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L'età del rinascimento e della riforma.


L'Europa dal 15° al 16° secolo, il Rinascimento.

Il rinascimento va dal 15° al 16 secolo. In Europa si caratterizza per il progrsso economico e dal punto di vista storico per la scoperta del nuovo mondo, dalla rottura religiosa operata dalla riforma protestante, dalla fioritura culturale dell'umanesimo e del rinascimento, dalla rivoluzione scientifica e dalla nuova concezione dell'universo.
Tuttavia sul piano economico permangono equilibri e contraddizioni poichè mentre si afferma un'economia mercantile di tipo capitalista nelle campagne restano i tratti di un'economia feudale.
All'interno dell'Europa aumenta il divario tra la parte occidentale (più avanzata) e la parte orientale (più arretrata). La borghesia ssume un ruolo economico rilevante, ma solo in città, i contadini continuano a non avere peso sociale. Ad oriente si intesssifica l'espansione dell' impero turco ottomano che minaccia anche l'occidente.

In occidente intanto le monarchie di Francia Inghilterra e Spagna rafforzano il potere centrale e diventano protagoniste della scena politica europea.
Con la riforma protestante di Martin Lutero, termina l'unità religiosa cristiana dell'occidente, fino al concilio di Trento con il quale la chiesa consolida la propria struttura organizzativa.

La rottura di un mondo chiusa e dell'”altro”

Nel 16° secolo la scoperta del nuovo mondo (1492 Cristoforo Colombo) produrrà effetti che rivoluzioneranno tutti gli aspetti della civiltà occidentale. Il fulcro del continente si sposta verso nord e verso l'Atlantico. Gli esploratori del nuovo mondo si trovano a confronto con popolazioni e tradizioni totalmente diverse da quelle europee.
Ciò provoca da una parte l'affermazione dell'euro centrismo che giustifica la sottomissione e la riduzione in schiavitù dei così detti selvaggi, dall'altra parte si riconosce invece la dignità delle culture diverse. Il contato con le popolazioni del nuovo mondo suscita interrogativi quali il dilemma se i così detti selvaggi fossero buoni o cattivi e se essi possedessero o meno un'anima.

Firenze capitale della nuova cultura.

In questo periodo in Italia, abbiamo una progressiva decadenza, dovuta alla perdita della sua centralità commerciale. Politicamente è caratterizzato dalla presenza di alcuni stati regionali i quali non hanno la capacità, di unificare la penisola, che diviene terra di conquista per Francia e Spagna.

Il Rinascimento, da un punto di vista culturale, conosce una nuova fioritura, il suo centro è Firenze sotto la signoria dei Medici, artefici della sua magnificenza. Infatti possiamo notare come tutti i più grandi intellettuali e letterati dell'epoca operavano a Firenze. Ricordiamo fra essi Brunelleschi, Botticelli, Paolo Uccello, Lorenzo Ghiberti e naturalmente Leonardo Da Vinci.

Gli intellettuali la nuova organizzazione della cultura.

L'invenzione della stampa a caratteri mobili (Gutenberg) intono alla metà del 15° secolo, produce profondi cambiamenti nella società e nella cultura, infatti grazie ad essa abbiamo la divulgazione delle opere greche e latine, la diffusione degli scritti di Lutero e della Bibbia, ovviamente nelle lingue nazionali europee. Nel 15° e 16° secolo c'è la nascita di moltissime nuove università, nelle quali ha sede la cultura ufficiale che però in diversi casi dà segni di crisi sopratutto dove è più forte la presenza della Scolastica. In alcune di queste comincia a farsi strada la nuova cultura, per l'ingresso come insegnati di intellettuali rinascimentali.
Comunque i luoghi in cui lo scambio delle nuove idee è più forte sono le corti signorili e le accademie, in particolare quelle di Firenze Napoli e Roma.
Nascono inoltre le gradi scuole umanistiche, dove s afferma un ideale educativo basato sulle arti liberali e sugli studi classici per la realizzazione di uno sviluppo armonico di tutte le capacità di un individuo.
Uno degli aspetti più importati della nuova cultura è la laicizzazione della cultura. Gli intellettuali trovano impiego presso signori e monarchi (Mecenatismo). Spiccano fra questi Leon Batista Alberti e Leonardo da Vinci che spaziano in diversi campi della cultura.

In questo periodo si introducono nuovi rapporti tra le discipline cade il pregiudizio verso le arti meccaniche considerate fino ad allora indegne dell'uomo libero, e si mostra apprezzamento verso l'attività di tecnici artigiani e ingegneri. Il sapere non è più solo pura contemplazione.

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