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Lo Stato regionale a Roma

A Roma, Cola di Rienzo instaurò per un breve periodo la repubblica. Intanto il cardinale Albornoz recuperò molti territorio che la chiesa aveva perduto e questo permise a papa Gregorio XI di riportare la sede papale a Roma nel 1377 (come abbiamo già visto nei paragrafi precedenti).
Alfonso V d’Aragona re di Sicilia conquistò il Regno di Napoli sottraendolo ai francesi Angioini (1442). Prima di morire, divise il regno: lasciò la corona di Napoli al figlio Ferdinando e la Sicilia al fratello Giovanni che la unì al trono di Spagna.
Carlo VIII re di Francia intanto avanzò dei diritti di successione sul trono di Napoli e cercò di conquistare il regno: marciò sull’Italia dal nord, entrando a Firenze dove scoppiò una rivolta civile, e arrivò a Napoli che conquistò per pochi mesi prima di essere scacciato via dal popolo. Carlo VIII dovette così ritirarsi. La sua discesa in Italia distrusse tutti gli equilibri molto fragili (di questo problema politico parlerà Machiavelli nelle sue opere) e vi furono molte conseguenze: i francesi, col successivo re Luigi XII, conquistarono il ducato di Milano mentre gli spagnoli diventarono padroni dell’Italia meridionale. A Firenze i Medici furono cacciati e venne istituita la repubblica. Inoltre Cesare Borgia detto Valentino, figlio illegittimo del papa Alessandro VI, tentò di costruire uno stato autonomo in Italia centrale unendo vari territorio e contando sull’appoggio della chiesa ma il padre morì e il suo tentativo fallì. Cesare Borgia fu eliminato dal papa Giulio II della Rovere che contrastò anche Venezia e restaurò i Medici e gli Sforza nei loro domini.

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