Scienze biologiche, unibo FM
ANATOMIA COMPARATA EMBRIOLOGIA
UOVA
Possono avere forme diverse a seconda della specie e sono provviste di involucri. Altre caratteristiche sono la polarità
Nell’uovo riconosciamo due poli:
(presenza di gradienti) e il contenuto. polo animale, che darà origine a tutte quelle
strutture che mettono l’organismo in relazione con l’ambiente, e il polo vegetativo, per lo sviluppo degli organi della
vita vegetativa dell’organismo. il deutoplasma, l’RNA e il pigmento sono distribuiti non uniformemente ma
Internamente presentano una polarità:
secondo un gradiente. Il materiale di riserva aumenta procedendo dal polo animale a quello vegetativo (gradiente
vitellino), l’RNA e il pigmento aumentano procedendo verso il polo animale.
Le uova, a seconda della quantità e distribuzione del deutoplasma possono essere:
• Oligolecitiche (possono essere isolecitiche): contengono poco deutoplasma e può essere distribuito
uniformemente o non uniformemente in tutto l’uovo; il nucleo è al centro.
• contengono un po’ più deutoplasma delle oligolecitiche (può essere distribuito non
Mesolecitiche:
uniformemente, eterolecitiche); il nucleo è spostato verso il polo animale ed è circondato da ooplasma.
• Telolecitiche: contengono molto deutoplasma e il nucleo è schiacciato al polo animale ed è circondato da
ooplasma (nucleo + ooplasma = disco embrionale o cicatricola).
da involucri esterni. Procedendo dall’interno all’esterno, troviamo:
Sono ricoperte
1. Oolemma o membrana plasmatica: parte del disco embrionale, non è un involucro.
ovvero prodotto dall’uovo stesso. È separata dall’oolemma
2. Membrana vitellina: è un involucro primario,
dallo spazio vitellino. Dopo la reazione corticale (che avviene durante la fecondazione dell’uovo da parte dello
spermatozoo) si trasforma in membrana di fecondazione (sempre primaria).
durante l’accrescimento dell’uovo.
3. Corion: è un involucro secondario, ovvero prodotto dalle cellule follicolari
Il corion è separato dalla membrana vitellina dallo spazio perivitellino.
come l’albume, la membrana testacea e il guscio. Sono prodotti dalle vie genitali femminili
4. Involucri terziari:
durante il passaggio dell’uovo attraverso l’ovidutto. Cambiano a seconda del luogo in cui sono deposte le
uova: se ci troviamo in acqua (anfibi e pesci) le uova hanno un involucro gelatinoso di materiale glicoproteico
(rane) oppure presentano propaggini scleroproteiche per ancorarsi alla vegetazione e ai fondali (squali). In
ambiente subaereo (uccelli) le uova presentano un involucro che gli permetta sia di scambiare gas con
l’esterno, sia di evitare la disidratazione.
5. Involucri accessori: sono prodotti da ghiandole esterne alle vie genitali femminili.
TAPPE SVILUPPO EMBRIONALE
1. FECONDAZIONE
Può essere esterna (uova e spermi espulsi nell’acqua in grande quantità) oppure interna (gli spermi incontrano le
uova nelle vie genitali femminili). Se la fecondazione è interna, a seconda del rapporto madre embrione
distinguiamo due condizioni: oviparità (le uova sono deposte subito dopo la fecondazione) e viviparità (le uova
sono trattenute nelle vie genitali femminili e iniziano e, a volta, finiscono il loro sviluppo lì).
Gli spermi possono fondersi solo con le cellule uovo della stessa specie per via della presenza di recettori sulla
membrana vitellina.
Reazione acrosomiale: si ha quando la testa dello spermatozoo entra in contatto con la membrana vitellina. Si ha
la rottura dell’acrosoma (vescicola anteriore rispetto al nucleo dello spermio) in seguito al contatto e si ha un
2+
aumento degli ioni Ca . La vescicola contiene materiali che digeriscono la membrana vitellina.
dell’actina,
Contemporaneamente si ha un aumento del pH che comporta la polimerizzazione si forma una struttura
1
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citoscheletrica allungata (processo acrosomiale) che si porta verso la superficie dell’uovo. Con la rottura
dell’acrosoma viene esposta la superficie interna della membrana acrosomiale viene in contatto con l’oocita
che (il
processo acrosomiale avanza fino ad entrarci in contatto) e si fondono, grazie anche alla presenza della proteina
bindina, localizzata sulla superficie interna della vescicola acrosomiale. Si apre così un canale citoplasmatico che
del pronucleo dello spermio, che entra nell’uovo.
permette il passaggio
coinvolge la regione superficiale, subito sotto l’oolemma. Qui ci sono dei granuli corticali
Reazione corticale:
pieni di secreto. Con l’aumento della concentrazione di Ca l’oolemma e il loro
2+ questi granuli si fondono con
contenuto viene esocitato nello spazio vitellino. Questo materiale rilasciato in parte va a formare lo strato ialino a
contatto con la superficie dell’uovo e, in parte, va a legarsi con la membrana vitellina, trasformandola in membrana
di fecondazione. Le due membrane si allontanano e il rivestimento diventa impermeabile.
