I viaggi di esplorazione

Furono organizzati perché le principali potenze marittime europee cercarono un’ alternativa alle rotte commerciali mediterranee che erano molto costose.
Il primo stato ad affrontare viaggi di esplorazione fu il Portogallo, che si spinse verso l’ Africa sub sahariana. L’espansione iniziò con Enrico il Navigatore che fondò una scuola nautica per favorire attività mercantile in Portogallo e portò alla costruzione della caravella (piccola imbarcazione leggera e robusta) e all’introduzione del quadrante nautico.
L’espansione partì con la conquista di Ceuta(1415), l’ occupazione di Madera e delle isole Azzorre(1420- 1430) e con la scoperta dell’ arcipelago di Capo Verde(1456) e del Golfo di Guinea(1472).
Nel 1487 Bartolomeo Diaz doppiò il capo di Buona Speranza e nel 1497-98 Vasco da Gama percorse interamente la via delle Indie sbarcando a Calicut.

I viaggi di Colombo


Partendo dalla premessa della sfericità della Terra, Colombo voleva giungere in Asia attraverso l’ Atlantico, senza conoscere il fatto che esisteva un continente intermedio tra il punto di partenza e quello di arrivo.
Egli ottenne dalla regina Isabella di Castiglia la sovvenzione per allestire una spedizione di tre navi( Nina, Pinta e Santa Maria) con cui salpò il 3 agosto del 1492 e avvistò la terraferma il 12 ottobre 1492 giungendo a un’ isola delle Bahama abitata da indigeni e battezzata San Salvador da Colombo; successivamente scoprì Cuba e Haiti.
La spedizione non riportò in patria le ricchezze sperate,tuttavia Colombo ricevette accoglienze trionfali.
Il secondo viaggio produsse solo un carico di schiavi e l’ accusa di aver utilizzato metodi troppo duri con gli indigeni. Fu anche per questo che faticò ad ottenere i fondi per le altre due spedizioni,che lo portarono più a sud.
Cristoforo Colombo morì nel 1506 in Spagna.

Nuove rotte

Il successo di Colombo aveva stimolato nuovi viaggi di esplorazione .
Nel 1497 e nel 1498 il veneziano Giovanni Caboto compì per conto della corona inglese due spedizioni verso rotte più settentrionali; approdò a Terranova e nel Labrador e perlustrò le coste nord- orientali degli attuali Stati Uniti. Il fiorentino Amerigo Vespucci, prima al servizio della Spagna poi del Portogallo, compì un’esplorazione di quasi tutta la costa atlantica dell’ America meridionale.

Pedro Alvares Cabral nel 1500 approdò sulle coste del Brasile.
Nel 1519 Ferdinando Magellano raggiunse l’ Oceano Atlantico e si diresse verso il lembo meridionale dell’ America del sud compiendo la prima circumnavigazione; superato lo stretto che prenderà il nome da lui, entrò nelle acque del Pacifico con sole tre navi; successivamente colonizzò le Filippine per la Spagna dove fu ucciso in uno scontro con gli indigeni.

La colonizzazione portoghese

Spagnoli e portoghesi iniziarono a contendersi il possesso delle terre conquistate.
Papa Alessandro VI Borgia tentò di intervenire con la bolla Inter Coetera(1493), ma l’accordo fu raggiunto solo con il Trattato di Tordesillas(1494) in base al quale si tracciò una linea ideale tra Spagna e Portogallo.
Alla colonizzazione portoghese in Asia e in Africa non seguì la formazione di un vasto dominio. Il Portogallo era uno stato troppo piccolo per coordinare politicamente estesi territori coloniali; si creò invece un impero oceanico, fondato sul controllo delle rotte marittime.

La conquista spagnola


La prima conquista del Nuovo Mondo fu guidata da Herman Cortes che nel 1519 sbarcò sulle coste del Messico, dove vivevano gli Aztechi.
Nell’ agosto del 1521 gli spagnoli distrussero la capitale dell’ Impero e fondarono Città del Messico.
Nel 1531 Diego de Almagro e Francisco Pizarro si mossero da Panama perché attirati dalle notizie su un regno ricchissimo chiamato Perù. Gli Inca furono sconfitti, il loro re ucciso e la capitale, Cuzco, saccheggiata.
Al posto dell’ impero Inca, sorse il viceregno spagnolo del Perù(1542), con capitale Lima.
Le spedizioni dei Conquistadores erano formate da poche centinaia di uomini, che riuscirono tuttavia a sconfiggere un numero superiore di forze indigene.
Numerosi fattori hanno determinato il successo spagnolo e la conseguente caduta di questi regni:
- Gli Spagnoli possedevano le armi da fuoco e i cavalli ed erano animati dal desiderio di conquista;
- Gli imperi autoctoni erano minacciati da contrasti etnici e dinastici e contro di loro si rivoltarono le popolazioni che avevano assoggettato.
- Lo sfruttamento a cui gli indigeni furono sottoposti nei campi e nelle miniere dagli spagnoli, insieme alle malattie che questi ultimi introdussero, diedero origine a spaventose epidemie.

Le encomienda

Le terre degli indios furono divise tra i conquistadores che, per poterle sfruttare economicamente, istituirono
l’ encomienda: in base a questo sistema, il sovrano affidava a ogni colono spagnolo un territorio con tutti i suoi abitanti, i quali dovevano lavorare gratuitamente per lui; in cambio il colono si impegnava a proteggere i suoi subordinati e a convertirli alla religione cattolica.
In realtà, il lavoro estorto agli indios spesso degenerò in uno sfruttamento feroce e l’encomiendas assunse i connotati di una schiavitù mascherata.

Con le leggi di Burgos, Ferdinando il Cattolico sottolineò il fatto che gli indios erano sudditi e non schiavi; questo concetto fu dichiarato con maggiore fermezza anche nelle Nuove Leggi(1542), ma furono ignorate.
Nel 1545-1546 tali leggi furono revocate e fu concessa l’ereditarietà dei territori.
Le conseguenze delle scoperte geografiche

Lo sviluppo dei nuovi porti

L’ apertura delle rotte commerciali con le colonie americane e con l’ Estremo Oriente spostò il baricentro economico sulle sponde dell’ Oceano Atlantico e favorì lo sviluppo di porti come quello di Siviglia, Lisbona e Anversa. I sovrani spagnoli scelsero Anversa come centro di smistamento dei prodotti americani, che venivano convogliati per essere poi diffusi in Europa. La quantità delle merci in transito era tale che fu necessario creare dei luoghi appositi in cui le contrattazioni sulla compravendita potessero aver luogo per tutto l’ anno: nacquero così le borse.

Altre ripercussioni in Europa

Le scoperte geografiche e la conseguente colonizzazione portarono cambiamenti nelle abitudini alimentari europee: assunsero importanza nei consumi popolare il mais e la patata e si diffusero zucchero, tabacco e cacao. Le conoscenze geografiche si ampliarono: fu possibile farsi un’ idea abbastanza precisa del globo terrestre e si demolirono numerose leggende riguardo la conformazione degli Oceani e l’ esistenza di creature mostruose.
Il confronto con altre civiltà e popoli primitivi rafforzò il concetto di una identità europea.

Le civiltà precolombiane
L’ America scoperta da Colombo era popolata da popolazioni indigene che avevano raggiunto differenti gradi di sviluppo:
- Maya: si erano insediati nella pianura dello Yucatan ed erano già sviluppati prima dell’arrivo dei conquistadores, che giunsero quando il declino stava avvenendo; erano un popolo pacifico che coltivava mais e aveva una struttura teocratica, guidata da sacerdoti.
I Maya avevano una scrittura ideografica, conoscevano i numeri e le stelle ed erano ossessionati dallo scorrere del tempo ( fine del mondo).
Essi però non avevano la capacità di rendere fertili i territori a causa delle loro scarse conoscenze delle tecniche agrarie; questa situazione ha portato quindi a una crisi dell’ agricoltura.
- Aztechi: si erano insediati nel Messico, avevano una struttura teocratica e credevano che esistesse un ciclo della durata di 52 anni, concluso questo ci sarebbe stata la fine del mondo.
Avevano una scrittura pittografica e la società era divisa in ceti rigorosamente distinti.
- Inca(= capo): si erano insediati nell’ attuale Perù, zona difficile da coltivare, ma questo popolo aveva la forza militare necessaria per costruire un Impero e imporsi sulle popolazioni vicine.
La società era divisa in ceti e l’attività agricola era basata sulla coltivazione di mais e patate.


L’ economia europea nel XVI

La crescita dell’ agricoltura

L’ aumento della popolazione comportò l’ incremento della produzione di cereali; si riconvertirono molti pascoli in colture cerealicole. Inoltre si estese la superficie delle terre coltivate e si intrapresero opere di bonifica, in particolare in Olanda, mediante un complicato sistema di dighe, terrapieni e mulini a vento che prosciugarono l’ acqua del mare, permettendo la coltivazione dei nuovi terreni ricavati: i Polder. L’ agricoltura era di tipo intensivo( sfruttamento estremo dei territori coltivabili per accrescere la produttività) e estensivo(per aumentare le rese si aumentava la superficie coltivata). L’ incremento demografico aveva portato a un aumento della manodopera, perciò erano numerosi i contadini disposti ad accettare affitti pesanti in cambio di un pezzo di terra da coltivare, che permetteva loro di non morire di fame.

L’ attività metallurgica

Lo sfruttamento del carbone minerale di questa risorsa portò al miglioramento delle tecniche estrattive. Rilevante fu anche l’ estrazione di altri minerali: ferro, rame e argento. L’ intensificarsi dell’ attività estrattiva comportò l’ espansione di fonderie e altiforni e l’ aumentata produzione di ferro favorì lo sviluppo delle industrie metallurgiche.

L’ attività tessile

L’ attività maggiore dell’ epoca rimase quella tessile con produzione di lana, seta e fustagno. La manodopera era più organizzata e numerosa, infatti molti di questi erano contadini dediti alla coltivazione dei campi che occupavano una sola parte della giornata in attività di tessitura a domicilio: l’ imprenditore portava prima la materia a casa del lavatore e poi passava a ritirare il prodotto della tessitura che rivendeva sui mercati.

Prodotti diversificati

L’economia cinquecentesca crebbe complessivamente, articolandosi in una diversificata produzione di beni di lusso e di beni a più buon mercato, ma era ancora basata sull’ autoconsumo, più che sul mercato.

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