Concetti Chiave
- Nel 1647, a Napoli viene introdotta una tassa sui beni di consumo, scatenando l'insurrezione guidata da Masaniello.
- L'insurrezione napoletana rappresenta un momento di transizione tra una rivolta popolare e una rivoluzione, con un forte desiderio di rappresentanza politica da parte del ceto civico.
- Masaniello e Genoino sono figure chiave della rivolta, ma Masaniello, inesperto nella gestione del potere, incontra il suo destino tragico dopo pochi giorni.
- Dopo mesi di conflitto, nel 1648, la rivolta viene repressa dal governo spagnolo, ma porta a un accordo che consente una maggiore rappresentanza politica per il ceto civico.
- La storiografia marxista interpreta la rivolta come un fallimento dell'evoluzione borghese, evidenziando la sua alleanza con la monarchia spagnola.
La tassa sui beni di consumo
A Napoli, nel 1647, viene introdotta una tassa sui beni di consumo primario (frutta e verdura che vengono vendute al mercato) e il popolo napoletano insorge guidato da un pescivendolo, Masaniello.
L'insurrezione napoletana
In realtà l’insurrezione napoletana, da un punto di vista storiografico, è particolarmente interessante perché si colloca proprio sul crinale che separa una insurrezione da una rivoluzione: si tratta pur sempre di una insurrezione scoppiata per moti popolari, ma per quanto le fonti siano imprecise (perché si tratta di ingiurie e trame) l’insurrezione scoppiata a Giugno era stata preparata da mesi da alcuni esponenti del ceto civico napoletano (giudici, avvocati e persone di diritto), che contestavano la forte alleanza tra la nobiltà napoletana e la Spagna, che aveva trovato espressione nell'organo di governo di Napoli accanto al Viceré spagnolo, cioè nell'Assemblea bicamerale, nella quale non erano rappresentati i ceti urbani di Napoli. Questo ceto civico cercava una forma di rappresentanza politica e ciò costituisce uno sfondo, come una sorta di elaborazione politica-ideologica, che sostiene la rivolta popolare.
Qual è il ruolo di Genoino e Masaniello?
L’esponente più significativo di questo ceto civile in questa fase è Genoino: infatti lui e Masaniello vengono rappresentati insieme come due componenti del popolo napoletano, che insieme insorgono contro gli Spagnoli. Rivolta o rivoluzione? È una rivolta perché scoppia come rivolta antifiscale guidata da un popolano, Masaniello, che nulla sapeva di politica, ma si alimenta anche di una elaborazione politica che precede, accompagna e segue la rivolta popolare: Masaniello sopravvive all'insurrezione una decina di giorni, perché probabilmente non riesce a gestire il potere che gli piomba nelle mani e quindi dà segni di squilibrio e pazzia.
La fine della rivolta
Pertanto viene assassinato, dopo una settimana dall'inizio del tumulto, che dura mesi, perché Napoli cerca di ricontrattare il proprio rapporto di sudditanza politica rispetto alla Spagna: anche i Napoletani provano la manovra fatta dai Catalani, cioè chiedono l’aiuto della Francia, il cui intervento in questo caso è molto più blando e vago, la Francia non può impegnarsi perché è ancora in corso la Guerra dei Trent'anni, è occupata in Catalogna, nelle Fronde e non può sostenere anche i Napoletani in rivolta. Perciò manda delle navi sul Golfo di Napoli ma senza impegnarsi significativamente su questo fronte.
La repressione e il nuovo accordo
Nel 1648 la Rivolta napoletana viene sedata dal governo spagnolo, che cannoneggia direttamente Napoli, ma non si tratta soltanto di una repressione violenta: c’è anche un nuovo accordo, per cui effettivamente il ceto civico trovano dei rappresentanti politici. La rivolta di Napoli è stata riletta dalla storiografia marxista come il crollo dell’evoluzione borghese: la borghesia tradisce il proprio ruolo e si allea con la monarchia.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale dell'insurrezione napoletana del 1647?
- In che modo l'insurrezione napoletana si differenzia da una rivoluzione?
- Qual è stato il ruolo di Masaniello e Genoino durante l'insurrezione?
- Qual è stata la conseguenza della repressione spagnola nel 1648?
L'insurrezione napoletana è scoppiata a causa dell'introduzione di una tassa sui beni di consumo primario, come frutta e verdura, che ha spinto il popolo a ribellarsi contro il governo spagnolo, guidato da Masaniello.
Sebbene l'insurrezione napoletana presenti elementi di una rivoluzione, è considerata principalmente una rivolta antifiscale, preparata da esponenti del ceto civico che cercavano una rappresentanza politica contro l'alleanza tra nobiltà e Spagna.
Masaniello, un pescivendolo, ha guidato la rivolta popolare, mentre Genoino rappresentava il ceto civile, entrambi simboli della lotta contro gli Spagnoli, anche se Masaniello ha mostrato difficoltà nel gestire il potere e ha subito un tragico destino.
La repressione della rivolta napoletana ha portato a un nuovo accordo politico, in cui il ceto civico ha ottenuto rappresentanti, segnando un momento di transizione e di tradimento della borghesia nei confronti del proprio ruolo storico, secondo la storiografia marxista.