A seconda del numero di spermatozoi che entrano nell’uovo, distinguiamo due condizioni: monospermia (solo uno
spermio entra ed effettua cariogamia) e polispermia fisiologica (entrano più spermi ma comunque solo uno
effettua cariogamia, gli altri preparano l’apparato mitotico per la prima segmentazione e vanno a costituire il
sincizio perilecitico).
Per impedire l’ingresso di più spermatozoi nell’uovo nella monospermia ci sono diverse strategie: formazione della
membrana di fecondazione (più difficile da attraversare), rilascio di proteasi che digeriscono i recettori di
membrana, modificazione dei potenziali di membrana (per impermeabilità) e formazione di perossidasi e di acqua
ossigenata che formano ponti sulla superficie (maggiore resistenza).
Dopo la fecondazione abbiamo anche le modifiche nella distribuzione dei gradienti, per esempio di quello del
pigmento: questo si sposta, evidenziano una semiluna grigia.
2. SEGMENTAZIONE
Cominciano le divisioni mitotiche che però non sono accompagnate da un periodo intercinetico: si divide la massa
(quella accumulata durante l’accrescimento dell’uovo) nelle nuove cellule senza che vi sia un
pre-esistente
accrescimento citoplasmatico (aumenta il numero di cellule ma non il volume totale). Questa può essere di 2 tipi:
• la divisione interessa tutta la massa deutoplasmatica dell’uovo. Può essere
OLOBLASTICA O TOTALE:
uguale (uova isolecitiche), subeguale (uova oligolecitiche) o ineguale (uova mesolecitiche).
Segmentazione oloblastica ineguale di uovo mesolecitico: si ha la formazione di cellule di dimensione
diversa. Con le prime due divisioni (piani meridiani perpendicolari tra loro) si hanno 4 cellule uguali, poi con
la terza divisione latitudinale si formano 4 cellule più piccole (micromeri) verso il polo animale e 4 più grandi
verso il polo vegetativo. La legge di Hertwig (“l’asse del fuso mitotico si dispone in modo da
(macromeri) spiega l’orientamento
essere circondato da maggior quantità di ooplasma e minor quantità di deutoplasma”)
dei solchi. I macromeri, per la legge di Balfour (“la velocità di segmentazione è inversamente proporzionale
si divideranno più lentamente rispetto ai micromeri. Si arriva
alla quantità di deutoplasma”) alla condizione di
morula, ovvero blastula non al termine, con tanti blastomeri piccoli verso il polo animale e più grandi verso
quello vegetativo. c’è poca differenza tra micro e macromeri.
Segmentazione oloblastica subeguale di uovo oligolecitico:
• MEROBLASTICA O PARZIALE: la divisione coinvolge solo la massa del disco embrionale o disco
germinativo, circondato da un sottile velo di deutoplasma. Può essere discoidale (uova telolecitiche o
mesolecitiche) o superficiale (quella degli artropodi).
Segmentazione meroblastica discoidale di uovo telolecitico: compaiono 2 solchi ortogonali (a croce), poi
abbiamo un’altra divisione a croce più complessa. Le cellule che si formano, nella parte profonda, sono tutte
collegate tra loro: sono merociti, non blastomeri. Le cellule continuano a dividersi e nella parte centrale (zona
pellucida) avremo dei blastomeri (cellule divise) mentre nelle zone marginali del disco embrionale rimarranno
i merociti.
Con la segmentazione, e quindi la cellularizzazione dell’embrione, si arriva allo stadio di blastula (se la
segmentazione è oloblastica, la parete è uniforme e sottile, senza differenze di dimensioni tra le cellule) o di
discoblastula (se la segmentazione è meroblastica). In questo stadio, si delimita internamente una cavità o
blastocele che può avere forme diverse: perfettamente sferica (uova oloblastica oligolecitica), a forma di calotta
sferica spostata verso il polo animale (uova oloblastica mesolecitica) o con aspetto discoidale (uova meroblastiche
al blastocele dell’uovo meroblastico telolecitico c’è il sincizio perilecitico formato dai
telolecitiche). Sotto
pronuclei maschili (polismermia) che hanno funzione di riassorbimento del deutoplasma sottostante.
