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Concetti Chiave

  • Le Piccole Antille furono colonizzate da inglesi, francesi e olandesi nel XV secolo, portando a un aumento della popolazione schiava africana e a coltivazioni di tabacco e canna da zucchero.
  • La Virginia, con l'importazione di schiavi neri, divenne un centro di produzione di tabacco, mentre colonie come Maryland e Carolina diversificarono le coltivazioni includendo riso e indaco.
  • La Nuova Inghilterra, fondata da puritani nel 1620, si distinse per un rigido regime moralista e un rapporto conflittuale con le popolazioni indigene.
  • Le colonie americane svilupparono strutture politiche simili, ma differivano per economia, con il sud basato su piantagioni e schiavitù, e il nord su piccole proprietà e tolleranza religiosa.
  • Il processo di indipendenza americana culminò con la Dichiarazione d'indipendenza del 4 luglio 1776, portando al riconoscimento degli Stati Uniti nel 1783 dopo la guerra contro l'Inghilterra.

Colonizzazione delle Piccole Antille

Nel XV secolo inglesi, francesi e olandesi si insidiarono nelle Piccole Antille, arcipelago del mare Caraibico del quale gli spagnoli si disinteressarono completamente, sterminando le popolazioni indigene e trapiantando in un primo momento il tabacco e successivamente la canna da zucchero. Tant’è che alla fine del Seicento la produzione inglese e francese superò quella brasiliana grazie ad una abbondante terra fertile ma soprattutto a una manodopera a basso costo. Ciò incrementò un’enorme crescita della popolazione di schiavi Africani nelle Antille e in Brasile. A poco a poco i portoghesi vennero spodestati anche dalla tratta degli schiavi, ormai acquisita dall'Inghilterra attraverso il trattato di Utrecht, con il quale ottenne l’esclusiva del contratto di rifornimenti di schiavi, e dalla Francia che come la prima aprì una fonte inesauribile di profitti. Le coltivazioni coloniali però comportarono un forte impatto ambientale, provocando erosione, desertificazione e distruzione della foresta.

Insediamenti in America Settentrionale

Il primo insediamento nell’America Settentrionale avvenne nel 1606 dalla Compagnia della Virginia. Il decollo di questa compagnia non fu però facile: la mortalità fra i coloni era molto alta per via dell’ambiente difficile, paludoso e caldo-umido. Fortunatamente la Virginia trovò nelle piantagioni di tabacco un investimento realmente redditizio che fu frenato inizialmente dalla mancanza di manodopera. Dal 1670 in poi incominceranno le importazioni di schiavi neri e si svilupperà un altro fenomeno: la servitù a contratto. A cavallo tra il Sei e il Settecento in Virginia vennero riprodotte le strutture sociale dell’Inghilterra. Si formò inoltre una nuova colonia, il Maryland, che presentava un carattere ancora più aristocratico, e successivamente la Carolina. In ambedue si coltivava oltre al tabacco, anche il riso e la pianta tintoria dell’indaco.

Fondazione della Nuova Inghilterra

Dal 1620 a 800 chilometri dalla Virginia nacque una nuova colonia: la Nuova Inghilterra, formata da fuggiaschi inglesi e da anticonformisti che si sottraevano alle pretese di Carlo I e della chiesa Anglicana. Questi, i cosiddetti puritani, volevano costruire una comunità esclusivamente ispirata alla purezza dei modelli biblici. I padri pellegrini sbarcarono nel novembre del 1620 nel luogo dove fu fondata New Plymouth. La nuova civiltà pian piano viene sempre più popolata da immigrati inglesi, ma una vera svolta si avrà nel 1629 quando un gruppo di puritani inglesi costituì una compagnia che mise a disposizione le risorse necessarie per lo sviluppo di una nuova colonia di popolamento. Nacque così il Massachusetts. Il regime di questa colonia era basato sul rigido moralismo del calvinisti strettamente legato alla religione, tant’è che venivano applicate pesanti pene per i bestemmiatori e gli erettici come i battisti e i quaccheri che vennero espulsi. Il comportamento dei puritani nei confronti del pellerossa fu un rapporto basato sulla caccia e lo sterminio: iniziarono così delle guerre che dureranno fino agli anni 80 del XIX secolo.

Espansione delle colonie americane

I coloni della Nuova Inghilterra si spinsero alla ricerca di nuove terre, fondando il Connecticut. Nel frattempo nacquero altre colonie dipese dall’iniziativa degli anticonformisti cacciati dai puritani dal Massachusetts come: Providence, Rhode Island, New Hampshire. Tutte basate sulla teoria della libertà religiosa di Roger Williams, i quali seguaci riuscirono a stabilire buoni rapporti con i pellerossa, comprando a un prezzo equo le terre in cui stabilirsi. La Nuova Olanda, colonia appartenente agli olandesi, venne ceduta agli inglesi nel 1664, i quali la rinominarono New York. Altre colonie che sorsero furono nell’America centrale il New Jersey, il Delaware e la Pennsylvania, fondate dai quaccheri.

Conflitti tra inglesi e francesi

Dopo il 1750 in America settentrionale vi erano da una parte le potenti e sviluppate colonie della Virginia e della Carolina, dall’altra le colonie francesi del Canada e della Louisiana che contavano poche migliaia di persone. Questa differenza sostanziale era compensata dai rapporti con i pellerossa i quali risiedevano al centro tra colonie inglesi e francesi. Le primo avevano un rapporto invasivo e violento, le seconde di amicizia. Infatti, durante le mire espansionistiche inglesi per territori da coltivare, i francesi seppero fronteggiarli adeguatamente grazie al rifornimento di armi e di buoni consigli da parte degli indiani.

Gli scontri di frontiera divennero guerra aperta. In un primo momento ebbero la meglio i francesi, ma non appena il conflitto venne a intrecciarsi con la guerra dei Sette anni l’Inghilterra movimentò tutte le forze navali e terrestri, coinvolgendo nello scontro anche le colonie inglesi centro-settentrionali. I francesi, in minoranza e sostenuti solo dagli indiani e dagli Spagnoli, persero così, dopo la pace di Parigi del 1763, il Canada, il Québec e Montreal, dovendo inoltre ricompensare l’alleata Spagna con la rinuncia ai diritti sulla Louisiana in suo favore. Nonostante fossero divenuti i principali possessori del Nord America, gli inglesi ebbero in quello stesso anno la proibizione da parte del re Giorgio III di ogni insediamento a occidente dei monti Allegheny, in quanto non voleva più essere coinvolto in guerre fra coloni e pellerossa.

Indipendenza delle colonie americane

Ogni colonia americana era indipendente l’una dall’altra. Queste avevano più rapporti con l’estero che fra di esse stesse. Tutte quante avevano una struttura politica simile: un governatore che agiva in nome della corona affiancato da un’assemblea elettiva basata a suffragio censita rio più o meno ristretto che escludeva le minoranze religiose. Le colonie meridionali erano caratterizzate dall’economia di piantagione (tabacco), dalla forte diffusione della schiavitù, da una aristocrazia terriera priva di titoli e privilegi ereditari e dall’indiscussa autorità della Chiesa anglicana che non si traduceva in autorità politica. Nelle colonie del centro si trovavano le città e i porti caratterizzate da un’economia più dinamica, da una piena tolleranza religiosa e dalle piccole proprietà terriere. Nelle colonie del nord, caratterizzate anch’esse dalle piccole proprietà terriere, vi era la tradizione puritana, intollerante nei confronti dei non appartenenti alla chiesa calvinista.

Tutte le colonie erano sottoposte a una legislazione mercantilistica che limitava le attività produttive e commerciali. Le colonie dovevano infatti avere rapporti commerciali solo con l’Inghilterra e non potevano produrre prodotti finiti ma comprarli dalla madrepatria. Quindi oltre a pagare l’importazione delle materie prime in Inghilterra, dovevano anche pagare l’esportazione di quelle finite dalla madrepatria. Gli americani non rispettavano del tutto queste leggi in quanto veniva praticato i contrabbando il quale veniva accettato come un fatto inevitabile dagli stessi governatori regi. Nel 1763 il governo inglese stabilì che a causa della guerra combattuta contro la Francia era giunto il momento di contribuire a un bilancio statale più pesante del precedente.

