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Lucrezia Borgia

La vita di Lucrezia Borgia è fitta di leggende sul suo modo di vivere e abitudini.
L’intento di Maria Bellonci è quello di raccontare la verità su questo personaggio storico, considerato irriverente e originale, rifacendosi a documenti attendibili. Nasce da qui la biografia di Lucrezia, una donna dapprima sottomessa al volere del padre, papa Alessandro VI, e poi più consapevole della propria funzione politica.
L’autrice narra in modo oggettivo non solo le vicende sentimentali, i matrimoni e nello stesso tempo gli amori con altri uomini, come quello con il poeta Pietro Bembo, ma anche gli impegni politici della protagonista come duchessa di Ferrara.
Eppure, al contrario di altri autori che scrissero di lei, la Bellonci non sembra condannare Lucrezia per i suoi eccessi, ma, anzi, pare voglia assolverla. Infatti da questo libro si ha un’immagine della protagonista non solo impegnata politicamente, ma anche promotrice di cultura. Purtroppo, però, lei venne usata dal padre per creare alleanze politiche tramite accordi matrimoniali con vari signori.

La Bellonci vuole smentire anche le leggende su Lucrezia vista come assassina dei propri mariti. Pare infatti che gli omicidi siano stati tramati dal fratello Cesare, il quale però non sempre riuscì nel suo proposito a causa di Lucrezia stessa, che tentò di aiutare i mariti a fuggire da una morte certa.
Maria Bellonci, perciò, scrive anche in modo soggettivo, poiché tra le righe si può capire che, a differenza di altri scrittori, lei non voglia romanzare la vita della protagonista, ma solo mettere in luce i difetti e i pregi di Lucrezia Borgia, che sembra in questo modo più vicina a noi, più reale, con le sue debolezze e i suoi punti di forza.

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