In questa fase si iniziano a definire i territori presuntivi, ampie regioni di blastomeri destinate a dare origine a
strutture all’interno dell’embrione: 2
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• 2 sono nel polo animale:
Dell’ectoderma neurale (SNC)
o Dell’ectoderma (epidermide e derivati, ghiandole, organi di senso, stomodeo e proctodeo)
o
• 3 sono nel polo vegetativo:
Dell’endoderma (canale alimentare, apparato respiratorio, fegato, pancreas, timo)
o
o Della corda (piastra precordale e corda dorsale)
o Del mesoderma laterale (costituito da somiti o epimeri, mesomero o peduncolo del somite e lamine
laterali: splancnopleura e somatopleura che delimitano il celoma)
3. GASTRULAZIONE
È una fase molto dinamica in cui ricomincia l’accrescimento intercinetico (sintesi di nuova
sostanza vivente), inizia ad avere influenza anche il genoma paterno e le cellule sono
ridistribuite grazie a movimenti morfogenetici (i territori presuntivi vengono portati nelle loro
sedi, si ha la formazione della gastrula che presenta i 3 foglietti embrionali). Nella fase di
blastula tutte le future strutture sono poste in superficie mentre in questa fase una parte di esse
penetra. Le cellule si muovono e scambiano informazioni, inducendo il comportamento delle
svilupparsi dell’ectoderma
altre cellule (la notocorda primitiva induce sopra al cardio-
→
mesoderma si ispessisce e forma la piastra neurale*). La competenza è la capacità di
rispondere all’azione inducente dell’induttore; il labbro dorsale del blastoporo è il centro
induttore primario. Questo fenomeno si chiama induzione embrionale. I movimenti
morfogenetici sono:
• vegetativo i macromeri penetrano all’interno dell’embrione, il blastocele si riduce e si
Embolia: nel polo che apre all’esterno grazie al blastoporo.
forma una nuova cavità detta archenteron
• alcune cellule assumono forma a “fischietto” per una strozzatura determinata dai
Sticotropismo:
microfilamenti d’actina e un allungamento determinata dai microtubuli. Il corpo cellulare arretra e, a livello del
(infossatura causata dall’arretramento dei
labbro dorsale del blastoporo, compare un solchetto falciforme
l’embolia.
corpi cellulari). Dopo lo sticotropismo avviene
• man a mano che a livello delle labbra del blastoporo il materiale scorre all’interno,
Epibolia e scorrimento:
c’è una proliferazione mitotica delle cellule che scorrono verso le labbra. Le dimensioni dell’embrione restano
costanti.
• Delaminazione: da un ammasso di cellule si formano due strati paralleli.
• Saldatura: da due lamine embrionali che si addossano se ne forma una sola.
• Estreflessione: sollevamento di lamine cellulari.
• porta all’abbozzo di organi e apparati, può essere uniforme o ineguale.
Proliferazione:
• si forma una cavità all’interno di strutture prime piene in seguito a degenerazione di un nodulo
Schizia:
cellulari; al suo posto si forma una cavità.
• Schizocelia: si forma una cavità ma per allentamento delle cellule centrali; resta una cavità.
→ →
Gastrulazione uova oligolecitiche oloblastiche subeguali: sticotropismo embolia al polo vegetativo
→ l’embrione
proliferazione cellulare che determina lo scorrimento delle cellule sul labbro (epibolia e scorrimento)
internamente endoderma e mesoderma) e si è formato l’archenteron.
diventa bilaminare (ectoderma esterno e
L’archenteron si restringe ai lati e si formano due docce mesodermiche longitudinali, laterali alla corda. Queste si
metamerizzano, formando i primitivi somiti. →
Gastrulazione uova mesolecitiche oloblastiche ineguali: sticotropismo con formazione solchetto falciforme
→ → i macromeri si trovano all’interno perché vengono avvolti dai micromeri,
embolia epibolia e scorrimento
restringono il blastoporo e formano l’archenteron.
I macromeri sporgono all’esterno a formare il tappo vitellino. Nella gastrula a termine completa troviamo il
mesodermico sul tetto dell’archenteron sormontato dall’ectoderma neurale (all’esterno). Ai lati
materiale cordo
troviamo il mesoderma laterale, sotto all’archenteron c’è la grande massa di endoderma rivestito dall’ectoderma.
4. NEURULAZIONE
Questa fase segue ed è sovrapposta a quella della gastrulazione. In questa fase abbiamo lo sviluppo del tubo
neurale (darà origine a SNC) e delle creste neurali (si allontanano dal tubo e daranno origine a cellule diverse); si
completa il rivestimento epidermico che copre il tubo neurale. La formazione del tubo, in tutti i casi, inizia con la
formazione della piastra neurale (la corda induce un ispessimento dell’ectoderma neurale e forma la piastra). In
seguito, possono avvenire: 3
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• (dell’anfiosso):
Sprofondamento la piastra neurale sprofonda, i due lembi ectodermici sovrastanti si saldano
sopra alla piastra e si formano due docce laterali alla piastra che si fondono, formano il tubo cavo neurale.
• Cavitazione per schizia (dei teleostei): la piastra neurale si ispessisce e, per schizia, un nodulo cellulare al
centro degenera e si forma la cavità del tubo neurale.
• Sollevamento (di tutti gli altri): le parti laterali della piastra si sollevano, formando i cercini, a causa dai
microfilamenti di actina del citoscheletro. La lamina neurale diventa concava e si piega, formano un tubo
internamente cavo.
In corrispondenza del passaggio tra il materiale neuro-ectodermico ed ectodermico (a livello dei cercini) sono detti
cellule delle creste neurali.
Contemporaneamente alla formazione del tubo prosegue lo sviluppo delle docce mesodermiche; il mesoderma su
differenzia a fine gastrulazione e si trova ai lati della corda. Il mesoderma presenta 3 regioni: somiti o epimeri
(regione superiore laterale alla corda e al tubo), mesoderma intermedio o mesomero o peduncolo dei somiti
(regione in cui le docce di restringono) e della piastra laterale o ipomero (splancnopleura e somatopleura, parte
→
Quest’ultimo si scinde per delaminazione in due strati: splancnopleura (meso + endo
ventrale inferiore). parete
→
dell’intestino) e somatopleura (meso + ecto parete del corpo). Questi formano il celoma che può essere precoce
(segmentazione oloblastica) o tardivo (segmentazione meroblastica). Il mesentere è il punto in cui splancnopleura e
l’uno sull’altro. Di lato al mesentere dorsale si originano le gonadi e i reni.
somatopleura si riflettono
Durante la neurulazione l’embrione cresce e si allunga, tutti e 3 i foglietti abbozzano organi. Nella gastrulazione si
forma l’archenteron mentre nella neurulazione lo stomodoeo e il proctodeo (tubo intestinale ma ancora chiuso). Si
formano in questa fase anche le cellule delle creste neurali che porteranno alla formazione di cromatofori, gangli e
midollare del surrene. Per la formazione del tubo intestinale si hanno invaginazioni ectodermiche in corrispondenza
delle future aperture boccale (stomatodeo) e anale (proctodeo).
Al termine della neurulazione, nell’embrione osserviamo: mantello ectodermico esterno (futuro tegumento), tubo
– dilatato e posteriore), corda dorsale (che è l’induttore primario
neurale (encefalico anteriore + dilatato e midollare
di mesoderma ed ectoderma neurale), mesoderma laterale metamerizzato (somiti, peduncolo e ipomero), tubo
endodermico chiuso alle estremità (intestino), mesenchima tra i vari abbozzi. Il mesenchima compare durante la
neurulazione ed è coinvolto nell’origine di molti organi, formato da cellule stellate piuttosto distanti che viene
principalmente prodotto dal mesoderma. È un connettivo embrionale.
5. BOTTONE CAUDALE
Negli anfibi, la regione caudale è molto ridotta (è un bottone) fino a questo momento e in questa ultima fase si
allunga assieme alla corda e al midollo per formare la coda. Dall’uovo esce la larva che va poi incontro ad una
metamorfosi che determina il passaggio dalla vita acquatica a quella anfibia: negli anuri la coda viene riassorbita e
abbiamo la comparsa degli arti e un cambio nell’alimentazione mentre negli urodeli la coda viene mantenuta
(riassorbita e sostituita da lembo pineale a sezione circolare) ma la larva non cambia alimentazione.
6. ORGANOGENESI
La prole può essere precoce o inetta. 4
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ANNESSI EMBRIONALI
Si formano durante lo sviluppo dell’embrione e hanno la funzione di nutrizione (se ci troviamo in acqua) e di
respiratori e ricreare un ambiente acquoso primordiale per l’embrione (se ci
protezione, nutrizione, assicurare gli scambi
troviamo in ambiente subaereo). Stabiliscono quindi una relazione tra l’embrione e
l’ambiente circostante. In ordine di apparizione abbiamo:
• SACCO VITELLINO O DEL TUORLO: è a
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