Ominide 1864 punti

Marco Polo - Maria Bellonci

ANNO DI PRIMA PUBBLICAZIONE 1982

NOTIZIE SULL’AUTORE

Maria Villavecchia Bellonci nasce a Roma il 30 novembre 1902 e muore nella stessa città il 13 maggio 1986. È ricordata come scrittrice, traduttrice ed ideatrice del Premio Strega, riconoscimento che viene assegnato annualmente a un libro pubblicato in Italia tra il 1° aprile dell’anno precedente ed il 31 marzo dell’anno in corso. Esordisce nel 1939 con “Lucrezia Borgia” e pubblica “Marco Polo” nel 1982. Altre sue opere conosciute sono “Segreti dei Gonzaga”, “Tu vipera gentile” “Milano viscontea” e “Rinascimento privato”. Tutte i suoi lavori sono accomunati da una attenta e peculiare ricerca storica.

GENERE LETTERARIO

Pur essendo difficile classificarlo in un preciso genere letterario, potremmo definirlo un racconto di argomento storico con carattere biografico.

CONTENUTO E TRAMA

Nel racconto, la Bellonci si immedesima in Marco Polo, il quale, rinchiuso in prigione durante la battaglia di Curzola tra Genova e Venezia, racconta a Rustichello e Giovanni (i suoi compagni di cella) la sua avventura al fianco del padre Niccolò e dello zio Matteo. Cresciuto con la madre successivamente deceduta, Marco Polo subisce la mancanza del padre mercante fino al suo ritorno dall’Oriente. L’imperatore mongolo Kublai Kan ha proclamato i due Polo suoi ambasciatori, portatori dell’intenzione dell’imperatore di stabilire un legame con l’Occidente, e si aspetta che essi ora tornino con una risposta. Dato il desiderio di viaggiare di Marco, Niccolò e Matteo decidono di portarlo con loro, insieme all’amico Giulio. Marco assisterà ad una vera e propria crescita interiore ed esteriore, affrontando situazioni estreme, vedendo molta morte (anche quella dell’amico Giulio), ma anche arrivando al cospetto di Kublai Kan e guadagnandosi la sua fiducia. Marco Polo trascorre molti anni ricchi di soddisfazione quanto colmi di tristezza in Oriente e torna poi a Venezia, dove in seguito si sposerà con Donata Badoèr e da lei avrà tre figlie.
Il racconto è un continuo flashback di Marco Polo, e il racconto stesso è ricco di anticipazioni, digressioni ed interventi del narratore, perciò fabula ed intreccio non coincidono. La storia è interessante perché presenta molte situazioni diverse e in alcuni casi inimmaginabili per il lettore.


NARRATORE

Il narratore è Marco Polo stesso, il protagonista del racconto, ed è onnisciente. Il racconto è narrato in prima persona e condivido pienamente questa scelta dell’autrice, poiché la prima persona aiuta molto il lettore a comprendere i sentimenti del protagonista e li rende più realistici.

AMBIENTAZIONE

Il racconto di Polo si svolge dalla sua nascita, nell’anno 1254, al suo matrimonio, avvenuto nell’anno 1300. Polo partecipa alla battaglia di Curzola ed entra nella cella nel 1298. La data non è sempre espressa direttamente dal narratore, tuttavia alcuni elementi del racconto, come la menzione dei suoi anni, ci fanno dedurre l’esatta o approssimativa data in cui si svolgono le azioni di Polo. Molto importante è il contrasto tra l’ambientazione chiusa della cella in cui Polo e i compagni soggiornano e quella aperta e infinita dei luoghi visitati da Polo nel corso del suo viaggio. Ogni ambiente assume un’importanza differente nel testo, a cui si legano molti pensieri del narratore. I personaggi appartengono ai più disparati ambienti sociali, che sono determinanti per l’epoca in cui Polo è vissuto.

PERSONAGGI

Il protagonista del racconto è Marco Polo. È un personaggio particolare perché è celebre, ma a lui viene affidato il ruolo di narratore, proprio come se fosse una persona qualunque. Marco Polo è un mercante di Venezia: la passione per il viaggio fa parte del suo essere da sempre e il suo primo approccio con l’arte del viaggio si manifesta all’età di 17 anni. Marco si dimostra un ragazzo intraprendente, molto intelligente e disponibile ad imparare. Tiene moltissimo all’opinione di suo padre, e quindi tenta di resistere ad ogni avversità. È quindi un uomo forte e tenace. Ciascun personaggio ha a suo modo la propria importanza, anche se coloro che più si distinguono sono Niccolò e Matteo Polo, Kublai Kan, Chinkin e Chabi, Phags-Pa, Monica, Giulio, Rustichello e Giovanni. Niccolò Polo appare come un uomo piuttosto freddo e riservato, tuttavia, verso la fine del racconto, si capisce come in realtà sia ricco di sentimenti, specialmente nei confronti del figlio Marco. Di Matteo non sappiamo molto, sono che è un uomo curioso, vivace ed intelligente. Particolare è il suo desiderio di arrivare alla “perfezione”. Kublai Kan è esattamente come ci aspettiamo che sia un imperatore: freddo nei confronti degli estranei, molto legato alla famiglia, nervoso, molto rispettato, dall’aspetto regale e raffinato. Chinkin si discosta un po’ dalla figura del padre: sembra un ragazzo come gli altri, molto rispettoso e tranquillo. Chabi è l’imperatrice, la moglie di Kublai. Anch’ella ha un aspetto regale e raffinato, però è molto più ragionevole del marito, spesso accecato dalla sete di potere. A Chabi non manca il classico lato femminile e materno: si lega molto anche a Marco. Phags-Pa è importante perché è un personaggio dinamico: se in un primo momento ci era sembrato ostile nei confronti di Marco, poiché timoroso dell’influenza che avrebbe potuto esercitare sull’imperatore e su Chinkin, alla fine, scoprendo che è Achmet l’autore del rapimento di Mei Lì (l’amica di Monica), uomo di cui tutti si erano fidati, ci rendiamo conto che Phags-Pa non ha mai avuto serie intenzioni e diventa addirittura un amico di Marco. Monica è la ragazza occidentale incontrata in Cina. Lei e Marco si innamorano profondamente, ma a causa della congiura nei confronti di Achmet a cui Monica a preso parte, viene condannata a morte. Marco riesce a salvarla da questo terribile destino, ma Monica viene rinchiusa in un monastero e non rivedrà mai più Marco. Monica è piuttosto silenziosa. Viene descritta come una ragazza bellissima e Marco ne è attratto sin dal primo momento in cui l’ha vista. Giulio è uno dei migliori amici di Marco insieme a Bartolomeo. Per descriverlo il narratore usa queste parole: “Giulio, orfano dei genitori, che viveva in casa di parenti quasi da servo; aveva un sorriso un po’ fisso talvolta stranamente scintillante che pareva riferirsi a cose non dette ma sottintese; era un sorriso commovente e lo accendeva di continuo: nei nostri giochi era paziente e abile e sapeva affrontare ogni esercizio fisico”. Giulio è il ragazzo che Marco decide di portare con sé nel viaggio. Purtroppo morirà, ma sarà per Marco un’occasione di grande crescita interiore. Nella scena della sua morte, particolarmente commovente, Polo afferma: “In quella prigione lasciai per sempre la mia giovinezza”. Rustichello e Giovanni sono i due compagni di cella di Marco, tuttavia Giovanni ha un ruolo secondario anche se importante. Rustichello, invece, vive i giorni di prigionia molto vicino a Marco e decide di trascrivere il racconto del viaggio. Appare come un ragazzo semplice, buono e vivace, ma la sua caratteristica più meritevole è la grande capacità di ascolto.

ASPETTI NARRATOLOGICI; PUNTO DI VISTA E RITMO

Il narratore adotta il suo stesso punto di vista durante tutto il racconto, che è quindi fisso. Il ritmo narrativo è piuttosto veloce e l’autore inserisce molti momenti di suspense lungo la narrazione. Ci sono sorprese rilevanti solo alla fine del racconto.

ASPETTI STILISTICI

Il linguaggio utilizzato è piuttosto moderno per l’epoca in cui Marco Polo è vissuto e il lessico è abbastanza semplice. Questo semplifica e rende più piacevole la lettura di un libro che, se fosse stato colmo di termini difficili, a causa del tema trattato, sarebbe stato piuttosto pesante. I periodi sono in prevalenza lunghi e ci sono molti dialoghi. Lo stile dell’autore è elegante e vivace, una combinazione vincente, a mio parere, poiché il complesso risulta pulito e piacevole da leggere.

TEMATICHE

I temi che emergono dalla lettura del libro sono quello del viaggio, vivo durante tutto il racconto: quello dell’amore, affrontato sia come affetto nei confronti della famiglia, sia come relazione amorosa; quello della guerra e della pace quasi impossibile da raggiungere, analizzato grazie soprattutto ai pensieri di Marco, che si chiede il perché dei massacri a cui assiste. Una caratteristica particolare è la totale assenza delle idee dell’autrice, la quale si mantiene completamente esterna alle vicende narrate.

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

Ho apprezzato la lettura di questo libro, nonostante non avrei scelto da sola un volume con questo tema. Personalmente, non amo il genere storico/biografico, però consiglierei vivamente la lettura di questo libro, poiché permette la conoscenza di un personaggio celebre come Marco Polo, ponendolo ad un livello pari o addirittura inferiore al nostro. Inoltre, come ho già affermato, il linguaggio e il lessico sono abbastanza semplici e la lettura può essere affrontata con piacere da un adulto come da un ragazzo. L’unico appunto che potrei fare è l’assenza del pensiero dell’autrice: mi sarebbe piaciuto conoscere le sue idee a proposito di Polo e del viaggio. Tuttavia comprendo la sua scelta, poiché l’argomento trattato è storico e biografico, perciò l’intromissione dell’autrice sarebbe forse risultata agli occhi di molti fuori tema o superflua.

Hai bisogno di aiuto in Recensioni libri?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità