Test Medicina 2020, Manfredi: studenti in quarantena non lo recuperano

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Il test di medicina 2020, svoltosi lo scorso 3 settembre, ha portato con sé non poche polemiche legate al periodo di Covid-19 che sta accompagnando l’intero 2020. Da tempo si aspettava che il Ministero dell’Università si schierasse in modo chiaro e inequivocabile su una questione in particolare: gli studenti che non hanno potuto affrontare il test d’ingresso di medicina 2020, perché erano costretti nelle proprie abitazioni in quarantena a causa del Covid, avranno diritto a una sessione di recupero? Ebbene, la risposta è infine arrivata: scopriamo insieme le parole del Ministro Manfredi.






Test di recupero per medicina 2020? Le parole di Manfredi


È arrivata ufficialmente la smentita dal titolare del Ministero dell’Università e della Ricerca: quest’anno non ci sarà nessuna sessione suppletiva per permettere ai ragazzi rimasti in quarantena di recuperare il test d’ingresso alla facoltà di medicina 2020. Questo è stato il succo del discorso del Ministro Manfredi, intervenuto a SkyTg24, dove ha affermato: “Oggi la norma prevede che chi è in malattia e perde un concorso o una prova unica non ha diritto a recuperarla”. Dunque, non ci sarà clemenza neanche per i malati di Covid-19.

Manfredi sul test di medicina 2020


Intervenuto al tg di Sky24, il Ministro Gaetano Manfredi ha aggiunto anche le motivazioni di questa scelta, spiegando le normative attualmente in vigore: “sono qualche decina, il numero che abbiamo è quaranta, rispetto ai sessantaseimila che si erano iscritti al test. - Ha poi continuato sottolineando il suo impegno - Ho sottoposto il problema anche al dipartimento della funzione pubblica per avere un chiarimento sulla possibilità di sostenere una prova suppletiva, mi è stato risposto che trattandosi di una malattia, oggi la norma prevede che chi è in malattia e perde un concorso o una prova unica non ha diritto a recuperarla. Questo non riguarda solo chi è ammalato di Covid o è in quarantena, riguarda anche chi è in ospedale o chi si è rotto una gamba. - E ha quindi concluso affermando che - Per un problema di parità di trattamento tra tutti i cittadini fare una prova suppletiva solamente per coloro che hanno un problema di Covid, rappresenta ad oggi una disparità rispetto all'eguaglianza di condizioni tra tutti i concorrenti”.
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11 marzo 2021 ore 16:00

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