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Tema sulla gelosia


Titolo: Chiunque sia o sia stato innamorato, l’ha provata. Ma oggi, più che in passato, la gelosia fa scalpore. Rifletti su un sentimento antico come l’uomo e sempre attuale.


Nella sua accezione più comune ed estesa, la gelosia trova il terreno fertile nel campo amoroso e sentimentale. Sottile, insidiosa, capziosa, a volte sfuggevole, oppure gravosa, corposa e insistente, essa è perlopiù presente tra coniugi, fidanzati, amanti e innamorati in genere. Volendoci attenere alla definizione letterale, possiamo delineare la gelosia come “quello stato d’animo proprio di chi, a torto o a ragione, dubita dell’amore e della fedeltà della persona amata o sa di avere ormai perduto i favori a vantaggio di un più fortunato rivale”. Antico e sempre attuale, questo sentimento ha sempre intessuto i rapporti tra esponenti di sesso diverso. Con l’unica differenziazione, che forse in passato, per quanto denso ed elevato, esso restava comunque più “mite”, meno tragico, più “celato” e “discreto”, se così si può dire. La gelosia di oggi fa scalpore. Fa notizia. Non si limita solo ad essere “dimostrata”tramite comportamenti e atteggiamenti, talvolta perfino esagerati, ma non è soddisfatta, fiera e pienamente contenta di sé se non usufruisce dei mezzi più vari per far parlare di sé (radio, TV e carta stampata). Le scenate di gelosia (per lo meno, nell’80-90% dei casi) non sono autentiche scenate se non ci sono manifestazioni di violenza cruenta, donne assassinate o abbandonate a se stesse, ritrovate spesso solo dopo alcuni giorni. In passato, invece, tutto ciò aveva caratteri più riservati. Merito, senz’altro, anche e soprattutto della mancanza dei mezzi tecnologici di oggi. Più volte ancora, la gelosia è intesa sotto forma di invidia o rivalità generata da preferenze presunte o reali. È ciò che si verifica prevalentemente negli ambiti lavorativi o scolastici. Si è gelosi di chi occupa un posto o una carica superiori, di chi ha maggiore prestigio e risulta essere perciò più stimato, più apprezzato; si prova gelosia per chi riesce ad avere un successo maggiore nello svolgere un compito o un’attività. tipico esempio del genere, all’interno di un paese o di una cittadina di modeste dimensioni, è il grado di gelosia che alleggia tra commercianti di uno stesso ramo, o tra liberi professionisti. Anche un genitore può essere geloso, talvolta in modo morboso, denotando un attaccamento eccessivo, nei confronti del proprio figlio, specie se quest’ultimo è unigenito. In particolare, è la madre molto più spesso a nutrire gelosia per l’erede maschio giungendo a considerarlo come un suo possibile partner e provando avversione per qualsiasi ragazza o amica del proprio figlio. Ma anche nei confronti di compagni o amici del suo stesso sesso. In conclusione, ci sentiamo in dovere di precisare che, come tutti i sentimenti, anche la gelosia ha origini e radici in ciascuno di noi fin dai primissimi anni di vita. Dopo l’iniziale fase prettamente egocentrica e quella del cosiddetto “gioco solitario” (fino ai due anni), in cui il bambino preferisce giocare da solo e con giocattoli diversi da quelli utilizzati dai coetanei, la gelosia si manifesta, nel bambino, nei confronti dei suoi giocattoli. Ciò avviene particolarmente nella fase che va dai 3 ai 5 anni, e oltre, ovvero in quella cosiddetta fase di “gioco collaborativo”, quando cioè il fanciullo inizia ad esercitare l’attività ludica in compagnia dei coetanei formando i primi gruppi sociali, dove avviene l’interazione reciproca tramite lo scambio dei giochi. Perciò accade spesso che nella suddetta fase, il bambino non si sia ancora totalmente staccato, né liberato dai suoi precedenti atteggiamenti egocentrici. Motivo per cui, se presta un giocattolo, può rivolerlo subito indietro o imporre all’altro di usufruirne in determinati modi, consentendogli solo un utilizzo parziale. Ma anche le persone anziane sono gelosissime, delle loro piccole cose e, addirittura, dei loro ricordi. Insomma, la gelosia è presente a ogni età ed è un sentimento con cui bisognerebbe imparare a convivere senza lasciarlo esplodere fino alle forme più estreme.
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