come facciamo a sapere che l’ha inventata lui? Lo dice Leon battista Alberti

e le cronache ci dicono che Brunelleschi realizzò due tavolette dove

dimostra di rappresentare in modo estremamente scientifico ciò che vede a

tre dimensioni. Rappresenta a tre dimensioni ciò che vede in dimensioni

reali (non è una prospettiva illusoria) mantenendo misure e proporzioni

esatte. Probabilmente ha inventato la prospettiva confrontandosi con

Donatello→ fa parte di un tessuto di artisti, non è da solo.

(rappresentazione fatta da Brunelleschi, Donatello e Masaccio)

affresco trinità di Masaccio all’interno della basilica di Santa Maria Novella.

scena inserita all’interno di un’architettura illusoria.

pilastri caratterizzati dalla presenza di paraste con capitelli corinzi che reggono una

trabeazione, con architrave, fregio e cornice e un altro quadrato che a loro volta reggono un

arco (architrave lungo) è il punto di affaccio di un’architettura che si estende in profondità,

qualcosa che evoca l’antichità (registrazione 4 novembre) 59

Brunelleschi segna due linee, una di terra e una di fuga, sulla base che due linee parallele conducono

entrambe al punto di fuga. Una retta da 45° che rappresentano la reale profondità degli spazi. questa

nuova forma di rappresentazione gli permette di prevedere e progettare quello che succederà nel

cantiere della cupola.

La cupola

È un salto di scala. È un oggetto senza termine di paragone. la cupola si stacca rispetto alla storia

dell’edificio. Ha un centro. Ha una gigantesca lanterna in marmo→ permette il displuvio delle acque.

Riprende elementi della classicità. Incarna la triade vitruviana:

UTILITAS: Fa entrare luce dalle finestre e permette il displuvio delle acque

VENUSTAS: è bella

FIRMITAS: è salda

È un inventore; inventa le macchine che servono in cantiere e anche quelle che servono a trasportare i

materiali.

Riceve commissioni molto importanti e fa costruire i suoi edifici in tempi relativamente brevi.

Nel ‘400 il tema dell’ospedale diventa centrale in quanto vengono chiamati alcuni architetti importanti

per risolvere dei problemi. Progetti di carattere umanistico→ (non significa mettere l’uomo al centro)

significa dare una nuova importanza alla figura umana che vitruvianamente torna ad essere

l’emblema dell’armonia. Inoltre si avviano una serie di progetti di tipo umanistico perché sono progetti

a scala sociale che interessano la società.

Ospedale degli innocenti, Firenze 1419 primo cantiere nel quale si cimenta.

Viene commissionato da una delle corporazioni degli imprenditori tessili di cui faceva parte come

orafo. Ai tempi l’ospedale veniva costruito per ospitare i poveri che non potevano farsi a curare a

domicilio. Non è solo un luogo di cura ma è anche un luogo di ricovero. È un istituto pubblico che allo

stesso tempo è anche un monumento, dove restare nel tempo (si ispira all’antichità) continuando a

mantenere la sua funzione. È una piccola società costituita da bambini orfani che restano lì fino ai 18

anni. Vengono accuditi e formati quindi ci devono essere spazi che permettono di vivere civilmente in

questa “città dentro la città”--> armonica composizione delle parti. L’edificio si offre verso la comunità

attraverso un portico che media tra lo spazio chiuso della

struttura e il resto della città. È un progetto di carattere civico

e civile (filantropico).

Brunelleschi ha a disposizione un lotto rettangolare. Crea

un’asse longitudinale lungo il quale colloca trasversalmente

un portico composto da nove campate. Ci sono spazi con

misure prefissate e dimensioni diverse. tutto l’edificio è

sopraelevato, al di sotto ci sono tutti i laboratori di fabbri. Gli

spazi sono gerarchizzati→ impronta del convento e del

monastero. Il portico viene stretto da delle testate che lo

custodiscono. Il portico è caratterizzato dalla scansione di

campate a base quadrata. Sopra ogni campata si

costruiscono quattro archi dove inaspettatamente non ci sono volte a crociera ma volte a vela. La

volta a vela è una volta generata a base quadrata quindi non è una cupola, perché la cupola ha una

base circolare. Ritorna ad usare l’arco a tutto sesto che era stato sostituito durante il gotico dall’arco a

sesto acuto, recupera le proporzioni dell’architettura romanica e medievale.

