pexolo di pexolo
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Cesare e Lucrezia Borgia

Negli anni successivi, fino al 1516, è tutto un succedersi di alleanze fra Stati italiani, con l’appoggio spagnolo o francese, che si combattono fra loro alla ricerca di nuovi equilibri, in cui ciascuno vorrebbe ingrandire la propria fetta di potere sul territorio italiano, se non attraverso l’espansione territoriale, quantomeno accrescendo la propria egemonia, il proprio peso politico. È una situazione fortemente caotica, perché il controllo dei territori rimane ancora incerto. Cesare Borgia, detto il Valentino, è il figlio di Alessandro VI Borgia (che diventa Papa alla fine del ‘400) e fratello di Lucrezia Borgia; in un momento di alleanza con la Francia, Carlo VIII nomina Cesare Borgia duca di Valentinois, un feudo francese, per questo prende come appellativo ‘Il Valentino’. Nella confusione e nell’incertezza dello status politico dei territori italiani si apre la possibilità, per i Farnese su Parma e Piacenza, per i Borgia nell’area marchigiano-romagnola, di creare Stati nuovi; è in questo contesto che si inserisce l’avventura di Cesare Borgia. Il Papa consente al figlio di cercare di costruirsi uno Stato con le armi tra la costa romagnola e il Nord delle Marche. Cesare Borgia, nel contesto di questi scontri armati, invita i signori delle città romagnole e marchigiane e li stermina tutti per insediare una signoria dei Borgia, creando uno Stato dinastico al posto di una parte dello Stato pontificio. Perciò, tra la fine del ‘400 fino al 1503 c’è l’ipotesi che, nella striscia settentrionale dello Stato della Chiesa, si formi uno Stato nuovo; esso si sarebbe basato sulla forza delle armi, come scrive Machiavelli, e sul controllo politico del territorio. Perciò, quando si studia la filosofia del ‘500 non si può prescindere da questa realtà; le glorie del Rinascimento nascono e fioriscono nel fragore delle armi, Machiavelli è un uomo del suo tempo: Il Principe ha un successo così strepitoso e longevo perché nasce da una realtà storica concreta, dall’osservazione di eventi che Machiavelli aveva realmente vissuto, essendo segretario della repubblica fiorentina, stando con le mani dentro la diplomazia e il potere. Spesso, i grandi umanisti sono personalità che lavorano per le autorità pubbliche a livello diplomatico: sono Nunzi, ambasciatori, che devono trattare la pace nelle corti internazionali.

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