Storia dell’architettura 1
Architettura dell’arco
Le mura di una ci*à non sono state costruite solo per scopo difensivo, ma anche per
determinare un senso di appartenenza e per ques9oni fiscali. È necessario che esista
un collegamento tra l’interno della ci*à e l’esterno; perciò, è necessario aprire un
varco nella cinta muraria, uno spazio vuoto che non causi il crollo della stru*ura.
Varco con mura ciclopiche (cos9tuite da grandi
pietre).
Per aprire un vuoto, l’architrave deve reggere i
carichi sovrastan9 (delle mura, di un te*o...) e il
proprio; trasferisce ques9 carichi a delle
stru*ure ver9cali ai la9, i piedri.. Questa
apertura ha un limite: la pietra orizzontale, l’architrave, non può essere lunghissima,
nonostante la grandezza della pietra. È una stru*ura in equilibrio poiché simmetrica,
il peso viene diviso in modo simmetrico.
Varco con apertura triangolare
Il vuoto non si apre u9lizzando l’architrave, ma con
altre pietre che svolgono lo stesso ruolo. La forma
triangolare aiuta a convogliare i pesi verso le pietre
alla base. Questa apertura perme*e un passaggio
più agevole e inoltre più facile da realizzare perché
le pietre sono più piccole e facili da trasportare
rispe*o all’architrave, però l’equilibrio è più difficile da raggiungere.
Arco
L’apertura raggiunge una forma semicircolare,
che è quella dell’arco. Questa stru*ura è quella
più conveniente, anche questa è simmetrica e
formata da una serie di piccoli elemen9: i conci,
che presentano una forma cuneiforme,
posiziona9 e associa9 prima con una impalcatura
di legno e anche tolta i conci rimangono stabili,
ques9 distribuiscono il peso in modo graduale, grazie alla loro rotazione lieve. L’arco
è una stru*ura solida e ferma, a pa*o che mantenga la sua geometria; perme*e
l’apertura di un varco, è dunque un elemento di connessione tra l’interno e l’esterno,
tra due stru*ure differen9.
Per costruire gli archi sono necessari diversi 9pi di conci:
1. Concio di volta;
2. Conci orizzontali che perme*ono all’arco di appoggiarsi al piano di imposta.
A rendere stabili questa stru*ura in pietra è la geometria, il materiale e l’a5rito tra
le pietre scolpite. I conci hanno una misura costante e la loro facciata complessiva è
l’archivolto; il loro spessore/profondità perme*e l’apertura, la superficie curva
interna è chiamata intradosso, quella esterna estradosso.
Arco con cornice
Alcuni archi presentano una cornice che so*olinea i
pun9 più importan9, come i piani di imposta e spesso
nel punto della chiave di volta c’è la scultura di una
divinità, affinché questa protegga la porta e la difficile
stru*ura. Stru*ura dell’arco
I conci possono oppure
no avere una relazione e
con9nuazione con i filari
di pietre orizzontali.
Gli archi vengono realizza9 con materiali differen9, non solo da pietre ma anche da
malte (opus incertum) che legano le pietre. Diminuendo le dimensioni dell’arco,
aumentando il numero di conci e u9lizzando delle malte come collan9 è possibile
realizzare la stru*ura in modo più approssima9vo.
Possono essere u9lizza9 anche i ma5oni, lega9 tramite giun9 di malta; e quando
sono molto soUli non è necessario scolpire i singoli conci, poiché hanno la stessa
geometria.
Invece delle impalcature realizzate in legno, sappiamo poco, probabilmente avevano
la forma di una semi ruota, che poteva essere u9lizzata più volte. Quindi è stato
compiuto un grande passe in avan9 rispe*o a quell’architrave.
Es. Basilica di Massenzio, prevede 3 archi.
Es. Chiesa di San Nazaro, Porta romana, con archi del IV secolo d.C.
Incisione del ponte di Nona,
sorre*o da una serie di archi.
La costruzione del ponte
perme*e l’a*raversamento
di fiumi, valli… ed è
successivo alle strade. Il
ponte è un’infrastru*ura
9picamente romana, che
doveva garan9re il passaggio
civile ma anche militare, è
necessaria che sia durevole nel tempo. Il ponte va a sos9tuire quelli di legno, i
pon9li, che non perme*evano il passaggio degli eserci9.
Il ponte è un ogge*o slegato da una strada ma deve mantenere una con9nuità con
questa, per facilitare il passaggio. Per esempio, il ponte a schiena d’asino presenta
una salita e una discesa, ma il carro e le truppe con le armi hanno bisogno della
strada spianata. L’arco è molto u9le da questo punto di vista, infaU sono sorreU da
piloni che si allargano alla base per sostenere meglio il peso. Questa infrastru5ura è
9pica romana, poiché ques9 ul9mi hanno scoperto la pozzolana, una malta
resistente anche all’umidità e all’acqua.