Le colonne hanno proporzioni esili ma troviamo presente il capitello vitruviano. Nei timpani vanno

inseriti degli oculi con lo stemma dell’ospedale in terracotta. Gli scultori che devono realizzare ciò non

sono contenti perchè toglie loro tutte le libertà che nell’arco del medioevo gli artisti si erano

conquistati. 60

Complesso Laurenziano; San Lorenzo, Firenze

Pianta ottagonale con grande cupola che riprende S. Maria del Fiore. C’è un progetto già impostato di una

basilica molto tradizionale: tre navate in rapporto 1:2, quadriage, transetto costituito da tre campate

quadrate su cui si aprono una serie di cappelle quadrate. Brunelleschi decide di inserire l’alzato. La navata

centrale e quelle laterali sono divise da delle colonne colossali di pietra locale (orgoglio) e sopra le colonne

ci sono una serie di archi che dividono le navate. Gli archi sono sorretti da dei capitelli con archivolti

estremamente semplici. In corrispondenza della campata centrale all’incrocio tra navata centrale e transetto

ci sono dei pilastri a sezione cruciformi disegnati dall’inserimento di paraste. Le paraste sono più alte e ci

viene impostata una trabeazione all’antica. Sembrano due portici dell’ospedale degli innocenti che si

fronteggiano l’un l’altro. Alla colonna sulla parete corrisponde una parasta. In

mezzo alle paraste si apre una cappella. Sopra si apre una volta a vela. C’è

una trabeazione che corre lungo tutta la parete. Sopra il capitello c’è il dado

brunelleschiano : pulvino che serve a impostare gli archi più in alto

(stratagemma medievale) ma è composto da fregio, trabeazione

(rappresenta il continuo di ciò che sta dietro→ mette in relazione spazi

diversi tramite concatenazioni di costruzioni sintattiche estremamente

logiche il tutto fatto a tre dimensioni e utilizzando gli ordini antichi (crisi

dell’architettura gotica).

Basilica di Santo Spirito

Utilizza lo stesso schema di S. Lorenzo. Forma a croce latina

impostata rigidamente su una forma quadrata maggiore e altre

minori. Baldacchini uno dietro l’altro costituiscono il perimetro dello

spazio. Ai baldacchini corrispondono cappelle semicircolari.

Complesso Laurenziano; Sacrestia Vecchia

La sacrestia è il luogo in cui si conservano libri liturgici ma è anche la

cappella privata della famiglia dei Medici dove pregare e seppellire i membri della

famiglia. Pianta quadrata su cui sono impostati 4 arconi semicircolari tra loro

raccordati tramite pennacchi a sezione sferica. C’è una volta complicatissima a

creste e vele composta da 12 spicchi. Il numero 4 è ricorrente. Siamo di fronte ad

un'architettura estremamente simbolica.

Basilica di Santa Croce

Incarico commissionato dalla famiglia Pazzi (in contrasto coi Medici). Disegna una cappella che oltre

che ad essere un luogo di sepoltura è la sala capitolare del convento in cui si trova. realizza lui stesso

i 4 evangelisti nei 4 pennacchi.

Leon Battista Alberti (1404-1472)

Si inizia a definirlo architetto a partire dal 1450. La sua produzione architettonica è racchiusa in 22

anni. Inizia a lavorare dopo la morte di Brunelleschi. Nace a Genova nel 1404 e muore nel 1472. Scrive

molto anche di sè quindi, abbiamo molte informazioni di carattere storiografico. Nasce da una

famiglia di banchieri di origine fiorentina in esilio, per questo si trova a Genova. È figlio illegittimo di un

grande banchiere; porta il cognome del padre ma è ad un livello più basso rispetto ai figli legittimi.

All’epoca era il primogenito che prendeva in carico l’azienda di famiglia, i figli illegittimi invece hanno

un ruolo strategico perché non hanno diritto di ereditare (alla loro morte va tutto al primogenito) ma

svolgono il ruolo di amministratori della famiglia avendo il vantaggio di essere più liberi. Per questo

motivo spesso vengono indirizzati allo studio. Studia a Padova, culla dell’umanesimo, dove è molto

praticato il culto degli antichi. Si trasferisce poi a Bologna dove ottiene la laurea in diritto canonico e

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civile (tipologia di laurea che contraddistingue i cardinali, secondogeniti). Nel 1428 può tornare a

vivere a Firenze perché viene tolto l’interdetto alla sua famiglia e inizia ad avere una serie di incarichi

importanti. Farà il funzionario all’interno di uffici per ecclesiastici di alto grado, diventa segretario del

patriarca di grado etc, ovvero ottiene una serie di titoli che lo gravano di una serie di incombenze→ è

uno scrittore che si occupa di questioni di carattere legale. Nel frattempo però scrive partecipando

molto attivamente al dibattito culturale, è un intellettuale e coi suoi testi fa circolare delle idee. Scrive

dei trattati a partire dal 1435 scrive il trattato “De pittura” (sulla pittura) dedicato a Brunelleschi,

scriverà poi “De statua”, “De Familia”. Rimarrà a Firenze fino al 1444 quando si stabilirà

definitivamente a Roma perché verrà incardinato alla curia papale. Muovendosi tra una corte e l’altra,

tra una città e l’altra diventa una figura grigia che mette in connessione luoghi diversi della penisola

italiana, è una specie di consigliere di stato. Nel 1447 viene eletto papa Tommaso Parentucelli,

originario di Sarzana, tra Firenze e Liguria, con il nome di Nicola V. Alberti lo conosceva dai tempi

dell’università di Bologna, in questo modo Alberti inizia a far parte della famiglia (corte) papale

avendo sempre un luogo pubblico di rilievo, è una specie di rappresentante e ambasciatore e questo

gli permette di restare in contatto con le famiglie importanti d’Italia. È un tramite che mette in

relazione la dimensione laica con quella religiosa. Scrive anche un trattato sull’architettura (tra il 1445

e il 1452). Il manoscritto del “de re aedificatoria” che nasce come manoscritto inizialmente copiato in

poche repliche. Si diffonde soprattutto dopo la sua morte presso le corti, dove si trovano biblioteche

laiche. Dal 1485 il trattato viene stampato, pubblicato grazie all’appoggio di Lorenzo De Medici. Viene

poi stampato a Parigi nel 1512, a Strasburgo nel 1541, tradotto in italiano nel 1546 e così via. È

un’opera di grande importanza. Alberti scrive un’opera sull’architettura perchè :

-​ per lui è un’arte importante nella vita

-​ ai governanti del tempo interessa molto la nuova architettura

-​ lui, in quanto umanista ha un desiderio. Sente il desiderio di reinterpretare Vitruvio che è stato

tanto "mal ridotto" nei secoli (opera di esegesi)

-​ arrivato a Roma, la trova in condizioni rovinose

-​ a spingerlo a occuparsi di architettura sono anche le opere fiorentine di Brunelleschi, le uniche

in grado di rivaleggiare con le antiche

De re aedificatoria (1452)

è scritto in latino: linguaggio colto degli umanisti, ma anche un

●​ linguaggio che gli permette di fare riferimento a un pubblico

internazionale

non scrive per gli architetti (perché non conoscono il latino), deve

●​ recuperare tutto ciò che sa sull’architettura, organizzarlo e renderlo

interessante, seducente. La materia viene presentata in maniera

attraente.

Il trattato è diviso in 10 libri (riferimento a Vitruvio evidente)

●​ La triade verrà ripresa in modo leggermente diverso

●​ La distinzione tra dimensione pubblica e privata normate da leggi

●​ diverse è in lui molto forte visti i suoi studi

Da vitruvio prende il sistema teorico degli ordini (dorico, ionico, corinzio e tuscanico)

●​ Parla dei rapporti proporzionali tra le parti e tra le parti e l'unità

●​ Riprende da Vitruvio la figura dell’architetto professionista e dà all’architettura

●​ un’autorevolezza riconoscendola a tutti gli effetti come una disciplina.

Le differenze tra i due trattati sono che Vitruvio voleva raccogliere tutto ciò che sapeva

●​ sull’architettura, c’è un progetto editoriale più confuso. Alberti invece ha Vitruvio come

esempio e produce quindi un’opera più organizzata.

Gli è molto utile la filosofia medievale: esprime il problema da più punti di vista e quindi opta

●​ per una soluzione 62

Sicuramente Alberti ha fatto riferimento ad almeno 50 testi di architettura antica, e altri

●​ medievali e contemporanei.

Alberti sostiene che le principali fonti di riferimento, oltre che i libri, sono gli edifici→ lettura

●​ degli edifici dell’antichità così come gli umanisti fanno degli scritti antichi latini e greci.

Arriva a noi senza immagini (aniconico)

●​

Prologo: C’è un prologo in cui si parla dell’importanza dell’architettura, della figura dell’architetto etc.

Libro I: Scelta del sito, rapporto dell’architettura con il sito in cui viene costruita, progetto. Il progetto

per alberti è, come nel Medioevo, una struttura mentale. Principali componenti dell’edificio

Libro II: materiali da costruzione. Da umanista interpreta la questione dei materiali in un carattere

universale. Rapporto dei materiali con la natura.

Libro III: corretta costruzione

Libro IV: rapporto tra architettura e società. Esistono delle norme che mettono in relazione

architettura e contesto. Infrastrutture urbane (strade, porti, porte urbiche…)

Libro V: edifici pubblici e residenze private

Libro VI: macchine, rivestimenti e decorazione

Libro VII: edifici religiosi→ Vitruvio parlava dei templi pagani, Alberti invece deve parlare di temoli ma

non solo

Libro VIII: edifici pubblici civili

Libro IX: decorazione, bellezza, proporzioni, disegno (capacità dell’architetto). FINITIO, COLLOCATIO,

CONCINNITAS (armonia tra le parti). Anche la bellezza è un’elaborazione mentale

Libro X: rapporto tra architetture e le acque, idraulica, difetti dell’architettura (problemi concreti che

l’architettura può avere a causa del cattivo governo con le acque), restauri (provvedimenti necessari

per manutenere gli edifici in seguito a degrado dovuto il più delle volte a mal governamento delle

acque)

Rappresentato di profilo su una targhetta di bronzo in una posa da “antico” data

dalla posa, dall’espressione, dalla capigliatura, dai vestiti che gli danno la stessa

autorevolezza degli antichi. Sotto il mento c’è l’occhio alato, il suo simbolo, che

rappresenta qualcuno che vede mentre si muove.

Tempio Malatestiano, Rimini

È la chiesa di S. Francesco che a partire dal 1450 viene

trasformata per volere di Sigismondo Malatesta in un

mausoleo per la sua famigl

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alinamusikov di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Balestreri Isabella Carla Rachele.
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