Rivolte contro il controllo inglese

Dal 1764 il controllo inglese sul contrabbando divenne più accentuato, tant’è che entrò in vigore la legge dello Stamp Act, che imponeva il pagamento di un bollo su determinati prodotti. I coloni, che non avevano rappresentanti nel parlamento di Londra, si opposero rivendicando i loro diritti di inglesi e boicottando le merci inglesi, costringendo quindi a revocare il bollo. Nonostante ciò, nel 1766 con il Declaratory Act, venne comunque approvato il potere del parlamento e del re di sottoporre i coloni alla legislazione fiscale britannica. La situazione di aggravò a causa di imposizioni di dazi di importazione su prodotti come il tè e la carta. Si arrivò al culmine con la decisione del parlamento di avvantaggiare la East India Company, autorizzandola a vendere direttamente il suo tè alle colonie che scaturirà il Boston Tea Party. Nel 1773 i coloni rivoltosi rovesciarono un carico di tè di una nave della Compagnia presso il porto di Boston attirando su di essi un’immediata repressione da parte del parlamento britannico.

Dichiarazione d'indipendenza americana

Questo sarà l’episodio che darà il via al processo di indipendenza americana. Nel settembre del 1774, infatti, verrà costituito un primo Congresso di delegati moderati delle colonie che invocavano l’aiuto da parte del re Giorgio III a intervenire sulla tirannia del Parlamento. Poco ci volle a capire che il re stesso mirava alla sottomissione dei coloni, di conseguenza si formò un secondo congresso di delegati nel maggio del 1775 che decise di procedere costruendo un esercito di liberazione comandato dal George Washington.

L’anno successivo il Congresso di Philadelphia nominò una commissione composta da i rappresentanti di tutte le colonie americane, la quale stilò un progetto di Costituzione. Il 4 luglio venne approvata la Dichiarazione d’indipendenza a cui aveva dato un contributo essenziale Thomas Jefferson, il quale rivendicò i concetti filosofici degli illuministi Locke, Montesquieu e Rousseau dei diritti naturali dell’uomo. Nel momento in cui questi vengono a mancare, le popolazioni assoggettate hanno il diritto di istituirsi autonomamente un governo fondato su tali principi. Dopo un inizio promettente nella seconda metà del 1776, nel corso del 1777 la guerra incominciò a mettersi male per i coloni, i quali, nonostante non fossero esperti quanto gli eserciti inglesi, ebbero una notevole resistenza.

Alleanze e trattati di pace

Nel 1778, grazie a Benjamin Franklin, gli americano riuscirono ad ottenere un alleanza con le colonie francesi, le quali si videro le porte spalancate per una rivincita della Guerra dei sette anni. L’anno successivo a sostenere i ribelli americani ci fu anche la Spagna. Il crescere dei costi della guerra indusse il parlamento inglese ad intavolare trattative con i rappresentanti delle colonie americane e fu così che la pace venne negoziata da Benjamin Franklin e nel novembre del 1782 e nel 1783 le colonie riconosciute some Stati Uniti D’America. La Francia ottenne una sua ricompensa simbolica con l’isola di Tobago nelle Antille e la costa africana del Senegal mentre la Spagna, non potendo recuperare Gibilterra otterrà la Florida.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali coltivazioni nelle Piccole Antille durante la colonizzazione?
  2. Durante la colonizzazione delle Piccole Antille, gli inglesi, francesi e olandesi trapiantarono inizialmente il tabacco e successivamente la canna da zucchero, grazie a una terra fertile e a manodopera a basso costo, come indicato nel testo.

  3. Come si sviluppò la manodopera nelle piantagioni della Virginia?
  4. Nella Virginia, la manodopera nelle piantagioni di tabacco inizialmente era scarsa, ma dal 1670 iniziarono le importazioni di schiavi neri, insieme allo sviluppo della servitù a contratto, come riportato nel testo.

  5. Quali erano le caratteristiche della Nuova Inghilterra e dei suoi coloni?
  6. La Nuova Inghilterra, fondata da puritani in cerca di libertà religiosa, si caratterizzava per un regime moralista e intollerante, con pesanti pene per gli eretici e un rapporto conflittuale con i nativi americani, come descritto nel testo.

  7. Quali furono le conseguenze della guerra tra inglesi e francesi in America?
  8. Dopo la guerra dei Sette anni, gli inglesi acquisirono il Canada e la Louisiana, ma furono costretti a proibire nuovi insediamenti a ovest degli Allegheny per evitare conflitti con i nativi, come evidenziato nel testo.

  9. Come si sviluppò il processo di indipendenza americana?
  10. Il processo di indipendenza americana iniziò con il Congresso di delegati nel 1774 e culminò con la Dichiarazione d'indipendenza del 4 luglio 1776, redatta da Thomas Jefferson, che richiamava i diritti naturali dell'uomo, come riportato nel testo.

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