16/01/24 APPARATO CIRCOLATORIO
È costituito da vasi sanguigni: vene, arterie e capillari, i vasi e capillari linfatici e il cuore.
Come distinguo vene, arterie e capillari?
L’arteria è un vaso che porta sangue dal cuore alla periferia e agli organi; le vene riportano il sangue
dalla periferia e organi al cuore; i capillari sono sotto la parete più sottile, stanno in periferia e
permettono gli scambi con i tessuti.
La loro parete di queste tre strutture è organizzata in modo diverso:
-ARTERIA: è un organo cavo e avrà quindi un lume (cavità interna) e una parete; la parete è fatta sempre
da tonache (in modo simile all’apparato digerente), ed è costituita da:
- Tonaca intima: costituita da epiteli e si affaccia sul lume. È costituita da endotelio (è
pavimentoso) che riveste sempre il lume di un vaso sanguigno, deriva dal mesoderma, in
particolare dalla splancnopleura; inoltre è presente anche il connettivo, sotto all’endotelio.
- Tonaca media: costituta da connettivo e spesso è arricchita (nelle arterie tanto) da
fibrocellule muscolari lisce e fibre elastiche.
La differenza tra le due è che la fibrocellula muscolare liscia è una cellula, mentre le fibre elastiche
sono fibre proteiche, che si trovano all’interno della matrice connettivale.
- Tonaca esterna: ritroviamo connettivo e un arricchimento di fibre muscolari lisce e fibre
elastiche.
La parete è fatta in questo modo perché deve supportare una grande pressione da parte del cuore.
Abbiamo anche arterie più piccole, dove la parete rimane meno spessa ed è arricchita sempre fa fibre
muscolari ed elastiche.
N.B. Nel vaso scorre sangue, e questo sangue anche per nutrire la parete del vaso.
Nelle arterie molto grandi, questo non funziona e servono, quindi, dei vasi delicati, i vasa vasorum, che
aiutano le arterie (come coronarie e l’aorta) a nutrire la parete.
N.B. 2 L’arteria è un vaso grande, ma può essere tanto grande da essere chiamata tronco, o addirittura
enorme e si chiama aorta; le arterie di dimensioni più piccole sono dette arteriole, fino ad essere sempre
più piccole ed essere chiamate capillari che stanno nel tessuto.
Dal tessuto il sangue deve ritornare al cuore, che nel mentre era passato dall’aorta, dai vari tronchi,
capillarizza e a questo punto il sangue deve tornare al cuore.
Come fa? Dai capillari venosi viene buttato nelle venule, che diventeranno grandi vene, le quali
diventeranno grandi tronchi e alla fine arriva al cuore.
-VENA: è un vaso che riporta il sangue al cuore, in modo opposto all’arteria; costituita dalle stesse
tonache dell’arteria:
- Tonaca intima: fatta da endotelio e connettivo;
- Tonaca media: dove la componente muscolare e la componente elastica sono molto ridotte
(quella elastica quasi inesistente);
- Tonaca esterna: presenta qualche fibra muscolare molto ridotta e tessuto connettivo.
Le venule hanno una parete più sottile e un calibro minore.
Immagine istologico: N- nervo; A- arteriola, V- vena; L-
-CAPILLARE: sono i vasi con la parete più sottile in assoluto, perché
esso è il vaso che deve portare il sangue nei tessuti e nella periferia,
dove deve avvenire lo scambio.
Il sangue che passa nell’aorta non va ad irrorare i tessuti vicini, ma per
portare ossigeno l’arteria deve capillarizzarsi, deve diventare un vaso
con parete così sottile da permettere gli scambi, i capillari.
È formato da cellule endoteliali monostratificate, appiattite, con un
po’ di connettivo attorno.
A volte queste cellule sono associate a una cellula pericapillare/pericita, che nella funzione è una
cellula mioepiteliale, con dentro delle fibre contrattili, che riesce quindi a esercitare sulla parete banale
un po’ di contrazione per far scorrere il sangue.
Sono piccoli, molto fragili, il lume è molto piccolo, parete molto sottile, a volte il calibro è talmente piccolo
che può passare un solo globulo rosso.
Possono essere di 3 tipi:
Continui: sono la maggioranza, la sua parete è fatta da endotelio, con cellule molto vicine tenute
❖ insieme dalle giunzioni intercellulari, senza spazi tra una e l’altra.
È un capillare che fa passare molecole solo se passano attraverso il suo citoplasma sono i
→
meno permissivi possibili.
Ci sono due eccezioni:
Fenestrati: l’endotelio continuo, cellule vicine ma presentano delle fenestrae, degli
❖ assottigliamenti della cellula (non sono fori), ciò fa sì che ciò che deve passare dal lume del
capillare all’esterno o il contrario, attraversa una quantità di citoplasma minore minore sforzo.
→
La membrana basale dell’epitelio però c’è ed è integra è più permissivo ma hanno una grande
→
capacità di filtrare.
Questa condizione la troviamo nel glomerulo renale, hanno capillari che permettono
l’ultrafiltrazione.
Discontinui/sinusoidi: sono i più permissivi in assoluto, chiamati sinusoidi per i sinusoidi
❖ epatici si trovano nel fegato, capillari appunto discontinui.
L’endotelio sembra bucato, presenta dei veri e propri fori e sotto a ciò c’è una lamina basale
discontinua e non integra.
Questo fa sì che ciò che sta nel sangue passa facilmente dal tessuto (facile per il fegato prendere
glucosio, ecc…).
SVILUPPO EMBRIONALE:
Qual è la sua origine embriologica? Da quale foglietto embrionale?
Deriva dal mesoderma, in particolare dalla splancnopleura, da cui si formano ammassi (isole
sanguigne), che hanno una parte interna con cellule centrali e una parte esterna.
Dalle cellule interne si svilupperanno gli elementi figurati del sangue e da quelle esterne si formeranno
le pareti dei vasi, in particolare l’endotelio.
Tutto ciò avviene molto presto nello sviluppo embrionale; è il primo degli apparati che si forma.
ANFIBI:
Si formano dei vasi nella splancnopleura, che si uniscono e si organizzano, andando a formare una
circolazione precoce, dove avremo: arterie vitelline e vene vitelline (vasi vitellini), vasi che si organizzano
sulla splancnopleura.
N.B. Per tutti gli altri vertebrati, hanno il sacco del tuorlo che darà questi vasi.
Negli anfibi no, lo sviluppo avviene nella splancnopleura e basta.
L’unione di due vene vitelline in posizione ventrale all’embrione in sviluppo formerà il cuore, il quale è
un vaso modificato.
Alla formazione del cuore contribuisce anche il neuroectoderma; nel cuore ci sono alcune porzioni di
connettivo fibroso molto importanti che derivano dalle creste neurali.
CUORE DEI VERTEBRATI:
Esso si abbozza in tutti i vertebrati come un vaso modificato, una struttura lineare, impari, ma originato
dalla fusione di due vene vitelline.
Da cosa è costituto nell’embrione?
Da una serie sequenziale lineare di cavità:
Seno-venoso;
❖ Atrio;
❖ Ventricolo;
❖ Cono arterioso;
❖ Bulbo arterioso: primo tratto del vaso che esce dal cuore, l’aorta ventrale.
❖
La freccia ci dà la direzione del sangue, come
si muove il sangue nel cuore dell’embrione?
Arriva nel seno-venoso grazie a delle vene,
passa nell’atrio, nel ventricolo, nel cono
arterioso, nel bulbo arterioso e prende la via
dei vasi che si diramano poi dell’aorta ventrale.
Per garantire la direzionalità del flusso, ci sono
delle valvole tra le diverse cavità del cuore, che
permettono al sangue di non tornare indietro
(oltre alla contrazione della parete).
Ci sono pezzettini della parete puntinati, quelli
puntinati sono la parete del cuore, che è
diversa dalla parete di un’arteria o di una vena.
La parete del cuore è fatta da muscolo striato cardiaco; la parete del cuore è la parete di un organo
cavo ed è costituita da 3 tonache:
- Endocardio: è la più interna. È costituito da endotelio e connettivo;
- Miocardio: è intermedia. È una tonaca muscolare, dove troviamo il tessuto muscolare cardiaco,
che si divide in due porzioni: miocardio comune, la contrazione passa da cellula a cellula; e
miocardio specifico, dove le cellule muscolari sono specializzate per far partire da sola la
contrazione (pacemaker), senza stimolazione nervosa il pacemaker comincia la contrazione.
Il miocardio specifico, nel cuore dei vertebrati, sta in dei punti specifici: il primo è il nodo seno-
atriale (che sta tra il seno e l’atrio), poi c’è un nodo chiamato atrio-ventricolare (sta tra atrio
e ventricolo) e infine, nei cuori più svilup
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