Il ponte con due ordini, due piani di arcate, perme*e lo scorrimento della strada e
dell’acquedo5o (il canale presente sulla sommità della stru*ura). L’acqua non
doveva mai fermarsi, altrimen9 stagnava ed erodeva la pietra.
Porta Maggiore, Roma, I
secolo d.C. integrato poi
nelle mura Aureliane.
È un elemento di sostegno
di due acquedoU e di
passaggio di due strade. È
realizzata con pietra chiara
scolpita, 2 archi per i carri e
1 per i pedoni. I piloni sono
decora9 con delle edicole,
che nobilitano delle statue
probabilmente, che
accolgono l’arrivo in ci*à. Questo ponte/arco/acquedo*o è dunque una porta
urbica. Porta dei borsari, Verona.
Con due archi, uno di entrata e l’altro
di uscita; e due altri ordini di arcate
superiormente, uno des9nato al
passaggio dei solda9, l’altro dei civili.
Le paraste sono delle colonne
appoggiate al paramento, decorate
con capitello, che sorreggono la parte
sovrastante. I capitelli e gli ordini non
esistono soltanto nei templi, ma
adornano anche le porte.
Arco di Augusto, Rimini, 27 d.C.
Doveva essere costruito lontano
dalla ci*à e presenta un unico
fornice (apertura). Sui piloni sono
addossa9 delle colonne che
dovevano reggere la trabeazione, il
9mpano.
Il monumento è un’archite*ura che celebra e ricorda qualcuno di importante.
Questo è un arco di trionfo. Per o*enere un arco di trionfo in proprio onore era
necessario che l’imperium venisse affidato dire*amente dal senato e o*enere un
successo in guerra con un nemico, avere ucciso più di 5000 nemici e rubato un
boUno. Il generale e l'esercito prima di entrare in ci*à dovevano o*enere
l’approvazione da parte del senato, poi dopo che gli erano stato riconosciuto il
trionfo, il generale doveva recarsi al tempio della triade capitolina. L’ingresso era
organizzato come una grande parata e i solda9 dovevano purificarsi, lavandosi del
sangue versato; il condoUero doveva passare so*o l’arco perché simbolicamente
rappresentava la purificazione da tuU quegli assassini.
Arco di Tito a Roma
Il parallelepipedo sovrastante è chiamato
a.co e sopra di questo vi erano i cicli di
statue.
Es. Arco di Tiberio a Orange Arco di SeUmio Severo a Roma
I piloni sorreggono 3 archi a tu5o sesto
perfe*amente leggibili, sulle imposte si
appoggia l’archivolto, chiamato
architrave curvo; con un elemento
scultoreo sulla chiave di volta. Il piano di
imposta dell’arco maggiore è allineato
con la cornice degli archi minori. Le 4
colonne sono ere*e sui piedistalli, con
capitello di ordine composito, reggono la trabeazione e sopra delle cornici
importan9 e l’aUco, cara*erizzato da una grande epigrafe, delimitata da pilastri. Vi
sono elemen9 ver9cali e orizzontali, lega9 agli archi tramite la chiave di volta che
congiunge l’intradosso e l’estradosso, indipenden9
tra di loro.
Arco di Traiano ad Ancona, come segno di pace e
accoglienza di chi arriva in ci*à.
Architettura pubblica della Roma Antica
Nel 312-313 d.C. a Roma esistevano 1790 palazzi, 40.000 case e appartamen9, 290
negozi e magazzini, 254 forni, 18 fori/piazze pubbliche, 30 parchi, 8 aree pubbliche
coperte d’erba per i giochi, 5 laghi ar9ficiali per spe*acoli nau9ci, 2 circhi, 2 stadi, 28
biblioteche, 3 teatri. TuU ques9 edifici erano decora9 da una popolazione di 10.000
statue, esistevano 36 archi onorari o trionfali di marmo, 37 porte urbiche. Esistevano
aUvi 11 bacini termali, 500 fontane fornite da 130 sorgen9, 19 canali d’acqua, 8
pon9 e 926 balnea priva9. A Roma erano in grado di lavarsi contemporaneamente
62.800 persone. Questa quan9tà e qualità di edifici pubblici non è stata superata
neanche in tempi moderni. La costruzione degli edifici pubblici è legata alla
propaganda e ricerca del consenso. Ques9 grandi edifici pubblici erano colloca9
all’interno dello spazio urbano, integra9 al tessuto residenziale.
Vitruvio parla abbondantemente del teatro nel suo V libro. Vitruvio ha osservato
tan9 teatri del VI, V, IV secolo a.C. e da delle regole e informazioni tecniche agli
architeU che verranno dopo di lui. (il periodo in cui vive Vitruvio è un periodo di
passaggio dal consolato al principato). Il teatro greco non è soltanto un
edificio civile, des9nato alla
riproduzione di spe*acoli, ma
anche religioso, in quanto
des9nato a una divinità, Dioniso.
Lo spazio ha una geometria varia,
ma sabbioso per perme*ere gli
spostamen9 del coro, dei
danzatori. A*orno allo spazio
sabbioso si sviluppa la cavea,
ricavata da un pendio naturale; le
gradinate potevano essere scolpite dire*amente nella pietra del pendio oppure
collocando lastre di pietra. La cavea presenta una stru*ura semicircolare, perché
perme*e a decine di migliaia di persone di sen9re quello che viene de*o e cantato
nell’orchestra. Gli a*ori recitano sulla scena, che media il rapporto con il panorama
circostante e perme*e agli spe*atori di osservare la natura. Vi è armonia tra il
paesaggio naturale e la costruzione ar9ficiale. La scena era spesso in legno e
presentava degli elemen9 tessili, che assistevano la narrazione. Il teatro greco si
trova in una posizione baricentrica rispe*o molte ci*à.
I romani hanno trasformato la scena in un edificio in pietra, che chiude quello spazio
originariamente aperto. Anche l’orchestra è stata modificata, ha perso la sua forma
circolare ed è stata pavimentata. In tu*e le ci*à romane vengono costrui9 i teatri,
che diventano degli edifici urbani. Teatro romano a Lione
Sfru*a almeno per i primi ordini il pendio della
collina
Es. Teatro romano a Merida. Presenta dietro la scena il perisAlio, un cor9le
re*angolare por9cato su tre la9, percorso durante le pause delle rappresentazioni
teatrali.
Inizialmente i teatri non erano edifici stabili, poiché il senato temeva che i generali
potessero sfru*ali per le loro orazioni. Ma con il passaggio dal consolato al
principato, Augusto avvia la costruzione di teatri stabili e perenni. La scena diventa
l’edificio che ospita non solo a*ori, camerini, ma anche tu*e le macchine
scenografiche. È un archite*ura u9le ma anche celebra9va; ha una faccia che guarda
verso il teatro, ma anche una faccia che guarda la ci*à, il peris9lio; tra le due facce vi
è uno spazio vuoto che perme*e il passaggio di quelle macchine. Nei teatri romani
sono u9lizza9 ancora gli ordini, le colonne per garan9re la venustas, di cui parla
Vitruvio; sono gli unici elemen9 riconosciu9 come modelli di bellezza e per questo
riu9lizza9. Teatro romano a Orange
La scena è un vero e proprio edificio,
decorato con colonne e trabeazioni; al
centro vi è un arco che ospita la statua di
Augusto. Per cui anche la scena diventa un
arco di trionfo, celebra9vo nei confron9
dell’imperatore.
Teatro romano di Marcello
Costruito nel centro della ci*à di
Roma. Per cui le gradinate non sono
ricavate della pendenza di una
collina, ma presentano delle mura
molto alte. La scena presenta due
mura che presentano due geometrie
differen9, una reUlinea e l’altra con
un rientramento, chiamato esedra.
Anche l’esterno del teatro, costruito in traverAno, doveva essere decorato con gli
ordini; ci sono una serie di pilastri collega9 dagli archi, vi sono tre ordini, livelli di
arcate che ricordano la stru*ura degli acquedoU. È necessario costruire una
stru*ura che sorregga la cavea.
All’interno è cos9tuito da arcate concentriche collegate tra di loro da altri archi, che
creano delle volte e gallerie perimetrali; queste volte sono chiamate a bo*e. Ci sono
sicuramente delle scale che perme*ono il collegamento tra i diversi livelli di arcate.
La platea è sostenuta da se. murari, con una sezione ver9cale di forma triangolare;
ques9 elemen9 ver9cali
originariamente erano collega9 da
archi e lega9 da volte a bo*e, sulle
quali si appoggiava la platea. Queste
stru*ure di sostegno seguono la
pendenza delle arcate.
Questa stru*ura interna è presente anche all’interno del Colosseo, che all’esterno
presenta tre arcate serrate da una serie
di colonne addossate, con capitelli che
reggono la trabeazione e un a.co sulla
sommità, scandito da una serie di
modanature ver9cali con le stesse
proporzioni delle semicolonne, sono
delle paraste; le paraste recano sulla
sommità l’architrave, il fregio e la cornice
sorre*a dalle mensole. Le arcate hanno a
che fare anche con la stru*ura interna nascosta. L’anfiteatro non è circolare ma
ovale per contenere più spe*atori, ma sopra*u*o perché a influenzare la forma
dell’anfiteatro è quella dello spazio prima dedicato all’orchestra. Questo perché
all’interno si svolgevano i combaUmen9 ed era necessario lo spazio per scappare e
la geometria del cerchio non era funzionale. Questo nuovo spazio è chiamato arena.
Un altro anfiteatro è quello di Pompei, è un’archite*ura italica e non greca perché
legata ad aUvità, esercizi che diver9vano i romani.
Questo sistema viene u9lizzato
anche per la costruzione dello
stadio, des9nato alle gare di
atle9ca. Rappresenta il modello
dello Stadio di Domiziano, sulle cui
fondamenta è stata realizzata piazza
Navona.
E anche per il circo, al centro del quale vi
era una spina cos9tuita da obelischi
egiziani, simbolo di divinazione del sole,
so*raU durante le guerre. Questo modello
rappresenta il Circo Massimo e veniva
u9lizzato per le corse dei cavalli (corse delle
bighe)
Tra gli edifici pubblici, oltre a quelli des9na9 agli spe*acoli vi sono anche quelli
des9na9 al benessere: balnea, ovvero gli impianA termali. I romani davano
estremamente importanza alla salute e così sfru*ano le sorgen9 d’acqua calda
presen9 sopra*u*o nell’area campana che provocano vapori benefici per la
respirazione e per altre malaUe. I balnea originariamente erano delle stru*ure
molto improvvisate collocate dove vi erano queste risorse naturali (ad esempio nella
zona di Pompei), che perme*evano di usufruire di vapori di temperatura diversa,
salutari per la respirazione, e passare da vasche d’acqua di temperatura differente.
I balnea sono dunque dei complessi basa9 su dei
percorsi e sulla successione di tre ambien9/vasche:
frigidarium, tepidarium e calidarium. Queste stanze
devono essere separate tra loro tramite murature e
volte, essendo spazi chiusi e so*erranei, che
favoriscono l’isolamento. Viene abbandonato il
sistema arco, trabeazione usato all’esterno. Tramite
piccoli fori perme*ono l’ingresso della luce e di altri
agen9 atmosferici.
Le murature sono cos9tuite da
paramen9 esterni e interni tra i quali vi
è una intercapedine nella quale passa
l’aria calda proveniente dalle caldaie
che scalda le mura interne e le vasche.
Lo stesso accade nel pavimento.
A par9re dal I secolo d.C. i romani cominciano a controllare l’approvvigionamento
dell’acqua tramite gli acquedoU, perme*endo di costruire i balnea anche nei centri
delle ci*à e di tenerli sempre aper9 a disposizione della popolazione.
Così come i teatri e gli anfiteatri sono messi a disposizione dall’imperatore, lo stesso
vale per le terme, fanno parte della propaganda dell’imperatore.
Le Terme di Caracalla sono un
complesso gigantesco, recintato, che
con9ene al suo interno anche teatri,
luoghi per ascoltare la musica e
presenta un’enorme cisterna dell’acqua
(in basso). Sono costruite in muratura e
rives9te con tan9 materiali diversi per
evitarne l’usura, per esempio mosaici
(raffiguran9 personaggi marini), lastre di
marmo. Ad oggi ques9 materiali sono
anda9 distruU, altri riu9lizza9. Era
frequente l’u9lizzo del colore.
I balnea erano divisi tra uomini e donne in egual misura. Solitamente al centro vi era
il frigidarium, molto spesso si tra*ava di uno spazio re*angolare diviso da 3 moduli
quadra9, de*e campate e coperte da volte a crociera (incrocio di due volte a bo*e).
A Roma vi sono anche le terme di Diocleziano.
Architettura Antica II secolo a.C. – VI secolo
d.C. Lo spazio del foro e l’edificio della basilica
La parola foro deriva da “forum” inteso come spazio definito, delimitato e da “foris”
trovarsi fuori; si tra*a di uno spazio delimitato aperto. Originariamente veniva
costruito nel punto d’incontro tra cardo e decumano, ma non sempre.
Il foro è il lungo spazio re*angolare che ospitava
merca9 all’aperto, sul quale affacciavano edifici
pubblici, templi. Al foro di Pompei si accedeva
passando so*o un arco. Des9nato agli scambi di
cara*ere commerciale, poli9ci. Il foro romano
viene diviso
dagli stessi
edifici, Basilica
Iulia, Basilica
Aemilia e il
Tabularium,
preceduto
dall’arco di
Se.mio
Severo.
Nel foro di Traiano probabilmente il
tribunale andava a inserirsi n
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Storia dell'architettura occidentale - Appunti
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