Ominide 11 punti

La rivoluzione Francese


La società francese era divisa in 3 grandi gruppi sociali chiamati "stati o ordini".
1)La nobiltà
2)Il clero
3) Il Terzo Stato.

La nobiltà rappresenta l'1,5% della popolazione. Non pagano le tasse anche se sono ricchi, amministrano la giustizia nele loro terre e possono essere giudicati solo da un tribunale di nobili. Sono proprietari terrieri.

Il clero rappresenta lo 0,5% della popolazione. Anche la chiesa, proprietaria di terre, ha molti vantaggi: non paga le tasse e ha diritto alla decima parte del guadagno dei fedeli.

Il terzo stato, che comprende il 98& della popolazione è formato dai borghesi, dagli artigiani, dagli operai e dai contadini, che sono i più numerosi.

I contadini hanno una vita povera e faticosa; pagano le tasse sia ai nobili che al re e la decima parte del loro guadagno alla chiesa. Inoltre devono dare alcune giornate di lavoro gratuito ai proprietari delle terre: le corvèe. I borghesi(commercianti, avvocati, medici, proprietari di manifatture) pagano la maggior parte delle tasse ma non hanno nessun potere politico.

Il problema più grave che la Francia dovette affrontare nella seconda meta del Settecento fu la crisi finanziaria dello stato: Lo Stato ha moltissimi debiti a causa delle forti spese per le guerre e per le corti.
Nel 1789 il re Luigi XVI è costretto dai debiti del paese ad aumentare le tasse ed estendere la tassazione anche ai ceti privilegiati, cioè alla nobiltà e al clero( che fino a quel momento non pagavano le tasse). Naturalmente i nobili e il clero non erano d'accordo di perdere i loro privilegi di non pagare le tasse.
Nella primavera del 1789 il re chiese al suo popolo di esprimere le loro esigenze nei cahiers de doléances(quaderni di lamentele).In questi quaderni venivano scritte tutte le lamentele che provenivano dai villaggi, dalle parrocchie, dai parlamenti locali, ecc.
Si elencavano le ingiustizie i soprusi, tutte le cose che non andavano. Il popolo sperava cosi che il re avrebbe posto rimedio a tutta la loro sofferenza.

Intanto la crisi economica si faceva sempre più grave. Il raccolto era stato pessimo e il prezzo del pane era aumentato; la disoccupazione cresceva a causa dei licenziamenti. Il popolo iniziò a ribellarsi, con rivolte, saccheggiando in alcuni casi i granai del clero e degli aristocratici.
Il re riunisce allora gli Stati generali, una grande assemblea di cui fanno parte i rappresentanti del clero, della nobiltà e del terzo Stato,provenienti da tutta la Francia.
Gli stati generali furono convocati il 5 maggio 1789 nelle sale del palazzo di Versailles. Ad ogni Stato toccava un voto, Poichè il clero e i nobili votavano con un unico accodo, potevano contare di due voti mentre il Terzo Stato ne aveva solo uno. Cosi facendo il Terzo Stato avrebbe perso le votazioni. Per evitare questa sconfitta i deputati del Terzo Stato chiedevano che si votasse "per testa" cioè un voto a testa per ciascun deputato; questa riforma del sistema di votazione avrebbe permesso loro di ottenere la maggioranza perchè essi erano più numerosi.

Di fronte al rifiuto di votare per testa,i rappresentanti del Terzo Stato lasciano gli Stati Generali. Formano una nuova assemblea dove il Terzo Stato è l'unico rappresentante della nazione che si chiamerà Assemblea Nazionale. Ciò significava che rappresentavano la nazione intera.

Il 20 giugno 1789, in una palestra dove si giocava alla pallacorda(uno sport simile al tennis)dichiarano sciolti gli Stati generali e proclamarono l'Assemblea Nazionale Costituente. Il giuramento della pallacorda sengnò l'inizio della Rivoluzione Francese.
Di fronte al fatto compiuto, il re da una parte riconobbe l'Assemblea e invitò i rappresentanti del clero e della nobiltà a parteciparvi; dall'altra richiamò a Versailles 2000 soldati. Cosi fece esplodere la collera del popolo.
Il 14 luglio 1789 una folla di artigiani e bottegai assali la Bastiglia, il carcere dei prigionieri politici.Dalla capitale la rivolta si diffuse alle campagne, dove i contadini si ribellarono contro i nobili proprietari delle terre. I contadini assalivano i castelli dei signori per bruciare le carte dei loro privilegi. Questo periodo fu chiamato: "Grande paura".
Il 26 Agosto 1789 l'Assemblea Nazionale approva la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino.
Questa dichiarazione, scritta sull'esempio di quella americana, dice che la legge deve essere uguale per tutti e dà ai cittadini le libertà di parola e di stampa. Rientrava tra i diritti dei cittadini anche il controllo delle tasse. Diritto di professare privatamente qualsiasi religione ma solo al cristianesimo cattolico fu consentita la celebrazione pubblica del culto.

Ai primi di settembre i portavoce dell'Assemblea si recarono a Versailles per far firmare al re il decreto sull'abolizione del sistema feudale e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo, che non potevano diventare legge senza la firma del re.
Luigi XVI si rifiutò di firmarli.
Il 5 ottobre 1789 un corteo guidato da donne parigine marciò fino a Versailles per protestare e "sequestrò" il re, imponendogli di firmare gli atti e di trasferirsi con la moglie e i figli al Palazzo delle Tuileries situato nel centro di Parigi, dove sarebbe stato più facilmente controllato.
Dopo la presa della Bastiglia, era la seconda volta che il popolo assumeva la guida della Rivoluzione.
Tutti questi eventi avvenivano sullo sfondo di problemi gravissimi: la fame e i debiti esteri. Le banche non concedevano più denaro e ogni attività era bloccata: lavori pubblici, artigianato, commerci. Il 2 novembre 1789 l'Assemblea Costituente decise di rifornire le casse dello Stato attraverso la confisca e la vendita dei beni ecclesiastici.
Nel 179' fu stabilita la Costituzione civile del clero. Essa stabiliva che parroci e vescovi diventassero dipendenti stipendiati dello Stato, che fossero eletti dai cittadini e giurassero fedeltà alla Costituzione. In questo modo, però, il clero diventava un organo dello Stato e perdeva la sua autonomia.
Papa Pio VI non accettò queste condizioni e si determimò una frattura all'interno della Francia tra il clero che giurò fedeltà alla costituzione e il clero refrattario che rimase obbediente al papa.

Subito dopo la presa della Bastiglia, iniziarono le fughe da parte dei nobili all'estero perchè le fughe da parte dei nobili all'estero perchè non accettavano la nuova politica. Anche il re cercò di fuggire.
Il 20 Giugno 1971, Luigi XVI, travestito da servo, cercò di abbandonare la Francia, ma fu riconosciuto, arrestato e costretto a tornare a Parigi. L'episodio fece si che i francesi non credevano più nella monarchia.

Fin dal 1789, i rivoluzionari si erano organizzati in club in cui gli esponenti si incontravano per discutere e confrontare le loro idee. I club erano dei raggruppamenti politici simili ai nostri partiti.
Il club(partito) più importante fu quello dei Giacobini la cui guida fu affidata a Maximilier dei Robespierre. I Giacobini volevano una repubblica. Non tutti erano d'accordo cosi nacque un altro club chiamato partito dei Foglianti. I Foglianti con a capo Mirabeau, La Fayette, volevano una monarchia costituzionale. Un altro club è quello dei Cordiglieri guidata da Danton, Hébert e Marat. I Cordiglieri volevano una repubblica, aumento degli stipendi e lavoro per gli operai. Nel 1791 l'assemblea approva una Costituzione e la Francia diventa una monarchia costituzionale, con un parlamento eletto solo dai cittadini più ricchi.
La costituzione del 1791 stabilisce che la Francia è una monarchia Costituzionale, il Suffragio è censitario. I poteri sono separati al re spetta il potere esecutivo, alla magistratura spetta il potere giudiziario. Al parlamento spetta il potere legislativo.
Nel 1792 la Francia dichiara guerra all'Austia e alla Prussia che si preparano a combattere in difesa di Luigi XVI. Dopo alcune gravi sconfitte dell'esercito francese il re è arrestato perchè accusato di tradire il suo paerere.
Il 20 settembre 1792 nacqua una Convenzione eletta a suffragio unversale maschile. Essa cercò di elaborare una nuova Costituzione non adeguata quella del 1791. Gli schieramenti erano:
I girondini, ricchi borghesi, seduti a destra.
I montagnardi(giacobini e cordiglieri), piccola borghesia e popolo minuto, radicali e seduti a sinistra del presidente dell'assemblea.
La pianua, detta anche Palude, un gruppo di centro che non aveva un preciso ordinamento politico.

L'esercito francese vinse la battaglia contro la Prussia e ci fu l'abolizione della monarchia. Il 21 settembre 1702 la Francia diventa una Repubblica.

Luigi XVI fu condannato a morte. Il re venne ghigliottinato il 21 gennaio 1793. Sua moglie la regina Maria Antonietta fu uccisa sempre con la ghigliottina nove mesi dopo. Dopo la morte de re molti stati europei si unirono per combattere contro la repubblica perchè avevano paura che la rivoluzione avviasse anche nei loro paesi.
Durante la guerra diventa capo del governo Robespierre che proclamò un periodo di terrore, che sarà il più violento della rivoluzione (1793-1794). In questo periodo furono uccisi tutti quelli che venivano considerati "nemici della Rivoluzione". Sul piano economico venne fissato un massimo per la vendita dei beni di prima necessità. Robespierre e dei suoi seguaci che furono uccisi il giorno dopo. Gli autori della congiura posero fine al terrore. Emanarono una nuova costituzione, chiamata Costituzione del '95 e affidarono tutto il potere ad un Direttorio, cosi chiamato perchè formato da cinque Direttori, cioè da cinque persone che fanno parte della ricca borghesia, che governò dal 1799 al 1799.

La Rivoluzione Francese finisce con la vittoria della borghesia che, oltre al potere economico, comincia ad avere anche quello politico.

Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove