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Le guerre nella prima metà del XVIII secolo


Nella prima metà del XVIII secolo, i più importanti stati europei cercano di trovare un nuovo rapporto di forza ricorrendo alle armi. Ogni minima modifica all’assetto dinastico diventa così un’occasione per imporre la propria potenza a scapito dell’altro. Si ha così tutta una serie di guerre causate dal problema di successione: guerra di successione spagnola, guerra di successione austriaca, guerra di successione polacca.
Nel 1700, muore l’ultimo discendente degli Asburgo di Spagna e poiché non aveva eredi diretti, egli aveva designato come legittimo successore Filippo d’Anjou, nipote di Luigi XIV, a condizione che egli avesse rinunciato al trono di Francia. Ovviamente la Francia non aveva interesse a rispettare tale clausola; d’altra parte si prospettava l’unione della corona spagnola con quella francese con un enorme danno per le altre potenze europee. Inghilterra, Austria ed Olanda stipulano un’alleanza e dichiarano guerra alla Francia, che, fra l’altro, stava attraversando un periodo di crisi economica causato da una terribile carestia. La guerra termina con la pace di Utrecht (1713) e di Rastatt (1714). Con i due trattati, Filippo d’Anjou è riconosciuto re di Spagna ed è costretto a rinunciare a l trono di Francia. Gli Asburgo d’Austria ottengono l’influenza sulla penisola italiana, mentre l’Inghilterra si vede riconosciuto il ruolo di grande potenza commerciale marittima, acquisendo Gibilterra e quindi il controllo de Mediterraneo e vasti territori nel Nord America.
L’equilibrio europeo fu messo nuovamente in discussione alla morte del re di Polonia. In questo stato, si formarono allora due schieramenti opposti: da un lato Russia ed Austria appoggiavano il figlio del sovrano defunto, mentre la Francia, la Spagna e Parma sostenevano la candidatura del suocero di Luigi XV, Stanislao Leszcynski. Fra le due coalizioni si arrivò alla guerra, principalmente combattuta sul Reno e in Italia. Nel 1730, fu siglata la pace di Vienna in base alla quale:
• il candidato austriaco Augusto III saliva sul trono di Polonia
• l’Austria cedeva Napoli e la Sicilia alla Spagna e in cambio otteneva, però, il Ducato di Parma e Piacenza, prendendo così il posto dei Farnese che si erano estinti
• Stanislao Leszcynski, in cambio della rinuncia al trono polacco, otteneva il ducato di Lorena, mentre il duca di Lorena otteneva il Granducato di Toscana in sostituzione dei Medici che si erano estinti nel 1737.
Con la pace di Vienna, la Francia riusciva a strappare parte della penisola italiana all’egemonia austriaca, assicurandosi contemporaneamente sul Reno un territorio assai importante come la Lorena.
Nel 1740, muore Carlo VI d’Asburgo, imperatore d’Austria. Poiché non aveva figli maschi, egli aveva designato come successore la figlia Maria Teresa (Prammatica sanzione). Questa decisione scontentò le potenze europee e non era in linea con la tradizione dinastica asburgica che prevedeva solo maschi sul trono. In primo che approfitta della situazione fu Federico II re di Prussia che occupò la Slesia, appoggiato dalla Polonia, dalla Sassonia e dalla Baviera che non vedevano il momento di ridurre la potenza austriaca. L’iniziativa trovò anche l’appoggio dei nemici tradizionali dell’ Austria (Spagna e Francia), mentre l’ Inghilterra sosteneva Maria Teresa.
La guerra, che durò ben otto anni, si concluse con la pace di Aquisgrana, nel 1748. Essa non modificò molto la cartina dell’Europa:
• la Slesia venne confermata alla Prussia
• il ducato di Parma e Piacenza passò dagli Asburgo ai Borboni di Spagna
• la Francia che aveva sostenuto il maggior peso della guerra, in realtà non ebbe vantaggi territoriali e questo cominciò ad avere ripercussione sul prestigio della monarchia francese. Semmai è il caso di sottolineare che la guerra di successione austriaca contribuì a riaccendere il conflitto coloniale fra Inghilterra e Francia
La guerra di successione austriaca aveva posto in rilievo un nuovo sovrano, Federico II di Prussia che voleva chiaramente sostituirsi agli Asburgo e ai Borboni. E’ questa la causa di un rovesciamento delle alleanze di cui fu l’anima Maria Teresa d’Austria. Ecco perché l’Austria e la Francia si avvicinano nell’intento di opporsi alla Prussia per cui anche il teatro della guerra si sposta dall’Italia alla Germania. Nel frattempo sul trono russo sale la zarina Elisabetta nemica personale di Federico II. Si poté addirittura dire che si trattava di una coalizione interamente femminile che vedeva unite la zarina Elisabetta di Russia, Maria Teresa, imperatrice d’Austria e Madame Pompadour, l’onnipotente favorita di Luigi XV, re di Francia. Da parte sua, Federico II poteva contare sull’appoggio dell’Inghilterra e sulla sua poderosa macchina da guerra.
La guerra fra le due coalizioni scoppiò nel 1756 e durò fino al 1763. Per questo è chiamata Guerra dei sette anni. Il conflitto non solo era sul continente europeo, ma anche e soprattutto sugli oceani, in America ed India fra Francia e Inghilterra. Per far fronte alla disfatta della flotta francese fu stretto il Patto di Famiglia (1761) fra i Borboni di Francia, di Spagna, di Napoli e di Parma, ma neppure questo riuscì a salvaguardare l’armata francese dalla disfatta.
Il conflitto terminò nel 1763 con la pace di Parigi fra Francia e Inghilterra e con la pace di Hubertsburg fra Federico II e i suoi avversari. Il trionfo anglo-prussiano non avrebbe potuto essere più eclatante.
La Francia fu cacciata fuori dall’America settentrionale, dall’India e dall’Africa Occidentale, a vantaggio dell’ Inghilterra. Infatti, essa cedeva agli Inglesi il Sénégal, il Canada, il territorio ad est del Mississipi, mentre la Spagna cedeva all’Inghilterra la Florida, ma riceveva in cambio dalla Francia i territori ad ovest del Mississipi. Con la Guerra dei Sette Anni termina il periodo delle guerre di equilibrio tra le grandi dinastie europee e si avrà un periodo di pace che durerà fino alla Rivoluzione.
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