Storia dell’architettura
1. Periodi della storia dell’architettura occidentale
- Architettura minoica: è l’architettura sviluppata nell’ambito della civiltà minoica, la civiltà cretese dell’età del bronzo, nel periodo fra il 3000-1500 a.C.
- Architettura micenea: è l’architettura sviluppata nell’ambito della civiltà micenea, che si sviluppò in Grecia fra il 1500-1100 a.C.
- Architettura greca: l'architettura greca viene suddivisa, come tutta l'arte greca, convenzionalmente in tre periodi: nel periodo arcaico abbiamo la costituzione degli ordini architettonici e l'erezione dei primi templi. In età classica, corrispondente al V e IV secolo a.C., l'erezione di capolavori come i templi dell'Acropoli di Atene; in età ellenistica la diffusione del linguaggio greco in buona parte del Mar Mediterraneo.
- Architettura romana: prima dell’editto di Milano di Costantino del 313.
- Architettura paleocristiana: è un’architettura soprattutto di tipo ecclesiastico, rielabora forme romane come la basilica, riadattandole al culto cristiano.
- Architettura bizantina: è l’architettura che si è sviluppata all’interno dell’impero romano d’oriente, e nei territori soggetti alla sua influenza politico-culturale.
- Architettura merovingia: nei territori dei Franchi tra il V e l’VIII secolo.
- Architettura carolingia: nei territori carolingi tra l’VIII e l’XI secolo.
- Architettura longobarda: nei territori italiani soggetti al Regno longobardo, tra il VII e l’VIII secolo.
2. Architettura romanica e periodi successivi
- Architettura romanica: l'architettura romanica è l'architettura dell'occidente europeo prevalentemente nei secoli XI e XII. Le maggiori realizzazioni sono edifici religiosi come cattedrali, pievi e abbazie ed edifici civili come castelli e palazzi.
- Architettura gotica: nasce in Francia nella metà del XII secolo e si diffonde in tutta Europa. È caratterizzata da un’innovativa e ardita tecnica di costruzione e dalla ricerca di nuove forme spaziali.
- Architettura del Rinascimento: l'architettura del Rinascimento ebbe origine a Firenze, agli inizi del Quattrocento, principalmente grazie all'operato di alcuni artisti e intellettuali fiorentini come Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti. L'architettura del Rinascimento è caratterizzata dalla ripresa degli ordini e delle proporzioni dell'architettura del mondo classico, in particolare di quello romano.
- Architettura barocca: si sviluppa in Europa nei secoli XVII e XVIII. L'architettura del barocco, se da un lato mantiene la grammatica compositiva classica, dall'altro ne infrange le regole sintattiche, mettendo al centro l'interpretazione soggettiva e priva di regole dell'artista.
- Architettura neoclassica: si sviluppa fra la metà del XVIII e il XIX secolo. Nasce come protesta verso gli eccessi dello stile barocco, e si ipotizza la necessità di ritornare a quella razionalità tipica degli ordini classici.
- Architettura del romanticismo: l'architettura del romanticismo è caratterizzata dallo storicismo e dall'eclettismo, in particolare dalla ripresa dell'architettura neogotica e in seguito anche di altri "stili", come il neogreco, il neoromanico o il neobarocco.
- Architettura moderna: l'architettura moderna è caratterizzata da una molteplicità di tendenze. Per Movimento Moderno si intende in particolare l'architettura razionalista che si è sviluppata a partire dagli anni trenta del XX secolo, in particolare attorno alla figura di Le Corbusier. Altro importante maestro è Frank Lloyd Wright.
3. Il Partenone
Il tempio greco più importante è il Partenone, considerato il capolavoro dell’ordine dorico. Fu fatto ricostruire da Pericle, per mano dell’architetto Ictino nel 447 a.C. e fu ultimato nel 438 a.C. Il tempio è consacrato alla dea Atena Partenos = vergine, protettrice della città di Atene. Per qualche tempo, servì come tesoreria della lega di Delo, istituita per consolidare le vittorie di Maratona e Salamina (480 a.C.), e per tenere fuori dal territorio greco, una volta per tutte, gli invasori persiani, e che diventò successivamente l'Impero ateniese.
4. Caratteristiche strutturali
- È circondato da colonne, e per questo è detto periptero. A differenza dei classici templi che presentano sei colonne sulla facciata e 13 sul lato lungo, il Partenone è ottastilo, ha cioè 8 colonne sul lato corto e 17 su quello lungo.
- All’interno vi è una cella detta naos che è riservata ai sacerdoti. Questa è divisa in tre navate da due file di colonne doriche; inoltre ogni fila è formata dalla sovrapposizione di colonne di due dimensioni, quelle inferiori più alte e quelle superiori più basse, per esaltare la grandezza della statua crisoelefantina di Atena. Le due file erano unite da un’ulteriore fila di colonne sul lato Ovest.
- La statua crisoelefantina di Atena era posta all’interno della cella: alta più di 12 m e modellata intorno a un’anima di legno, aveva il volto, le braccia e i piedi rivestiti d’avorio, con l’abito e altri elementi coperti d’oro.
- Il Partenone è costruito seguendo le norme dell’ordine architettonico, metodo di progettazione che deriva da princìpi pitagorici, basato su un rapporto numerico: con il kanon, diametro della colonna, si determinano tutte le misure della struttura. In questo modo si riescono a costruire strutture imponenti, mantenendo un’eccezionale armonia.
- Le travi in legno sulle quali appoggiava il tetto erano suddivise in più parti, ancorate l’una all’altra, e fissate a loro volta alle colonne esterne, al muro del naos e alle colonne delle navate. Le morse con le quali erano ancorate le travi erano nascoste.
5. Interno del Partenone
Interno del Partenone con la grande statua crisoelefantina di Atena.
6. Caratteristiche peculiari del Partenone
Caratteristiche peculiari del Partenone sono le misure adottate per correggere la vista distorta tipica dell’occhio umano, e la stragrande abbondanza e qualità delle decorazioni scultorie.
7. Correzioni ottiche
- Lo stilobate, piattaforma sulla quale si reggono le colonne, curva in su leggermente per ragioni ottiche.
- L'entasis è il leggero rigonfiamento posto sul fusto a 1/3 della sua altezza che annulla l'illusione ottica che le colonne siano concave nella zona centrale.
- Altra correzione ottica è la diversa distanza delle colonne per risolvere il problema dell'angolo, o la diversa forma delle colonne d'angolo per correggere il diverso intercolumnio tra i lati del tempio.
- Le colonne non sono perpendicolari al piano d’appoggio, ma sono leggermente curvate verso l’interno per evitare un effetto che le avrebbe fatte sembrare sbilanciate verso l’esterno.
- Inoltre lungo tutto il corpo delle colonne furono fatte delle scanalature per attenuare la riflessione della luce, e distribuirla così in modo omogeneo lungo tutto il perimetro del tempio.
8. Decorazione scultorea
Autore della ricca decorazione scultorea fu Fidia, era figura:
- Sulle metope: le battaglie tra gli dei e i giganti, le Amazzoni e gli Ateniesi, i centauri e i Lapiti.
- Sul fregio: la processione panatenaica, che si teneva ogni quattro anni ad Atene.
- Sui frontoni: la nascita di Atena e la sua contesa con Poseidone per il territorio dell’attica.
9. Principali differenze fra architettura greca e romana
- Cardine dell’architettura greca è l’ideale filosofico in base al quale la natura ospita la struttura: non si possono modificare gli elementi naturali per imporvi una struttura, ma la si deve progettare per adattarvisi. Infatti la costruzione di un teatro era preceduta dalla ricerca di un territorio che avesse già la morfologia adatta. Per i romani, invece, era consueto modificare il territorio in base alle loro esigenze, infatti i teatri romani vengono costruiti in base alla morfologia urbana, quindi in luoghi di comodo.
- Per i greci è impensabile realizzare strutture a più piani: se la natura ospita la struttura, la gente deve stare a contatto col suolo naturale, non con un piano artificiale. I romani sono totalmente estranei a questo concetto.
- I greci progettavano i templi scindendo la funzione estetica, colonne, da quella funzionale, cella. Mentre per i romani questi due aspetti non possono essere separati: basta pensare all’uso dell’arco come elemento strutturale e decorativo, che poi verrà ripreso dallo stile romanico e accostato ai muri pieni, con la sola funzione estetica.
10. Il Colosseo
Il Colosseo è l’esempio maggiore di tali differenze fra criteri di progettazione greci e romani. Costruito da Vespasiano nell’80 d.C. è il più antico anfiteatro romano pervenutoci, oltre ad essere quello di più alta qualità architettonica. La facciata esterna, in travertino delle cave tiberine, è un’insieme dei tre ordini dorico, ionico e corinzio, con ottanta aperture ad arco a tutto sesto, ciascuna affiancata da semicolonne, sormontato da un piano attico di maggiore altezza ma più spoglio, scandito da pilastri corinzi. I seggi sulle gradinate, per la maggior parte in marmo, poggiavano su costruzioni inarcate di calcestruzzo rivestito in mattoni, costituite da volte di altezza gradualmente crescente. L’immensa struttura alveolare era forata da rampe radiali, passaggi e ambulacri laterali, consentendo la circolazione comoda e sicura delle grandi folle che entravano da settantasei ingressi numerati. Altrettanto ingegnosa era la progettazione e la costruzione dei labirintici locali sotterranei sottostanti l’arena, dove le belve erano chiuse in gabbie che potevano venire sollevate fino al livello del suolo. Quando le condizioni climatiche erano impervie vi era la possibilità di stendere dei grandi teloni per coprire l’intera arena.
11. Ordine dorico
- Base mancante: il fusto della colonna poggia direttamente sulla parte di pavimento chiamata stilobate, l'ultimo dei tre gradini.
- Fusto scanalato dorico: le scanalature si incontrano formando un angolo vivo, invece che essere separate da listelli. Esse sono 20 come negli ordini ionico e corinzio.
- Capitello dorico formato da abaco più echino.
- Architrave non suddiviso in fasce e con guttae, ossia piccoli elementi a forma di tronco di cono, al di sotto della fascia sporgente che funge da coronamento, taenia.
- Fregio suddiviso in metope, riquadri piani decorati a pittura o a rilievo, e triglifi, elementi più sporgenti solcati da scanalature, in teoria tre, da cui il nome tri-glifo.
- Cornice con una parte superiore più sporgente, decorata sulla superficie inferiore, soffitto, con basse tavolette, mutuli, ornate da più file di guttae. Priva di dentelli nella parte inferiore.
12. Ordine ionico
- Base presente: la base può assumere forme diverse a seconda del luogo e del periodo, la più nota e comune è, comunque, quella detta "base attica", dal luogo in cui è stata utilizzata per la prima volta, Toro, Trochilo, Toro.
- Fusto scanalato con le scanalature separate da listelli e non a spigolo vivo.
- Capitello ionico.
- Architrave suddiviso in fasce, ciascuna leggermente sporgente rispetto a quella inferiore, e coronato superiormente da modanature.
- Fregio continuo.
- Cornice decorata con dentelli.
13. Ordine corinzio
- Base presente.
- Fusto scanalato come nell'ordine ionico.
- Capitello corinzio.
- Architrave come nell'ordine ionico.
- Fregio continuo come nell'ordine ionico.
- Cornice come nell'ordine ionico.
14. Il trattato di Vitruvio
Il trattato di Vitruvio viene scritto nel periodo di transizione dalla repubblica all’impero romano. È la testimonianza letteraria più antica sull’architettura, e nasce per consentire all’imperatore di disporre di regole di costruzione per l’impero. È composto da 10 libri divisi a loro volta in vari capitoli. Vitruvio per compiere quest’opera attinge alla bibliografia greca, e per questo motivo troviamo all’interno, nonostante sia stato scritto in latino, molti termini greci, il che lo rende, anche ai suoi tempi, molto difficile da decifrare.
15. I dieci libri di Vitruvio
- I Libro - Formazione culturale dell’architetto: le tre articolazioni teoriche dell’architettura e i principi organizzatori, l’urbanistica: fondazioni di città, costruzione delle mura, disposizione delle strade in funzione dell’orientamento dei venti, ripartizione degli edifici pubblici all’interno della cinta muraria.
- II Libro – Materiali da costruzione e opere murarie: l’antropologia vitruviana: l’evoluzione dell’umanità e la nascita dell’edilizia, i principi delle cose, i materiali da costruzione.
- III Libro – Architettura templare: parla dell’ordine ionico, dei diversi tipi di templi realizzabili, della loro funzione estetica e funzionale, dell’ordine architettonico, delle misure da adottare per correggere le distorsioni visive e delle fondazioni.
- IV Libro – Architettura templare: i templi: origine ed evoluzione degli ordini greci, l’origine delle trabeazioni, gli ordini dorico e corinzio, la sistemazione interna, l’orientamento, le porte, il tempio tuscanico, le soluzioni architettoniche particolari o ibride.
- V Libro – Aree pubbliche: gli edifici pubblici profani: foro, basilica, tesoro, prigione, curia. I teatri: fondazione, vasi di risonanza e principi musicali, organizzazione generale del teatro latino; il teatro greco. I bagni e le palestre. I porti e le murature sommerse.
- VI Libro – Edifici privati: l’edilizia privata: disposizione, proporzioni, misure, organizzazione interna, orientamento e adeguamento ai proprietari di case urbane. Le case di campagna, la casa greca, costruzioni e stanze a volta.
- VII Libro – Rifiniture edifici privati: le rifiniture: rivestimenti e decorazione, selciatura, stucco, soffitti a volta, intonaci nei luoghi umidi. La pittura: il marmo, i colori naturali, i colori artificiali.
- VIII Libro – Acquedotti, pozzi, cisterne (Idrologia, Idraulica): metodi per scoprire le sorgenti, proprietà delle acque, i modi per stimare la loro salubrità, l’adduzione dell’acqua.
- IX Libro – Gnomonica: l’astronomia: l’organizzazione dell’universo, i pianeti, la luna, il sole, la volta celeste; astrologia e meteorologia. La gnomonica: meridiani e orologi ad acqua.
- X Libro - Meccanica: la meccanica: definizione ed evoluzione. Meccanica civile: macchine di sollevamento, principii, apparecchi per tirare su l’acqua, organo idraulico, odometro. Meccanica militare: scorpione, balista, regolazione delle macchine da getto, macchine d’assedio, difesa.
16. Strutture tipiche romane
- Gli acquedotti: raccoglievano l'acqua da diverse sorgenti naturali situate a notevole distanza dalla città. L'acqua si muoveva in direzione della città grazie a nessun'altra forza se non quella di gravità, cioè l'acquedotto agiva da continuo scivolo per tutta la distanza che separava le sorgenti dal punto del suo sbocco. Dove il terreno si faceva piano, in vicinanza della città, il flusso veniva reso possibile costruendo le famose serie di arcate, alcune delle quali raggiungevano quasi 30 m di altezza.
- Le terme: edifici pubblici con degli impianti che oggi chiameremmo igienico-sanitari. Sono i precursori degli impianti odierni e rappresentavano uno dei principali luoghi di ritrovo durante l'antica Roma, a partire dal II secolo a.C. Le terme erano un luogo di socializzazione, di relax e di sviluppo di attività vive per uomini e donne, che ovviamente stavano in spazi separati. Lo sviluppo interno tipico era quello di una successione di stanze, con all'interno una vasca di acqua fredda, la sala del frigidario, solitamente circolare e con copertura a cupola e acqua a temperatura bassa, seguita all'esterno dal calidario, generalmente rivolto a mezzogiorno, con bacini di acqua calda. Tra il frigidario e il calidario vi era probabilmente una stanza mantenuta a temperatura moderata, il tepidario, stanza adiacente al calidario in cui veniva creato un raffreddamento artificiale. Assieme al calidario veniva usata quella che ai nostri giorni viene chiamata la sauna finlandese, ovvero il passaggio repentino dal caldo al freddo e viceversa. Le natationes erano invece le vasche utilizzate per nuotare. Attorno a questi spazi principali, si sviluppavano gli spazi accessori: l'apodyterium, uno spazio non riscaldato adibito a spogliatoio, la sauna, la sala di pulizia, la palestra. All'interno delle terme più sontuose, come le Terme di Caracalla, si poteva trovare spazio anche per piccoli teatri, fontane, mosaici, statue e altre opere d'arte, biblioteche, sale di studio e addirittura negozi.
- I circhi: strutture dove si svolgevano le corse dei cocchi. Il più famoso è il Circo Massimo.
- I fori: complessi di edifici dove all’interno vi erano tutte quelle strutture di cui l’imperatore aveva bisogno: cappelle, la basilica, strutture amministrative, la piazza dei comizi ecc.. Ambizione di ogni imperatore è di fare del proprio foro il più maestoso. Il foro di Traiano è il più imponente (300 x 185 metri), si disponeva parallelamente al Foro di Cesare (a nord-ovest di questo) e perpendicolarmente a quello di Augusto, con la basilica sopraelevata di alcuni gradini. Tutti gli edifici del Foro di Traiano erano ricoperti di marmi e stucchi, nonché adorni di sculture e pitture parietali. Il complesso comprende, nell'ordine: un ingresso formato da un'aula quadrata con quadriportico centrale, la piazza forense vera e propria (m 116 x 95) con il lato d'ing
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