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LA CITTA' DI FERRARA E LA DINASTIA DEGLI ESTE, UNA STORIA LUNGA TRE SECOLI.


La citta' di Ferrara sorse verso il VII sec. D.C. lungo le rive di un ramo collaterale del Po di Venezia, tutt'ora presente nella zona sud e che dal porticciolo turistico conduce ancora oggi sino al Mare Adriatico. Ferrara era un tempo percorsa da un fitto reticolo di canali navigabili che come il Po di Venezia scorrevano da Ovest verso Est e costituirono una valida difesa all'inizio contro i barbari, per poi trasformarsi nelle principali vie di comunicazione e di commercio. La Contesssa Matilde di Canossa governo' la citta' per poco tempo e Ferrara venne coinvolta nelle lotte intestine tra le famiglie Guelfa degli Adelardi e Ghibellina dei Salinguerra. Chiamati attorno al 1200 come alleati guelfi dalla cittadina Este in provincia di Padova, e legati alla famiglia imperiali degli Ottoni, gli Este si insediarono come famiglia dominante dopo aspre contese ed aver eliminato i vari contendenti e rivali.

La dimora della famiglia era l'attuale Palazzo Comunale dove la famiglia risiedette sino al 1484 circa, quando, dopo l'ennesima guerra contro la Repubblica di Venezia per il controllo delle miniere di sale di Comacchio nel Delta del Po, il Duca Ercole I decise di utilizzare la fortezza di S. Michele (attuale Castello Estense), eretto nel 1385 come difesa in caso di ribellioni cittadine contro la famiglia, e che sorgeva lungo un largo ramo del Po al confine Nord di Ferrara, come nuova residenza. Allontano' inoltre, con l'aiuto dell'architetto Biagio Rossetti, le vecchie mura nord di circa 2 km, includendo vaste aree di terreno in cui l'unico edificio importante era la Certosa di S. Cristoforo, voluta anni prima dal fratello maggiore di Ercole, e primo Duca di Ferrara: Borso d'Este. Le nuove Mura, e la citta' che ne venne costruita all'interno, punto d'onore della fama degli Este, fu un gioiello di architettura moderna concepita tra due assi principali: il cardo, che dal Castello conduceva cannoni e soldati dalla citta' alle nuove mura, larghe e possenti per trasportare le nuove armi da fuoco e per resistere ad eventuali cannonate sparate dall'esterno, e dal decumano, che dalla Porta S. Benedetto a Nord Ovest conduceva all'estremita' Nord Est di Ferrara sino alla Porta S. Giovanni. Una doppia fila di mura, con torrioni esterni ed un terrapieno largo e spazioso per muovere armi ingombranti e truppe velocemente da un punto all'altro, ed un enorme e profondo fossato, costituirono l'avanguardia dell'architettura militare contemporanea tanto che Michelangelo, dovendo ricostruire le mura di Firenze, si reco' a Ferrara per studiare il lavoro del Rossetti. I palazzi delle principali famiglie nobiliari ferraresi: Trotti Mosti, Prosperi Sacrati, Bevilacqua, e di membri della famiglia Este stessa (Palazzo dei Diamanti), furono tra le residenze piu' magnificate dai visitatori. Nel 1502 arrivo' come seconda duchessa, la celebre e magnificata Lucrezia Borgia, e il figlio di Ercole I, per onorare la moglie, fece restaurare il Castello trasformandolo in un vero palazzo rinascimentale ricco di decorazioni, affreschi, quadri di pittori alla moda. Con il figlio di Alfonso e Lucrezia, Ercole II, sposo della principessa francese Renata di Francia, protestante e seguace di Calvino, il Papa, a cui il territorio apparteneva dopo il dono dell'ex ducato longobardo nell'800 da parte di Carlo Magno, fece rinchiudere la duchessa protestante nell'attuale sede dell'Universita' di Ferrara: Palazzo di Renata di Francia. Alla morte del marito, la duchessa torno' in patria, scampando alla Notte di S. Bartolomeo in quanto la figlia, Anna, aveva sposato il capo del partito cattolico francese. La donna avrebbe vissuto i suoi ultimi giorni di vita nel castello di Montargis.
Salì al trono ducale Alfonso II, ed iniziò con lui, incapace di avere eredi, la decadenza della famiglia: tre matrimoni, due funerali delle spose infelici, e la morte nel 1598 di Alfonso che provò sino alla fine a trasferire il titolo al cugino Cesare d'Este, senza pero' riuscirci. Il papa, Clemente VIII, inviando il nipote Cardinale Aldobrandini, si impossessò dell'ex Ducato estense trasformandolo in una periferica Legazione Pontificia. Cesare d'Este, una parte della nobilta' cittadina e della comunita' ebraica che sotto gli Estensi aveva goduto di particolari privilegi, si trasferirono a Modena dove la nuova corte sarebbe rimasta sino all'Unita' d'Italia senza mai pero' riguadagnare l'antico splendore.

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